L’assessore all’economia, Gaetano Armao, ha riferito che la giunta di governo della Regione siciliana impugnerà tutte le deliberazioni assunte dal Consiglio dei Ministri sulla Sicilia in assenza del Presidente della Regione. E’ stato il governatore, Raffaele Lombardo, afferma Armao, ad anticipare questa intenzione sia a Roma che a Palermo.

Lo Statuto speciale della Regione siciliana, che legittima l’autonomia, prevede per il Presidente della Regione il rango di Ministro e obbliga il Presidente del Consiglio a invitare il rappresentante della Regione siciliana ogni qualvolta all’ordine del giorno siano previsti argomenti e deliberazioni che riguardano l’Isola.
Poiché lo Statuto fa parte integrante della Costituzione, la sua inosservanza rende illegittime le deliberazioni che dovessero essere assunte in assenza del Presidente della Regione siciliana.
Si tratta di una norma della Carta dell’autonomia mai osservata, con qualche eccezione che è durata lo spazio di qualche giorno. E’ stata finora rivendicata senza convinzione per svariati motivi, il prima, ed il più importante, il rapporto di “oggettiva” subordinazione politica che i Presidenti della Regione siciliana hanno avuto nei confronti dei Presidenti del Consiglio, anche quando le istituzioni sono state rappresentate da uomini appartenenti a schieramenti diversi.
Ma c’è stato altro, la Sicilia ha vissuto come “perdente” sin dall’indomani dell’approvazione dello Statuto, la sua specialità. La Carta dell’autonomia è stata disattesa, tradita, dimenticata e le sue norme sono state, nelle parti essenziali, di fatto rese desuete. Il tempo ha fatto il resto: alcuni articoli dello Statuto non hanno mai visto la luce, alcuni sono stati adottati ed altri adottati parzialmente.
Ogni volta che il rispetto della norma, la partecipazione del Presidente della Regione al Consiglio dei Ministri, è stato rivendicato con forza, è apparso chiaro a tutti che si stava affrontando una causa persa in partenza. Ad avallare questo sospetto sono stati i Presidenti della regione, e non necessariamente per colpa loro. I partiti, centralisti per vocazione e per regolamento, non hanno mai affiancato i Presidenti nelle loro rivendicazioni e, i n ogni caso, dopo alcuni timidi tentativi di imporre il rispetto della norma, hanno archiviato il problema magari in cambio di un finanziamento.
La questione non è stata mai “vissuta” come una svolta reale ed un passaggio essenziale ai fini di un corretto rapporto fra Stato e Regione siciliana.
Le responsabilità, tuttavia, non sono solo politiche. La specialità siciliana non è stata usata in modo che i cittadini avessero per la Regione autonoma una considerazione altrettanto speciale, anzi sono stati addebitati alla Regione sottosviluppo, clientele e ruberie. Una fama in parte meritata, ma anche “usurpata”, perché quanti hanno guardato, da Roma e Milano, la specialità siciliana, con dispetto e avversione, hanno aggravato i problemi o li hanno ingigantiti, trasformandoli in stereotipi e pregiudizi negativi.
Il fatto che il governo della Regione abbia deciso di assumere una decisione così impegnativa, pretendere il rispetto dello Statuto, è una notizia positiva. E’ augurabile che coloro i quali hanno fatto questa scelta abbiano volontà forti e carte a posto per condurla in porto. Meglio lasciare le cose come stanno che combattere cause perse.

SiciliaInformazioni | La Regione siciliana contro il governo. Tutte illegittime le decisioni assunte dai Ministri in assenza del governatore


Curioso che tale richiesta (non solo giusta ma doverosa) arrivi dopo la rottura Berlusconi-Lombardo.