BOLOGNA, BIMBO MUORE DI FREDDO
BERNARDINI (LEGA) PUNTA IL DITO
"I bolognesi sono sempre in fondo alla lista dei bisognosi"
Il Padano
di Redazione. Bulàgna - "Ma come è stato possibile che nessuno se ne fosse accorto? Dove erano i tanto efficienti servizi sociali bolognesi? Dietro alle scrivanie?". Manes Bernardini (foto), consigliere regionale della Lega Nord, lancia il suo "j'accuse" sulla triste vicenda di Devid B., bimbo di venti giorni morto il 5 gennaio all'ospedale Sant'Orsola, pare a causa delle difficili condizioni in cui viveva con la sua famiglia. Padre, madre e i suoi due fratellini, residenti nel centro storico, per riscaldarsi si rifugiavano in Sala Borsa, la biblioteca del Comune di Bologna, in piazza Nettuno.
NESSUN INTERVENTO. Lo scorso 4 gennaio, però, il bimbo non ce l'ha fatta più. "Lasciare che per giorni una famiglia intera, addirittura con tre bambini di tenera età, trovasse rifugio ora in Sala Borsa o in altri luoghi pubblici riscaldati, senza che nessuno intervenisse, la dice lunga su come funzionano certi organismi di controllo e prevenzione", protesta Bernardini.
RIPENSARE L'ASSISTENZA. E l'esponente del Carroccio aggiunge: "Questi drammi di famiglie italiane dimostrano come il sistema dei servizi sociali e le regole della loro erogazione debbano essere rivisti al più presto! Oggi sono sempre più numerose le famiglie italiane colpite da una crisi economica che rende precario il lavoro e difficile l'accesso al mercato della casa. Per questo, le nostre istituzioni dovrebbero al più presto ripensare e correggere i meccanismi fin qui addottati per garantire ai più bisognosi certe forme di assistenza sociale". "Come Lega Nord - conclude il consigliere regionale leghista - puntiamo da sempre il dito contro l'attuale sistema di assegnazione delle case popolari e di erogazione di altri servizi sociali che vedono i cittadini bolognesi sempre in fondo alla coda di coloro che chiedono aiuto".





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