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    Pannella su AN: Ok, nasce il più grande partito (almeno!) d’Europa...
    Ma nessuno segnala il problema della scomparsa della Democrazia in Italia?


    Roma, 21 marzo 2009

    • Dichiarazione di Marco Pannella

    Posso accompagnare i naturali auguri ad AN con una domanda?

    Fino all’ultimo minuto dell’ultimo Congresso proprio nessuno mostrerà un attimo di attenzione al fatto che i Radicali accusino il Regime Partitocratico, in tutte le sue componenti, di aver messo a sacco - fino ormai a farli scomparire - Democrazia e Stato di Diritto in Italia? E che essi perseguono l’obiettivo di voltar pagina – come già dopo il ventennio fascista – oggi dal sessantennio partitocratico?

    http://www.radicali.it/view.php?id=139363

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  2. #2
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    Pannella: complimenti a Fini, per rigore, qualità, profondità


    Roma, 22 marzo 2009

    • Dichiarazione di Marco Pannella rilasciata ai microfoni di Radio Radicale

    "Complimenti a Gianfranco Fini, che costituisce sicurissimamente una risposta degna, appropriata, alla storia del Partito Radicale, alla nostra storia, al nostro presente".
    Lo ha detto Marco Pannella, intervenuto in diretta dalle frequenze di Radio Radicale a commento dell'intervento di chiusura di Fini al congresso di An.

    "La domanda che ieri ho posto, e che oggi è stata censurata totalmente, trova una risposta straordinaria nell'intervento di Gianfranco Fini", ha detto Pannella. "Io chiedevo se sia possibile voltare pagina, come è necessario ed urgente, radicalmente, nei confronti del sessantennio partitocratico, come accadde per il ventennio fascista. Dall'intervento di Fini viene fuori una prospettiva che ha forza, quella di un cammino rapidamente riformatore applicato alla necessità di seppellire anche il sessantennio di regime partitocratico con un contenuto, un assieme di contenuti, con delle idee che a me appaiono oggi connotare solo Gianfranco Fini, per qualità, rigore e profondità".


    "Mi sembra di poter dire che tutte le parti fondamentali, costituenti l'intervento, il programma, il progetto politico di Gianfranco Fini hanno una parentela diretta e patente con l'essenziale della storia radicale", ha aggiunto Pannella, che ha ricordato come "accadde un giorno che Giorgio Almirante inviò il giovane segretario della organizzazione giovanile del Msi Fini ad un congresso radicale dove era stato invitato. Merito ad Almirante di essersi fatto sostituire da quel giovane.
    E merito grande di quella commovente riprova che si ebbe quando i congressisti radicali applaudirono Fini per il solo fatto di essere lì, a portare il suo saluto del Movimento Sociale".


    "Dovremo adesso rapidamente esplorare, conoscere, riflettere su questa splendido intervento di oggi che – credo – abbia trovato il suo luogo giusto per essere ascoltato in italia, e forse anche altrove, attraverso Radio Radicale", ha concluso il leader radicale.

    http://www.radicali.it/view.php?id=139371

  3. #3
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    E Pannella dice la sua: in queste scelte un evento politico…


    • da Secolo d'Italia del 29 marzo 2009, pag. 7


    di Marco Pannella

    Riceviamo e pubblichiamo un intervento del leader dei Radicali Marco Pannella sul congresso di fondazione del Popolo della libertà


    Le scelte che emergono dagli interventi di questi giorni di Gianfranco Fini costituiscono per me l'evento politico, il solo, di questi tempi italiani. La sola novità che ci giunge nel e dal sessantennale regime, dal quale noi radicali restiamo convinti che occorra liberare l`Italia, pena il ripetersi di tragedie nazionali ed europee che sembrano minacciosamente riproporsi. Ciò detto e ribadito, è dunque a Gianfranco Fini, doveroso chiedere: ma l`affermazione della legge e con essa della democrazia e della libertà non è forse quotidianamente e sistematicamente offesa, negata perfino dalle istituzioni cui la Costituzione assegna il compito d`esserne presidio, garante, promozione? E quando, ad esempio, il Parlamento stesso subordina il suo obbligato e inderogabile rientro nella legalità a interessi e tempi partitocratici di Regime anziché a quelli fissati dalla Costituzione, dallo Stato di diritto, dalla democrazia?


    Ancora: un presidente della Commissione di Vigilanza Rai di Alleanza nazionale, Francesco Storace, denunciò «un genocidio culturale e politico dei radicali», del Pr: quel "genocidio" è tuttora "miracolosamente" in corso, ma non ancora compiuto. Scrivo "miracolosamente"; grazie, infatti, allo straordinario proseguirsi della loro, della nostra "resistenza" democratica, nonviolenta, laica, liberale con l`obiettivo professato della Liberazione dal regime per quella "rivoluzione liberale" di Gobetti e quella della "religione della libertà" di Benedetto Croce iscritte, oggi, e ribadite da Silvio Berlusconi, come patrimonio del vostro partito. Auguri, davvero!


    Siamo d`accordo: dove dilaghi strage di legalità lì incombe strage di vite e di popoli. E nella nostra storia radicale, di ormai più antico partito italiano, sin dall`inizio abbiamo impegnato la nostra stessa vita nella difesa dal "fascismo degli antifascisti" con cui si cercava di colpire non solamente il Msi ma quanti potevano essere "sospettati" di connivenza con la sua politica. Contro questo stesso "fascismo" abbiamo difeso da linciaggi, intolleranze e persecuzioni le vittime di ogni altro colore e provenienza. Non solo Enzo Tortora. Non solo Francesca e Valerio, Tilgher o Signorelli. Ma, ne siamo fierissimi, quelli del "7 aprile" e quella pletora di "movimenti" più o meno sessantottini cui demmo i nomi nostri per consentir loro di poter disporre di organi di informazione e di propaganda (dove, non di rado, venivamo poi infamati!). Aggiungo: attendiamo ancora che la verità sia fatta sull’assassinio del Comandante Generale dell`Arma Mino, cadavere - uno per tanti - celato da decenni negli armadi del regime. Siamo riusciti, armati solamente di nonviolenza, a battere, non di rado inermi ma non inerti, un regime che sempre più chiaramente tendeva a occultare, con un "bipartitismo imperfetto", il progressivo dominio partitocratico, di sempre più profondo monopartitismo che è venuto sino ad oggi affermandosi con una radicale scelta anticostituzionale: basti ricordare che l`istituzione delle Regioni, prevista costituzionalmente, e la seconda scheda che era stata conferita agli elettori italiani, quella referendaria, per oltre vent`anni furono negate.


    E poi la sequela partitocratica di controriforme giuridiche imposte al nostro Paese con le valanghe decretízie, tipo "decreti Cossiga", le scandalose sentenze della Corte Costituzionale che riuscirono sovente a realizzare dei veri e propri golpe, per i quali fino ad allora sembravano essere necessari golpe militari, e instaurazioni di dittature. Poi, via via, gli ostracismi contro l`istituto referendario e il vero e proprio tradimento dei loro esiti positivi, conquistati con schiaccianti maggioranze popolari malgrado l`uso partigiano e... "fascista" della informazione pubblica...


    Per questo il popolo italiano sta chiaramente vanificando i continui appelli della tradizionale sinistra del regime in asserita difesa della legalità e della Costituzione, quando per decenni ne è stata la principale, più forte sostenitrice. Infatti per poter credibilmente condurre una appassionata lotta contro il pericolo e l`antidemocraticità della politica dello schieramento berlusconiano, occorrerebbe eventualmente una autorità morale e civile su questo fronte, invece irrintracciabile. Ci troveremmo e potremmo trovarci semmai dinanzi ad una perfetta continuità partitocratica e antidemocratica piuttosto che ad una radicale inversione e reazione politica "berlusconiana".


    Realisticamente in quest’ultimo anno, per venire all’attualità, la vicenda del sabotaggio alla Costituzione e al funzionamento costituzionalmente prescritto della Commissione parlamentare di Vigilanza, con la soppressione di obblighi di legge e di istituzionali diritti democratici, comprovano l`assoluta necessità di una profonda riforma costituzionale e politica del nostro Paese. Per la verità di nuovo i Radicali (magari ammirati) sono restati piuttosto soli ed esorcizzati. Nel frattempo, infatti, è il Partito radicale con la sua galassia che continua ad essere oggetto del "fascismo antifascista", senza che sembri manifestarsi nei nostri confronti quel minimo di attenzione alla legge offesa e ai diritti civili che sarebbero connaturati ad ogni regime pur parzialmente Stato di diritto e democrazia. Grazie al Secolo per questa ospitalità e per la sua non nuova, straordinaria attenzione ai "fascisti" che evidentemente siamo.


    Credo che anche Giorgio Almirante approverebbe, lui che riconosceva, com’anche Pino Romualdi, che con Radio Radicale per lustri interi poterono giungere, finalmente, nella loro integrità, a casa di milioni e milioni di italiani, le loro e... vostre parole di allora. Per finire, ancora, ribadisco che gli interventi di Gianfranco Fini costituiscono di certo un patrimonio straordinario di tutti coloro che ancora amano e vogliono libertà e democrazia.


    Forza, Gianfranco! Ero certo che anche tu non avresti detto una parola esplicitamente in difesa della vita di noi radicali. Credo che accadrà. Intanto continueremo fino alla fine a dar corpo e anima a speranze e convinzioni che oggi palesemente riconosciamo esser divenute perfettamente anche tue, determinati con la nostra nonviolenza a rischiare la vita. E non la morte, altrimenti probabile.

    http://www.radicali.it/view.php?id=139779

  4. #4
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    Roma, conferenza stampa: “anagrafe pubblica degli eletti a cominciare da noi stessi”


    Roma, 31 marzo 2009

    Giovedì 2 aprile, alle ore 10.30, a Roma presso la sede del Partito Radicale (via di Torre Argentina, 76 – 3° piano), si terrà una conferenza stampa dove i dirigenti di Radicali italiani e gli eletti Radicali in Italia, nelle liste del Pd, e in Europa con la Lista Bonino, presenteranno le loro proposte in materia di anagrafe pubblica degli eletti a livello europeo, nazionale e locale.






    Alla conferenza stampa parteciperà anche il senatore del Pd Pietro Ichino primo firmatario, insieme ad Emma Bonino, per la trasparenza degli interessi personali dei titolari di cariche di governo o elettive, o di cariche direttive in alcuni enti, e per la pubblicità della loro situazione reddituale e patrimoniale.




    Nel corso della conferenza stampa, dirigenti e parlamentari Radicali presenteranno anche i dati relativi alla loro situazione patrimoniale, inclusi i contributi per la vita del Partito.

    http://www.radicali.it/view.php?id=139922

  5. #5
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    Corte Penale Internazionale: lettera aperta dei dirigenti radicali al ministro Alfano
    sull'urgenza di adeguare l'ordinamento italiano allo Statuto di Roma


    Roma, 3 aprile 2009

    Roma, 01 aprile 2009



    On. Angelino Alfano
    Ministro della Giustizia


    Onorevole Ministro,


    riteniamo necessario dover sottoporre nuovamente con rinnovata urgenza alla Sua attenzione una questione che, come Lei certamente ricorderà, ci sta molto a cuore, augurandoci che Lei voglia prenderLa in considerazione con la tempestività che indubbiamente merita.



    Il 4 febbraio 2009 è stata votata all’unanimità in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la risoluzione n. 7-00087 sulle norme di attuazione dello Statuto della Corte Penale Internazionale presentata dagli On. Rita Bernardini e Matteo Mecacci.



    Nell’esprimere il parere favorevole del Governo rispetto a tale iniziativa parlamentare, il Sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Casellati “ha confermato la determinazione di dare attuazione allo Statuto di Roma in tempi brevi” impegnandosi dunque a presentare “un disegno di legge per l’attuazione dello Statuto della Corte Penale Internazionale che rientra tra gli interventi che saranno al più presto calendarizzati nei prossimi Consigli dei Ministri ed entro la prima metà di marzo”



    A questo proposito ci preme sottolineare ancora una volta che l’Italia ha avuto un ruolo importante e significativo nella storica campagna che ha portato all’entrata in funzione della Corte Penale Internazionale. Nel 1994 infatti, il Governo italiano avanzò formalmente l’offerta di ospitare a Roma la Conferenza Diplomatica al Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, entrando a pieno titolo nel novero dei paesi promotori del percorso giuridico e politico volto a porre fine all’impunità per coloro che venissero riconosciuti colpevoli di genocidio, di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.



    Il successo della Conferenza Diplomatica tenutasi a Roma nel giugno-luglio 1998 e l’adozione dello Statuto istitutivo della Corte con il voto favorevole di 120 Paesi, è stato un significativo passo in avanti nella tutela dei diritti umani fondamentali.



    Lo Statuto della Corte è entrato in vigore il 1 luglio 2002, a seguito del raggiungimento delle 60 ratifiche necessarie e ad oggi sono 108 i paesi che lo hanno ratificato. La Corte ha così dato inizio alle prime importanti investigazioni e incriminazioni relative ai casi della Repubblica Democratica del Congo, dell’Uganda, della Repubblica Centro Africana e del Darfur in Sudan. E proprio in questo mese la Corte ha dato inizio al suo primo processo.



    Il nostro Paese ha firmato lo Statuto della Corte il 18 luglio 1998, è stato il quarto paese nel mondo ed il primo in Europa a firmare, un anno dopo il Parlamento ha approvato la legge di autorizzazione alla ratifica, contenente anche l’ordine di esecuzione, attraverso una legge delega al Governo per adottare prontamente le norme di attuazione; in seguito ben quattro commissioni ministeriali sono state istituite con lo scopo di adeguare la legislazione interna allo Statuto di Roma: Commissione Pranzetti (1998, Ministero degli Affari Esteri, che ha completato il lavoro nel 2001), Commissione La Greca-Lattanzi (1999, Ministero della Giustizia, che ha completato il lavoro elaborando un disegno di legge-delega a fine 2001), Commissione Conforti (2002, Ministero della Giustizia, che ha concluso i propri lavori nel 2003 con due progetti di legge mai resi pubblici), Commissione Scandurra (2002, Ministero della Difesa, che ha concluso i propri lavori con un altro progetto di legge-delega, approvato dal Senato il 18 novembre 2004 (Atto Senato n. 2493 della XIV Legislatura) e che attualmente giace alla Camera (Atto Camera n. 5433); infine, oltre alle quattro commissioni ministeriali, sono state prese diverse iniziative parlamentari per l’adeguamento della legislazione interna allo Statuto di Roma (Atto Camera n.2724, On. Kessler e altri, XIV legislatura; Atto Senato n. 1638, Sen. Iovene e altri; Atto Senato n. 893, Sen. Pianetta, XV Legislatura; Atto Senato n. 1089, Sen. Martone e altri).


    L’Italia, tuttavia, ha ratificato lo Statuto di Roma solo il 26 luglio 1999 ed ancora oggi non è riuscita ad adottare la legge di attuazione dello Statuto della Corte, provvedimento necessario affinché i tribunali nazionali possano investigare e perseguire i responsabili dei crimini previsti dallo Statuto e in particolare affinché le autorità italiane possano cooperare con la Corte nelle sue indagini e azioni giudiziarie. Se l’Italia non procederà all’adeguamento legislativo interno, i tribunali italiani pertanto non potranno applicare le disposizioni dello Statuto e il nostro paese non potrà quindi cooperare con la Corte.



    Egregio Ministro,


    di tutta evidenza l’inadempienza del nostro Paese, a oltre dieci anni di distanza dagli impegni assunti nei confronti della comunità internazionale, non è più giustificabile né tollerabile. Oltre alla situazione certamente non felice dal punto di vista procedurale di una simile, grave mancanza, esiste la ragionevole probabilità che l’Italia possa trovarsi – in qualsiasi momento – al centro di una disputa internazionale qualora un sospettato indagato dalla Corte si rifugi nel nostro Paese.

    Nelle ultime ore alcuni fatti rendono ancora più urgente che l’Italia ribadisca il proprio sostegno all’attività della Corte Penale internazionale.
    Da un lato, il Presidente di turno dell’Unione Africana e leader libico Gheddafi ha definito come un atto di terrorismo la richiesta di arresto emessa dal Tribunale dell’Aja nei confronti del Presidente Sudanese Al-Bashir per quanto è avvenuto in questi anni in Darfur, e, dall’altro lato, la Lega Araba ha proprio oggi criticato duramente la richiesta di arresto nei confronti del Presidente sudanese.
    Poiché l’Italia è il paese che ha accolto la Comunità Internazionale in occasione dell’approvazione dello Statuto della Corte e di recente ha stipulato un “trattato di Amicizia” con la Libia, è particolarmente importante che il nostro paese ribadisca con un atto concreto il sostegno all’attività di affermazione della giustizia per la pace come requisito essenziale della Corte Penale Internazionale.
    Affinché tutto ciò possa accadere occorre che dal Ministero della Giustizia si dia finalmente il via al processo di adeguamento della nostra normativa interna. Ora le condizioni sono favorevoli per accelerare senza ulteriori intoppi l’iter parlamentare, e farlo giungere in tempi brevi a compimento. Tra l’altro la recente elezione a giudice della Corte Penale Internazionale di Cuno Tarfusser, in sostituzione dell’uscente Mauro Politi, mostra come esista una considerazione per il nostro paese che non va dispersa con un ulteriore ritardo nel processo di adeguamento interno della legislazione.

    A seguito di queste considerazioni, che siamo certi da Lei condivise, Le chiediamo quindi di intraprendere con urgenza tutte le iniziative necessarie affinché l’impegno preso ufficialmente dal Governo davanti al Parlamento sia finalmente rispettato e il nostro paese possa così colmare il ritardo che lo sta caratterizzando nell’adeguamento della sua legislazione.

    Certi della Sua attenzione, La preghiamo di accogliere i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.




    Con viva cordialità,


    Marco Pannella

    Emma Bonino

    Sergio Stanzani

    Antonella Casu

    Marco Cappato

    Niccolò Figà Talamanca

    Sergio D'Elia

    Giorgio Pagano

    Marco Perduca

    Carlo Pontesilli

    Maurizio Turco

    Matteo Mecacci

    Rita Bernardini

    Maria Antonietta Farina Coscioni

    Elisabetta Zamparutti

    Marco Beltrandi

    Donatella Poretti

    http://www.radicali.it/view.php?id=140122

  6. #6
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    Comitato Nazionale di Radicali Italiani: Sergio Ravelli eletto nuovo Presidente

    Roma, 4 aprile 2009

    Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani ha eletto nuovo Presidente Sergio Ravelli.

    Radicale storico e Tesoriere dell’Associazione radicale “Piero Welby” di Cremona, Sergio Ravelli è anche autore del libro “Radicale ignoto. Appassionatamente radicale. Fatti, aneddoti e ricordi”.

    I lavori del Comitato, in corso da ieri a Roma presso la sede del Partito Radicale, proseguiranno per tutta la giornata di oggi e fino al pomeriggio di domani domenica 5 aprile. http://www.radicali.it/view.php?id=140129

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Comitato Nazionale dei Radicali Italiani

    Comitato Nazionale di Radicali Italiani: la mozione generale approvata

    5 aprile 2009

    Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 3 al 5 Aprile 2009, udite le relazioni di Segreteria e Tesoreria, le approva.

    Il Comitato,

    individua come assolutamente necessaria al dibattito politico, elettorale e referendario la conoscenza dei connotati costitutivi e dei gravi episodi che dimostrano le responsabilità dell’attuale Regime italiano nella scomparsa della legalità costituzionale della democrazia e dello stato di diritto; ritiene che, anche in conseguenza dell’ostracismo dell’informazione, in particolare quella radio-televisiva pubblica, spetti ai Radicali il dovere di fornire la indispensabile, rigorosa documentazione indispensabile a tale opera di verità; ritiene altresì che sia giunto il momento di passare dalla fase della lunga, profonda e fortissima resistenza del popolo italiano, a quella della lotta di Liberazione per la restaurazione della legalità democratica e la conquista di una radicale riforma “americana” del Regime;

    delibera pertanto

    che - d’intesa e in collegamento operativo con la presidenza del Senato del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e con gli altri soggetti politici della galassia radicale - compito militante del Movimento radicale sia quello di realizzare tale documentazione, entro al massimo 15 giorni. Questo obiettivo è urgente e preminente, e pertanto occorre prevedere e preventivare comportamenti politici conseguenti che potrebbero portare anche alla sospensione delle altre attività in cui i soggetti della galassia radicale siano oggi impegnati.

    La scomparsa della legalità costituzionale di cui è responsabile l’attuale Regime partitocratico impedisce al Paese di imboccare la strada della rivoluzione liberale, della riforma “americana” presidenzialista e federalista, delle riforme laiche, ambientaliste, antinazionaliste, antipartitocratiche, anticlericali, antitotalitarie, antiproibizioniste, che costituiscono nell’essenziale gli obiettivi delle iniziative e delle lotte perseguite dal movimento radicale, dagli anni ’70 ad oggi, anche attraverso un totale di quasi cento milioni di firme autenticate raccolte in calce ad oltre 110 referendum su temi di indubbio, essenziale interesse e rilevanza che sono stati invece sistematicamente e pervicacemente silenziati dall’informazione di regime, e quindi mai divenuti oggetto di reale confronto e dibattito politico.

    La documentazione relativa a questa storia costituirebbe, qualora fosse portata a conoscenza dell’opinione pubblica, il tema e l’occasione di un possibile, necessario scandalo da cui avviare una grande lotta di liberazione per l’alternativa alle attuali classi dirigenti e politiche.

    La preparazione e la diffusione del documento è la precondizione necessaria delle decisioni relative alle elezioni europee - che potrebbero anche prevedere l’impegno di radicali italiani, in collaborazione con gli altri soggetti della galassia radicale, per la presentazione di liste autonome, aperte a forze e personalità liberali, laiche, socialiste, ambientaliste e federaliste europee, e contribuirà alla convocazione, subito dopo le elezioni europee, di una grande assemblea finalizzata a rilanciare obiettivi e speranze della rivoluzione liberale per la liberazione dal regime partitocratico.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Comitato Nazionale dei Radicali Italiani

    Non si capisce come da questo documento si dovrebbe dedurre che i radicali debbano costituire una lista autonoma, suicidandosi come nel 2001.

  9. #9
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    Rai, Beltrandi: con Zavoli commissione fuorilegge come mai prima


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Oggi, come esattamente avevo pubblicamente previsto già lunedì, a causa dell'errato Ordine del Giorno, la Vigilanza Rai non ha avuto il tempo di approvare le delibere sulle tribune politiche in periodo non elettorale (che non si potranno più fare per molti mesi) e quella sul question time, su cui pure i VicePresidenti e i Segretari tutti della Commissione un mese fa avevano assunto impegni pubblici.



    Così come si erano impegnati a ripristinare gli spazi dell'accesso, vietati per ancora molti altri mesi.




    Si è così esaudito un desiderio politico di larga parte della partitocrazia italiana, soprattutto di centro destra, di impedire diritti degli italiani riconosciuti e prescritti dalla legge vigente in termini di possibilità di informare i cittadini italiani.




    Ciò è stato reso possibile anche dal comportamento del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che ha pervicacemente fino all'ultimo impedito che la Commissione adempisse ai suoi obblighi di legge, avendone largamente il tempo, ignorando non solo le mie richieste tempestive in merito, ma anche quelle di alcuni componenti dell'Ufficio di Presidenza, per non parlare di una Commissione che sotto la Sua presidenza mai si è potuta riunire di giovedì o di martedì, come è sempre avvenuto prima.

  10. #10
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    Rai, Casu e Beltrandi: si convochi ad ora la Vigilanza per le Elezioni europee


    Roma, 9 aprile 2009

    • Dichiarazione di Antonella Casu, Segretaria di Radicali Italiani, e di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    E’ gravissimo il fatto che la campagna elettorale radiotelevisiva per le elezioni europee sia già cominciata da sei giorni senza che la Commissione abbia avviato l’esame del provvedimento di regolamentazione della par condicio ad essa relativo. Né è pensabile che la Commissione possa attendere il termine delle lunghe vacanze pasquali per farlo, perché a quel punto sarebbe già quasi conclusa la prima fase della campagna.




    Per questo siamo a chiedere che la Commissione sia convocata ad ora, e anche straordinariamente durante le vacanze pasquali, affinché sia presentato, discusso ed approvato il regolamento.

 

 
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