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Discussione: Geopolitica

  1. #1
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    Predefinito Geopolitica

    Tratto da EURASIA
    L’Italia al tempo di Wikileaks
    Italia :::: Konstantin Zavinovskij :::: 2 gennaio, 2011 ::::

    Gli attori
    L’Italia non è una superpotenza e non potrà mai diventare tale, ma non è neppure uno stato piccolo, quindi non può limitarsi ad osservare in disparte ciò che sta succedendo nella vita internazionale. L’Italia è una media potenza e come tale è destinata a cercare continuamente una propria posizione tra le superpotenze di turno.

    La Russia è una ex-superpotenza la quale, desiderosa di riprendersi le posizioni perse sullo scacchiere della politica internazionale dopo il crollo dell’Unione Sovietica, sta riemergendo con una nuova forza, rimettendo in discussione gli attuali equilibri geopolitici.

    Gli Stati Uniti sono una superpotenza che a seguito del passaggio del mondo da unipolare al multipolare deve far fronte al ridimensionamento della propria influenza nel mondo. E come insegna la storia le grandi potenze non lasciano senza combattere le proprie sfere di influenza.

    Il contesto
    Per una serie di motivi storici l’Italia per oltre mezzo secolo è stata influenzata dagli Stati Uniti nelle sue scelte di politica estera. Oggi, invece, in un contesto geopolitico mondiale non più bipolare e neanche più unipolare, ma quasi multipolare, l’Italia sembra si stia staccando dalla storica influenza statunitense mediante l’avvicinamento a un nuovo polo di influenza rappresentato dalla Russia. Ed è comprensibile che in tale situazione gli Usa non possono non mettere in atto azioni volte a conservare la loro influenza sull’Italia, come testimonia l’ormai famoso cablogramma pubblicato da “Wikileaks” del 26 gennaio 2009 in cui l’allora Ambasciatore degli Usa in Italia Ronald Spogli scrive: “Per attaccare frontalmente il problema, l’Ambasciata [Usa] ha messo in campo una vigorosa strategia diplomatica e d’affari pubblici diretta a figure chiave, interne ed esterne al Governo [italiano]. Il nostro scopo è duplice: istruire più profondamente i nostri interlocutori [coloro che non vedono di buon occhio l’avvicinamento italo-russo] circa le attività russe e dunque sul contesto della politica statunitense, e costruire a mo’ di contrappeso un’opinione dissenziente sulla politica russa, specialmente dentro il partito politico di Berlusconi.” Bisogna notare che l’Italia non è l’unico paese dell’Europa occidentale che si sta avvicinando alla Russia, basta guardare al crescente sviluppo dei rapporti tra la Russia e la Germania. Chiaramente, neanche questo rapporto è ben visto dal Governo statunitense, con la sostanziale differenza che mentre nel caso tedesco gli USA “non hanno potuto certo far nulla”, in Italia, invece, hanno potuto contare sull’appoggio di una parte della stampa italiana. E se l’Italia si sta avvicinando alla Russia, ciò non vuol dire che stia rinnegando i rapporti con gli Usa perché, come riconosce lo stesso Spogli “i rapporti tra gli Usa e l’Italia sono eccellenti”.

    I vantaggi
    Tralasciando le polemiche circa gli interessi personali che entrerebbero in gioco nel rapporto Italia-Russia, cerchiamo, invece, di capire oggettivamente quali sono i vantaggi geopolitici che l’Italia potrebbe trarre dalla stretta collaborazione con la Russia nel campo energetico.

    Prima di tutto gli impegni decennali tra Eni e Gazprom potrebbero garantire la stabilità nell’approvvigionamento energetico dell’Italia. Ma ciò non vuol dire diventare dipendenti dalla Russia. Infatti, sempre Spogli scrive che “l’Italia non è totalmente cieca verso il pericolo di diventare dipendente dalla Russia, in quanto essa comunque sta prendendo dei provvedimenti per prevenire l’aumento della percentuale dell’energia importata dalla Russia”; inoltre, “dopo il ritorno al potere, Berlusconi ha annunciato che avrebbe volto nuovamente il paese verso l’energia nucleare”. Spogli sottolinea il fatto che l’Italia, pur non avendo una precisa politica energetica, è tuttavia consapevole che “la vicinanza geografica alle risorse del Nord Africa la rende meno dipendente dalla Russia rispetto alla Germania o ai paesi dell’ex Blocco sovietico”. Secondo,l’Italia pur rimanendo negli ottimi rapporti con gli Usa ha bisogno di far capire a Washington che le sue decisioni riguardo alle scelte di politica estera non vanno contrastate attraverso le pressioni sulla politica interna italiana, ma vanno rispettate, così come avviene per gli altri paesi europei (come, ad esempio, la Germania).
    Se l’Italia riuscirà a portare avanti una politica energetica autonoma dalle direttive degli Usa, farà un importante passo verso la conquista del proprio diritto a una politica estera indipendente. L’indipendenza nella politica estera potrà permettere all’Italia un giusto inserimento nei nuovi equilibri globali basato sulle proprie esigenze geopolitiche e non su quelle imposte dagli altri.

    Tutti sappiamo di Fini, ora l'ha detto a chiare lettere anche il Berlusca, pur senza poterne dare le spiegazioni.
    Che non venga mai alla luce che una delle tante escort è stata pagata per fare certe dichiarazioni!
    Senza voler difendere Berlusconi, è forse il caso di ricordare gli enormi interessi economici e geopolitici in gioco sul gas, nuova e primaria fonte energetica.
    E ricordare che quanto si fa oggi per l'Italia puà venir buono anche al momento della nostra secessione.
    Pare che una delle motivazioni vere della guerra in Afganistan sia legata al transito di un gasdotto.
    Non per nulla il Berlusca, quasi inascoltato da tutti, appena saputo della morte dell'ultimo soldato, ha espresso a denti stretti il suo dubbio se restare o no. A buon intenditor...
    Ora la Tunisia e tutto il nord Africa, Egitto compreso, , dove le motivazioni vere sono le stesse e gli attori quasi.
    Con lo zampino eterno degli israeliani, a quanto pare...
    Ultima modifica di ventunsettembre; 24-01-11 alle 18:49

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Oggi intanto è toccata all'Egitto.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Oggi intanto è toccata all'Egitto.
    Viene allora da interrogarsi se è opportuno auspicare - geopoliticamente, s'intende, perché è noto che economicamente non fa una grinza - la divisione in due dell'Italia (auspicata invece dalla Stampa inglese) oppure la costruzione di una Repubblica Federale (quindi che garantisca un vero patto fra territori) e Presidenziale (quindi politicamente sovrana e non più soggetta all'interferenza di magistrati e lobbies varie) e che finalmente conceda ai padani i propri diritti nell'ambito di un modello autonomo tipo Baviera e di uno Stato serio e moderno che rappresenti davvero i ceti produttivi e si proietti nel Ponte eurasiatico vero futuro dell'Europa dopo che i parassiti dell'Ue chiuderanno i battenti per truffa e fallimento.
    Berlusconi e la Lega, tra alti e bassi per carità, sembrano cogliere questa sfida.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 26-01-11 alle 12:55

  4. #4
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Senz'altro la prima, non c'è alcun dubbio in proposito.
    Sino a che avremo la palla al piede (ed il piede...) non potremo MAI sperare in nulla di buono.
    DIVISIONE al più presto!!!!!!!!!!!!!!
    La banda Bassotti tra l'altro mi sembra alla frutta, non solo in senso politico.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Senz'altro la prima, non c'è alcun dubbio in proposito.
    Sino a che avremo la palla al piede (ed il piede...) non potremo MAI sperare in nulla di buono.
    DIVISIONE al più presto!!!!!!!!!!!!!!
    La banda Bassotti tra l'altro mi sembra alla frutta, non solo in senso politico.
    Vero. Ma attenzione. In Italia non c'è stata mai alcuna secessione mentre dall'altra parte dell'Adriatico si disunivano, perché a Roma stavano tutti con Washington e Bruxelles. Oggi sembra che a Roma standoci la Lega e il Berluska, le cose siano cambiate (vedi l'editoriale dell'Economist, il giornale del Club di Londra, che denigra e divide l'Italia). Le secessioni, sono state permesse solo quando si doveva danneggiare uno Stato per conto dei banchieri e degli americani (vedi Serbia-Kosovo) altrimenti nothing.

    La stessa Italia fu costruita solo quando serviva per affossare l'Europa asburgica e cattolica. Oggi si tratta di affossare la Federazione russa e Berlusconi neo Mattei.


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 26-01-11 alle 13:37

  6. #6
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Ovviamente sia chiaro che non ci sarà comunque alcuna secessione, gli basterà un golpe morbido che instauri un governo tecnico defenestrando i politici troppi liberi (o troppo potenti/indipendenti nel caso di Berluska) che il popolo ha votato.
    La Padania potrebbe esistere, forse, solo se si risvegliasse Berlino, ipotesi assai remota, con uno con le palle come Kohl (non a caso silurato dai giudici) quando per espandere l'influenza economica tedesca riconobbe la volontà indipendentista dei croati.

    carlomartello

  7. #7
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Ovviamente sia chiaro che non ci sarà comunque alcuna secessione, gli basterà un golpe morbido che instauri un governo tecnico defenestrando i politici troppi liberi (o troppo potenti/indipendenti nel caso di Berluska) che il popolo ha votato.
    La Padania potrebbe esistere, forse, solo se si risvegliasse Berlino, ipotesi assai remota, con uno con le palle come Kohl (non a caso silurato dai giudici) quando per espandere l'influenza economica tedesca riconobbe la volontà indipendentista dei croati.

    carlomartello
    sai ke proponi buone basi di ragionamento x kapire kuello ke sta avvenendo e ciò ke potrà akkadere se sapremo ben dirigerci !?...
    xò se kualkuno odora di zolfo tu puzzi d'incenso katto_romanista di prima kualità ...
    Unione Konfederale Cisalpina

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Padania Stato Visualizza Messaggio
    sai ke proponi buone basi di ragionamento x kapire kuello ke sta avvenendo e ciò ke potrà akkadere se sapremo ben dirigerci !?...
    xò se kualkuno odora di zolfo tu puzzi d'incenso katto_romanista di prima kualità ...
    Il cattolicesimo piaccia o no è la confessione mitteleuropea per eccellenza (Baviera, Austria, Lombardo-Veneto, Ungheria, sono terre cattoliche e si spera tali rimarranno). Poi se preferisci i preti finocchi anglicani...

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 26-01-11 alle 14:26

  9. #9
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    Predefinito Rif: Geopolitica

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Poi se preferisci i preti finocchi anglicani...

    carlomartello

    questa battuta è veramente infelice, visto i danni (fisici, morali, religiosi e anche economici) che hanno fatto i preti cattolici PEDOFILI alla chiesa di tutto il mondo
    Ultima modifica di sciadurel; 26-01-11 alle 14:33

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Viene allora da interrogarsi se è opportuno auspicare - geopoliticamente, s'intende, perché è noto che economicamente non fa una grinza - la divisione in due dell'Italia (auspicata invece dalla Stampa inglese) oppure la costruzione di una Repubblica Federale (quindi che garantisca un vero patto fra territori) e Presidenziale (quindi politicamente sovrana e non più soggetta all'interferenza di magistrati e lobbies varie) e che finalmente conceda ai padani i propri diritti nell'ambito di un modello autonomo tipo Baviera e di uno Stato serio e moderno che rappresenti davvero i ceti produttivi e si proietti nel Ponte eurasiatico vero futuro dell'Europa dopo che i parassiti dell'Ue chiuderanno i battenti per truffa e fallimento.
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