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  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Beninteso, le accuse contro il Presidente del Consiglio Berlusconi non sono state ancora dimostrate, e appaiono oggettivamente "gonfiate" per aumentare il danno politico e d'immagine. Tuttavia, tolta la tara del gossip e della strategia anti-Cav messa in atto dai PM, appare evidente che i comportamenti privati del Premier non corrispondono ai dettami della "morale" cristiana. Da cattolici dobbiamo indignarci e pretendere le dimissioni del Premier od osservare piuttosto che Berlusconi, anche se "peccatore", resta l'unico leader politico in grado di arginare la sinistra e di impedire il varo di leggi anti-cattoliche?





    MESSORI: NON ASPETTATEVI ANATEMI VATICANI CONTRO BERLUSCONI: DA PERON A JFK, LA CHIESA NON HA MAI DISCUSSO LA MORALE DI POLITICI CATTOLICI MA DONNAIOLI - “MEGLIO UN PUTTANIERE CHE FA BUONE LEGGI DI UN NOTABILE CATTOLICISSIMO CHE FA NORME CONTRARIE ALLA CHIESA” - “CURIOSO, PROPRIO QUELLI SEMPRE PRONTI A DENUNCIARE L’INTRUSIONE VATICANA NELLA POLITICA, APPLAUDIREBBERO SE METTESSE IL NASO NELLA MORALITÀ PRIVATA DI BERLUSCONI”…



    «Resto sbalordito quando sento invocare un anatema o una scomunica della Chiesa su Berlusconi per le ben note vicende». Vittorio Messori, scrittore cattolico autore di best-seller sulla storicità dei Vangeli, del libro intervista a Giovanni Paolo II (Varcare le soglie della speranza) e prima di un dialogo con l'allora cardinale Ratzinger che ha segnato un'epoca (Rapporto sulla fede), si dice «allergico» a ogni moralismo e a ogni confusione.

    C'è chi vorrebbe una parola chiara di condanna della Chiesa per l'immoralità del Cavaliere...
    «Siamo alle solite, cioè alla solita confusione. La parola Chiesa esprime un duplice significato, si intende sia la custode e la dispensatrice dei sacramenti, sia l'istituzione che vive nella storia; ha al contempo degli austeri direttori spirituali e confessori, e degli abili e pragmatici diplomatici. Tra Vaticano e il governo italiano ci sono relazioni tra Stato e Stato. Il Papa si affida a colui che non a caso è chiamato Segretario di Stato, il quale è certamente un ottimo prete ma nel trattare con il governo non fa il confessore o il direttore spirituale».



    Qualcuno ci sarà che deve fare la predica a Berlusconi. Chi?
    «Il suo confessore, se ne ha uno. Un religioso in cura d'anime. Ma non certo la Santa Sede. Mi permetto di far notare la contraddizione: proprio quelli che sono sempre pronti a denunciare l'intrusione vaticana nella politica italiana, sarebbero pronti ad applaudire che la Chiesa mettesse il naso nella moralità privata del presidente del Consiglio».


    Lei, Messori, non si scandalizza per ciò che è accaduto ed è uscito sui giornali?
    «Cerco di guardare quanto accade con realismo. E ricordo quella massima degli impareggiabili moralisti gesuiti che recitava: nisi caste, tamen caute, se non riesci a vivere castamente almeno sii cauto. Si applica benissimo proprio agli uomini con incarichi pubblici. Lo stesso cardinale Bagnasco, presidente della Cei, aveva detto di recente che a ogni ruolo pubblico devono corrispondere atteggiamenti e sobrietà adeguate.
    Dunque il mio giudizio è, direi, di opportunità politica: la Chiesa non è autorizzata a lanciare anatemi contro un capo di Stato per la sua moralità privata, però ciascuno deve avere un decoro adeguato al ruolo che ricopre, cosciente del danno d'immagine che certe vicende possono provocare al Paese».


    Può fare degli esempi guardando alla storia?
    «Penso a due grandi ministri del re di Francia, entrambi cardinali: Richelieu e Mazzarino. Entrambi chiacchieratissimi. Di Mazzarino si diceva che fosse l'amante della regina. Avevano entrambi un ruolo politico, e la Chiesa non ha mai detto nulla sulla loro moralità, li ha giudicati nei loro atti politici. C'è poi Enrico VIII, una sorta di sessuomane fin da quando era ragazzo, sciupafemmine inveterato che faceva strage di suddite. La Chiesa lo proclamò defensor fidei perché si oppose alla Riforma. E quel titolo è rimasto ancora oggi ai re d'Inghilterra. Poi volle sposare Anna Bolena e pretendeva la nullità del precedente matrimonio e, come si sa, il rapporto con Roma si ruppe. Però, fino a quel momento, la sua immoralità privata non contrastava con quel titolo così importante e altisonante...».


    Ammetterà che siamo un po' indietro con gli anni. Un po' di cose son cambiate da allora...
    «Posso citare anche casi più recenti. Ad esempio il presidente argentino Juan Domingo Perón, cattolicissimo, che recitava il rosario in pubblico, ma anche lui donnaiolo. A un certo punto ebbe problemi con la Chiesa del suo Paese, ma non per la sua vita privata, per questioni politiche. E non dimentichiamoci di quell'Edoardo VIII dell'epoca moderna che fu il primo presidente cattolico degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, il quale, nonostante il debole per le belle donne - Marilyn insegna - ebbe sempre rapporti eccellenti con la Chiesa americana».


    C'è chi dice: meglio un politico disordinato nella vita privata ma che fa buone leggi, piuttosto che un politico irreprensibile nel privato che fa leggi contro i «principi non negoziabili». Che cosa ne pensa?«Preferirei un politico dalla vita privata irreprensibile che fa buone leggi. Detto questo, ricordo che il peccato che più fa adirare Gesù nei Vangeli è l'ipocrisia, vale a dire il presentarsi come ossequiosi e morali, ma poi avere una vita privata che va da tutt'altra parte. Il cristiano deve confrontarsi con il mondo così com'è e dunque, per rispondere alla domanda, è certamente meglio un politico puttaniere ma che faccia buone leggi di un notabile cattolicissimo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa».


    Andrea Tornielli per "il Giornale"

  2. #2
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Sono consapevole del rischio di beccarmi, forse giustamente, fortissime critiche da parte di alcuni amici conservatori e cattolici...ma d'altra parte resto convinto che i comportamenti di Berlusconi, senza dubbio discutibili e in alcun modo condivisibili (non so se abbia per davvero costruito un harem personale, lo scopriremo a tempo debito magari con prove sicure e verificabili e non mere intercettazioni ed impressioni rilevate al telefono, ma al suo posto sarei stato decisamente più accorto e sobrio), non possano coprire le buone politiche di un governo che ha comunque tutelato alcuni principi-cardine irrinunciabili per ogni cristiano, fra tutti il "valore" stesso della vita umana, quella di Eluana Englaro. Sostanzialmente condivido la frase di Messori.
    Rammento che i "cattolicissimi" dirigenti della DC firmarono le terribili leggi sull'aborto...
    Ultima modifica di FalcoConservatore; 20-01-11 alle 09:36

  3. #3
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    il governo deve andare avanti ancora due anni fino al termine della legislatura e non va in nessun caso fatto cadere per via giudiziaria o per inconfessabili legami tra giustizia deviata e politica

    Su tutto il resto si puo' discutere fino a esauriemento ma il governo ha il DOVERE di completare la legislatura, non ci sono scorciatoie

    Basta con la magistratura onnipotente e coi governi tecnici che non rispecchiano la volotà popolare, tener duro e non accettare queste logiche rafforzerà tutto il paese.

    Io riesco a fare netta la distinzione tra un leader politico forse immorale e lontano dal mio modo di vivere e un governo capace, scelto dalla maggioranza degli italiani e che ha i numeri per governare.

    nessun motivo politico o tecnico giustificherebb oggi u governo tecnico se non la bramosia di Fini e l'accanimento di alcuni magistrati fanatici

  4. #4
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    1) Chi era fino all'altro ieri per la liberazione sessuale, chi va a trans, chi difende l'omosessualismo, chi addirittura era (è??) favorevole ad una sorta di depenalizzazione della pedofilia non può neanche sognarsi di mettere il becco nelle faccende altrui.

    2) Di quello che fa Berlusconi sotto le coperte, o in casa sua, non me ne importa un piffero.

    3) Trovo criminale che il fascicolo contenente PER INTERO la documentazione dei PM sia arrivato nelle redazioni dei giornali, prima ancora che l'accusato fosse sentito dai magistrati. Benissimo fa a questo punto l'accusato a non andarci nemmeno a parlare: è chiaro che la macchina della giustizia non ha funzionato, e che Berlusconi è una vittima. Si scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini di deposito delle sentenze, ma si trova il tempo di far arrivare ai giornali materiale riservato che riguarda la vita privata del Presidente del Consiglio. Ottimo e abbondante!

    4) E' oltremodo chiaro che non stiamo parlando di altro che di un tentativo di far cadere il Governo ed eliminare un avversario politico. Col cavolo che glielo lasceremo fare! Pensano davvero questi minus habentes che una volta tolto di mezzo Berlusconi ci mettiamo a votare per una manica di falliti rancorosi e incapaci?
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  5. #5
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Meglio un capo del Governo puttaniere che una magistratura golpista

    Diciamo la verità se la campagna di sputtanamento in danno di Berlusconi fosse corrispondente al vero ci sarebbe da rimanere disgustati. Intendiamoci, è ben vero che ciascuno, anche il Presidente del Consiglio, ha un diritto inviolabile alla sua riservatezza. E’ ben vero che lo slogan il privato è politico è la traduzione sessantottina di una concezione politica totalitaria che sacrifica la libertà e l’autonomia dell’individuo sull’altare di un malinteso “primato della politica”. E’ ben vero che un uomo politico si giudica sulla base delle scelte politiche, delle posizioni politiche e delle iniziative politiche (di governo o di opposizione che siano). E’ ben vero tutto questo. Ma rimane il fatto che in un sistema democratico quando i vizi privati di un uomo politico diventano di pubblico dominio nasce un problema che inevitabilmente diventa politico. Si tratta di un fatto inevitabile perché nell’arena della politica le qualità personali ed i vizi privati dei protagonisti giocano un ruolo decisivo, spesso anche più importante rispetto alle qualità politiche ed alle virtù pubbliche.

    Ma tutto ciò presuppone che l’ondata di fango contro Berlusconi sia fondata su fatti veri. Il che non è dimostrato ed anzi è negato con forza dal diretto interessato.

    Ma non è questo il punto. Il fatto è che quandanche si appurasse, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il nostro Presidente del Consiglio è un "puttaniere" , noi ci sentiremmo di difenderlo perché l'attacco che punta a disarcionarlo rapresenta un vero e proprio golpe giudiziario. Il Rubygate rappresenta null’altro che l’ultimo capitolo dell’incredibile storia di aggressione giudiziaria che il premier subisce da 17 anni, ciò esattamente dal giorno dopo aver deciso di abbandonare il suo ruolo di imprenditore e di “scendere” in politica (ma forse visti gli attacchi subiti e gli ostacoli incontrati sarebbe meglio dire “salire” in politica).

    Dal 1994 Berlusconi è stato imputato in 24 processi con i più vari capi di imputazione. Nello scorso autunno abbiamo assistito financo ad un presunto pentito di mafia - spalleggiato da un giovanotto figlio di un politico mafioso che gira per le televisioni del Paese per impartire lezioni di antimafia - che lo accusava di essere (non si capisce per quale oscura ragione) nientemeno che il mandante delle stragi mafiose del 1993. Le iniziative giudiziarie, provenienti in grande maggioranza dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno però riguardato sempre ipotesi di reato commesse in qualità di imprenditore o di privato cittadino e mai in qualità di uomo di governo, di pubblico ufficiale. Il che è molto strano. La storia dell’umanità è piena, sin dall’antichità, di reati commessi da uomini di governo. Ma normalmente si tratta di fatti commessi da uomini politici che approfittano del potere pubblico loro conferito per conseguire utilità private (accrescere la propria ricchezza o il proprio potere). Il fatto che Silvio Berlusconi imprenditore fosse (giudiziariamente) immacolato e che una volta sceso in politica gli vengano contestate variegate ipotesi riferite al periodo in cui faceva l'imprenditore, tanto numerose da configurare Silvio Berlusconi come un criminale abituale, fa nascere più di un sospetto sulla strumentalità politica delle iniziative giudiziarie. Certo nella vicenda Ruby a Berlusconi viene contestato anche il reato di concussione (reato tipico dei pubblici funzionari). Ma i fatti sono di tale inconsistenza che quella della Procura milanese appare come una classica azione giudiziaria temeraria (buona per ottenere titoloni sui giornali ma destinata a sbriciolarsi in sede processuale).

    Ma nell’ultima vicissitudine processuale di Berlusconi c’è un altro profilo che non convince. Dopo aver setacciato tutti i più remoti anfratti dell’attività del gruppo imprenditoriale di proprietà di Silvio Berlusconi (gruppo di enormi dimensioni), con centinaia di perquisizioni, sequestri di libri contabili, rogatorie internazionali per avere contezza dei movimenti bancari, ora i magistrati milanesi, visti anche gli scarsi risultati ottenuti, hanno deciso di scandagliare la vita privata del Premier. Ma c’è qualcosa che non torna. Che giornalisti, paparazzi o cercatori di scoop si mettano sulle tracce di un vip o di un uomo politico per scoprirne i vizi privati, le abitudini sessuali da dare in pasto al famelico pubblico di voyeur e pettegoli, fa parte del gioco. Non fa però parte del gioco il fatto che sia una Procura della Repubblica (ed una fra le più importanti d’Italia), grazie ai poteri coercitivi ed invasivi della libertà personale riconosciuti solo alla magistratura, con grande dispiegamento di uomini e risorse, con decine e decine di intercettazioni telefoniche, con decine di pedinamenti, con una capillare attività di identificazione delle persone ricevute nella dimora privata del Presidente del Consiglio, a mettere sotto la lente d'ingrandimento il Capo del Governo, cercando di costruire l'ipotesi accusatoria (del tutto marginale rispetto ai problemi di ordine pubblico e di legalità del Paese) di aver avuto un rapporto sessuale a pagamento con una ragazza di diciassette anni e sei mesi. Ora mettiamo pure un attimo da parte il fatto se il rapporto sessuale c’è stato, se Berlusconi ha pagato per la prestazione, se era consapevole della minore età della ragazza (che in realtà sono macigni che gravano sull’inchiesta), è normale tutto ciò? E’ un Paese normale quello in cui un pezzo del potere giudiziario si mobilita in massa scandagliando i risvolti più intimi della vita privata del Capo del Governo per incastrarlo su una faccenda morbosa e squallida ma che certo non genera alcun allarme sociale? La verità è che la Procura di Milano indaga su Silvio Berlusconi a prescindere, nella convinzione che, ingaga indaga, intercetta intercetta, pedina pedina, prima o poi troverà qualcosa per incastrarlo. E' un po' il metodo co il quale gli inquirenti americani riuscirono ad incastrare Al Capone. Ma vi è la piccola differenza che Al Capone era un notorio criminale Silvio Berlusconi un Capo di Governo eletto dai cittadini!

    In altri tempi, in altri contesti,un fatto del genere avrebbero fatto gridare al complotto, al golpe. Oggi i cantori della legalità democratica salutano tutto ciò come atto di coraggio, di eroica difesa della trasparenza e della democrazia, come riscatto morale. Stiano però attenti perché una volta legittimato culturalmente il metodo dell’inquisizione e dello spionaggio giudiziario in danno del potere politico sarà poi difficile sradicarlo in futuro. Del resto, quando si predica la purezza e si pratica l’epurazione c’è sempre qualcuno che si crede più puro di te e ti epura!

    Meglio un capo del Governo puttaniere che una magistratura golpista | l'Occidentale

  6. #6
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    1) Chi era fino all'altro ieri per la liberazione sessuale, chi va a trans, chi difende l'omosessualismo, chi addirittura era (è??) favorevole ad una sorta di depenalizzazione della pedofilia non può neanche sognarsi di mettere il becco nelle faccende altrui.
    1) ciò che hai scritto non è reato, l'induzione alla prostituzione invece sì.

    2) io non ho mai espresso alcun giudizio morale sui temi della sessualità, voi cattolici sì. Quindi è a voi che dovrebbe dare fastidio in primis.

    3) Trovo criminale che il fascicolo contenente PER INTERO la documentazione dei PM sia arrivato nelle redazioni dei giornali, prima ancora che l'accusato fosse sentito dai magistrati. Benissimo fa a questo punto l'accusato a non andarci nemmeno a parlare: è chiaro che la macchina della giustizia non ha funzionato, e che Berlusconi è una vittima. Si scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini di deposito delle sentenze, ma si trova il tempo di far arrivare ai giornali materiale riservato che riguarda la vita privata del Presidente del Consiglio. Ottimo e abbondante!
    Non è colpa dei magistrati.
    Ultima modifica di albiy; 20-01-11 alle 12:36


  7. #7
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Sono consapevole del rischio di beccarmi, forse giustamente, fortissime critiche da parte di alcuni amici conservatori e cattolici...ma d'altra parte resto convinto che i comportamenti di Berlusconi, senza dubbio discutibili e in alcun modo condivisibili (non so se abbia per davvero costruito un harem personale, lo scopriremo a tempo debito magari con prove sicure e verificabili e non mere intercettazioni ed impressioni rilevate al telefono, ma al suo posto sarei stato decisamente più accorto e sobrio), non possano coprire le buone politiche di un governo che ha comunque tutelato alcuni principi-cardine irrinunciabili per ogni cristiano, fra tutti il "valore" stesso della vita umana, quella di Eluana Englaro. Sostanzialmente condivido la frase di Messori.
    Rammento che i "cattolicissimi" dirigenti della DC firmarono le terribili leggi sull'aborto...
    Che legittimazione ha uno che impone per legge di rispettare certi valori e poi non li rispetta nemmeno lui?
    Perchè lui può non rispettarli? Perchè è potente e ricco forse?
    Ultima modifica di albiy; 20-01-11 alle 12:38


  8. #8
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Citazione Originariamente Scritto da albiy Visualizza Messaggio
    1) ciò che hai scritto non è reato, l'induzione alla prostituzione invece sì.
    L'induzione alla prostituzione è una IPOTESI di reato, tutta da dimostrare. E non è certo OMICIDIO, come quelli dei quali si è farcita la vicenda Marrazzo.
    A proposito di Marrazzo, qualcuno si ricorda per caso cosa dicevano i sinistri ai tempi riguardo le pubblicazioni che uscivano sui giornali? Fossero stati pubblicati gli atti giuridici per intero, cosa sarebbe successo?

    2) io non ho mai espresso alcun giudizio morale sui temi della sessualità, voi cattolici sì. Quindi è a voi che dovrebbe dare fastidio in primis.
    Buono a sapersi: la pedofilia per te quindi è lecita.
    Tu pensa alla tua di coscienza, che a quella di noi cattolici ci pensiamo noi. Anche perché dimostri di conoscere un gran poco della nostra Fede, e di come vengono trattati i peccati.

    Non è colpa dei magistrati.
    No, infatti. Io credo sia colpa di Berlusconi... :gluglu:
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  9. #9
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    (...)
    No, infatti. Io credo sia colpa di Berlusconi... :gluglu:
    Il fascicolo è stato inviato dalla procura ai parlamentari, quindi potrebbero anche averlo mandato loro ai giornali.


  10. #10
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    Predefinito Rif: "Meglio un puttaniere che fa buone leggi di un notabile cattolicissimo che...

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    L'induzione alla prostituzione è una IPOTESI di reato, tutta da dimostrare. E non è certo OMICIDIO, come quelli dei quali si è farcita la vicenda Marrazzo.
    A proposito di Marrazzo, qualcuno si ricorda per caso cosa dicevano i sinistri ai tempi riguardo le pubblicazioni che uscivano sui giornali? Fossero stati pubblicati gli atti giuridici per intero, cosa sarebbe successo?
    (...)
    In generale l'induzione alla prostituzione è un reato previsto dal codice penale.
    Quindi si farà il processo per capire se berlusconi è colpevole oppure no.
    L'unica cosa sicura è che se berlusconi fosse innocente, allora per eliminare ogni dubbio dovrebbe andare quanto prima a processo. Se fosse innocente, non avrebbe nulla da temere.

    Nessuno dice che lui è colpevole. L'unica cosa che si sta dicendo è che il processo esiste apposta per dimostrare la colpevolezza o l'innocenza. Fin che non si andrà a processo, rimarrà il dubbio.

    Stai per caso insinuando in maniera diffamatoria che il responsabile degli omicidi sia Marrazzo?
    Ultima modifica di albiy; 20-01-11 alle 13:24


 

 
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