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    Predefinito Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Berlusconi telefona a Napolitano
    «Cercano di eliminarmi con violenza»


    L'ira del premier: un ordine ha deciso di fare la guerra
    a un potere dello Stato


    ROMA - Ha sentito il bisogno di chiamare al telefono un preoccupato Napolitano. Prima di pranzo il centralino di Arcore ha smistato una telefonata diretta al Quirinale. Non si hanno altri dettagli se non che il capo del governo ha ribadito alla prima carica dello Stato le sue tesi, la sua totale estraneità alla cornice che sta emergendo dagli atti della Procura di Milano, la convinzione di essere ancora una volta al centro di un guerra politica che nulla ha a che fare con il codice penale e che ha lui nel mirino.

    Una cosa i due presidenti la condividono, al di là del giudizio sulla vicenda: chi ne esce con le ossa rotte è innanzitutto il Paese, l'immagine dell'Italia all'estero, un punto che anche per il Cavaliere è al centro delle preoccupazioni delle ultime ore; affacciarsi a un G8 o un G20 con la storia della D'Addario alle spalle può essere imbarazzante, farlo con un'inchiesta per prostituzione minorile aperta lo sarebbe ancora di più.

    Della guerra politica contro di lui affiorano nelle ultime ore sfumature diverse. Non c'è solo la magistratura nelle invettive private dei suoi uomini; emerge il sospetto, ne parlano apertamente nel governo, indirettamente anche ad Arcore, che l'indagine della Boccassini abbia e stia ricevendo alcuni «incoraggiamenti». Si parla di «manine», di coincidenze sospette, di troppi punti che non tornano. La tesi del complotto, con la complicità di servizi deviati, apparati dello Stato poco fedeli, non è nuova. «Mai avuto un notizia utile dai servizi», disse lo scorso anno il presidente del Consiglio, commentando il caso D'Addario, le migliaia di foto scattate agli interni della sua villa in Sardegna. L'atmosfera di allora si ripete oggi, mentre nel governo qualcuno sente il bisogno di rinvenire paralleli con gli scandali più famosi del Paese, Sifar, Montesi, De Lorenzo, e mentre lo fa rileva almeno una differenza, che sembra introdurre una promessa: «Hanno lasciato troppe tracce, che emergeranno».
    «Un ordine dello Stato ha deciso di fare una guerra a un potere dello Stato», è la sintesi di un Cavaliere che indubbiamente si sente in trincea, ma che non ha dubbi sul fatto che quella che gli viene scatenata contro sia un'operazione illegale, con tratti «militari», come la definisce Fabrizio Cicchitto, che meriterebbe una denuncia del Pdl, aggiunge il ministro Gianfranco Rotondi, contro i magistrati, per «attività eversiva».

    Ieri sera, dopo aver trascorso buona parte della giornata con gli avvocati e con il ministro Michela Brambilla, il premier ha aperto le porte di villa Gernetto a un gruppo di imprenditori per una delle tradizionali cene a sfondo economico. Non ha cambiato l'agenda di qualche giorno fa: oggi sarà a Roma, a pranzo vedrà il presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Turk, a Villa Madama. Si è portato dietro ovviamente il dispiacere per le cose emerse durante la giornata. Non riesce a capacitarsi di come possano i magistrati, nella richiesta di perquisizione dei suoi uffici inviata a Montecitorio, aver definito «prostitute», con tanta certezza, senza alcuna sfumatura, le ragazze che frequentavano le sue feste: «È un'indecenza, una roba fuori dal mondo, ci sono ragazze che sono madri di famiglia, che hanno dei figli, sono soltanto brave ragazze, chiamarle in quel modo dimostra che siamo allo scontro finale».

    «Stanno cercando di eliminarmi con una violenza inaudita, che non ha precedenti, che non appartiene a uno Stato di diritto», è la convinzione ulteriore che il presidente del Consiglio ha girato ad alcuni interlocutori nel corso della giornata. Di certo, ha aggiunto, chi sta tirando le fila non ha fatto i conti con il sottoscritto, con l'intenzione di non fare passi indietro, di alcun tipo. Ieri Gianni Letta ha presieduto una riunione a Palazzo Chigi con i capigruppo del Pdl: se c'è preoccupazione viene dissimulata, le elezioni non si avvicinano ma si allontanano, dal portavoce del premier, Paolo Bonaiuti («è vero che in questa tempesta mediatica il governo continua a lavorare e anche bene, come sta facendo sul federalismo») arrivano parole che hanno l'obiettivo di rassicurare. Ovviamente c'è chi fa i conti con le conseguenze. C'è chi teme una parola del Vaticano, la sconfessione di una sintonia politica da parte dei vescovi. E c'è anche chi teme il silenzio, ieri eloquente, della Lega, che al momento sta alla finestra a guardare, preoccupata per il destino dei suoi decreti sul federalismo; anche se il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, pubblicamente, si premura di dire che Bossi e Berlusconi «governano insieme, se non è possibile governare vanno insieme alle elezioni». Un modo per far sapere che l'asse fra i due partiti non si rompe, non è a rischio, e che non sono nemmeno da prendere in considerazione le chiacchiere che si raccolgono anche dentro la maggioranza, i timori di chi non vede altra soluzione che un passo indietro del Cavaliere a favore di un altro esponente del Pdl (da Gianni Letta ad Angelino Alfano).

    Chiacchiere che non sembrano in linea con il carattere dell'uomo, intenzionato oggi a resistere nonostante tutto, convinto che i magistrati non riusciranno a dimostrare nulla di quanto inserito nei capi di imputazione, che se anche il livello del fango supererà ogni limite sempre di fango si tratterà e che dunque gli italiani capiranno e perdoneranno, se c'è da perdonare.
    Ieri sera l'ha ripetuto agli imprenditori, trovando la forza di scherzare, mostrarsi sereno, rassicurando sul fatto che il governo non è a rischio. Ma come scriveva ieri sera l'Ansa, «il caso Ruby potrebbe trasformarsi in uno tsunami politico tale da obbligarlo alle dimissioni e senza urne anticipate». Scenario che ovviamente Fini e Casini prendono in considerazione per condividerlo, mentre si dicono pronti a sostenere un governo con la stessa maggioranza, ma senza il Cavaliere.

    Marco Galluzzo
    18 gennaio 2011

    Berlusconi telefona a Napolitano «Cercano di eliminarmi con violenza» - Corriere della Sera

  2. #2
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    E intanto, in contemporanea con lo scandalo destato dal caso Ruby, tornano 'vecchie accuse':

    «Berlusconi dietro le stragi del '93»

    L'accusa del pentito Ciramitaro al processo di Firenze: «Me lo disse Francesco Giuliano»

    FIRENZE - «Francesco Giuliano mi disse che erano stati dei politici a dirgli questi obiettivi, questi suggerimenti», per le stragi del 1993 «e in un'altra occasione mi fece il nome di Berlusconi». Lo ha detto il pentito Giovanni Ciaramitaro, deponendo a Firenze al processo sulle stragi del 1993 a Firenze, Roma e Milano che vede imputato Francesco Tagliavia.

    LE LEGGI SPECIALI - «La ragione delle stragi - ha aggiunto - era l'abolizione del 41 bis, l'abolizione delle leggi sulla mafia. Le bombe le mettevano per scendere a patti con lo Stato. C'erano dei politici che indicavano quali obiettivi colpire con le bombe: andate a metterle alle opere d'arte». In un'altra circostanza, durante una latitanza, «chiesi a Giuliano - ha detto Ciaramitaro - perchè dovevamo colpire i monumenti e le cose di valore fuori dalla Sicilia. Lui mi disse che ci stava questo politico, che ancora non era un politico, ma che quando sarebbe diventato presidente del Consiglio avrebbe abolito queste leggi. Poi mi disse che era Berlusconi».

    INDICAZIONI DI VOTO - «Da quando avevo 20 anni - ha detto ancora Ciaramitaro - mi hanno sempre detto cosa dovevo votare politicamente, io e tutti gli altri. Nel '94, quando ci sono state le elezioni in Sicilia, abbiamo votato tutti per Berlusconi, perchè Berlusconi ci doveva aiutare, doveva far levare il 41 bis». Ciaramitaro ha detto che poi parlò con Bagarella, che «dopo l'arresto di Riina, secondo me, era il numero uno di cosa nostra». «Berlusconi ci doveva aiutare - ha spiegato - doveva far levare il 41 bis, cosa che in quel periodo non è successa. Io mi sono lamentato con Bagarella personalmente, dicendogli che là» (nelle carceri) «ci stanno ammazzando a tutti. Perchè ancora non ha fatto niente? Lui mi ha risposto in siciliano: in questo momento lascialo stare perchè non può fare niente. Mi ha fatto capire che c'erano altri politici che gli giravano attorno, nel senso di vedere quello che lui faceva, e quindi lui non si poteva esporre più di tanto. Comunque appena c'è la possibilità lui ci aiuterà. Questo è stato il dialogo che io ho avuto con Bagarella».

    (Fonte: Ansa)


    18 gennaio 2011

    «Berlusconi dietro le stragi del '93» - Corriere della Sera

  3. #3
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    INCHIESTA SU RUBY SPUNTA L'OMBRA DEI SERVIZI DEVIATI

    Chiunque sia stato ad Arcore è stato schedato, seguito, intercettato. Il premier: un ordine dello Stato ha deciso di fare una guerra a un potere dello Stato. Allarme silente del Colle.

    Roma - Decine di telefoni sotto controllo. La vita del presidente del Consiglio spiata e gettata in pasto all'opinione pubblica. Un accanimento della procura milanese che non ha precedenti nemmeno nella lotta alla criminalità organizzata. E ancora: verità dette a metà, pettegolezzi, situazioni banali volutamente ingigantite. Il tutto per orchestrare quello che passerà alla storia come il Ruby-gate. Ma chi c'è dietro a tutto questo? Chi tira i fili di un'operazione che in Italia non ha precedenti. Secondo indiscrezioni dell'agenzia Agi e finora non smentite, nei timori di Berlusconi si fa strada la possibilità che non ci sia solo la magistratura a portare avanti quest'ultimo attacco. La tesi dell'agguato, infatti, vedrebbe la complicità di quei "servizi segreti deviati" che già il Cavaliere sospettava all'opera durante il caso D'Addario.

    Il "burattinaio" dell'agguato Nel leggere i verbali saltano subito all'occhi le incongruenze, gli errori grossolani e le volute forzature. E' un mix che stride. Per esempio, risulta molto strano che Ruby pubblicamente abbia sempre giurato di non aver avuto rapporti e di aver mentito sull’età, poi invece nelle intercettazioni abbia detto il contrario. Il timore è che la ragazza marocchina sia manovrata dai pm, spinta a rilasciare dichiarazioni false. Nasce da questa considerazione il sospetto secondo cui l’ex minorenne possa essere controllata e utilizzata per colpire il presidente del Consiglio. Berlusconi stesso, riferiscono fonti parlamentari del partito, ipotizza un complotto alle sue spalle. In via dell’Umilità c’è chi si spinge a parlare di servizi segreti deviati.

    Il timore di servizi segreti deviati Il sospetto è concreto. Si parla di "manine". Si teme che "la Boccassini abbia e stia ricevendo alcuni incoraggiamenti". Né Berlusconi né i suoi si azzardano ancora a parlare apertamente. Nei suoi ragionamenti privati, il premier si è detto inorridito per la spazzatura e il fango che gli sono stati gettati addosso. Ad amareggiarlo è soprattutto la possibilità di perdere credito a livello internazionale. Il premier ha ribadito di non avere alcuna intenzione di fare un passo indietro. Non mollerò mai, ha spiegato ai suoi il Cavaliere contestando il fatto di essere descritto come un mostro, trattato - questo l’esempio - come Al Capone.

    Operazione per destabilizzare il governo La tesi di Berlusconi è che si tratta di un’operazione costruita ad arte per destabilizzare il quadro politico e creare le condizioni per un altro governo. Finora i numeri in Parlamento hanno evitato che si creassero maggioranza alternative, ma il timore è che qualora la situazione precipitasse diventerebbe più difficile tenere salda la coalizione di governo. La convinzione è che in molti in Parlamento vogliono evitare le elezioni anticipate. Resta la domanda: chi tira i fili di questa operazione? Così, mentre dalla Lega sale un imbarazzato silenzio, nelle parole di Fabrizio Cicchitto si leggono tutti i timori del Pdl: "Più che un blitz giudiziario si stia realizzando un blitz militare". Il modus operandi è chiaro: chiunque sia stato ad Arcore è stato schedato, seguito, intercettato. Tanto che il ministro Rotondi parla di "attività eversiva".

    Guerra tra poteri dello Stato Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, Berlusconi avrebbe fatto presente ai suoi le proprie preoccupazioni su un'eventuale ricaduta sulla credibilità del nostro Paese a livello internazionale. E' proprio lì che questa "macchinazione giudiziaria" vorrebbe colpire il presidente del Consiglio. Sempre secondo il quotidiano di via Solferino, infatti, Berlusconi avrebbe denunciato che "un ordine dello Stato ha deciso di fare una guerra a un potere dello Stato". Una guerra tutta interna, insomma. "Stanno cercando di eliminarmi - avrebbe quindi spiegato il premier - con una violenza inaudita, che non ha precedenti, che non appartiene a uno Stato di diritto". Le prove ancora mancano, ma i contorni di un'operazione "illegale" ci sono tutti. E le conseguenze potrebbero essere devastanti.

    INCHIESTA SU RUBY SPUNTA L'OMBRA DEI SERVIZI DEVIATI - Interni - ilGiornale.it del 18-01-2011

  4. #4
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Sul conflitto tra politica e toghe l'allarme silente del Colle

    Bocche cucite nell'incontro fra Napolitano e il presidente sloveno ma la tensione è palpabile per la paura di un voto anticipato.

    Roma - E Ruby? No, non scherziamo, il presidente sloveno Danilo Turk sul caso del giorno non apre proprio bocca. Certo, è vero, ne hanno parlato ovunque, pure a Lubiana, ma qui nei saloni del Quirinale nemmeno un accenno, neanche un vago riferimento. Non è il caso. La cosa non è in agenda, ovviamente, e le buone maniere della diplomazia impongono che nelle visite ufficiali certe vicende debbano restare rigorosamente fuori dai colloqui tra le parti.
    Del resto nemmeno Giorgio Napolitano, a quanto pare, ha molta voglia di affrontare pubblicamente l’argomento, considerandolo, come spiegano sul Colle, «materia di esclusiva pertinenza dell’autorità giudiziaria». Qualunque parola dicesse, sarebbe considerata un’indebita invasione di campo. Silenzio assoluto, quindi. Eppure il capo dello Stato non può sicuramente sottovalutare i possibili contraccolpi dell’inchiesta dei pm milanesi sul quadro politico e sulla stabilità della maggioranza e del governo. Infatti non li sottovaluta: se la questione non si chiarisce in fretta, le elezioni anticipate potrebbero velocemente riavvicinarsi.
    Da qui «la preoccupazione», anzi «l’allarme» silente del presidente della Repubblica, che ritiene dannoso per il Paese andare al voto in questo momento, con la crisi economica internazionale ancora aperta. Napolitano è impensierito soprattutto per l’ennesimo scontro tra due poteri dello Stato di cui non si vede al momento una rapida ricomposizione. Ed è impaurito per i possibili ricaschi finanziari. Lo dice chiaramente, nel pranzo di Stato con Turk: «L’euro va difeso dalla destabilizzazione e dalle tentazioni speculative».
    Eppure, viste dall’osservatorio del Colle, parevano aver preso una piega rassicurante. Sembrava che la temuta boa del 13 gennaio alla fine fosse stata girata senza troppi danni. Pareva, si sperava, che la sentenza di compromesso della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, presa peraltro dai giudici della Consulta a larghissima maggioranza, potesse servire ad attenuare i toni della politica italiana, sempre qualche decibel troppo alti. E pure un’intervista rilasciata dal vicepresidente del Csm Michele Vietti proprio all’indomani dalla ri-esplosione del caso-Ruby, in cui suggeriva «grande prudenza» al premier, si poteva leggere in questo senso.
    Ora però quel fragilissimo equilibrio appare saltato. Ad aggravare le cose, l’arrivo del dossier milanese alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, quasi quattrocento pagine di interrogatori e verbali che stanno destabilizzando il già molto precario scenario politico. Ora, la preoccupazione principale del Quirinale riguarda le conseguenze dell’inchiesta giudiziaria sulla tenuta del governo. Berlusconi, che a Montecitorio deve combattere con i numeri, ha già i suoi bei problemi di reclutamento nel mettere in piedi il «partito dei responsabili», necessario per una navigazione più tranquilla da qui alla fine della legislatura. E da un paio di giorni l’operazione ha subito un vistoso rallentamento. Ce la farà il Cav, si chiedono sul Colle, a reggere l’urto?
    C’è poi un problema più generale ma non per questo, agli occhi di Napolitano, meno grave: il rapporto sempre più slabbrato tra la politica e le toghe e la deriva della «delegittimazione» reciproca.

    Sul conflitto tra politica e toghe l'allarme silente del Colle - Interni - ilGiornale.it del 18-01-2011

  5. #5
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Premier accusa: "Un disegno per farmi fuori"

    "Il caso Ruby è solo fango, non mi dimetto". Così lunedì, poco dopo pranzo, Silvio Berlusconi avrebbe commentato così quanto emerso dagli atti della Procura di Milano sul caso Ruby. Il premier non ha telefonato al Quirinale, come scritto oggi da qualche quotidiano, ma ha ribadito con le persone a lui vicine la sua estraneità ai fatti e la convinzione che dai magistrati si sia scatenata una battaglia non giudiziaria, ma politica. E Napolitano avrebbe confermato la sua preoccupazione per una vicenda che rischia di mettere in ginocchio non tanto una persona (il Cavaliere) o una maggioranza (quella di centrodestra), quanto un intero Paese.

    COMPLOTTO DEI SERVIZI - Anche perché, per ora, di alternative non se ne vedono. Lo ha confermato lo stesso Berlusconi, che ieri sera si è intrattenuto con un gruppo di imprenditori a Villa Gernetto, in una cena a sfondo economico e diventata poi occasione di sfogo. Il premier avrebbe parlato di "incoraggiamenti" e "manine" date agli inquirenti da parte di servizi segreti deviati: insomma, un complotto.

    GUERRA DELLA MAGISTRATURA - Lo stesso Cavaliere ha parlato di "guerra" della magistratura contro la presidenza del Consiglio. "Stanno cercando di eliminarmi con una violenza inaudita, che non ha precedenti, che non appartiene a uno Stato di diritto", si è confidato coi suoi. E poi un pensiero alle ragazze coinvolte nelle indagini: "E' un'indecenza, una roba fuori dal mondo, ci sono ragazze che sono madri di famiglia, che hanno dei figli, sono soltanto brave ragazze, chiamarle in quel modo dimostra che siamo allo scontro finale".

    LE PROSPETTIVE - Logico pensare alle reazioni, preoccupate, del Pdl. Cicchitto ieri ha 'aperto' alla possibilità del voto anticipato, qualcunaltro ha paventato l'ipotesi di dimissioni di Berlusconi, con l'arrivo a Palazzo Chigi di Gianni Letta o Angelino Alfano e l'allargamento della maggioranza a Casini e Fini. Il premier, però, avrebbe smentito ancora una volta ogni tentazione di cedere la mano: "O si va avanti con me, oppure si va al voto". Molto peserà la volontà della Lega (che per ora tace) e il giudizio del Vaticano (ancora in silenzio). Oggi Berlusconi sarà a Roma, e non cambierà gli impegni già in agenda. A pranzo si incontrerà il presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Turk, a Villa Madama.

    LA PAROLA DEL QUIRINALE - In mattinata, intanto, è arrivata direttamente dal Quirinale la smentita della presunta telefonata tra Giorgio Napolitano e Berlusconi. In una nota, il presidente della Repubblica di dice "ben consapevole del turbamento dell'opinione pubblica" per le "gravi ipotesi di reato" avanzate dalla Procura milanese nei confronti del premier. "Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal presidente del Consiglio", si legge nella nota, Napolitano "auspica che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto ad una compiuta verifica delle risultanze investigative". Il Quirinale, inoltre, ha smentito di aver ricevuto o tantomeno letto le carte ufficiali inviate dai pm alla Giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere.

    18/01/2011

    Premier accusa: "Un disegno per farmi fuori" - Berlusconi, caso Ruby, dimissioni, Napolitano, pdl, lega, vaticano, magistrati, procura, sexgate - Libero-News.it

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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Giò, dietro gli attacchi a Berlusconi ci potrà anche essere un complotto ma tutte le figure di merda che ha rimediato negli ultimi anni sono esclusivamente colpa sua.

    Capisco la tua voglia di difenderlo a fronte di ogni evidenza ma a tutto c'è un limite. Qualsiasi primo ministro al suo posto si sarebbe già ritirato, e in altri tempi per salvare l'onore avrebbe compiuto addirittura l'estremo gesto. Certo, il dopo Berlusconi sarebbe una vera e propria incognita ma andare avanti così è assurdo e ridicolo.
    Ultima modifica di Imperium; 18-01-11 alle 16:10
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Citazione Originariamente Scritto da Imperium Visualizza Messaggio
    Giò, dietro gli attacchi a Berlusconi ci potrà anche essere un complotto ma tutte le figure di merda che ha rimediato negli ultimi anni sono esclusivamente colpa sua.

    Capisco la tua voglia di difenderlo a fronte di ogni evidenza ma a tutto c'è un limite. Qualsiasi primo ministro al suo posto si sarebbe già ritirato, e in altri tempi per salvare l'onore avrebbe compiuto addirittura l'estremo gesto. Certo, il dopo Berlusconi sarebbe una vera e propria incognita ma andare avanti così è assurdo e ridicolo.
    Onde evitare che questa si trasformi nell'ennesima discussione pro o contro Berlusconi, preciso che la mia non è né una difesa né un'accusa in favore di o contro Berlusconi.
    Quello che, se mai, m'interessava capire era quanto sia verosimile l'ipotesi del complotto che nelle ultime ore trova sempre più spazio.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Onde evitare che questa si trasformi nell'ennesima discussione pro o contro Berlusconi, preciso che la mia non è né una difesa né un'accusa in favore di o contro Berlusconi.
    Quello che, se mai, m'interessava capire era quanto sia verosimile l'ipotesi del complotto che nelle ultime ore trova sempre più spazio.
    Sì, è possibile l'ipotesi del complotto ma chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
    Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)

  9. #9
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Onde evitare che questa si trasformi nell'ennesima discussione pro o contro Berlusconi, preciso che la mia non è né una difesa né un'accusa in favore di o contro Berlusconi.
    Quello che, se mai, m'interessava capire era quanto sia verosimile l'ipotesi del complotto che nelle ultime ore trova sempre più spazio.

    Bondi grida al complotto? E vabbeh, ognuno fa il suo lavoro.
    Quella del complotto non è un ipotesi, ma una realtà.
    Però , appunto perchè sa che gliel'hanno giurata , si comporta da idiota.
    Vedi, se mi dimostrano che Berlusconi ha dato o preso mazzette, rispondo: sticazzi.
    A me non interessa che sia una persona avida o meno.
    Vedo un filmato in cui fa bunga bunga con una troia di 17 anni , magari quando è in Russia? Moralmente non mi tange nulla, ritengo pericoloso però perchè si pone automaticamente nella possibilità di essere ricattato.
    Anche perchè la storia "gli italiani lo votano anche perchè è un vero macho" va bene la prima volta.
    La millesima no.

    Ricordiamoci poi che prassi di molti servizi (in ispecie ex patto di Varsavia e isralieni) è sempre stata quella della c.d. "trappola al miele" ovvero di infiltrare mignotte per carpire verità compromettenti.

    Ripeto, non è una questione morale, ma di opportunità.

    Idioti, vili, imbecilli, lacchè quelli del PDL che sapevano e non gliel'hanno quantomeno suggerito.
    Preferisco di no.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Caso Ruby: ipotesi complotto. Rotondi (PDL) accusa la magistratura di eversione.

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Anche perchè la storia "gli italiani lo votano anche perchè è un vero macho" va bene la prima volta.
    La millesima no.
    Invece credo che continui a funzionare, anche perché ormai molti tra gli stessi antiberlusconiani iniziano ad averne le palle piene di queste indagini gossip.
    Non so se hai notato, ma gli scandali escono sempre fuori in concomitanza con gravi crisi sociali, non so se sia una mera coincidenza o cosa, sta di fatto che ci siamo già dimenticati cos'è appena successo a Mirafiori.

 

 
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