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    Arrow 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    ANNI TRENTA: ATTERRAGGIO UFO IN LOMBARDIA?

    di Alfredo Lissoni

    L'evento cui si riferiva, in maniera quanto mai oscura, la nota top secret sarebbe stato, secondo la rivista di settore che per prima ha divulgato la notizia, un UFO-crash ante litteram, accaduto il 13 giugno del 1933; un successivo esame dei documenti non ha confermato questa tesi, trattandosi piuttosto del recupero di un velivolo atterrato, non necessariamente schiantatosi. Quest'ultimo elemento era ricavabile dal lapidario testo presente nei tre telegrammi, riportanti come intestazione 'Ufficio Telegrafico di Milano', come mittente la voce prestampata 'Agenzia Stefani - Milano' e come specifica le dizioni 'riservatissimo - lampo - priorità su tutte le priorità'. Un primo telegramma, non in possesso degli ufologi ma al quale accennavano gli altri tre dispacci, sarebbe stato spedito alle 7.30, annunziando l'atterraggio dell'aeromobile non convenzionale; un successivo dispaccio, inviato alle ore 16 e siglato - come gli altri due in nostro possesso - dal 'Direttore Generale Affari Speciali' , suggeriva una versione di comodo da dare in pasto alla stampa, che sarebbe stata sostenuta anche dall'Osservatorio di Milano Brera: l'oggetto atterrato era una meteora. Un successivo telegramma, spedito alle 17.07, riferiva che il Duce in persona aveva ordinato il cover up sulla notizia, il ritiro dei piombi dei giornali, il deferimento al Tribunale di Sicurezza dello Stato per chi avesse parlato; il terzo telegramma inviato da Mister X agli ufologi è privo di orario e di destinatari, ma indica la versione ufficiale da pubblicare riferendosi al telegramma inviato alle 16. Tutti e tre i telegrammi sono siglati dalla stessa mano; la firma semplificata, che pare iniziare con una "f", è la stessa presente su una busta senatoriale dell'epoca fascista inviata nel '96 a Pinotti e riferita presumibilmente a documenti UFO del '36; e compare altresì su una lettera intestata 'Agenzia Stefani', recentemente spedita all'altra rivista di settore coinvolta nel caso, forse sempre collegata agli avvistamenti del '36.

    Risparmierò ai lettori tutto l'iter, indubbiamente noioso, delle ricerche che ho condotto in varie parti d'Italia e che mi hanno permesso di verificare l'attendibilità di questi documenti. Gli interessati potranno leggere tutte le singole fasi di questa indagine in Internet, nel sito de La Rete CUN http://members.tripod.com/~ufocun.index4z-7.html.


    L'elemento interessante di questi primi documenti - ne sono stati spediti altri il 10 settembre 1999 da Cervia ed il 22 novembre da Forlì, sempre alla rivista di settore - è che, de facto, nel 1933, presso l'università La Sapienza di Roma, sarebbe stato istituito un Majestic 12 fascista, che riferiva esclusivamente alle alte gerarchie del Regime (Mussolini, Balbo e Ciano) e che lavorava in stretto contatto con l'OVRA, la polizia segreta fascista comandata da Arturo Bocchini, con diramazioni in tutta Italia e la complicità dei prefetti del Regno. Le comunicazioni sull'IR-2 recentemente emerse in copia sarebbero state trasmesse nel '33 dalla sezione milanese dell'Agenzia Stefani, l'ANSA fascista diretta all'epoca da Manlio Morgagni di Forlì (guarda caso, la stessa città da cui sono arrivati oggi molti di questi documenti d'epoca); durante il Ventennio essa svolgeva il compito di controllare ciò che i giornali potevano o non potevano pubblicare (pena l'arresto dei giornalisti, il sequestro dei giornali e persino la chiusura della testata). La Stefani, che aveva la sede centrale a Roma, veicolava ai giornali i dispacci contenenti i testi da pubblicare, utilizzando un proprio Ufficio Telegrafico interno. Nel caso dei telegrammi del '33, essi erano stati inviati dall'Ufficio Telegrafico della sede Stefani di Milano, non inferiore a Roma per ordine di importanza, in quanto vi risiedeva Morgagni in persona. Da quanto ho potuto appurare, se si trattava di comunicazioni riservate, i testi venivano cifrati usando un codice con sequenze di cinque numeri; il messaggio era telegrafato in codice Morse all'ente destinatario; riportato poi su un prestampato simile ad un telegramma (noto come 'dispaccio Stefani'; e dispacci Stefani sono i tre telegrammi del '33), recapitato tramite fattorino e, una volta arrivato a destinazione, inoltrato discretamente all'ufficio interessato attraverso la posta pneumatica (inserito cioè in un cilindro metallico e fatto scorrere lungo un complesso di tubature interne che collegavano i vari uffici della Stefani); il messaggio veniva infine decodificato da un elemento di fiducia. In questo modo la segretezza era completa. Non stupisce dunque che il segreto dell'esistenza del Gabinetto RS/33 sia rimasto tale per oltre mezzo secolo.








    L'UFO DI MUSSOLINI, di Alfredo Lissoni
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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    I files fascisti di Mussolini



    Una serie di documenti anonimi recapitati a varie testate giornalistiche provano che i dischi volanti vennero studiati dai servizi segreti italiani nel Ventennio. E che sia esistito un Majestic 12 fascista nel 1933.

    Alfredo Lissoni

    Il fatto che Hitler cercasse di costruire dei dischi volanti (fliegender scheiben) non è una novità: tra il 1942 ed il 1945 gli ingegneri del Terzo Reich realizzarono a Praga, Bremerhaven e nella Polonia occupata dei rivoluzionari aerei discoidali ribattezzati V-7 (Vergeltungswaffe 7, armi di rappresaglia n.7). Dei diversi team all'opera facevano parte alcuni tedeschi, gli ingegneri Klaus Habermohl e Richard Miethe, il pilota Rudolph Schriever e, unico italiano, l'ingegnere del Politecnico di Milano senatore Giuseppe Belluzzo (stranamente citato molto spesso come Alfonso Bellonzo). Furono proprio questi ultimi due a parlarne alla stampa, a guerra finita. Da allora attorno agli UFO nazisti, i cui prototipi vennero distrutti dai tedeschi sul finire della guerra affinché non cadessero in mani nemiche, è fiorita una ricca mitologia. E una domanda assilla da sempre i ricercatori: come venne ad Hitler l'idea di costruire simili aerei? Peter Kolosimo, nel volume 'Ombre sulle stelle', ipotizza che egli, assistendo al lancio del disco alle olimpiadi di Berlino, sarebbe rimasto affascinato dall'improvvisa accelerazione raggiunta dal piatto, scagliato nel cielo. Si sarebbe così reso conto che analoghe prestazioni, applicate ad un velivolo, avrebbero potuto garantirgli un'arma di distruzione perfetta. Altri autori, meno seri e più sensazionalistici quando non addirittura di parte come il neonazista Jan Van Helsing (vero nome Jan Udo Holey), affermano invece che il führer ebbe contatti diretti con extraterrestri, nel caso specifico provenienti da Aldebaran, ai cui mezzi volanti si sarebbe ispirato. Una recentissima leggenda urbana, veicolata via Internet alcuni mesi fa, afferma addirittura che un disco volante si sarebbe schiantato nel '37 a Czernica in Polonia, in un campo di proprietà dei genitori di Eva Braun!






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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    D'ORDINE DEL DUCE: RECUPERARE IL DISCO VOLANTE

    di Alfredo Lissoni - I telegrammi del '33 sono stati inviati probabilmente per ordine dello stesso Morgagni (di cui Mister X è forse conterraneo) dalla sede Stefani milanese, sita nello storico palazzo Arese in corso Venezia, ove c'era l'Ufficio Centrale dei servizi commerciali e finanziari ed il 'Centro di Ricezione del materiale telefonato (sic) dai corrispondenti'.

    I tre dispacci davano disposizione ai giornali italiani di minimizzare l'evento UFO, e difatti non abbiamo trovato, sulla stampa dell'epoca da noi consultata in biblioteca (Corriere della sera, Popolo d'Italia), notizia alcuna; non abbiamo peraltro rinvenuto traccia delle eventuali "notizie astronomiche ed atmosferiche" che avrebbero dovuto essere veicolate per razionalizzare l'episodio. In un primo momento pensai che questa fosse una contraddizione tale da permettere di ipotizzare che i carteggi fossero falsi, sino a che un esperto di storia, il dottor Pietro Basile, mi confermò che, in piena dittatura, non sarebbe stato necessario pubblicare smentite sulla stampa (come sarebbe accaduto invece, molti anni dopo, con il ridimensionamento del caso Roswell, avvenuto in un regime democratico): in pieno fascismo le notizie 'scomode' non venivano pubblicate e basta. In seguito recuperai molti telegrammi censorei, riferiti ad altri argomenti, che mi confermarono come, all'epoca, bastasse un semplice ordine per occultare qualsiasi notizia. Ma qualcosa, in quei giorni, era effettivamente accaduto. La notte immediatamente seguente l'atterraggio, tutti i prefetti milanesi e liguri erano stati trasferiti o sostituiti ("Movimento di prefetti", titolava il Corriere della sera del 15-6-33); a Milano, la città da cui erano partiti i dispacci Stefani riferiti all'episodio UFO, era stato improvvisamente "nominato nuovo prefetto il questore di Milano". Questo repentino ed inspiegabile cambio ai vertici era forse motivato dall'esigenza di garantire l'appoggio di uomini di fiducia al neocostituito Gabinetto RS/33? É possibile. E che esistesse addirittura un rozzo piano d'emergenza volto a sensibilizzare la popolazione lombarda (nella cui terra era forse sceso l'oggetto; i telegrammi partivano difatti da Milano) sembra dimostrato dall'enfatica pubblicazione, cinque giorni dopo, sulla 'Cronaca Prealpina' di Varese della notizia di un contatto con gli alieni! Con un articolo di vent'anni in anticipo sul contattismo, il quotidiano dissertava, in tre colonne, su una "ipotesi sulla vita degli abitanti di Marte". Non si trattava certamente di un pezzo ufologico, visto che gli UFO all'epoca non esistevano ancora; era invece una serissima intervista ad un contattista ante-litteram, un certo dottor Robinson di Londra, che affermava di comunicare da anni telepaticamente con i marziani, sui quali forniva un'infinità di dettagli. Al di là delle farneticazioni pubblicate, il pezzo tradiva chiaramente il tentativo (certamente imposto dal regime, visti i controlli cui erano sottoposti allora i giornali) di veicolare nella popolazione l'idea dell'esistenza degli alieni; ci si rammaricava del fatto che "le esplorazioni del cielo avevano così ingigantito i progressi dell'astronomia in questi ultimi tempi e tanto sensazionali erano le rivelazioni, che il pubblico tendeva ora a dimenticare un poco un problema che aveva tanto appassionato le folle per lunghi anni, quello di un collegamento nostro con il pianeta Marte". Che tutto ciò fosse casuale non pare proprio; sembrava invece di assistere ad uno dei moderni procedimenti di 'training', di preparazione delle masse, nell'attesa di un eventuale contatto alieno (all'epoca nessuno poteva prevedere che gli UFO avrebbero continuato a comportarsi elusivamente per molti anni).


    Circa i dispacci Stefani, posso dire che un giornalista mi ha confermato l'esistenza, negli anni Trenta, di telegrammi intestati 'Agenzia Stefani' e simili per impostazione e composizione a quelli dei files fascisti; inoltre il computo fascista sugli stessi è coerente con la ridatazione mussoliniana (XIº anno dell'Era Fascista); circa la carta senatoriale, essa è di due tipi, una con caratteri di stampa con le 'grazie' (gli abbellimenti nelle stanghette), l'altra con i 'font' semplici; entrambe queste intestazioni erano in uso in quegli anni, come ho potuto appurare da un confronto con documenti confidenziali di altro genere, datati 1933 e depositati presso il Museo del Risorgimento di Milano; infine, i caratteri della macchina da scrivere utilizzata per la lettera e la 'nota', probabilmente una Olivetti, sono dell'epoca; essi sono in parte neri ed in parte rossi. Evidentemente la macchina era difettosa ed il nastro bicolore, già in uso negli anni Trenta, si bloccava a metà.






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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    IL CLAN DEI PROFESSORI

    di Alfredo Lissoni - Il 10 settembre 1999 Mister X, infastidito per il poco credito datogli dalla rivista di settore, inviava da Cervia una lettera anonima in cui ribadiva che non intendeva screditare nessuno ma anzi svelare una parte sconosciuta della storia dell'ufologia, e forniva nuovi dati sul Gabinetto RS/33, la cui sigla a suo dire stava per Ricerche Speciali. Esso, sin dalla sua istituzione, sarebbe stato diretto da Guglielmo Marconi, che non avrebbe però mai partecipato alle riunioni del team ed avrebbe anzi chiesto più volte di essere sostituito dall'astronomo Gino Cecchini. Marconi sarebbe stato scelto da Mussolini in persona per la sua provata fede fascista e per il suo prestigio, su consiglio di Giovanni Gentile (quest'ultimo legò il proprio nome alla riforma della scuola; lo stesso fecero altri due membri del Gabinetto RS/33, Bottazzi e Crocco; buona parte dei restanti membri operavano all'interno delle università, segno che potevano agire direttamente sulle nuove leve, condizionando 'a monte' la popolazione).

    L'MJ-12 fascista fu di fatto diretto da un personaggio che si sarebbe celato sotto lo pseudonimo di "dottor Ruggero Costanti Cavazzani"; con lui lavorarono, nel corso del tempo e per periodi diversi, "i professori Dallauri, Pirotta, Crocco, Debbasi, Severi, Bottazzi e Giordani, nonché il conte Cozza quale referente organizzativo ed elemento di collegamento logistico con le massime gerarchie del regime: Mussolini, Italo Balbo, Galeazzo Ciano".

    Il Gabinetto si sarebbe riunito più volte per accertare la natura degli 'aeromobili sconosciuti', ritenuti aerei spia nemici, inglesi o francesi. Secondo Mister X, solo in un paio di occasioni ci si sarebbe domandato se non fossero "strumenti di volo interspaziale" (dunque, l'ipotesi extraterrestre era stata in seguito accantonata? Ne dubito). Il Gabinetto avrebbe infine prodotto un dossier di una trentina di pagine che esaminava dettagliatamente tutta la casistica UFO italiana dal '33 al '40. Con lo scoppio della guerra esso sarebbe stato maggiormente militarizzato, collaborando strettamente con i tedeschi, ai quali avrebbe infine passato tutto l'archivio dati. Mister X, che nella missiva accludeva un ritaglio di giornale senza data sulla scomparsa (a terra) di un aviatore francese in Italia, concludeva asserendo che il Gabinetto aveva raccolto anche alcune fotografie di oggetti volanti non identificati ed un breve filmato realizzato sulle Alpi in occasione di un avvistamento notevole. Queste ultime notizie sarebbero state acquisite dall'ignoto informatore "da altre fonti", non essendo più disponibile l'archivio del Gabinetto RS/33.






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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    FILES FASCISTI: IL TERZO INVIO

    Di Alfredo Lissoni - Recentemente l'anonimo personaggio che sta inviando il materiale ha fatto avere alla rivista di settore altri due documenti. Il primo è un appunto scritto a mano, apparentemente con un pennino d'epoca, su carta della Camera dei Deputati - Tribuna della stampa (un documento analogo è stato recapitato a Pinotti), il secondo è una lettera scritta a macchina su carta intestata dell'Agenzia Stefani. Questo secondo documento riferisce di un "caso Moretti" (forse un UFOtestimone) di cui non si poteva parlare che a quattr'occhi data la "delicatezza" e la "particolarità" della vicenda; indi lasciava intendere che divulgare, a mezzo stampa o per altra via, l'esistenza del Gabinetto RS/33 o parlare (presumibilmente) degli avvistamenti fosse oltremodo pericoloso. Nel primo caso, perché la Stefani era diventata controllatissima, nel secondo perché dopo che il Gabinetto aveva accettato la collaborazione di elementi "Germanici", per volere del Duce che "aspirava alla reciprocità", su tutta la questione era calata una fortissima censura. Lo scrivente, che si rivolgeva ad un non meglio identificato Alfredo, si lamentava del fatto che sino a pochi mesi prima la Stefani ricevesse un bollettino ufficioso 'meteorologico'; dopo, nemmeno quello. E ricordava che occuparsi di "certe cose" poteva essere oltremodo pericoloso, tant'è che un "caso analogo precedente" di avvistamento UFO si era concluso con il ricovero in manicomio del testimone.
    Il documento riportava in calce la stessa sigla presente sui telegrammi del '33.

    Anche questo carteggio è assai probabilmente autentico: per lo stile, il linguaggio (si accenna ai tedeschi con l'aggettivo 'germanici' ); per la carta intestata, che non ha data ma riporta la dicitura 'Agenzia Stefani - Roma (7) Via di Propaganda 27'. Ho controllato: la Stefani romana aveva effettivamente sede in via di Propaganda Fide (nome per esteso) al 27; ma sui documenti Stefani (ne ho rintracciato uno del '43, la richiesta di fucilazione di Ciano) l'Agenzia preferiva riportare l'indirizzo 'breve', 'via di Propaganda n.27', come è nell'X-file fascista.

    In ultima analisi, questo documento appare essere una comunicazione privata tra due pezzi grossi della Stefani, uno dei quali - il firmatario - coinvolto sin dall'inizio nel cover up sugli avvistamenti UFO, che si lamentano per essere stati improvvisamente esclusi da tutte le informazioni, dopo l'entrata in gioco dei nazisti.

    Quanto alla carta intestata Camera dei deputati, essa era stata scritta tutta a mano, riportava la dicitura 'no copia', che appare anche nei telegrammi del '33; era intestata - a mano - come 'Gabinetto RS/33' (e poteva dunque essere un memo per il Gabinetto o del Gabinetto, opera di un suo membro), e riportava il nome di un UFOtestimone, certo Tolmini, che compare anche nei carteggi inviati a Pinotti ed è qualificato come uno degli avvistatori degli UFO veneti del '36. Presentava poi un elenco numerato comprendente una relazione introduttiva; la lettura di un "messaggio di Sua Eccellenza"; un ordine del giorno; una "relazione D.S. 4/6" (di De Santi?); la relazione di Tolmini; la lettura di un altro messaggio di un'Eccellenza; una relazione al Duce. Il tutto doveva essere approntato in triplice copia e spedito all'archivio degli atti del Gabinetto e in copia a Roma e a Milano - su quest'ultimo invio il firmatario doveva essere dubbioso, avendo apposto un punto di domanda -, le due città principalmente coinvolte nelle indagini e nel cover up e dove, forse affatto casualmente, avevano sede le due principali Agenzie Stefani.

    L'esclusione di Milano, e quindi del referente milanese Manlio Morgagni potrebbe essere la chiave di lettura per l'improvvisa fuoriuscita di questo materiale. Morgagni fu un fedelissimo del Duce sino alla fine; quando Mussolini venne arrestato, Morgagni si suicidò sparandosi alla tempia. Forse oggi qualcuno intende riabilitarne indirettamente la memoria, declassificando materiale tenuto nascosto negli archivi "perduti" della Stefani.






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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    FILES FASCISTI: LA SEZIONE RS DEL SID

    di Alfredo Lissoni - L'esistenza di un Gabinetto RS/33 è, per chi scrive e sino a prova contraria, reale e documentata. Storicamente, sappiamo che vi fu all'interno dei servizi segreti fascisti una Sezione RS, cioè Ricerca e Spionaggio, la cui esistenza è attestata da un documento del 21 febbraio 1944 del Servizio Informazioni Difesa (SID) della Repubblica sociale italiana. Il rapporto, recuperato più di vent'anni fa dallo studioso Marcello Coppetti (che fu uomo di fiducia del ministro alla Difesa Lagorio e che legò il proprio nome alla tesi degli UFO come armi segrete), riferiva del passaggio di un cilindro volante convesso, che filava a tremila chilometri orari, sulle basi tedesche di Helgoland e Wittenberg il 18 dicembre del '43. L'avvistamento era stato riferito da un agente americano all'Office Strategic Service ed intercettato dalle spie fasciste.

    Un altro X-file della Sezione RS era datato 30 aprile 1944 e trattava di un UFO che aveva seguito il lancio di un razzo tedesco dal Centro di prova di Kummersdorf, alla presenza del ministro della propaganda Joseph Goebbels, di Himmler e di Kammler.
    La sequenza era stata filmata ma solo durante la proiezione del film i gerarchi nazisti si erano accorti della presenza dell'intruso. "Sono state chieste informazioni agli agenti tedeschi in Inghilterra", concludeva il rapporto, "e questi hanno risposto che fenomeni simili si presentavano sopra le basi inglesi e che gli Alleati pensavano si trattasse di nuovi ordigni provenienti dalla Germania".
    Per inciso, direttore del SID era, in quegli anni, un certo Vittorio Foschini, che fu uomo di fiducia della Stefani e suo corrispondente per l'estero, da Riga, nel '35; forse è sua la firma sui telegrammi e sulle lettere del '33.
    Che dire infine del fatto che Hitler, ottenuti i files fascisti, creasse una commissione di studio e sviluppo di dischi volanti uncinati (o V-7) e di velivoli a V, meglio noti come Horten (a guerra finita, recuperati e copiati dagli americani)?






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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    L'MJ-12 FASCISTA

    di Alfredo Lissoni - Dell'episodio dell'atterraggio del '33, peraltro, correva da tempo voce negli ambienti ufologici milanesi, pur se a livello di semplice leggenda urbana. Tutto era nato nel 1991, quando nel corso di una trasmissione per Radio Ambrosiana Milano chi scrive intervistò il fisico Alfredo Pasolino; quest'ultimo aveva da poco incontrato il professor Luigi Ighina di Imola, uno dei discepoli di Marconi; quest'ultimo gli aveva raccontato che, anni addietro, nel corso di un esperimento con "campi elettromagnetici di luce naturale", lui e Marconi avrebbero abbattuto un disco volante! La notizia venne presa con distacco dai presenti ma, pur restando a tutt'oggi una leggenda urbana, potrebbe essere in qualche modo collegata al preteso crash del '33. Sappiamo che il 15 agosto di quell'anno Marconi si trovava a bordo della nave Elettra ancorata a S.Margherita Ligure, per condurre un esperimento di radiotrasmissione (un altro test era stato effettuato un anno prima); è molto facile che la leggenda del disco volante abbattuto sia nata dalla fusione di due episodi, l'esperimento ferragostano ed il recupero del giugno del '33. Ho chiesto in merito notizie all'anziano professor Ighina, ma ho ricevuto solo risposte confuse; quanto al dott. Pasolino, mi ha recentemente confessato di non rammentare più l'episodio (fortunatamente registrato nelle bobine di Radio Ambrosiana), ammettendo peraltro che sugli esperimenti 'spaziali' Marconi ed Ighina avevano concordato un riserbo che avrebbe dovuto durare almeno cinquant'anni, non essendo questa umanità pronta per le loro scoperte.

    Oggi sappiamo che questa tesi non è credibile, non vi sono prove che Ighina fosse realmente discepolo di Marconi.


    Sia come sia, a questo punto fu per me necessario cercare prove più concrete non tanto a sostegno dei documenti, che hanno tutti i crismi dell'autenticità, ma del loro contenuto. Mi sono concentrato allora sui personaggi citati da Mister X quali componenti il fantomatico Gabinetto RS/33. Il solo Marconi è tutto un programma: la sua vita è avvolta nel mistero, come pure la sua morte, avvenuta improvvisa e solitaria nel '37, ufficialmente per un malore; non meno coperti dal riserbo furono i suoi studi, sia per quanto concerne il raggio della morte che le altre armi non convenzionali (ivi compresi i dischi volanti?). Marconi era, come il Belluzzo delle V-7, Morgagni della Stefani e presumibilmente il mittente di parte degli X-files fascisti, un senatore. Ed un clan senatoriale sembrava dirigere il Majestic 12 fascista; i cui componenti provenivano dagli ambienti scientifici universitari, come il chimico e chirurgo Filippo Bottazzi di Napoli, che negli anni Trenta era membro del comitato direttivo della rivista scientifica internazionale 'Scientia', assieme a Vallauri di Napoli (che Mister X cita erroneamente come Dallauri), Pirotta e Severi di Roma. Bottazzi aveva fondato, nel 1925, la Società italiana di biologia sperimentale; aveva poi lavorato per il CNR ed in seguito si era dedicato all'insegnamento, presso l'università di Napoli, sino al 1937. La sua presenza, come chirurgo, in un team di studio sugli UFO spinge ad azzardare che i fascisti non avessero raccolto evidenze fisiche solo sui dischi...


    Quanto a Gaetano Arturo Crocco, altro personaggio citato nei files fascisti, era un ingegnere aeronautico di Napoli, fondatore della Società Italiana Razzi (la NASA gli ha dedicato un cratere lunare e tuttora lo commemora nel proprio sito Internet, assieme a Condon!); ha ideato una turbina a gas (Belluzzo studiava invece quelle a vapore, applicabili alle V-7); ha lavorato per la Marina Militare ed ha costruito dirigibili armati con telebombe. Inventore e personaggio versatilissimo, è indubbiamente l'elemento maggiormente interessante di tutto il team: si occupava di 'iperaviazione', cioè di viaggio nello spazio con il superamento della barriera del suono. Progettava molto seriamente il sistema per "rendere abitabili Marte e Venere", con l'invio di uomini a bordo di razzi che "utilizzassero l'energia derivante dall'esplosione dei prodotti delle reazioni nucleari, raddrizzando l'asse terrestre per avvicinare alla terra le orbite dei due pianeti" (sembra di sentire la teoria del viaggio intergalattico di Bob Lazar!).

    Nella vita di questo bizzarro quanto geniale personaggio c'è però un buco, tra gli anni Trenta e Quaranta (come per Belluzzo); non si sa cosa abbia fatto in quel periodo, e ciò è coerente con la militanza in un ente supersegreto.

    Chi scrive sta conducendo ancora indagini sui componenti del Gabinetto RS/33, e dunque il caso è ancora aperto. Ma un ulteriore dato balza all'occhio. Il 'clan dei napoletani' ebbe un ruolo di rilievo nelle investigazioni sugli UFO. Nei documenti del '36 si accenna ad un incontro segreto del Duce con il team UFO; ebbene, la stampa dell'epoca ci conferma che in quella data Mussolini si trovava in Irpina, ufficialmente per incontrare la gente del Meridione; nulla di più facile che, in una pausa tenuta segreta, abbia avuto un abboccamento con Bottazzi, Crocco e Vallauri per discutere degli avvistamenti in Veneto. 'Casualmente' nello stesso momento il ministro della propaganda nazista Goebbels visitava Venezia, dunque l'area dei recenti avvistamenti...

    UNA FRASE ENIGMATICA

    In quest'ottica assume una diversa consistenza il discorso che il Duce tenne diversi anni dopo alla Federazione fascista dell'Urbe, al Teatro Adriano il 23 febbraio 1941. Il testo, riportato integralmente sul Giornale d'Italia del 25 febbraio 1941, concludeva con una frase sibillina: "É più verosimile che gli Stati Uniti siano invasi, prima che dai soldati dell'Asse, dagli abitanti non molto conosciuti, ma pare assai bellicosi, del pianeta Marte, che scenderanno dagli spazi siderali su inimmaginabili fortezze volanti". Per anni gli ufologi hanno pensato che questa frase, che concludeva di botto il discorso, senza nulla aggiungere o togliere e staccata dal resto, fosse una semplice battuta. Oggi, viene da pensare che avesse altri significati.

    É solo un'idea un po' folle, ma il tono dei rapporti e la presenza di chirurghi o biologi nella commissione non dà adito a pensare che i fascisti potessero avere dei resoconti anche su eventuali umanoidi? Certo, se fosse atterrato un Grigio nell'Italia del '33, la notizia dell'apparizione di una simile "mostruosità" (tale sarebbe stata considerata) non avrebbe potuto essere tenuta nascosta. Ma ammettiamo che da un UFO fosse sceso un Nordico. Un simile evento non sarebbe stato reinterpretato da fascisti e nazisti come una conferma all'idea bislacca dell'esistenza degli Immortali Ariani (che Hitler mandò a cercare sino nel Caucaso, ove secondo la leggenda avrebbero avuto una occulta dimora)?

    Sia come sia, nel suo discorso Mussolini fu, volente o nolente, profeta: l'anno seguente gli UFO si mostrarono in maniera massiccia su Los Angeles e furono fotografati mentre venivano presi di mira dalla contraerea.







    L'UFO DI MUSSOLINI, di Alfredo Lissoni
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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    IL PARERE DELL'ESPERTO

    di Alfredo Lissoni - Intervistato in merito agli X-files di Mussolini il dottor Andrea Bedetti, giornalista di STOP e Historia ed esperto di storia fascista e nazista, ci ha dichiarato: "Sulla base dei primi documenti divulgati (le veline del '33, N.d.A.), la prima impressione è stata quella di una "mezza bufala"; non posso però escludere la reale esistenza di un Gabinetto RS/33. Ho consultato la Storia del fascismo di De Felice, la fonte più completa ed attendibile, e non ha trovato traccia di De Santi; ciò non significa che questi non esistesse, anzi, i servizi segreti sceglievano di proposito gli elementi più anonimi e maggiormente manovrabili. Quanto all'OVRA, l'Organizzazione di Vigilanza e Repressione Antifascista o servizio segreto fascista, essa aveva decine di cellule distinte che agivano su specifici argomenti (poteva dunque esservene una per gli aeromobili non identificati); era gente veramente in gamba; riferivano a Mussolini ma solo in parte; chi deteneva tutti i poteri era il capo dell'OVRA Bocchini, che addirittura teneva sotto controllo il telefono del Duce. L'OVRA lavorò molto efficacemente. Nel caso del presunto Gabinetto la documentazione che secondo i documenti andava inoltrata a Mussolini poteva essere senz'altro prima deviata verso il capo dell'OVRA, che decideva se e cosa filtrare. Quanto al periodo, era il migliore per insabbiare eventi di questo tipo. L'arco di tempo compreso fra il '33 ed il '40 vide il massimo consenso al fascismo; fu l'epoca in cui il Duce ebbe un potere assoluto. In più in quegli anni - e fino alla guerra - l'Italia fu all'avanguardia in campo aviatorio; già dopo la Prima Guerra Mondiale i quadri aeronautici americani venivano in Italia ad addestrarsi alla scuola di Italo Balbo (citato negli X-files fascisti, N.d.A.); non mi stupisce affatto, ma ritengo plausibile, l'esistenza di un Gabinetto che studiasse le strane 'aeromobili', non con l'intento, tipico di un centro ufologico, di capire se fossero aliene, ma per scoprire come funzionassero quelle macchine volanti. L'Italia aveva il primato assoluto dello spazio aereo, quindi la nascita di un tale Gabinetto non era affatto illogica.


    Circa le lettere ed i telegrammi del '33, il modo di scrivere, il lessico, l'impostazione burocratica sono dell'epoca; un eventuale falsario sarebbe dunque padrone del livello lessicale e glottologico di quel periodo. Circa i riferimenti alle disposizioni impartite su carta intestata senatoriale, e all'appunto che un senatore non avesse potere e dunque non comandasse certo il Gabinetto RS/33, è vero che durante il fascismo il potere esecutivo era tutto nelle mani del Governo, ma dobbiamo distinguere tra i senatori 'monarchici' ed i senatori fascisti della prima ora; questi ultimi, i 'fedelissimi', avevano sì un potere grandissimo. Non comandavano ai prefetti, come si intuisce dalla 'nota personale riservatissima', ma potevano comunque 'invitarli' ad eseguire determinate disposizioni, il che valeva come un ordine. Del Gabinetto RS/33, nei carteggi si dice che era il Duce in persona che forniva le indicazioni, e dunque comandava ai prefetti. L'eventuale senatore della carta intestata si poteva dunque avvalere di ciò.

    Il Gabinetto riferiva a Mussolini e, si dice, dopo la guerra tutta la documentazione fu distrutta. Quella ufficiale, presumo, perché tutta quella riservata che il capo dell'OVRA non necessariamente mandò al Duce rimase da qualche altra parte, ed è probabilmente la stessa che sta fuoriuscendo ora. Quanto alla considerazione che i servizi segreti stranieri non abbiamo mai rivelato l'esistenza di tale Gabinetto, non si può escludere che abbiano agito così non perché non ne fossero a conoscenza (perché 'il Gabinetto RS/33 non esisteva') ma perché operarono anch'essi un cover up. In definitiva, non posso escludere che lo scenario delineato in questi documenti potesse esistere proprio nei termini da essi precisati..."

    Circa la firma sui documenti, il perito grafologo del Tribunale di Catanzaro dott. Giuseppe Cosco certificò trattarsi della stessa mano; quando ai documenti originali inviati a Pinotti (circa un inseguimento UFO nel '36 su Venezia e Mestre, clicca 1 , 2 , 3 , 4 ), il perito del Tribunale di Como dott. Garavaglia certificò che erano "esatti all'anno", ovvero autentici e d'epoca.
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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    UNO SCONVOLGENTE REPORTAGE SVELA INEDITI RETROSCENA SUL PREMIO NOBEL
    Anche Marconi credeva negli alieni!
    Mentre proseguono le ricerche sugli X-files di Mussolini, il ritrovamento di un documento d'epoca dimostra che il padre della radio credeva fermamente nella vita extraterrestre.



    di Alfredo Lissoni


    Proseguono le indagini sui files fascisti. Ed intanto nuove prove giungono a favore della veridicità di questi documenti. Ultima fra le tante, quella che vede il fisico Guglielmo Marconi, ritenuto il capo del team investigativo UFO fascista Gabinetto RS/33, entusiasta sostenitore dell'ipotesi extraterrestre. Si tratta di un nuovo volto del fisico italiano, un aspetto decisamente poco noto. Già perché, al di là dei libri celebrativi sulla figura di Marconi, o delle citazioni nei volumi scolastici, non è che poi sia tuttora disponibile una ricca bibliografia specifica su questo grande studioso, che ha rivoluzionato le telecomunicazioni. Ed il motivo, forse, è presto detto. Trasformato dal Regime in un simbolo del fascismo, lo scienziato Marconi è stato, col dopoguerra, volutamente "dimenticato" ed accantonato (a differenza di quanto accadde in Gran Bretagna ed in America, ove esiste addirittura un giorno a lui dedicato...).
    Per questo motivo condurre delle ricerche più approfondite sul capo del Gabinetto RS/33 è stata impresa particolarmente ardua, pur trattandosi, paradossalmente, di un genio di casa nostra, le cui gesta ed aderenze avrebbero dovuto essere più note.
    Un libro utile, alla fine, l'abbiamo scovato. Si tratta di un volume oltremodo raro, scritto durante il fascismo da un certo Mario La Stella, un giornalista "di regime", che non perdeva occasione per esaltare "l'italica genialità". Giornalista scientifico controcorrente, La Stella ha legato il proprio nome anche ad opere sulla rabdomanzia e l'alchimia. Il testo in questione si distingue per essere tecnico, documentato e scientifico; rifugge qualsiasi forma di superstizione o di misticismo ed anzi bolla con raro scetticismo voci e leggende nate attorno alla figura di Marconi. Si intitola "Marconi - mago dell'invisibile, dominatore degli spazi" ed è stato pubblicato dalle edizioni sarde Aurora nel 1937, poco prima della scomparsa del premio nobel.

    MESSAGGI EXTRATERRESTRI

    La voce che Marconi credesse negli alieni circolò per poco tempo, in Italia; ne aveva parlato, con una brevissima battuta, il giornalista Pietro Cimatti in un articolo apparso sulla "Settimana Incom" l'1 maggio 1966; ma che non si trattasse solo di una voce ce lo conferma, citazioni e fonti alla mano, proprio La Stella. E questo spiega perché nel '33 Mussolini, fra tanti scienziati, abbia deciso di mettere proprio il fisico a capo del Gabinetto RS/33 al posto di un astronomo, come suggerito dallo stesso Marconi, o di un ingegnere aeronautico.
    Ma vediamo cosa ci dice questo introvabile libro, da noi recuperato in una bancarella d'antiquariato di Milano: "Riguardo alla possibilità di comunicare per mezzo della radio con altri pianeti, il pubblico ricorda che notizie del genere, scheletriche come contenuto, pieni di punti interrogativi più che di affermazioni, ritornano di quando in quando a fare la loro comparsa sulle colonne dei quotidiani. Forse la più sensazionale è quella del 1920, quando un giornale inglese, il 'Daily Mail' del 26 gennaio, dopo avere narrato che da parecchio tempo gli operatori della telegrafia senza fili registrano di giorno e di notte strane interruzioni dei loro segnali, che sembrano inviate da grandissima distanza, intervista sul fatto Marconi, il quale dichiara: 'Noi riceviamo occasionalmente dei segnali che potrebbero venire da un punto situato fuori del globo terrestre. Abbiamo osservato che questi segnali formano delle lettere, di cui alcune, e particolarmente tre punti della lettera S, vengono ripetute con maggiore frequenza delle altri; ma in nessun caso questa riunione di lettere permette di formare un messaggio intelligibile. Questi segnali non solo sono stati registrati simultaneamente a Londra e a New York (qui Marconi parla dati alla mano, facendo continuamente la spola fra queste città. N.d.A.) e in queste due città la loro intensità era identica, ciò che sembra indicare che essi emanino da un punto oltremodo lontano, in confronto del quale i cinquemila km che separano Londra da New York sono una piccola distanza".
    "Dopo pochi giorni", aggiunge La Stella, "Marconi è nuovamente intervistato giacché diversi scienziati hanno mosso delle obiezioni alle sue dichiarazioni. Non solo il Mago riafferma la possibilità che le onde radiotelegrafiche possano superare gli spazi interplanetari, ma precisa che gli esperimenti pratici sinora eseguiti possono far credere che tutto il problema si colleghi unicamente nella maggiore o minore lunghezza delle onde".
    Le convinzioni di Marconi, che da queste dichiarazioni sembra essere addirittura coinvolto negli esperimenti, si dovettero rafforzare presumibilmente quattro anni dopo, quando accadde l'episodio che stiamo per raccontare.

    CAPTATO UN VOLTO

    All'epoca gli alieni erano i marziani; così almeno si credeva. Dunque per ventiquattr'ore, dalle 22.50 del 21 agosto 1924, quando Marte si era venuto a trovare in prossimità della Terra, per ordine del governo statunitense tutte le radiotrasmittenti americane avevano taciuto permettendo così ad un inventore a nome Francis Jenkins di mettere in funzione un apparecchio destinato a captare presunti "programmi televisivi dei marziani". Nonostante l'improbabilità dell'esperimento, Jenkins e gli altri studiosi coinvolti captarono una successione indecifrabile di punti e linee, ma anche una serie di segni che, curiosamente, ricordavano dei profili vagamente umani (uno, in particolare, venne intercettato dal radioamatore David Todd). Le attuali conoscenze ci inducono certo a sorridere di un tentativo condotto con mezzi così poco sofisticati, oggi rifiutato dalla scienza ufficiale. Ma in ogni caso, quale che fosse la reale natura dei radiomessaggi ricevuti, essi contribuirono notevolmente ad aumentare le convinzioni degli astronomi di frontiera, quali Desiderius Papp, che per anni ribadirono pubblicamente che il pianeta rosso poteva essere abitato.
    Il 15 dicembre 1931, due anni prima di diventare il capo effettivo del Gabinetto RS/33, sempre Marconi ribadiva le proprie convinzione al quotidiano "Evening Standard", ma questa volta con i toni prudenti di chi non voleva più essere attaccato dall'establishment ufficiale (evidentemente non molto dissimile da quello attuale):"Ammesso che le stelle siano abitate da esseri intelligenti, che abbiano una natura simile alla nostra, non vedo perché non dovremmo comunicare con loro per mezzo delle onde hertziane", riferisce La Stella.
    Un seme era stato gettato. Due anni dopo, con l'atterraggio lombardo del giugno del '33, di cui si parla nei files fascisti, questa profezia in parte si avverava. Il governo italiano scopriva gli extraterrestri.





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    Predefinito Rif: 13 Giugno 1933 - L'Ufo di Mussolini -

    GABINETTO RS/33: TUTTI I MEMBRI, MINUTO PER MINUTO

    di Alfredo Lissoni

    Alfredo: misterioso personaggio cui è rivolta una lettera Stefani che fa riferimento al Gabinetto RS/33. Potrebbe trattarsi del giornalista milanese Alfredo Rizza, agente segreto dell’O.V.R.A. che agiva sotto uno pseudonimo numerico (203), come presumibilmente le persone implicate nei files fascisti.

    De Santi: è probabilmente il più inafferrabile e sfuggente degli 007 fascisti, uomo di punta per i contatti con le spie naziste; per capire quanto fosse in gamba si pensi che, dopo la guerra, riuscì a spacciarsi per antifascista e venne persino premiato con una medaglia da De Gasperi in persona; per molti anni si pensò che non esistesse nemmeno; la sua esistenza venne poi provata al di là di ogni ragionevole dubbio solo l’anno scorso dallo storico Arrigo Petacco, che ha identificato in De Santis, Nostromo, Luigi Grassi, Grossi o David (tutti pseudonimi) un certo Tommaso David, colonnello di Frosinone fondatore del gruppo spionistico Volpi Argentate ed in seguito capo dei servizi segreti di Salò.

    Marconi: credeva negli extraterrestri, ed ha rilasciato al riguardo diverse dichiarazioni; riteneva si potesse comunicare con loro via radio; inoltre, dopo i fatti del ‘33, ebbe un misterioso incontro in America con David Sarnoff, persona di spicco dell’Intelligence USA (coinvolto nell’ondata di razzi fantasmi del ‘46 e nello studio di un celebre avvistamento UFO filmato nel 1966).

    L’O.V.R.A.: secondo Mister X il Gabinetto avrebbe avuto il pieno sostegno dell’O.V.R.A. Tutto ciò è plausibilissimo. Fra il 1931 ed il 1933 la polizia segreta di Mussolini visse la sua fase di massimo attivismo. Nucleo portante di tutta la struttura fu proprio la Lombardia, ove sarebbe stato recuperato il disco; la sola Milano coordinava con 24 agenti la rete lombarda, diretta da Francesco Nudi, dal commissario Tommaso Petrillo e dal commissario aggiunto Giovanni Di Salvia. Forse era di Di Salvia (e non di De Santi) la sigla ‘D.S.’ che appare in uno dei files fascisti.

    Zerbino: è il nome che appare, per esteso ed in sigla, in calce ad alcuni documenti fascisti (la firma non è particolarmente leggibile e, paradossalmente, potrebbe invece corrispondere a Foschini, capo dei servizi segreti SID durante la Repubblica di Salò); ma è anche il nome di una villa ove Marconi era solito trovarsi con alcuni suoi amici altolocati, quella dei marchesi Gropallo di Genova. Zerbino era forse il nome in codice di Marconi? O il nome di un covo del Gabinetto RS/33?






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