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Rif: Perle
Osho racconta la seguente storiella in risposta un suo sannyasyn che domanda: “Mi chiedo con stupore perchè non mi colpisci sulla testa, così come colpisci gli altri?”
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“La tua domanda mi ricorda le mosche, che i maestri di spada giapponesi, i samurai, riescono a tagliare in due mentre volano. Un turista americano aveva sentito raccontare le incredibili imprese che i cultori di quell’antico rito compiono con le loro spade. Arrivato a Tokyo fece un’inchiesta per sapere dove potesse trovare il migliore samurai di tutto il Giappone; il campione non era disponibile e neppure il samurai secondo in graduatoria. Però l’americano ebbe la fortuna di vedere la prestazione del terzo samurai in graduatoria che, dopo aver liberato una mosca da una bottiglia, la tagliò in due con la spada – swish- mentre era in volo.
L’americano rimase impressionato: non riusciva a credere che qualcuno potesse usare la spada in modo migliore. Ma qualche tempo dopo riuscì a ottenere un invito alla prestazione del secondo samurai in graduatoria. Anche questa volta, il samurai liberò una mosca da una bottiglia; però vibrò due colpi di spada. Incredibilmente, il samurai tagliò in due e poi in quattro la mosca, mentre era in volo.
A questo punto il turista non riusciva a pensare che il campione dei samurai potesse usare la spada in modo migliore. Ma finalmente la sua prenotazione arrivò in cima alla lista di attesa e fu introdotto alla presenza del samurai campione di tutto il Giappone. Una volta ancora si ripetè il rito della liberazione di una mosca da una bottiglia e, mentre la mosca ronzava nell’aria, il samurai vibrò un colpo di spada deciso e rapidissimo. Con grande sorpresa dell’americano, la mosca continuò a volare. L’americano commentò:
- Non vedo perché lei sia ritenuto il samurai campione di tutto il Giappone. Il terzo in graduatoria ha tagliato la mosca in due, il secondo in graduatoria ha tagliato la mosca prima in due e poi in quattro. Invece lei l’ha mancata in pieno! –
- L’ho mancata? – obiettò il samurai, campione di tutto il Giappone. – Io le assicuro che quella mosca non riuscirà più a procreare!-”
(Osho – Il libri del Fiore d’Oro)
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Rif: Perle
La capacità di essere soli è la capacità di amare. Potrà sembrarti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale, solo le persone in grado di essere sole sono capaci di amare, di condividere, di immergersi nell’essenza più intima dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendente dall’altro, senza ridurlo a un oggetto, e senza esserne assuefatto. Permettono all’altro una libertà assoluta, perché sanno che, se l’altro se ne va, saranno altrettanto felici, quanto lo sono adesso.
La loro felicità non può essere portata via dall’altro, perché non è stata data da lui. Ma allora perché vogliono stare insieme a qualcuno? Non è più un bisogno, è un lusso: godono nel condividere, hanno così tanta gioia che vogliono riversarla in qualcuno.
Sanno suonare la propria vita come un assolo: un solista di flauto sa come godersi il suo strumento in un assolo, ma se incontra un suonatore solista di tabla, si godranno la possibilità di stare insieme e creare un’armonia tra il flauto e le tabla. (Osho)
Tratto da: Il velo impalpabile, Urra Edizioni
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
ELROJO
E' possibile amare qualcuno senza rispettarsi?
Domanda interessante...
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
testadiprazzo
Osho racconta la seguente storiella in risposta un suo sannyasyn che domanda: “Mi chiedo con stupore perchè non mi colpisci sulla testa, così come colpisci gli altri?”
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“La tua domanda mi ricorda le mosche, che i maestri di spada giapponesi, i samurai, riescono a tagliare in due mentre volano. Un turista americano aveva sentito raccontare le incredibili imprese che i cultori di quell’antico rito compiono con le loro spade. Arrivato a Tokyo fece un’inchiesta per sapere dove potesse trovare il migliore samurai di tutto il Giappone; il campione non era disponibile e neppure il samurai secondo in graduatoria. Però l’americano ebbe la fortuna di vedere la prestazione del terzo samurai in graduatoria che, dopo aver liberato una mosca da una bottiglia, la tagliò in due con la spada – swish- mentre era in volo.
L’americano rimase impressionato: non riusciva a credere che qualcuno potesse usare la spada in modo migliore. Ma qualche tempo dopo riuscì a ottenere un invito alla prestazione del secondo samurai in graduatoria. Anche questa volta, il samurai liberò una mosca da una bottiglia; però vibrò due colpi di spada. Incredibilmente, il samurai tagliò in due e poi in quattro la mosca, mentre era in volo.
A questo punto il turista non riusciva a pensare che il campione dei samurai potesse usare la spada in modo migliore. Ma finalmente la sua prenotazione arrivò in cima alla lista di attesa e fu introdotto alla presenza del samurai campione di tutto il Giappone. Una volta ancora si ripetè il rito della liberazione di una mosca da una bottiglia e, mentre la mosca ronzava nell’aria, il samurai vibrò un colpo di spada deciso e rapidissimo. Con grande sorpresa dell’americano, la mosca continuò a volare. L’americano commentò:
- Non vedo perché lei sia ritenuto il samurai campione di tutto il Giappone. Il terzo in graduatoria ha tagliato la mosca in due, il secondo in graduatoria ha tagliato la mosca prima in due e poi in quattro. Invece lei l’ha mancata in pieno! –
- L’ho mancata? – obiettò il samurai, campione di tutto il Giappone. – Io le assicuro che quella mosca non riuscirà più a procreare!-”
(Osho – Il libri del Fiore d’Oro)
Bella!
:)
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
testadiprazzo
- L’ho mancata? – obiettò il samurai, campione di tutto il Giappone. – Io le assicuro che quella mosca non riuscirà più a procreare!-”
(Osho – Il libri del Fiore d’Oro)
Cos'è, una barzelletta?
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
Regina di Coppe
Cos'è, una barzelletta?
idem :)
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
La mente, come i metalli e gli elementi, può essere trasmutata: da stato a stato, da grado a grado, da condizione a condizione, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La vera trasmutazione ermetica è un’arte mentale
IL «KYBALION»
La cosa davvero strana, attorno a questo testo, è che vi sono molti che pensano si tratti realmente di un testo antico appartenente alll'originale Corpus Hermeticum ( ovvero quella raccolta di scritti filosofico-esoterico-religiosi attribuiti ad Ermete Trismegisto di circa 2000 anni fa ) . In realtà, e lo si evince con facilità dal linguaggio moderno col quale è stato scritto, è il parto di alcuni occultisti americani dei primi del 1900...
Evidenzio ciò a titolo di semplice curiosità.
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
Regina di Coppe
Cos'è, una barzelletta?
Non è una barzelletta..ma è una storiella..come quelle zen che ha postato prima...e ha un significato..
La storiella è la risposta a una domanda.."Mi chiedo con stupore perchè non mi colpisci sulla testa, così come colpisci gli altri?”
Il discepolo è la mosca..e nel medesimo tempo è chi osserva ..e crede di non essere stato colpito..e non si accorge che "non ha più gli attributi"...cioè il Maestro ha agito..e presto se ne accorgerà..nel senso che non potrà più identificarsi al 100% nella mente..:sofico:
Naturalmente la storiella funziona se non siamo troppo fiscali..è un koan..altrimenti potremo dire come è possibile tagliare gli attributi di una mosca se sono interni..oppure come poterlo verificare..?
insomma..bisogna intendere lo Spirito e non la lettera..
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Rif: Perle
Citazione:
Originariamente Scritto da
Rosfebo
La cosa davvero strana, attorno a questo testo, è che vi sono molti che pensano si tratti realmente di un testo antico appartenente alll'originale Corpus Hermeticum ( ovvero quella raccolta di scritti filosofico-esoterico-religiosi attribuiti ad Ermete Trismegisto di circa 2000 anni fa ) . In realtà, e lo si evince con facilità dal linguaggio moderno col quale è stato scritto, è il parto di alcuni occultisti americani dei primi del 1900...
Evidenzio ciò a titolo di semplice curiosità.
hai fatto bene a dirlo perché io per primo non lo sapevo
comunque delle due l'una
gli occultisti se non hanno copiato da qualcuno sono molto profondi...il testo ha un senso compiuto
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Rif: Perle
L’aurora è il capo del cavallo sacrificale, il sole è il suo occhio, il vento il suo respiro, il fuoco onnipresente la sua bocca, l’anno il suo corpo.
Il cielo è il dorso del cavallo sacrificale, l’atmosfera è la sua pancia, la terra il suo inguine; i punti cardinali sono i suoi fianchi, i punti intermedi le sue coste, le stagioni le sue membra, i mesi e le quindicine le sue giunture, i giorni e le notti le sue gambe, le costellazioni le sue ossa, le nubi le sue carni.
La sabbia è il cibo ch'Egli digerisce; i fiumi sono i suoi intestini, i monti il suo fegato e i suoi polmoni, le erbe e le piante la sua criniera; il sole che si leva è il davanti del suo corpo; il didietro è il sole che tramonta.
Il lampo è il suo ringhio, il tuono lo scuotimento del corpo, la pioggia la sua orina, la voce del cosmo il suo nitrito.
BRHADARANYAKA UPANISHAD, PRIMO ADHYAYA
Altra traduzione che forse preferisco:
Om. L’aurora è il capo del cavallo sacrificale, il sole è il suo occhio, il vento il suo respiro, il fuoco
Vaishvanara le sue fauci spalancate, l’anno (zero) il suo essere.
Il cielo è il dorso del cavallo sacrificale, l’atmosfera la sua pancia, la terra il basso ventre, i punti cardinali i fianchi, i punti intermedi i costati, le stagioni le membra, i mesi e le quindicine le articolazioni, i giorni e le notti le zampe, le costellazioni le ossa, le nuvole la carne, la
sabbia il nutrimento, i fiumi gli intestini, le montagne il fegato e la milza, le piante e gli alberi il pelo; il sole che si leva è la sua metà anteriore, il sole che tramonta quella posteriore; allorché apre la bocca lampeggia, allorché sbuffa tuona, allorché orina piove; il suo nitrito, invero, è la Voce stessa.