Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 3/11 del 15 gennaio 2011, San Mauro abate
Rassegna stampa del 15.01.2011 (i titoli sono redazionali)
Vuoi diventare santo? Bacia il corano!
Restaurazione ratzingeriana: il 1 maggio 2011 vi sarà la "beatificazione" di Giovanni Paolo II, famoso per aver baciato una copia del corano. Seguirà un motu proprio per baciare il corano tradotto in latino?
150 anni di scandali democratici e patriottici
A partire dal 1860, quando lo scandalo delle ferrovie siciliane investì anche Giuseppe Garibaldi, impegnato nelle "imprese epiche" che porteranno all'Unità d'Italia, sono tanti i casi di corruzione, tangenti e maliaffari che, di epoca in epoca e fino ai giorni nostri, hanno investito la lucrosa gestione delle strade ferrate del "Belpaese". Un mal vezzo, evidentemente, con radici storiche molto profonde. Scrive lo storico Rino Camilleri, sulla rivista Historia in un articolo dal titolo Ferrovie dello scandalo (n. 426/1993), che Garibaldi, nonostante il re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone avesse già firmato una concessione con una società internazionale rappresentata da Gustave Delahante (dietro cui stavano i Rotschild), sbarcato a Marsala, volle affidare l'incarico "ai banchieri livornesi, Adami e Lemmi, tra i finanziatori dell'impresa garibaldina". Prima che lo scandalo investisse la questione, il decreto firmato da Garibaldi per la gestione dei lavori per realizzare le strade ferrate, venne modificato in Parlamento perché, denunciarono alcuni deputati, "lo staff di Garibaldi aveva assunto impegni che esulavano dai limiti eccezionali della dittatura". Lo scandalo scoppiò quando un giornale napoletano Il Nazionale pubblicò i capitolati del progetto e si scoprì che "la società Adami-Lemmi aveva lucrato cento milioni di ducati oltre i primi previsti dal contratto, che per giunta era molto più oneroso per lo Stato di quanto lo sarebbe stato quello con la compagnia Talabot-Delahante", scrive ancora Camilleri. In seguito a questo, il neo "ministro di Napoli" si dimise. (…)
(Fonte: Da Garibaldi alle "lenzuola d'oro": gli scandali che hanno investito le Ferrovie italiane | tiscali.notizie )
Perdere la bussola
Su La Bussola (del 10.1.2011 e del 13.1.2011), quotidiano on-line dei ratzingeriani conservatori, in due articoli Vittorio Messori ha difeso la rivoluzione risorgimentale. Tra l’altro ha scritto che: “Nessuno dei cattolici che pensano vorrebbe ritornare al Papa Re e allo Stato Pontificio”. Evidentemente Pio IX, Leone XIII e i tutti i cattolici intransigenti non pensavano. O meglio: non pensavano alla carriera.
La breccia massonica nell’Italia cattolica, papalina e tridentina
"L'Italia Unita è una risorsa di democrazia e di civiltà per l'Europa intera. Oggi inizia la grande avventura di chi non vuole relegare la Bandiera nel cassetto dei ricordi museali, di chi non vuole scoprire targhe o fare rievocazioni senz'anima ma intende invece riscoprire gli ideali, la forza morale e la progettualità politica che hanno costruito la forza di un Paese uno e indivisibile, come i nostri padri lo hanno voluto". Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, parla dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che si aprono oggi a Reggio Emilia, la città dove 214 anni fa nacque il Tricolore. (…)
(Fonte: notiziariomassonicoitaliano.blogspot.com del 7 gennaio 2011)
Mercato degli eletti e degli elettori
(…) La corruzione che noi vediamo in Parlamento, con deputati comprati e venduti, è solo la più evidente, ma non è la più importante. Perché la corruzione vera, più vasta, avviene prima comprando gli elettori. I partiti hanno bisogno del consenso e se lo comprano. Con le pensioni baby, con le pensioni d’oro, con le pensioni di invalidità fasulle, con quelle di vecchiaia tarroccate, con le casse integrazioni protratte all’infinito (tutte cose pagate dal resto della cittadinanza) e col clientelismo. L’ultimo esempio è lo scandalo romano di Atac e Ama. Mentre mezza Italia giovanile è in cerca di lavoro, i politici e i loro portaborse piazzano i propri figli, i propri nipoti, i propri cognati, le proprie mogli, le proprie fidanzate, le proprie amanti in posti sicuri. Ho conosciuto il giovane Alemanno. Era un ragazzo pieno di ideali, un po’ contorto perché soffriva sinceramente delle proprie contraddizioni. Se anche lui c’è cascato vuol dire che non è una questione di uomini ma strutturale. Del resto lo scandalo romano non è che l’ultima espressione del famoso "sistema Mastella" che non riguarda, ovviamente, solo l’onorevole Mastella, che anzi ha almeno l’onesta impudicizia di non negarlo; ma ogni capobastone della classe dirigente democratica.. (...)
(Da Il Gazzetino del 18 dicembre 2010, di Massimo Fini)
I sommi sacerdoti del Vitello d’Oro
A proposito di complottisti: dedichiamo questo commento a Pigi Battista e a tutti quelli che sostengono sempre, invariabilmente, le versioni ufficiali. Adesso ne abbiamo una nuova, quasi ufficiale ma, sfortunatamente, complottista al cento per cento. E’ del New York Times, e scommetto un milione di euro che né Pierluigi Battista, né Riotta, né De Bortoli, né nessun altro di questa risma ne parlerà ugualmente, anche se viene dal New York Times. Sembra una favoletta: ci sono nove-banche-nove, che si riuniscono una volta al mese da qualche parte a Manhattan, per decidere quanti milioni di disoccupati creare, quanta gente ridurre alla disperazione, quanti bambini devono morire di fame – in Africa, in Asia, non importa dove. Volete sapere i nomi? Eccoli. JP Morgan, Goldman Sachs, Union de Banques Suisses (Ubs), Crédit Suisse, Barclays, Citigroup, e altre ancora. Questo è il centro del potere mondiale. E’ da qui che si irraggiano le manovre speculative, è qui che si complotta, è qui che si inventano i ricatti contro i governi, è qui che si disfano e si fanno i governi, è qui che si decide quali ministri bisogna mettere, in quale governo. Bene: questo è un complotto o non è un complotto? Come la mettiamo? (…) Perché se le cose stanno così, se questi signori – in nove – sono più forti del presidente degli Stati Uniti d’America (e lo sono per davvero), allora che cosa ne è della democrazia in questo mondo? Che cosa ne è della democrazia liberale dell’Occidente? E chi avrà il coraggio di mettere all’ordine del giorno di un governo qualsiasi di questa Europa la questione di spiccare un mandato di cattura contro questi delinquenti ciechi, che rappresentano tutti insieme la scimmia al comando che sta trascinando il mondo in un baratro? Ecco, la domanda è questa: chi avrà questo coraggio?
(Fonte: Libre - associazione di idee del 22 dicembre 2010, di Giulietto Chiesa)
USA: Unione Spie d’America
La famigerata Agenzia per la Sicurezza Nazionale (Nsa) americana - il Grande Fratello che spia tutte le attività e comunicazioni elettroniche della popolazione Usa (e non solo) e a cui Obama ha affidato lo scorso anno la guida del neonato United States Cyber Command - ha annunciato l'inizio dei lavori per la costruzione di quello che sarà il centro informatico militare più grande e sofisticato del pianeta. Il supercervellone della potente organizzazione guidata dal generale Keith Alexander - un impianto informatico dell'estensione di un ettaro inserito in un edificio superprotetto di circa 10 ettari - sorgerà nel 2013 nelle desolate praterie dello Utah, una quarantina di chilometri a sud di Salt Lake City, vicino alla base militare della Guardia Nazionale di Camp Williams. La Nsa ha spiegato che il Data Center dello Utah (Utc) sarà la componente essenziale per la messa in pratica della strategia di cyber-sicurezza nazionale (la Comprehensive National Cybersecurity Initiative - Cnci - varata da Bush nel gennaio 2008) e la sala-macchine distaccata del Cyber Command di Fort Meade, nel Maryland (dove ha sede anche la Nsa). ''L'America ha bisogno di difendere il suo cyber spazio come difende il suo territorio'', ha dichiarato il senatore dello Utah, Orrin Hatch. ''Il Data Center servirà a difendere i computer del Pentagono dalla crescente minaccia dei cyber attacchi da parte di hacker e giocherà un ruolo fondamentale nell'aiutare il Dipartimento per Sicurezza Interna a garantire la sicurezza del sistema informatico governativo, finanziario e di telecomunicazione''. La nuova super struttura della Nsa/Cyber Command è destinata a suscitare nuove preoccupazioni nelle associazioni americane per i diritti civili e la difesa delle libertà dei cittadini, secondo le quali dietro la crescente militarizzazione del cyber spazio si nasconde la volontà del governo Usa di aumentare il controllo e la sorveglianza sulla popolazione. (…)
(Fonte: it.peacereporter.net del 10 dicembre 2011)
I due nemici della Terra Santa
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, ha pronunciato ieri un discorso per salutare i vescovi dell’Europa e del Nord America durante il loro pellegrinaggio annuale in Terrasanta. E ha parlato della preoccupazione dei cristiani per la crescita di due forme di estremismo religioso: quello islamico e quello della destra israeliana. Il patriarca Twal ha ricordato il Sinodo per il Medio Oriente, svoltosi nell'ottobre scorso in Vaticano. Nelle conclusioni del Sinodo era scritto: “L’attenzione del mondo intero dovrebbe focalizzarsi sulla tragica situazione di alcune comunità nel Medio Oriente, che soffrono ogni genere di prove talvolta fino al grado del martirio”. Il patriarca dei Latini ha detto che “esperienze dolorose ci hanno portato a scrivere queste parole. Che si sono rivelate però profetiche, quando pensiamo agli eventi di Baghdad e dell’Egitto”. Ed ha aggiunto: “Confesso che la nostra gente ha perso fiducia nei discorsi e nelle visite di personalità di primo piano sia politiche che religiose. Ha bisogno di vedere passi concreti sul terreno, per una maggiore pace e dignità. Siamo ancora molto preoccupati per due estremismi: quello musulmano con i suoi attacchi contro le nostre chiese e i nostri fedeli, e quello della destra israeliana, che invade sempre di più Gerusalemme, , cercando di trasformarla in una città solo ebraico-giudaica, escludendo le altre fedi”. (…)
(AsiaNews del 12 gennaio 2011)
Fratelli d’Albania la linea telefonica s’è desta
La società Teleperformance di Taranto si è aggiudicata l'appalto del call center Alitalia. Ma a rispondere saranno gli operatori albanesi di Tirana e Durazzo.Teleperformance è una delle maggiori aziende italiane di call center. Controllata da una multinazionale francese, ha una sede a Taranto con più di 1.900 operatori che da giugno però subiscono una consistente riduzione di orario e salario, a causa del contratto di solidarietà introdotto per evitare circa 600 licenziamenti.L'azienda si è aggiudicata l'appalto per il servizio clienti di Amazon.it, la filiale italiana del notissimo servizio di vendite on line e, soprattutto, l'appalto per il call center Alitalia.Il sindacato del settore, Slc-Cgil, ha lanciato un allarme: a rispondere ai clienti Alitalia non sarebbero gli operatori di Taranto ma quelli dei call center albanesi di Teleperformance di Tirana e Durazzo.Una nuova grana della "globalizzazione imperante" che ricadrà anche sul governatore della Puglia Niki Vendola, particolarmente impegnato contro le politiche dell'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne.
(Segnalato da: NoReporter.org [[[ Altrainformazione del 12 gennaio 2011)
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