SOLO LA LEGA PUO' STACCARE LA SPINA AL GOVERNO
Di ANDREA MANCIA - A prima vista oggi è stata la giornata della riconciliazione tra Berlusconi e la coppia (sempre piu' "di fatto") Bossi-Tremonti. In un'intervista a "Studio Aperto" il premier ha negato qualsiasi attrito con gli alleati leghisti e con il superministro dell'Economia. "Nulla di vero - ha detto - Sono chiacchiere al vento, totalmente inventate". Dicendosi convinto che "entro la fine di gennaio in Parlamento ci saranno condizioni per consentirci di portare a termine la legislatura e di portare a termine il programma". "L'Italia - secondo Berlusconi - ha bisogno di tutto, tranne che di elezioni anticipate: ha bisogno di stabilità è continuità, la chiedono tutti i protagonisti più importanti della nostra società, dall'industria alla Chiesa Cattolica, vuol dire che questa è una richiesta davvero fondata".
Alle ottimistiche dichiarazioni di Berlusconi hanno fatto eco, pochi minuti più tardi, quelle un po' più criptiche del leader del Carroccio. All'ipotesi di elezioni anticipate a marzo, ventilata dai giornalisti, Bossi ha risposto con una previsione metereologica: "Con questo sole, direi di no". "In certi giorni - ha per aggiunto il leader della Lega - c'è il sole e in certi altri meno. La politica è lo stesso. E' fatta da persone. Io comunque sono ottimista di natura: so che il federalismo lo porto a casa e quindi tutto il resto lo metteremo a posto".
Dietro alla quiete ostentata dai due "litiganti" (almeno secondo i retroscenisti dei principali quotidiani italiani), aleggia in ogni caso lo spettro di un divorzio annunciato. Con l'Udc che ha scelto (seguendo l'invito di Napolitano) una linea di basso profilo, Fli in fase di consolidamento e il Pd assente ingiustificato ormai da tempo, l'unico vero impedimento alla strategia di galleggiamento scelta dal premier è proprio la Lega, apparentemente l'alleato più affidabile della coalizione di governo. Che interesse avrebbe il Carroccio, infatti, a passare l'ultima fase della legislatura in un governo condannato a restare sul filo del rasoio in aula e nelle commissioni? A meno di clamorosi travasi parlamentari - spesso annunciati e mai realizzati - la Lega è perfettamente cosciente che i numeri per far passare i decreti attuativi necessari al compimento della riforma federalista, molto semplicemente, non ci sono. Meglio staccare la spina, dunque, e affrontare con il vento in poppa dei sondaggi la sfida elettorale. Gli interessi di Lega e Pdl, insomma, sono prima o poi destinati ad entrare in rotta di collisione: bisogna solo capire se accadrà in tempo per votare a primavera.