
Originariamente Scritto da
gertrud
Noi siamo ciò che ricordiamo di essere stati. Spesso la stessa gente del sud lo dimentica. La memoria storica è un diario, un salvadanaio dello spirito, e racconta i fatti più pregnanti della vicenda umana: ecco perché la storia diventa la memoria vivente del mondo intero. Non c’è futuro senza memoria. Distruggere la memoria equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo. Tutto ciò che oggi noi siamo ha le sue radici nel passato, e dimenticare queste radici è come condurre una vita priva di riferimenti. Ho fame e sete di memoria storica, non per una sterile nostalgia del passato, ma perché essa orienta una visione positiva della vita e dei rapporti umani, educa alla convivenza pacifica… Voglio ricordare un romanzo contemporaneo esemplare, quello che Dacia Maraini ha consacrato alla Lunga vita di Marianna Ucrìa, aristocratica siciliana del Settecento che, sebbene sordomuta per un terribile, atroce trauma infantile, impara a leggere e scrivere e, proprio attraverso la scrittura, riesce a rompere il proprio silenzio: non solo quello fisico, ma probabilmente anche quello più grave a cui le donne per secoli sono state assoggettate. Oggi noi siamo sordi, muti pur senza fisiche patologie .