
Originariamente Scritto da
Erlembaldo
Cristiani fanatici....e soprattutto eretici!
Ipazia
Rino Cammilleri
Poiché non pochi lettori mi avvisano dell'appello in circolazione
circa un film su Ipazia, l'intellettuale pagana trucidata
da un gruppo di cristiani verso il 415, ecco come andò la cosa.
Ipazia non fu uccisa per ordine di s.Cirillo di Alessandria
né per motivi religiosi, bensì politici. I linciatori erano alcuni
eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato
il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che
Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo).
Cirillo cercava di converirli ma a un certo punto scoppiò
un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste.
Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani
(cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero
con Ipazia, che di Oreste era la favorita.
Si aggiunga l'astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste
era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando
arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente
con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva
la mano pesante soprattutto con le tasse).
Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte.
Avvenire
Per il film della «martire» Ipazia scoppia la guerra alla censura
che non c'è
DI MARIO IANNACCONE
Gli esperti di marketing la chiamano guerrilla marketing:
suscitare interesse per un prodotto con mezzi poco convenzionali
(provocazioni, polemiche, petizioni). Oggi, le Sturmtruppen
che vigilano sul laicismo sono state arruolate nella difesa preventiva
del film «Agorà», presunto caso di censura.
Propongono petizioni perché il film, che racconta la morte
della «martire della scienza» uccisa nel V secolo ad Alessandria
d'Egitto, sia distribuito nelle sale italiane. «Sono passati 1600 anni
e siamo ancora allo stesso punto», lamenta Odifreddi.
I contratti di distribuzione non sono ancora stati firmati in Italia,
piange l'Unità. Si sospetta, al solito, la longa manus
del Vaticano (eppure la filosofa figura nella «Scuola d'Atene»
di Raffaello...).
Dovrebbero sapere, costoro, che alle pellicole europee
non si applicano gli automatismi distributivi della strapotente
cinematografia americana; esse vengono distribuite con cautela
per il rischio di flop.
Difatti «Agorà» è un film di produzione spagnola, drammone del
regista attivista Amenábar, ben fotografato e sceneggiato come da manuale.
Rovinato tuttavia con semplificazioni da propaganda di guerra che con la
potenza delle immagini e la suggestione della luce brucia ogni
chiaroscuro. La filosofa Ipazia, che guidò una scuola neoplatonica, è
rappresentata giovane, intelligente e bellissima (in realtà era vicina ai 60
anni..), quando i cristiani, ignoranti, strillano agitando pesanti Vangeli.
Mentre i pagani hanno occhi limpidi, sono chiarovestiti, stringono papiri
e parlano con voci flautate, i cristiani sfoggiano l'occhio fisso del
fanatico, sono infagottati in panni neri e brandiscono spade e spiedi.
L'Ipazia di Rachel Weisz, intelligente e tollerante, ha la statura
di un'eroina e si contrappone a una folla che ricorda l'armata
di Brancaleone da Norcia.
Veniamo al punto.
Nel film si afferma, senza concessioni al dubbio, che fu il patriarca
Cirillo ad ordinare l'uccisione di Ipazia. Per intolleranza
e invidia. In realtà l'inquieta Alessandria era teatro di frequenti
violenze reciproche fra cristiani ed ebrei; di dispute fra cattolici,
nestoriani e ariani e gruppi pagani e gnostici.
Su tali complessità Amenábar passa un colpo di spugna.
Nel 415 la filosofa s'inimicò la fazione dei «parabalanoi»,
un gruppo di fanatici eretici che Cirillo cercava di riportare
all'ortodossia; alla prima occasione costoro linciarono la donna.
Molti anni dopo due nemici di Cirillo, il nestoriano Socrate
Scolastico e l'ariano Filostorgio, accusarono il patriarca d'aver
pianificato l'omicidio. Paradossalmente, questo film «difeso»
da un piccolo esercito di giacobini, opera semplificazioni
che ripugnano alla scienza (storica).
Un'occasione perduta.
--------------------------------------------
Da notarsi che sulla morte di Ipazia fu aperta una inchiesta da parte delle autorità imperiali, la quale escluse ogni responsabilità di Cirillo.
Naturalmente gli ammaliati dalla figura di Ipazia sostengono che fu tutto un gran complotto, che i funzionari imperiali furono corrotti, che l'Impero temeva l'anziana filosofessa, eccetera, eccetera, eccetera...
Poi mi spiegherai cosa c'entra tutto questo con la tua cretinata secondo cui "Il natale deriva dalla festa pagana del Sol Invictus".