Visualizzazione Stampabile
-
Rif: PERDU
Morfeo non credo proprio!!!!!esistono persone che credono in quello che fanno e pensano di alleviare, trasmettere con l'esempio della propria esistenza per continuare a dare una speranza, non si vive solo per Noi stessi e non si vive solo pensando sempre che tutti tramino contro tutti, esistono anche persone semplici che credono, ed grazie a loro che continuo ancora ad alzarmi la mattina ed proprio per essi che Noi oggi possiamo liberamente scrivere su questo Forum.
Voi Sardi non credete alla Nazione Italia, il Caporal Mggiore ci credeva e nell'ultima sua lettera ha pensato alla Sardegna.
IL GRANDE CUORE DI UN ITALIANO VERO
IL CAPORALE MATTEO MIOTTO:
«NONNO, TI SEI SBAGLIATO, LA GUERRA L'HO VISTA ANCH'IO»
Meno di due mesi fa il caporalmaggiore Matteo Miotto, ultimo Caduto in Afghanistan, aveva scritto una lettera, che era stata pubblicata nella sezione di Gazzettino.it dedicata alla Brigata Julia in Afghanistan e letta pubblicamente in occasione della festa delle Forze Armate, il 4 novembre, nella sua Thiene. Eccola: è la testimonianza di un italiano vero in un documento bellissimo, vero, commovente.
Voglio ringraziare a nome mio, ma soprattutto a nome di tutti noi militari in missione, chi ci vuole ascoltare e non ci degna del suo pensiero solo in tristi occasioni come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere.
Corrono giorni in cui identità e valori sembrano superati, soffocati da una realtà che ci nega il tempo per pensare a cosa siamo, da dove veniamo, a cosa apparteniamo...
Questi popoli di terre sventurate, dove spadroneggia la corruzione, dove a comandare non sono solo i governanti ma anche ancora i capi clan, questi popoli hanno saputo conservare le loro radici dopo che i migliori eserciti, le più grosse armate hanno marciato sulle loro case: invano. L'essenza del popolo afghano è viva, le loro tradizioni si ripetono immutate, possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche, ma da migliaia di anni sono rimaste immutate. Gente che nasce, vive e muore per amore delle proprie radici, della propria terra e di essa si nutre. Allora riesci a capire che questo strano popolo dalle usanze a volte anche stravaganti ha qualcosa da insegnare anche a noi.
Come ogni giorno partiamo per una pattuglia. Avvicinandoci ai nostri mezzi Lince, prima di uscire, sguardi bassi, qualche gesto di rito scaramantico, segni della croce... Nel mezzo blindo, all'interno, non una parola. Solo la radio che ci aggiorna su possibili insurgents avvistati, su possibili zone per imboscate, nient'altro nell'aria... Consapevoli che il suolo afghano è cosparso di ordigni artigianali pronti ad esplodere al passaggio delle sei tonnellate del nostro Lince.
Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio...
Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...
Li guardi: sono scalzi, con addosso qualche straccio che a occhio ha già vestito più di qualche fratello o sorella... Dei loro padri e delle loro madri neanche l'ombra, il villaggio, il nostro villaggio, è un via vai di bambini che hanno tutta l'aria di non essere li per giocare...
Non sono li a caso, hanno quattro, cinque anni, i più grandi massimo dieci e con loro un mucchio di sterpaglie. Poi guardi bene, sotto le sterpaglie c'è un asinello, stracarico, porta con sé il raccolto, stanno lavorando... e i fratelli maggiori , si intenda non più che quattordicenni, con un gregge che lascia sbigottiti anche i nostri alpini sardi, gente che di capre e pecore ne sa qualcosa...
Dietro le finestre delle capanne di fango e fieno un adulto ci guarda, dalla barba gli daresti sessanta settanta anni poi scopri che ne ha massimo trenta... Delle donne neanche l'ombra, quelle poche che tardano a rientrare al nostro arrivo al villaggio indossano il burqa integrale: ci saranno quaranta gradi all'ombra...
Quel poco che abbiamo con noi lo lasciamo qui. Ognuno prima di uscire per una pattuglia sa che deve riempire bene le proprie tasche e il mezzo con acqua e viveri: non serviranno certo a noi... Che dicano poi che noi alpini siamo cambiati...
Mi ricordo quando mio nonno mi parlava della guerra: “brutta cosa, bocia, beato ti che non te la vedarè mai...”. Ed eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro. Se potessi ascoltarmi, ti direi “visto, nonno, che te te si sbaià...”
Caporal Maggiore Matteo Miotto
Thiene (Vicenza) - Valle del Gulistan, novembre 2010
-
Rif: PERDU
Citazione:
i nostri alpini sardi, gente che di capre e pecore ne sa qualcosa
:crepapelle::crepapelle::crepapelle::crepapelle: :crepapelle:
-
Rif: PERDU
ancu t'achirret crastu... in chirca 'e trollare puru... :D
-
Rif: PERDU
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
WollonGong
arroddugò! ... piccolino il contributo alla discussione :D:D
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
morfeo
come ti abbiamo già chiesto, dimostralo, dacci la definizione di nazione e poi dimostra come questa non può essere applicata alla sardegna
Ti ho già risposto !
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
WollonGong
:crepapelle::crepapelle::crepapelle:
visto la svedese che si fa, ne dubito.
va poi magari è un tipo alla moda ed è bisex :D
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
lux74vbr
Ti ho già risposto !
in realtà non hai dimostrato un bel niente, anzi non sapevi neanche dare la definizione di nazione
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
lux74vbr
Grave e inopportuna caduta di stile aver chiuso il thread sull'alpino Miotto.
Quel ragazzo è morto indossando una divisa che rappresenta tutti al dì fuori di ogni credo o appartenenza politica.
Quindi che si dovrebbe fare secondo te? Un thread su tutti i forum regionali di POL?
-
Rif: PERDU
Citazione:
Originariamente Scritto da
WollonGong
:postridicolo: