Con questo speranzoso articolo vi auguro buon anno.
Che sia un 2011 propizio e carico di novità per questo Paese ingessato hefico:


2010: l'anno buio di B. - La fermata - Cadoinpiedi

Siamo alla fine dell'anno e agli inizi del 2011. E allora tutti ci mettiamo il cappellaccio del mago e cerchiamo di capire cosa ci riserveranno i mesi prossimi, magari facendo prima un bilancio di quello che è stato l'anno precedente.
Il 2010 è stato l'anno della crisi di Silvio Berlusconi e del berlusconismo, il suo sistema di potere. Ma soprattutto lui, come persona, è entrato in una crisi profonda che ha avuto qualche segnale anche nel calo dei sondaggi e poi nella perdita della maggioranza in Parlamento.

Come si evolverà questa crisi del berlusconismo? Questa perdita di fascino e di credibilità di Silvio Berlusconi anche presso il suo stesso elettorato? Alcune cose sono evidenti: le promesse del Premier non sono state mantenute. La spazzatura continua a stare a Napoli, l'Aquila non è stata ricostruita, gli italiani non hanno meno tasse, ma anzi pagano più tasse, non sono diventati più ricchi, il sogno che Berlusconi ha promesso ai suoi elettori non si è verificato. Adesso c'è da capire questa crisi del berlusconismo e questo addio degli italiani a Berlusconi quanto durerà.

Già all'interno del centro-destra si è creata una frattura che è la grande novità del 2010. Non dimentichiamo, poi, che il centro-sinistra non ha brillato, non ha saputo dimostrare né un leader, né un programma, né delle capacità alternative a Berlusconi. Sicuramente abbiamo registrato l'emergere di un personaggio, Gianfranco Fini, con un manipolo di suoi, purtroppo non abbastanza abili da far cadere il governo, quindi con grandi difficoltà interne e anche con grandi dimostrazioni di capacità limitate a ottenere risultati, che però ha posto questo problema: può esistere in Italia una destra che non sia Berlusconi. Nel 2011 avremo di fronte questo problema, questo dato di fatto: si può essere di centro-destra in questo Paese senza essere berlusconiani, anzi essendo ferocemente antiberlusconiani, perché Fini e i finiani hanno dimostrato di essere più coraggiosi e più critici nei confronti di Berlusconi anche rispetto agli oppositori del centro-sinistra.

Questa è la grande novità politica. Vedremo, invece, quando succederà, quando si concretizzerà la crisi di Berlusconi? Quali capacità Berlusconi avrà di recuperare dal punto di vista politico, comprandosi per esempio parlamentari come ha già fatto in questo ultimo scorcio di 2010. Ma per capire questo, purtroppo, bisognerebbe avere il cappellaccio del mago che dicevo prima.

Chi nel 2010 ha fatto opposizione in maniera molto vigorosa è stata l'Italia dei Valori. Ma anche Italia dei Valori in questo ultimo scorcio dell'anno è stata attraversata da una crisi interna abbastanza profonda e grave. C'è un'ala dentro l'Italia dei Valori, quella che fa riferimento grossomodo a Luigi De Magistris, che critica la leadership di Antonio Di Pietro. Di Pietro sarebbe colpevole, secondo De Magistris e gli altri, di aver portato dentro il partito molte persone che nel corso di questi anni hanno tradito fino agli ultimi, fino a Scilipoti , una figura dello spirito Scilipoti, colui che si vende a Berlusconi salvando il nemico. O meglio, quello che fino al giorno prima era il nemico.

C'è uno scontro interno all'Italia dei Valori e questo scontro dovrà essere in qualche modo ricomposto perché se si perde un punto di riferimento come quello dell'Idv che ha concentrato le persone più coraggiosamente portatrici di un programma contro Berlusconi, allora non si andrà da nessuna parte. E' necessario che dentro l'Italia dei Valori si faccia chiarezza, che non ci si disperda in lotte interne. Si faccia chiarezza e si ponga fine all'anomalia dell'Italia dei Valori, ammessa dallo stesso Di Pietro, e cioè quella di avere un partito personale. Di Pietro ha dovuto nella prima fase della costruzione dell'Italia dei Valori, costruire attorno a sé, al suo nome, alla sua figura, un partito. Lo ha fatto mettendo il suo nome e la sua faccia, perché altrimenti non si riusciva a coagulare un consenso degli italiani.
Questa fase ormai dovrebbe essere terminata. Adesso i nodi devono venire al pettine: o si arriva a una gestione collettiva del partito e a un superamento anche della selezione interna alla classe dirigente, oppure sarà perso un contenitore che è stato importantissimo perché è stato il partito che negli ultimi anni ha fatto vigorosamente opposizione, più del Partito Democratico.

Un altro protagonista del mondo dell'opposizione e del cambiamento del nostro Paese, per sconfiggere questo regime berlusconiano, è il Movimento 5 Stelle, che fa riferimento in qualche modo a Beppe Grillo. E' un protagonista che ha saputo, credo giustamente, tenersi fuori da ogni diatriba parlamentare, politica. Un protagonista che non si è contaminato con il ceto politico attuale. Non so se riuscirà a dimostrare un suo peso, però credo che il 2011 sarà interessante anche da questo punto di vista, perché la crisi del sistema dei partiti di destra e di sinistra, nel nostro Paese è tale che portando facce nuove, metodi nuovi dentro la politica italiana, si può avere uno spazio, un peso e un ruolo molto importante.

Per concludere, ci togliamo il cappellaccio dei maghi che cercano di fare le previsioni. Una cosa, però, possiamo farla: e cioè augurare davvero un buon 2011 a tutti.