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Dal mio blog:
La società civile con la FIOM. Gli intellettuali si mobilitano contro Marchionne e firmano un appello a sostegno della FIOM per condannare l'accordo sullo stabilimento di Mirafiori, definito "
l’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft, dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente".
I promotori sono l'inevitabile
Paolo Flores D'Arcais, l'onnipresente
Andrea Camilleri e l'inossidabile
Margherita Hack (che stasera lasciamo stare perché colta in queste ore da
improvviso amore berlusconiano , per la nota vicenda dei Colibrì, e non è bello parlare male di chi ha slanci simili), tra i firmatari tutti o quasi i nomi belli dell'intellighenzia illuminata di questo paese: c'è
Dario Fo, c'è
Franca Rame, c'è ovviamente
Gino Strada, risponde all'appello
Sergio Stanio, figuriamoci se potevano mancare
Furio Colombo e
Piergiorgio Odifreddi e poi c'è
Gianni Vattimo che tra fenomeni, scrittori, geni e premi nobel riesce comunque a spiccare per il suo pedigree.
Vattimo ha tutti i segni particolari dell'Oracolo: è un eurodeputato dell'IdV, è un filosofo, ha un
blog sul sito del Fatto Quotidiano, insomma è uno di quelli che quando parlano vanno ascoltati in silenzio per capire come va il mondo e, soprattutto, come dovrebbe andare.
Mercoledi sera
Gianni Vattimo è intervenuto in diretta alla
Zanzara di
Giuseppe Cruciani, e ha ribadito che
Marchionne è un mezzo nazista, poi, da degno ispiratore della parte migliore della società, civile ci ha spiegato nell'ordine: che
Confindustria è più o meno roba della malavita, che i sindacati che hanno firmato l'accordo di Mirafiori sono paragonabili ai ladri che tengono famiglia e infine ha concluso sposando la decisione "
finalmente indipendente" di
Lula di non estradare
Cesare Battisti perché diversamente sarebbe stato un trionfo dei "
banditi" del governo
Berlusconi. Questo con buona pace delle leggi, delle condanne definitive per omicidio e dei familiari delle vittime che tanto "
non ne caverebbero niente". Amen.
Insomma la morale è che pur di fare un dispetto a Berlusconi va bene anche lasciare un pluriassassino in libertà. Ci sarebbe da stupirsi se queste considerazioni non venissero dalla stessa persona che lo scorso febbraio arrivava ad
ipotizzare una candidatura per
Massimo Tartaglia, decorato sul campo per l'aggressione a Berlusconi a Piazza Duomo. Merito ritenuto però politicamente insufficiente, forse perché Tartaglia non colpì abbastanza forte?
Questa signori è la società civile. Figuriamoci quella incivile...