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    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010



    Descrizione di Scoperte Scientifiche non Autorizzate

    "La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità".

    • La fusione fredda è veramente un traguardo irraggiungibile? Le ricerche del prof. Sergio Focardi e dell'Ing. Andrea Rossi sembrano dimostrarne la fattibilità.
    • Cosa è successo realmente a Tunguska?
    • E se vi dicessero che l'automobile a zero emissioni è già una realtà da anni?
    • Chi erano Viktor Schauberger, Marco Todeschini, John Hutchison, Edward Leedskalnin?
    • Chi ha inventato veramente la trasmissione di energia senza fili (witricity) brevettata nel 2007 dal Massachusets Institute of Technology, che sta per rivoluzionare la distribuzione dell'energia elettrica nella rete domestica?
    • Le salite-discese: solo illusioni ottiche o anomalie del campo gravitazionale?
    • Qual è la stretta connessione tra la ricerca tecnologica e le lobby del petrolio?
    • Perché tutte le conoscenze sulle energie alternative vengono continuamente nascoste e insabbiate attraverso il loro sistematico discredito a livello mass-mediatico e istituzionale?

    Scoperte scientifiche non autorizzate risponde a queste e a molte altre inquietanti questioni ripercorrendo la storia di Nikola Tesla, uno straordinario e al contempo misconosciuto scienziato che ha gettato le fondamenta tecnologiche della società moderna, e di molti altri "scienziati ribelli" condannati all'oblio dall'establishment scientifico.Finalmente sta per essere sfatato uno dei più diffusi miti della nostra epoca: la libera scienza al servizio di tutti. Perché è l'élite finanziaria globale che da anni manipola consapevolmente il progresso...Un saggio fondato su fatti e storie vere che non hanno nulla da invidiare al più sconvolgente dei romanzi, che ci lascia intravedere quanto avrebbe potuto essere migliore il mondo se solo fosse stato realmente libero."La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità".Nikola Tesla
    Acquista "2 libri di Macro Pizzuti": Conviene!

    Finalmente svelate le invenzioni che possono cambiare il mondo e la verità sulle scoperte scientifiche insabbiate: Scoperte Scientifiche non Autorizzate + Esperimenti Scientifici non Autorizzati

    Scoperte Scientifiche non Autorizzate - Marco Pizzuti

    Da leggere e diffondere.
    Ultima modifica di Eridano; 16-02-15 alle 13:01
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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  2. #12
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    Tutto inizia con Fleischmann e Pons

    Marzo 1989. I giornali titolano: “L’energia del sole è stata 'racchiusa' in una provetta e la produzione di energia illimitata e a basso costo è alle porte”. Gli autori della scoperta era un elettrochimico britannico di grande esperienza, Martin Fleischmann e il suo collaboratore Stanley Pons, anche lui elettrochimico. Fleischmann aveva lavorato molti anni su dei metalli “particolari” (gli idruri metallici, es. il Palladio) che sono in grado di "inzupparsi" di Idrogeno per poi rilasciarlo al momento opportuno. In breve, la scoperta dei due scienziati si basava sull’utilizzo della “Cella Elettrolitica”, un contenitore di materiale isolante riempito con deuterio (un isotopo dell'idrogeno il cui nucleo è composto da un protone e un neutrone) con all’interno due elettrodi (di cui il catodo in Palladio) collegati ai poli di un alimentatore a corrente continua.
    Fleischmann e Pons rilevarono la produzione di energia in eccesso, resa possibile dalla capacità del palladio di ridurre la reciproca forza di repulsione tra nuclei atomici, fino al punto di consentire la fusione del deuterio. Lo stesso esperimento venne subito riprodotto con successo all'Electric Power Research Institute di Palo Alto (California) dal fisico Steven Jones del Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti.Eravamo ad un passo dall'ottenere energia pulita, in enorme quantità, prodotta a costi ridicoli con materiali “casalinghi”. Sembrava fatta, la svolta per il genere umano, niente più combustibili fossili.Il clamore intorno alla notizia era alle stelle, ne parlavano tutti, tanto che il presidente George Bush Sr. incaricò il MIT (Massachussetts Institute of Technology) di replicare gli esperimenti e di compilare un rapporto.Gli esperimenti condotti dal MIT dimostrarono che la fusione fredda era in grado di eliminare il fabbisogno mondiale di idrocarburi per la produzione di energia. Ma il professor John Deutch, allora Rettore dell'istituto, dichiarò immotivatamente che si trattava una frode. Nel maggio 1995 il neo Presidente Clinton nominò il professor Deutch direttore della CIA, ma nel 1996 l'NSA (l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale) constatò una fuga di informazioni che metteva a rischio la sicurezza del paese. Deutch (che avrebbe poi ammesso le sue colpe) si portava a casa un’enormità di dati che analizzava con i propri computer connessi alla rete della Citibank di cui era uno dei dirigenti.Le indagini dimostrarono che con quei computer erano state scambiate email con la Russia e Israele; ciononostante a Deutch non fu tolto il nullaosta di sicurezza industriale. Fu costretto a dimettersi dalla CIA ma ritornò professore al MIT e diventò consulente delle industrie di armamenti Raytheon Corp., SAIC e altre. Per lui non ci fu nessuna incriminazione per alto tradimento. Clinton concesse a Deutch e ad altre 99 persone il Perdono Presidenziale.
    Oltre al danno la beffa
    Eugene Mallove - fisico, ingegnere aeronautico, docente di giornalismo scientifico al MIT e alla Boston University, caporedattore scientifico all’ufficio informazioni del MIT - scoprì che i test sulla fusione fredda realizzati dal suo istituto avevano chiaramente registrato calore in eccesso, confermando pertanto la tesi di Fleishmann e Pons, ma che i dati erano stati manipolati per fare apparire il contrario.Mallove denunciò il caso. Nel 2004 (appena prima di perdere la vita massacrato a bastonate da una banda di quartiere) convinse il Ministero dell’Energia Statunitense a rifinanziare la ricerca sulla fusione fredda abbandonata anni prima.Poco prima di questa vicenda, come raccontano Maurizio Torrealta ed Emilio Del Giudice nel romanzo/inchiesta Il segreto delle tre pallottole, Martin Fleishmann scoprì di avere alcune centinaia di microtumori all’intestino. Decise allora di tornare in Inghilterra per sottoporsi a un’operazione chirurgica finalizzata a rimuovere il tratto intestinale interessato. Organizzò il viaggio ma un imprevisto lo trattenne all’aeroporto di S. Francisco.Preso alla sprovvista Fleischmann si arrese a passare la notte nell'albergo più vicino all’aeroporto. Alla reception venne accolto dal portiere che gli porse la cornetta di un telefono dicendo “Mr. Fleishmann, una telefonata per lei”. All’altro capo del filo c’era Edward Teller (il "padre" della bomba termonucleare) il quale augurò allo scienziato che l’operazione riuscisse nel migliore dei modi.A quel punto Fleischmann si rese conto di quali tasti delicati fosse andato a toccare con la sua ricerca. Fortunatamente l’operazione riuscì, tanto che Fleischmann iniziò poco dopo a lavorare con un vanto della ricerca italiana, il Prof. Giuliano Preparata. Coincidenza o meno, il prof. Preparata morì nel 2000 a causa di micro tumori all’intestino).La ricercatrice Antonella de Ninno racconta come andarono le cose: «Sono stata testimone degli avvenimenti fin dal principio di questa vicenda. Nel marzo del 1989 lavoravo già da 2 anni presso il laboratorio di Criogenia dell’ENEA di Frascati con il Prof. Franco Scaramuzzi e un altro giovane collega e amico, Antonio Frattolillo. L’annuncio di Fleischmann e Pons ci aveva eccitato e spinto all’idea di tentare di riprodurre quei risultati straordinari. Mettemmo su in pochissimo tempo un esperimento, avvalendoci anche della collaborazione di due altri colleghi, e ottenemmo quasi subito dei risultati interessanti. Ma quello che accadde subito dopo fu sconcertante: intorno ai nostri risultati venne montato un vero e proprio evento mediatico. L’ENEA convocò una roboante conferenza stampa per annunciare 'la via italiana alla fusione fredda'. Ancora oggi, provo una strana inquietudine, ricordando quei giorni e quella sensazione di disorientamento e di fastidio per il succedersi vorticoso di avvenimenti e per quella forte 'sovraesposizione', tanto del nostro lavoro quanto delle nostre persone. Mi rendevo conto che quella situazione, lungi dall’offrirci una scorciatoia per il successo e aprirci nuove prospettive per le nostre ricerche, ci stava piuttosto dirottando in un vicolo cieco. Un simile processo di “costruzione” dell’immagine pubblica di un ricercatore, ha due finalità immediate: da un lato isolare lo scienziato dalla comunità scientifica, usualmente molto moralista, che non perdona chi cerca scorciatoie alla normale dialettica, dall’altro legarlo proprio a quel potere che ne ha voluto esaltare l’immagine, rendendolo così manipolabile e facilmente controllabile. Apparve subito chiaro che dietro all’esibizione mediatica, non c’era nessuna reale volontà di far proseguire le attività di ricerca. Mi pare di ricordare che l’ENEA stanziò 100 milioni di lire nel 1989 e poi più nulla. Gli esperimenti erano difficili, scarsamente riproducibili, le teorie troppo complesse… tranne una. Tre fisici italiani, Giuliano Preparata, Emilio Del Giudice e Tullio Bressani, avevano pubblicato nel maggio 1989 un articolo su una rivista scientifica in cui si davano le basi per una giustificazione teorica della fusione fredda. La spiegazione era quanto mai affascinante ma soprattutto la teoria apparteneva alla più pregiata e rara specie delle teorie fisiche: quelle in grado di fare previsioni! La teoria indicava la via da seguire agli sperimentali per poter riprodurre le condizioni in cui ottenere il fenomeno e risolvere la drammatica questione della scarsa riproducibilità che stava affossando questa ricerca e che neanche Fleischmann sembrava in grado di risolvere definitivamente. Io ed i miei amici eravamo convinti, come Galileo, che invitare i “nemici” a guardare nel cannocchiale le lune di Giove avrebbe risolto ogni problema: la realizzazione di un esperimento che mostrava la produzione di una quantità anomala di calore proprio nelle condizioni previste dalla teoria doveva essere la prova definitiva per essere riammessi nel corso ufficiale della scienza. Ancora una volta non andò nel modo sperato. Benché l’esperimento, realizzato con la collaborazione diretta di Preparata e Del Giudice, e il forte incoraggiamento dell’allora Presidente dell’ENEA, Carlo Rubbia, avesse prodotto i risultati sperati, fummo, come nel Monopoli, invitati a ricominciare dal via.» Triste, ma non sufficiente a far demordere chi, convinto della bontà di questa ricerca, ha continuato negli anni a dedicarsi alla stessa.

    La fusione piezonucleare
    Una particolare variante della fusione nucleare fredda è la cosiddetta fusione Piezonucleare. La ricerca recente è tutta italiana e coinvolge un team di scienziati civili e militari in cui figurano i chimici Francesca Rosetto e Guido Spera, e i fisici Fabio Cardone (CNR), Roberto Mignani (Roma Tre), Walter Perconti, Andrea Petrucci e Giovanni Cherubini. Le relazioni del team hanno guidato tre brevetti di CNR e Ansaldo (produzione di energia, trattamento delle scorie radioattive e trasmutazione di elementi).La fusione Piezonucleare prevede il "bombardamento", per mezzo di ultrasuoni, di cloruro di ferro. La pressione degli ultrasuoni induce la formazione di micro-bolle nel reticolo metallico. Quando una bolla implode su sé stessa, gli atomi di ferro "intrappolati" sulla superficie vengono trascinati violentemente verso l'interno. Così accadendo, gli atomi guadagnano un'inerzia che consente loro di contrastare la repulsione elettromagnetica tra i rispettivi nuclei, avvicinandosi abbastanza l'un l'altro da provocare la fusione nucleare.Applicando lo stesso processo ad elementi radioattivi, come è stato fatto sul Torio 228, questi dimezzano la propria radioattività 10.000 volte più velocemente che allo stato naturale. Il Torio, che in natura decadrebbe in Radon 222 nell'arco di qualche anno, durante il trattamento completerebbe lo stesso processo in appena novanta minuti, il tempo di una partita di calcio insomma.Altro aspetto importante è la trasmutazione di elementi: in acqua irraggiata con ultrasuoni di opportuna potenza e frequenza si verificano trasmutazioni di elementi, sia stabili che instabili, ed è possibile produrre elementi non presenti in natura come l’ Europio. Gli scienziati hanno spiegato il processo introducendo una curiosa teoria in base alla quale intorno al nucleo si verificherebbe una “deformazione del tessuto spazio-temporale” proprio come avviene intorno ai corpi celesti di grande massa. Anche in questo caso i costi per produrre energia, trattare le scorie e trasmutare elementi sono tendenti al ridicolo rispetto alle potenzialità. E anche in questo caso l’interesse intorno alla ricerca e alle sue applicazioni è praticamente nullo, o quasi. La domanda è sempre la stessa: a chi può dar fastidio questa tecnologia? Anche la risposta è sempre la stessa: potentati dei combustibili fossili e produttori di energia da fissione (che insieme all’energia producono anche le scorie che potrebbero essere trattate grazie al processo di cui sopra). Ancora una volta la possibilità di benessere per l’uomo e per l’ambiente in cui vive non viene sfruttata per i vili interessi economici di pochi efferati speculatori.


    La Storia della Fusione Fredda

    rielaborazione di un articolo scritto da Andrea Pallini per NextMe

    Originale qui





    Gentili lettori, amici che vi interessate di fisica, ricercatori curiosi di sapere qualcosa sulla funzione fredda...La vostra curiosità è stata anche la mia, e lo è tuttora, in particolare verso i processi di fusione che coinvolgono un isotopo dell'idrogeno detto deuterio e che come risultato producono calore unitamente a gas elio.Questo processo avviene normalmente nelle stelle, dove “due atomi di idrogeno si riducono a uno di elio”. Conformemente alla nota formula di Einstein (e=mc^2), la differenza in massa tra l'atomo di elio prodotto e i due atomi reagenti viene convertita in energia luminosa, ed è questa la ragione per cui le stelle sono "accese".Sulle stelle questo processo viene innescato dalla forza di gravità, e può sembrare assurdo che lo stesso possa avvenire in laboratorio, tanto più in conseguenza di una banale reazione elettrolitica, ovvero un passaggio di corrente elettrica in una soluzione di acqua e sale (i sali possono essere di molti tipi e da essi dipendono la potenza generata e i prodotti secondari di reazione).Solo una piccola parte del liquido partecipa alla reazione; gli eventi di fusione riguardano infatti solo quelle molecole d'acqua che contengono deuterio (idrogeno con due nucleoni, un protone e un neutrone), le quali sono una ogni 20 milioni. Le altre molecole contengono infatti idrogeno comune, con un solo nucleone (un protone).
    A pressione ambiente (in aria libera), le condizioni di innesco si realizzano in maniera rilevante solo in prossimità del catodo e a temperatura superiore a 40° C. La tensione (continua) applicata è dell'ordine dei 250 Volt, e la misura di corrente restituisce circa 2 Ampere quando il catodo inizia a fondere.
    La cosa più difficile da credere è forse la seguente: mentre la fusione del catodo raggiunge livelli sempre più alti a mano a mano che aumenta la tensione, al contrario la potenza elettrica assorbita dalla rete diminuisce, indicando così che la fusione del catodo non è causata da un fenomeno elettrico, bensì da un processo di fusione nucleare. Ma gli strumenti di monitoraggio non lasciano spazio ai dubbi.
    Il plasma si autoconfina: quando il catodo inizia a fondere (in gergo "è acceso"), la produzione di idrogeno libero intorno allo stesso impedisce il passaggio di calore. Finché la reazione è attiva, l'aumento di temperatura del catodo non si trasmette al liquido di elettrolisi. Ciò è verificabile misurando la temperatura del liquido che tende a stabilizzarsi intorno ai 50 °C quando il catodo è acceso.
    Ma se vediamo che il catodo (in tungsteno) fonde, allora la temperatura deve essere superiore ai 3200 °C. Chi trasferisce quell'enorme calore? Dove lo porta? Non è nel liquido e non è nemmeno trasferito da fenomeni radiativi, perché anche questi riscalderebbero, almeno in parte, l'acqua, in quanto la parte luminescente è sotto il pelo.
    Probabilmente l'idrogeno che gorgoglia sul catodo assorbe il calore e lo trasferirisce in aria. Sempre l'idrogeno causa il confinamento del catodo, impedendo la trasmissione di calore al liquido finché non si spegne la corrente di elettrolisi. Lo stesso catodo appare immune dal calore nella parte emersa: a soli 5 mm dalla superficie del liquido la temperatura è di circa 150°, mentre la parte luminescente è - come dicevamo - a 3200 °C.I nostri prossimi esperimenti, che sono oggi in fase di studio, punteranno inizialmente a eseguire misure di temperatura sull'idrogeno gassoso, per verificare se sia in effetti questo il vettore di trasferimento del calore. A quel punto si tratterà di imbrigliarlo e di usarlo in vece del bruciatore nei sistemi di riscaldamento domestici attraverso scambiatori progettati ad hoc.Il passo ancora successivo sarà la traformazione di parte di tale calore in energia elettrica per emancipare le abitazioni dalla rete statale. Inutile dire che tali prodotti avrebbero unicamente costi di mantenimento, in quanto il "combustibile" sarebbe niente più che acqua distillata, con pochi litri che coprirebbero le esigenze di riscaldamento ed elettricità di una famiglia media per alcuni anni.
    Un ringraziamento a tutti coloro che vogliano dare il proprio contributo a questa ricerca di fonti energetiche alternative.

    Grazie dell'attenzione
    ing Pasquale Tufano

    Il punto dell'Ing. Pasquale Tufano


    Aderiscono a questo progetto:
    Pasquale Tufano (altre info qui), Diego Marin, Sabrina Madia, Fabio Sipolino, Michael Bolognini

    http://marindiego.tk/
    Ultima modifica di Eridano; 17-04-15 alle 21:23
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  3. #13
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio



    La domanda è sempre la stessa:
    a chi può dar fastidio questa tecnologia?


    Anche la risposta è sempre la stessa: potentati
    dei combustibili fossili e produttori di energia da
    fissione (che insieme all’energia producono anche
    le scorie che potrebbero essere trattate grazie al
    processo di cui sopra).


    Il punto dell'Ing. Pasquale Tufano



    risposta esatta,

    argomento chiuso.

  4. #14
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    Fusione nucleare, progetto da 500 milioni per creare un'infrastruttura strategica in Piemonte

    L'investimento richiederà almeno 270 addetti per la costruzione e 500 per la sperimentazione, ai quali si aggiungeranno rispettivamente 350 e 750 posti nell'indotto terziario

    In Piemonte potrebbe nascere un nuovo polo per la ricerca sulla fusione nucleare. A presentare questa mattina il Divertor Tokamark Test facility i Presidenti dell'Unione Industriale Dario Gallina, dell'ENEA Federico Testa e dal Direttore del Dipartimento Fusione dell'ENEA Aldo Pizzuto.
    L'investimento complessivo di circa 500 milioni di euro richiederà almeno 270 addetti per la costruzione e 500 per la sperimentazione, ai quali si aggiungeranno rispettivamente 350 e 750 posti nell'indotto terziario. La gestione dell'impianto si protrarrà per almeno 25 anni e necessitera' di spese di approvvigionamento, materiali di consumo e manutenzioni per circa 15 milioni di euro l'anno, più l'indotto relativo alla presenza sul territorio dello staff tecnico-scientifico. La ricaduta in termini di reddito prodotto sul territorio di un simile progetto è stimata pari a 4 volte l'investimento.
    Saranno coinvolte industrie medio-grandi e PMI che operano nel campo della superconduttivita', della meccanica di precisione, dell'elettronica di potenza, delle tecnologie speciali per il vuoto e dei processi per la realizzazione di materiali e componenti.
    "Noi siamo pronti a partire in pochissimi mesi", ha commentato Aldo Pizzuto, "Riprodurre il meccanismo che alimenta le stelle è la grande sfida della ricerca sulla fusione nucleare, che vede impegnati i migliori laboratori di tutto il mondo nel produrre energia rinnovabile, sicura, economicamente competitiva, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili".

    Fusione nucleare, progetto da 500 milioni per creare un'infrastruttura strategica in Piemonte - Quotidiano online della provincia di Torino

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  5. #15
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    Anche in questo campo Torino all'avanguardia.
    E se la cosa nasce qui potrebbe avere successo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #16
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    non ci credo alla fusione fredda.

  7. #17
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    So' contrario alla pentola a pressione!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #18
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    al primo apparire della "scoperta" mi sono informato e non sono rimasto per niente convinto, soprattutto per l'esiguità delle energie in gioco che perdipù avrebbero dovuto essere maggiori in uscita che n entrata. però si trattava sempre di quantità così esigue che il margine di errore era maggiore delle singole quantità misurate.

  9. #19
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    La feroce opposizione dell'establishment è indice della fondatezza della fusione fredda.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #20
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    Predefinito Re: Fusione fredda: lo stato dell’arte a dicembre 2010

    Avete ragioni entrambi.
    Dime per quanto concerne gli esperimenti, spesso fasulli, visti sinore.
    Eri per quanto concerne il problema generale.
    Io sono convinto che esista nel concreto la possibilità, ovviamente osteggiata da tutti i potentati contrari, che oggi come oggi dominano il mondo.
    Ritorno col pensiero alla faccenda dell'uomo misterioso rifugiato per anni e anni a Serra San Bruno, che fu capace di creare la "macchina" in questione.
    Si trattava di Majorana, senza possibilità di dubbio.
    E la macchina c'era e c'è.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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