“Il profilo tradizionale di Mosca, con le sue verticali di cupole oblique
e i campanili, affogò nella città moderna, ma rinacque
su una nuova scala segnata dagli ‘edifici elevati’,
conservando così la sua inconfondibile linea del cielo”[1]

PREMESSA STORICA

Quando si cerca di ricomporre il percorso storico di formazione, strutturazione ed espansione dell’Impero Russo, ci si trova dinnanzi ad un compito di vaste proporzioni. Le fasi e le transizioni che hanno prodotto i principali cambiamenti si raccolgono, infatti, in circa 1200 anni, nei quali si intensificano una serie di avvenimenti epocali e sconvolgenti, capaci di determinare una vicenda straordinaria in una maniera praticamente unica nel suo genere. Dalla conversione del Principato della Rus’ di Kiev, la storia dell’Impero più vasto in epoca moderna, lega la sua tradizione politica al Cristianesimo. Diversamente dal contesto europeo, il passaggio dalle credenze pagane e politeistiche a quelle bibliche non avviene in circostanze estreme o mal sopportate (come ad esempio nella Germania dei Sassoni), ma riesce nella sostanziale conversione di tutto il territorio.

La discesa di Svjatoslav lungo il Caucaso, nel tentativo di strapparne le regioni dal controllo dei Cazari, aveva già favorito, infatti, un primo incontro tra Bisanzio e il Principato di Kiev, come, del resto, la madre Olga si era convertita già da diverso tempo, similmente a quasi tutti i popoli slavi dell’Europa centro-orientale. Il percorso storico entro cui avviene la fondamentale sintesi tra le genti della Rus’ e la religione cristiana orientale ricopre un arco di tempo lungo circa ottanta anni, riassunti nel fondamentale episodio della conversione del Principe Vladimir I, ad emblema di un decisivo primo rinnovamento imperiale.

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