Scritto da Giuseppe Cuva

L’autobomba fatta esplodere il giorno di capodanno davanti alla chiesa cristiana dei Santi (Al-Qidissine), provocando ventuno morti, ha riportato sotto i riflettori un tema scottante come quello della persecuzione delle comunità cristiane nel mondo.


In Egitto non è la prima volta che la minoranza cristiana copta è vittima di attentati e soprusi da parte della maggioranza musulmana, difesa da uno Stato che spesso lascia impunite le loro malefatte.

Nel Mondo, in quest’anno appena trascorso, le persecuzioni e gli atti terroristici contro i cristiani sono molteplici. Come non ricordare la bomba scoppiata nella chiesa cristiana di Baghdad o a tutti i missionari che in silenzio negli angoli più remoti della Terra aiutano i più bisognosi e spesso sono vittime di terroristi e integralisti che vedono in loro solo ed esclusivamente dei nemici da sopprimere fisicamente?

Dall’India, Al Myanmar, alla Nigeria, alla Cina e in qualsiasi parte del nostro pianeta il problema si sta facendo sempre più serio. Solo Papa Benedetto XVI ha alzato la voce invocando la pace e la tolleranza ed è stato ignobilmente accusato d’ingerenza da parte dell’imam di Al Azhar.

I mass-media sembrano ciechi dinanzi a questi temi: ne parlano due. tre giorni al massimo nei Tg e poi tutto dimenticato come se niente fosse successo, invece quando si parla di preti pedofili o di altre notizie simili interi telegiornali e approfondimenti dedicati all’argomento, che merita attenzione, ma che non deve diventare una specie di manifesto contro i cristiani e la cristianità. In questo modo si rischia di fare di tutta l’erba un fascio dimenticando come ci siano anche sacerdoti che si trovano in realtà difficili in Italia e nel Mondo e che giorno dopo giorno, anche stentando, riescono a compiere azioni e progetti importanti.

Come, però, possiamo pretendere che i cristiani nel mondo vengano rispettati se nemmeno qui in Italia e in Europa non abbiamo rispetto per le nostri radici?

Nell’ultimo calendario della comunità europea tra le festività non è stata annoverata il Natale, per non dimenticare la continua lotta per rispettare le radici cristiane del vecchio continente che dovrebbero essere alla base dei costumi e della cultura di tutte le popolazioni europee.

Anche qui in Italia il poco rispetto verso le nostre radici cristiane si sta facendo sempre più forte.

Non dimentichiamo che meno di un anno fa la Corte di Cassazione europea aveva accolto la richiesta di un gruppo di atei che pretendevano la rimozione del crocefisso da qualsiasi edificio pubblico. Bene una tale azione denota come la cristianità anche nel nostro paese stia vivendo un momento di crisi molto profonda e solo ricordando chi siamo e da dove veniamo possiamo uscire fuori da questa crisi di valori che sta attanagliando la nostra realtà.

La Testata - idee che colpiscono! - La Cristianità Perseguitata e Dimenticata