Rif: I DUE VENTICINQUE LUGLIO
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Originariamente Scritto da
Candido
certo il 25 luglio 43 fu una catastrofe, avvenuta troppo tardi per sperare in un po' di indulgenza da parte degli alleati e inoltre il Re scelse la peggiore persona possibile per gestire la crisi, il famigerato Marescialo Badoglio
Fossimo riusciti a sganciarci qualche mese prima, comunque quando eravamo ancora presenti in Africa e quando gli alleati non erano ancora in Sicilia, forse le cose sarebbero state diverse, una cosa è certa: la transizione post mussoliniana andava gestita da fascisti moderati (Grandi, Bottai, Bastianini, Albini) e non dai militari
Un altro segnale importante sarebbe stata l'abdicazione tempestiva del Re Vittorio Emanuele III troppo compromesso col fascismo e forse anche quella del principe Umberto a favore di una reggenza in favore degl figlioletto VEIV
secondo me badoglio non va considerato malissimo. semplicemente era la personificazione dell'esercito, nel bene (poco, visti i risultati) e nel male.
tolto il partito, l'unica cosa che teneva in piedi la nazione erano le forze armate, che erano potenti ed organizzate. badoglio era l'ufficiale più rappresentativo. il re non poteva che affidarsi all'esercito per mantenere l'ordine pubblico aspettando la fine della guerra (credo che avessero più paura della rivoluzione che degli alleati e dei tedeschi messi insieme).
l'errore più grosso di badoglio e del re è stato di attendere gli eventi e agire lentamente. già il 26 luglio dovevano arrestare i tedeschi sul suolo italiano e "scambiarli" con i nostri soldati in balcania, contemporaneamente ritirare le truppe dalla francia. sono cose difficili, ma forse meno dello schifo avvenuto dopo.
non so se c'entra molto, ma nel libro di revelli (poi comandante partigiano di GL), racconta che quando era all'accademia di modena, al momento del siluramento di badoglio (autunno '40) ci fu una sollevazione degli ufficiali che, apertamente, criticarono il regime e mussolini davanti agli allievi, una cosa che l'Autore, in tutta la sua vita non aveva mai sentito (era uno di quelli che "scattava come una molla" nelle varie fasi della sua vita fascista dell'infanzia e dell'adolescenza). a far crollare le sue ultime convinzioni furono i racconti dei reduci d'albania quando lo trasferirono in un reggimento alpino come tenente effettivo. poi lo spedirono in russia...
Rif: I DUE VENTICINQUE LUGLIO
Entrambe le date ricordano dei suicidi : il primo il suicidio della fede scientifica, il secondo della politica fascista. A Dio piacendo & in virtù di una vigilanza costante nelle generazioni dei secoli, nessuna delle due morti sembra destinata a procedere verso la resurrezione.
Rif: I DUE VENTICINQUE LUGLIO
L'intento di Benito Mussolini era quello di creare un nuovo tipo d'italiano, più romano che levantino. Questa è la finalità che un paese grande e serio dovrebbe perseguire. Oggi viene spacciato tutto per razzismo, rientra nelle regole del gioco.
Tanto per chiarire: il razzismo italiano nacque non per scimmiottare i camerati tedeschi, ma da esigenze pratiche come la conquista delle colonie in Africa -la cui gestione non fu differente da quelle brittanniche o francesi nel continente nero, giustamente- e l'atteggiamento antifascista delle comunità ebraiche estere. Senza contare che la difesa dei popoli europei era una tematica sentita agli inizi del 1900 tant'è che lo stesso Mussolini ne fu convinto ancor prima della collaborazione con il Reich tedesco. Per esempio: «Il fascismo è nato da un profondo e perenne bisogno di questa nostra stirpe ariana e mediterranea che ad un dato momento si è sentita minacciata nelle ragioni essenziali della sua esistenza.» è una frase del 1921, durante un discorso del Duce a Bologna. Chiariamo anche il perchè ci trovammo accanto ai tedeschi: dobbiamo parlare dei giochetti subiti dall'Italia sin dalla fine della Grande Guerra da parte della Gran Bretagna e Francia?Per ultima fu la questione etiopica, che decise l'orientamento filo-tedesco dell'Italia fascista. La teorizzazione del razzismo fu non corretta, tant'è che la maggior parte degli studiosi si pentirà nel dopoguerra. Senza contare che l'applicazione dura ed effettiva delle leggi contro gli ebrei si ebbe durante la guerra, quando le influenze tedesche sulla penisola aumentarono. Quindi basta piagnistei!