A cavallo tra Cinquecento e Seicento, mentre il Regno di Sardegna, facente capo alla Corona imperiale d'Aragona, ne subiva l'influenza del lento declino, immerso nell'imposizione del regime feudale e nella morsa dell'Inquisizione, con la quale il patrimonio di usi comunitari, costumi e credenze magico-simboliche veniva duramente represso, in quegli anni, il gesuita marchigiano Matteo Ricci (1552 – 1610), nella sua "missione civilizzatrice" nella Cina dei Ming, disegnava la prima mappa cinese dei regni e delle nazioni del globo con l'inconfodibile stile europeo.



Nella mappa del Ricci, risalente al 1602, che nella didascalia dell'Europa riporta i nomi dei circa trenta regni che la formavano a quel tempo, il nome della Sardegna non è riportato in traduzione fonetica, come invece accade per gli altri regni europei, ma con la traduzione letterale di "isola del pesce giallo" (huangyu dao 黃魚島), ovvero isola delle sardine, dalla tradizione latina "Sardinia". Data l'eccezionalità del nome della Sardegna sulla mappa, viene da pensare che Ricci abbia reso il nome della nostra isola in cinese traducendone il senso di "isola delle sardine", pensando che le sardine, ovvero il "pesce giallo" dei cinesi, avessero dato il nome all'isola, e non viceversa.

Curiosamente, la didascalia sulla sinistra dell'"isola del pesce giallo" dice: 此島生珊瑚樹長: in cust'ìsula creschen arbores de coràddu
Nel nostro XXI secolo, "Sardegna" in cinese si dice Sading dao 撒丁島, "isola di Sading". La nuova traslitterazione fonetica cinese è calcata sull'inglese "Sardinia", fatta circolare a livello globale dai mercanti e dagli ufficiali coloniali dell'Impero britannico con le mappe che si portavano dietro in Asia.