Winter's Bone- un gelido Inverno, di Debra Granik
un film acclamato dalla critica e
candidato a 4 premi oscar.
Il film è strutturato come un thriller e ambientato in una regione depressa del Nord degli Stati Uniti, al confine con il Canada, dove ci sono sue cose: conifere e neve. La vita è dura, la gente invecchia presto, tutti sono bianchi, i cosiddetti white trailer trash, che vivono in case di legno e cartone, in mezzo a macchinari rotti, immondizia e filo spinato. Cucinano metamfetamine, si impara a sparare con il fucile per scoiattoli all'età di 5 anni, e sono organizzati in clan.
Il padre della nostra protagonista, Ree Dolly, una ragazza di 17 anni che è dovuta crescere in fretta, è sparito. Avrebbe dovuto presentarsi a un processo per spaccio e siccome ha pagato la cauzione, ora la casa e la terra dove abitano Ree, i suoi due fratellini e la madre (affetta da una qualche forma di demenza precoce), verrà espropriata e loro buttati fuori in mezzo al nulla.
Sono poverissimi e Ree non sa cosa inventarsi per mettere in tavola qualcosa da mangiare. Ma c'è tenerezza in quella baracca, Ree pettina la madre con dolcezza e ogni cagnolino randagio è ben accetto.
Ree è una ragazza tosta e coraggiosa e si mette alla ricerca del padre, Yessup Dolly. Vuole convincerlo a presentarsi al processo, per recuperare la cauzione. Sulle colline circostanti tutti sono imparentati e tutti ce l'hanno con Yessup, il padre scomparso. Lentamente ci addentriamo in un mondo omertoso e violento che ci ricorda realtà nostrane, arcaiche e rurali, dove vige un'unica legge: occhio per occhio, dente per dente. Ma c'è anche un codice d'onore al quale non ci si sottrae: le donne picchiano le donne, gli uomini si occupano del resto. E se sgarri, finisci nella fossa dei maiali.
La polizia si tiene fuori, il bel agente tutto lindo e pulito nella sua fiammante macchina della polizia, sà quando indietreggiare e far finta di non aver visto nulla.
Il viaggio di Ree per trovare il padre si rivelerà essere il rito di iniziazione a questa cultura antica e chiusa verso l'esterno e lei si dimostrerà all'altezza. Non puoi vivere lì se non hai il pelo sullo stomaco e Ree "è una Dolly in carne e ossa", come dirà orgogliosa all'ennesimo rappresentante dello Stato che arriva senza essere stato invitato brandendo un quelche pezzo di carta.
Il film non è il capolavoro che tutti sostengono (Frozen River di due anni fa era un film molto ma molto migliore), ma è una storia che ti rimane addosso, con le sue atmosfere fredde e crude, con la sua etica della sopravvivenza e "del fare ciò che è giusto", valori che non provengono da un qualche astratto ente superiore (la legge,lo Stato, la religione), ma piuttosto da una logica inerente alla vita stessa delle persone, dai rapporti di forza che si creano, dall'amore per chi ha bisogno di noi.
Ree ha un sogno: arruolarsi nell'esercito. Le darebbero 40 mila dollari per 3 anni, una somma inimmaginable per una come lei, che sa a mala pena leggere e scrivere. L'esercito: la pattumiera d'America, dove finisce chi proprio non ha nessun altro posto dove andare. Ma Ree deve occuparsi dei fratellini e rimane a fare quello che sà essere il suo dovere. Perché lei, alla fine del film e dopo mille tribolazioni, è diventata "una Dolly in carne e ossa".




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