
Originariamente Scritto da
mustang2
di A. Sallusti
dalla prima pg. de ilgiornale.it 13 01 2011
Ieri intervista di Fini a La Repub*blica, evidentemente il lettorato che ritiene più vicino.
Rapido riepilogo del contenuto.
Ottenendo la fiducia, Berlusconi ha politicamente vinto ma deve cambiare tutto;
è troppo complicato spiegare se siamo di destra o di centro;
sul federalismo vedremo che cosa fare;
sulla sfiducia a Bondi decideremo che cosa fare;
e diversità sui problemi etici con Casini e Rutelli?
Si vedrà di volta in volta;
Tremonti ha sbagliato, ma è anche bravo;
se mi rivolgo al Pd? Mi rivolgo a chi ascolta.
Insomma, l’elenco delle non risposte è impressionante. E l’unica che dà è quella sbagliata:
«Dimettersi da presidente della Camera? Mai, applico i regolamenti in modo imparziale», sminuendo così il ruolo della terza carica dello Stato a quello di mero burocrate senza alcun contenuto politico.
Questa volta a rimanere perplessi non sono gli avversari del Pdl, ma i suoi uomini. I quali lo hanno seguito in questa rischiosa avventura sì per lealtà, ma anche per costruire qualche cosa di nuovo e di chiaro ancora prima che di vincente.
Questo stare nella palude della politica subordinati a Casini sta creando sconcerto.
Il tam tam parla di imminenti fuoriuscite dal Fli.
Qui non c’entra la sirena Berlusconi, è il vuoto che spaventa.
Se Fini non scenderà presto dallo scranno presidenziale rischia grosso.
I suoi lo vogliono in prima linea: nessuno di loro è disposto a stare in un partito guidato da Bocchino.
E presto glielo diranno, forte e chiaro.
saluti