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    Predefinito Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Cagliostro: io sono colui che è...

    Alessandro Conte di Cagliostro (Palermo 1743, San Leo 1795). Avventuriero, falsario, mago, filosofo, medico e guaritore, il cui vero nome era Giuseppe Balsamo. Entrato giovanissimo in convento (1758) ne dovette ben presto fuggire a causa di alcune sue imprese criminose. Sfruttando l'interesse quasi morboso per l'alchimia e le scienze occulte, diffuso nell'Europa settecentesca, seppe in breve tempo acquistare grandissima rinomanza. Dopo essersi rifugiato a Roma e sposato Lorenza Feliciani (1768) percorse infatti l'Egitto, la Persia e quasi tutti i paesi d'Europa dove, vantando segreti quali l'acqua di giovinezza e la pietra filosofale e dichiarando di possedere capacità mirabolanti, riuscì a diventare amico di re e di principi. Implicato nell'affare della "collana" ed espulso dalla Francia (1786) si stabilì a Roma dove però, nel 1789, fu condannato a morte dall'Inquisizione per stregoneria, ma fu salvato dal capestro per intervento dello stesso Papa, Pio VI, che era stato da lui guarito. Fu così imprigionato come eretico e condannato al carcere perpetuo nella Rocca di San Leo, in Romagna, dove morì nel 1795 a cinquantadue anni.
    Cagliostro era famosissimo in tutta Europa per le sue arti di negromante e guaritore, fondò la massoneria di rito egizio. Anche se fu coinvolto in numerosi scandali c'è da dire che resta comunque uno dei personaggi più celebri e affascinanti del '700. Il suo spirito in ogni caso è sempre più vivo che mai e comunica grazie a dei medium che sceglie personalmente e che hanno il compito di tramandare e divulgare la sua arte e i suoi poteri. Se a tale riguardo vuoi approfondire la questione visita le pagine della Contessa di Cagliostro, famosa medium, veggente e sensitiva che ha deciso di mettere la sua esperienza anche al servizio dei soci del Daimon Club e della Daimonologia.


    CRONOLOGIA della vita di Giuseppe Balsamo, conosciuto come il Conte di Cagliostro

    1743, 2 giugno - Giuseppe Balsamo nasce a Palermo.

    1756 - Entra nel convento dei Fatebenefratelli a Caltagirone.

    1758 (?) - Torna a Palermo.

    1764 - 1767 - Visita l'Asia Minore e l'Egitto.

    1768 - Arriva a Roma e sposa Lorenza Feliciani.

    1769 - Incontra ad Aix-en-Provence Giacomo Casanova.

    1770 - 1776 - Viaggia in tutta Europa: Barcellona, Madrid, Lisbona, Londra, Parigi, Venezia, Napoli, Belgio, Germania, nord Africa, Palermo, Bruxelles.

    1776 - 1777 - Londra: viene iniziato alla Massoneria. Solo dopo questo episodio, secondo alcuni, assume il nome di Conte di Cagliostro. Parte per Bruxelles.

    1778 - 1783 - Arriva a Parigi, Strasburgo, Pietroburgo, Varsavia, Basilea.

    1785 - Arriva a Parigi dove viene coinvolto nello scandalo della collana, è arrestato.

    1786 - Viene assolto ed esce dalla Bastiglia con l'ordine di lasciare la Francia.

    1789 - Viene arrestato a Roma e la sua causa deferita al Sant'Uffizio.

    1791 - Termina il processo e Cagliostro viene condannato al carcere a vita. Parte per la fortezza di San Leo.

    1795 - Cagliostro muore a San Leo.


    Per saperne di più c'è un ottimo libro di Roberto Gervaso. "C’è chi lo ha bollato come un falsario, un ciurmatore, un prosseneta; e chi lo ha definito solo un iniziato, un martire, un santo. In realtà, scrive l'ottimo Roberto Gervaso, «fu un miscuglio d'ingenuità e impostura, genio e ciarlataneria, misticismo e sregolatezza». Al conte Cagliostro, nato Giuseppe Balsamo in un rione popolare di Palermo (1743) e morto nel 1795, prigioniero dell'Inquisizione, lo scrittore romano, già coautore con Indro Montanelli di una 'Storia d'Italia', dedica vivide pagine. Con intelligenza e buon ritmo narrativo. " In alternativa potete leggere altre ottime biografie ricercandole nella nostra Daimon Library.
    Roberto Gervaso, Il grande mago, pag. 278, Rizzoli 2002, euro 16,50


    Cagliostro Alessandro In English

    Cagliostro Alessandro, Count (1743-1795) Italian alchemist and magician, was born at Palermo. Giuseppe Balsamo (for such was the count's real name) fled from Sicily to escape punishment for a series of ingenious crimes, and visited in succession Greece, Egypt, Arabia, Persia, Rhodes, (where he took lessons in alchemy and the cognate sciences from the Greek Althotas) and Malta. There he presented himself to the grand master of the Maltese order as Count Cagliostro, and curried favour with him as a fellow alchemist, for the grand master's tastes lay in the same direction. From him he obtained introductions to the great houses of Rome and Naples. At Rome he married Lorenza Feliciani, with whom he travelled, under different names, through many parts of Europe.
    Cagliostro visited London and Paris in 1771, selling love philtres, elixirs of youth, mixtures for making ugly women beautiful, alchemistic powders, etc., and deriving large profits from his trade. After further travels on the continent he returned to London, where he posed as the founder of a new system of freemasonry, and was well received in the best society, being adored by the ladies. he went to Germany and Holland once more, and to Russia, Poland and then again to Paris, where in 1785, he was implicated in the affair of the Diamond Necklace; and although Cagliostro escaped convictionby the machless impudence of his defense, he was imprisoned for other reasons in the Bastille.
    On his liberation he visited England once more, where he was confined for a while in the Fleet Prison. leaving England, he travelled through Europe as far as Rome, where he was arrested in 1789. He was tried and condemned to death for being a heretic, but the sentence was commuted to perpetual imprisonment, while his wife was immured in a convent. he died in the fortress prison of San Leo.
    The famous Mémoires pour servir a l'Histoire du Comte de Cagliostro 1786 are fictitious. The best account of the life, adventures and character of Giuseppe Balsamo is contained in Carlyle's Miscellanies. Dumas's novel, Memoires of a Physician is founded on his adventures. See also Sierke's works and the sketch of his life in D. Silvagni's La corte e la società Romana nei secoli XVIII e XIX, vol. I (1881).


    Alessandro Conte di Cagliostro - Altre notizie

    Intorno al 1780, tutta la Parigi che conta, parla di un personaggio enigmatico comparso da pochi mesi. Si chiama Alessandro e si autodefinisce Conte di Cagliostro. Dice di arrivare dalla Russia, dove ha trovato un grande tesoro che però ha preferito non prendere perché difeso da spiriti malvagi. E' vissuto a Londra e ha visitato Medina, l'Egitto e il Medioriente.
    Le sue doti di guaritore e di chiaroveggente creano deferenza e ilarità nei contemporanei. Crea e dispensa pozioni dalle eccezionali qualità tra cui il Vino d'Egitto e l'Elisir di lunga vita.
    Con l'aiuto di un pupillo e di una colomba (due ragazzini di cinque anni), il conte è in grado di cadere in trance e di predire il futuro, di ritrovare oggetti e persone scomparse.
    Secondo alcuni Alessandro fu iniziato ai misteri dell'antica Magia Egizia. Era venuto a conoscenza di questi misteri da un libro trovato su una bancarella di Londra, e proprio a Parigi aveva fondato il tempio della Massoneria Egizia di cui riveste la carica di Grande Copto. Si dice che tra i numerosi adepti della sua massoneria vi fossero nomi illustri come ad esempio Napoleone Bonaparte. Le conoscenze magiche risalivano a tempi antichissimi del mondo, quelli di cui parla H.P. Lovecraft nei suoi libri (si dice che fosse un membro di un ramo Americano della massoneria Egizia).
    Quando tutto sembra andare bene scoppia lo scandalo della collana (1785-86) in cui restano coinvolti nomi importanti della Parigi dell'epoca. Cagliostro e sua moglie Lorenza Feliciani sono rinchiusi nella Bastiglia. Al processo risulteranno estranei alla vicenda.
    Ma Cagliostro con le sue guarigioni miracolose da fastidio alla chiesa che vede in lui una minaccia. Provvidenzialmente un agente dei 'Realisti' afferma di aver scoperto la vera identità di Cagliostro. Si tratterebbe di Giuseppe Balsamo, un truffatore nato a Palermo nel 1743.
    Cagliostro è costretto a lasciare la Francia in tutta fretta. Viene però arrestato in Italia nel 1791 con l'accusa di truffa e per aver diffuso idee massoniche. Sua moglie viene rinchiusa in un conveneto e Alessandro condannato a morte. Pena che poi il papa (si dice che fosse ricorso alle cure di Cagliostro) commuta nel carcere a vita da scontare nella fortezza di San Leo.
    Si dice che sia morto nel 1795 e sepolto nei pressi del paese senza lapide, in modo che nessuno potesse commemorarlo, ma molti sostengono che la sua cella fu trovata vuota.
    Che sia morto oppure no, il conte di Cagliostro continua a far parlare di sè e dei suoi poteri misteriosi.

    Giuseppe Balsamo (meglio conosciuto con il nome di Alessandro, conte di Cagliostro) nacque a Palermo il 2 giugno 1743. Dopo aver lasciato il Seminario di Caltagirone, apprese la chimica e la medicina come aiutante farmacista, poi tornò a Palermo, dove alternò lo studio del disegno alle discipline alchemiche. Giunto a Roma sposò, nel 1768, Lorenza Feliciani (alcune fonti ne parlano come di una donna generata dal Conte stesso dopo che questi ebbe provato le doglie del parto) e iniziò il suo cammino esoterico. Cagliostro viaggiò moltissimo, spostandosi in molti paesi d'Europa e d'Africa e giungendo anche in Asia minore.
    Proverbiale il suo incontro con Giacomo Casanova (avvenuto nel 1769), che rammenta l'episodio nelle sue mémoires.
    A Londra, nel 1776, si affiliò alle logge massoniche. In seguito giunse a fondarne una che ebbe molti adepti, tra cui il giovane corso Napoleone Bonaparte (all'epoca semplice ufficiale dell'esercito francese). Ebbe a predire a Maria Antonietta — secondo la leggenda — la rivoluzione del 1798, la conseguente caduta della monarchia, la misteriosa scomparsa di suo figlio (il futuro Luigi XVII) e la stessa decapitazione della regina.
    Si dice che durante i suoi studi alchemici sia riuscito a trovare la formula segreta (detta della Pietra Filosofale) per la fabbricazione dell'oro da qualsiasi metallo. Dotato di poteri assolutamente misteriosi, sembra si sia anche dedicato alla guarigione di infermi, specie tra i bisognosi.
    Maria Antonietta, dopo la terribile predizione sul futuro della monarchia, fece in modo di coinvolgerlo nello scandalo del furto della sua collana, ma Cagliostro riuscì a dimostrare la propria innocenza. In ogni modo, non gli fu più consentito di restare sul suolo francese. Giunto a Roma, fondò una nuova loggia massonica di rito egizio. Nel 1789, venne arrestato per ordine del Sant'Uffizio e condannato a morte. Secondo alcune incerte testimonianze, pare che sia stato arrestato anche un millantatore, suo sosia di origine siciliana, fatto passare per il Conte a causa di una trama di alcuni membri del collegio cardinalizio. Il pontefice Pio VI, in ogni modo, commutò la pena in carcere a vita, ch’egli scontò nella fortezza di San Leo, dove morì nel 1795.
    Il suo corpo, stando a quanto si racconta, non venne mai trovato. Al suo posto, Napoleone, giunto pochi anni dopo (nel corso della sua inarrestabile ascesa al potere, durante l'invasione dell'Italia), vi trovò una spada.
    Per quanto ciò possa apparire misterioso, furono in molti a testimoniare quest'ultimo episodio. Secondo alcuni, il Conte di Cagliostro è ancora vivo, essendosi reincarnato e continuando così quella che è stata nei secoli la sua lunga ricerca alchemico-esoterica.

    Cagliostro dunque; il suo nome suscita tuttora fremito, curiosita' e ha fatto versare fiumi di inchiostro a scrittori e giornalisti. Protagonista di romanzi ed eroe degno di pellicole e fumetti, veniva definito prestigiatore, medico, indovino, alchimista e veggente ma in realtà era un TAUMATURGO.

    "La verità su di me non verrà mai scritta, poiché nessuno la conosce". Cagliostro

    Cagliostro era Alchimista, Mago proteso allo studio della Magia e del Pensiero Magico tanto temuto da "Santa" romana Chiesa Cattolica. La divinità è l'uomo, Cagliostro era in grado di guarire mali incurabili usando L'ENERGIA CHE TROVAVA DENTRO IL MALATO STESSO. Nessun potere "demoniaco" o ancor peggio "cristiano". Solo Conoscenza ed energia. Il problema è che se è Padre Pio (personaggio isterico ma cristiano) a guarire i malati (con risultati TOTALMENTE INCOMPLETI) allora è un santo, se lo fa Cagliostro (con risultati migliori di Padre Pio) allora è un demonio da rinchiudere in un'oscura cella di San Leo che non sarà mai "oscura cella" quanto la religione cristiano - cattolica. Perché Cagliostro guarì ciechi, storpi, malati terminali con notevole maestria. Purtroppo non riuscì a guarire le menti degli uomini schiavi di una religione. Gran signore di modi, ricercato nelle vesti e certamente dotato di un potere magnetico non comune, frequentatore di corti e di salotti, corteggiato da sovrani e principi, amato da belle donne, il conte di Cagliostro usava arrivare ai ricevimenti in una carrozza tirata da sei magnifici cavalli bianchi.Personaggio quasi mitico che seppe fondere il mistero e l'avventura, la scaltrezza e la galanteria, la generosita' e la cupidigia, ancora oggi Cagliostro interessa scrittori, psicologi, appassionati del mistero e dell'occulto; ha strenui difensori come acerrimi detrattori.Basta solo pronunciare il suo nome per attirare alla Rocca di San Leo folle di visitatori, desiderosi di vedere il luogo dove per ordine del Santo Uffizio ecclesiastico, l'eretico Giuseppe Balsamo fu imprigionato e mori'.


    Parla Cagliostro

    La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce; Io sarò l'ultima vittima dell'Inquisizione. Sono le parole del conte di Cagliostro, e bisogna affermare le qualità umane e spirituali di un personaggio straordinario, dalla generosità infinita, che compì guarigioni prodigiose fece grandi profezie, e del grande amore che egli aveva per gli uomini, anche se è stato e ancora è uno degli uomini più controversi e discussi. Cagliostro fu iniziato dai fratelli maggiori della rosa+croce nella camera segreta della grande piramide Cheophe Tutta la luce viene dall'Oriente, tutto l'inizio dall'Egitto.

    Egli era a stretto contatto, con tutti i più grandi iniziati del suo tempo, dal conte Di Saint-Germain a Louis Claude de Saint-Martin, uno dei due fondatori del Martinismo, allo scienziato Mesmer, non dimenticando che il trinomio "Liberté-Egalité-Fraternité" fu coniato dal Conte di Cagliostro,

    Cagliostro profetizzò la rivoluzione francese la fine dei Capeto, la caduta della bastiglia, dicendo che quel posto sarebbe diventato presto il tempio della libertà e che il popolo lo avrebbe fatto suo.

    A Strasburgo, soggiornò per tre anni dal settembre del 1780,dove compi un'infinità di prodigi, come del resto fece in tutta Europa compresa la Russia e l'Inghilterra.

    Con le credenziali di Pinto de Fonseca, Gran maestro dell’Ordine di malta, Cagliostro riuscì in breve tempo a entrare in contatto con papa Rezzonico, Clemente XIII, al punto di riuscire ad avere con lui molta confidenza, e di essere spesso ricevuto guadagnandosi, stima e simpatia.

    Personaggi come il cardinale di York gli garantirono grande stima e amicizia, la sala delle udienze di Clemente XIII era sempre aperta, all'amico Cagliostro, mentre la migliore nobiltà romana lo ospitava nei suoi ricchi palazzi.

    Dopo la morte di papa Clemente XIII, Cagliostro non fu più ben visto dalla Chiesa né tanto meno protetto dal nuovo papa Pio VI, il quale fece di tutto per farlo cadere nelle braccia dell'Inquisizione.

    A Cagliostro furono attribuiti una infinità di appellativi e di calunnie: mago, millantatore, massone, truffatore, eretico ecc.

    Cagliostro non rinnegò mai le proprie idee, e non si piegò alle molte umiliazioni e torture; fu giudicato un volgarissimo imbroglioncello, tanto che gli fu attribuita la paternità di un certo Giuseppe Balsamo, personaggio non meno misterioso del Conte di Cagliostro, tanto che è stato possibile per i suoi detrattori, affermare che si trattasse della stessa persona.

    Tutta questa macchinazione e fatica dell'Inquisizione, fu messa in moto in proporzioni così gigantesche, che mai lo fu con altri personaggi forse più scomodi e pericolosi come Savonarola, Lutero, Galileo Galilei, Giordano Bruno e tanti altri.

    Quello che si può dire con assoluta certezza, è che egli visse in un periodo molto contrastato, in quanto L'Europa era interamente coinvolta in una molteplicità di situazioni di grande fermento politico, economico, religioso; dalla rivoluzione francese alla caduta della monarchia all’affermarsi sempre più della massoneria, che più d'ogni altra cosa faceva paura alla chiesa.

    La massoneria contava molti personaggi importanti del mondo clericale tra i quali il cardinale di Rohan, o uomini illuminati come Goethe, e aristocratici, tra i quali non mancavano Conti Principi e Regine.

    Cagliostro aveva sostenuta la causa francese, e la caduta della monarchia; la Chiesa doveva a ogni costo toglierselo di torno. Operò in modo da condannarlo a morte come eretico, ma la pena fu poi commutata in carcere a vita nella fortezza papale di San Leo, dove si dice morì il 26 agosto 1795.

    Alchimista e veggente, umile e generoso, egli diede il meglio di sé curando i malati, poveri o ricchi, senza mai chiedere nulla in cambio.

    Dalle biografie di diversi autori, degni di grande considerazione nasce un'immagine grandiosa del personaggio: Cagliostro si manifesta in modo così sorprendente da lasciare senza fiato per l'universalità dei suoi interessi. Erborista, disegnatore, cabalista, taumaturgo e mago" fu l'unica personalità, del secolo, capace di offrire al mondo quel "senso del meraviglioso" senza il quale, l'uomo non sarebbe che una creatura senz'anima.


    Dalle memorie di Cagliostro, 1786.

    "Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo; al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza e se mi immergo nel mio pensiero rifacendo il corso degli anni, se proietto il mio spirito verso un modo di vivere lontano da colui che voi percepite, io divento colui che desidero. Partecipando coscientemente all’essere assoluto, regolo la mia azione secondo il meglio che mi circonda. Il mio nome è quello della mia funzione e io lo scelgo, così come scelgo la mia funzione, perché sono libero; il mio paese è quello dove fermo momentaneamente i miei passi. Mettete la data di ieri, se volete, o riuscendovi, quella di domani o degli anni passati, per l’orgoglio illusorio di una grandezza che non sarà forse mai la vostra. Io sono Colui che è.

    Ma ecco: sono nobile e viandante, io parlo e le vostre anime attente riconosceranno le antiche parole; una voce che è in voi e che taceva da molto tempo risponde alla chiamata della mia; io agisco e la pace rinviene nei vostri cuori, la salute nei vostri corpi, la speranza e il coraggio nelle vostre anime. Tutti gli uomini sono miei fratelli, tutti i paesi mi sono cari, io li percorro dovunque affinché lo Spirito possa discendere da una strada e venire verso di noi. Io non domando ai Re, di cui rispetto la potenza, che l’ospitalità sulle loro terre e, quando questa mi è accordata, passo, facendo attorno a me il maggior bene possibile: ma non faccio che passare. Sono un nobile viandante.

    Come il vento del Sud, come la splendente luce del mezzogiorno che caratterizza la piena coscienza delle cose e la comunione attiva con Dio, così vado verso il Nord, verso la nebbia e il freddo, abbandonando ovunque al mio passaggio qualche parte di me stesso, spendendomi, diminuendomi a ogni fermata, ma lasciandovi un po’ di luce, un po' di calore, fino a quando io non sia infine arrivato e stabilito al termine della mia carriera: allora la rosa fiorirà sulla Croce. Io sono Cagliostro.


    Il sigillo ermetico

    Una delle più importanti fonti d'informazione sul pensiero esoterico di Cagliostro è senz'altro il sigillo ermetico, in cui alcuni studiosi ritengono che il Grande Cofto, giunto ai massimi gradi delle società iniziatiche, abbia condensato tutta la propria conoscenza. Sono molte le interpretazioni date a questa forma simbolica. Alcuni, ad esempio, la interpretano come raffigurazione della realizzazione iniziatica: il serpente, forma terrena e involuta, conquista il frutto della conoscenza e di conseguenza muore, rinascendo a nuova vita più evoluta. Altri sostengono che il serpente del Sigillo simboleggi invece il Male, con la fatidica mela di Adamo ed Eva nelle fauci, e la freccia è lo sguardo divino che lo trafigge. La freccia assume certamente importanza rilevante nella forma simbolica; gli stessi accusatori di Cagliostro, secondo i quali questo Sigillo, utilizzato anche nel Rito Egiziano, rappresentava il demonio tentatore, non spiegavano perché il serpente fosse trafitto.

    Questa interessante innovazione ha portato ad altre interpretazioni, che entrano più nel vivo della Tradizione esoterica. Secondo gli studiosi di esoterismo, infatti, il serpente attraversato da una freccia può raffigurare la corrente astrale, una sorta di rete invisibile presente in tutto l'universo, trafitta da una volontà potente capace di dominarla. Sono state queste e molte altre le interpretazioni della misteriosa figurazione, considerata la "firma esoterica di Cagliostro"; sicuramente la rappresentazione simbolica è interessante e la sua valenza potrebbe andare ben oltre le spiegazioni sopra riportare. Quindi, accettando l'ipotesi che il Conte di Cagliostro possedesse conoscenze esoteriche di grado elevato, proviamo ad analizzare il sigillo utilizzando gli schemi del Sapere della Tradizione. Innanzitutto, consideriamo il fatto che in questo simbolo sono raffigurati i quattro elementi della filosofia antica: la terra rappresentata da un piccolo lembo di spiaggia, l'acqua dall'onda marina, l’aria dal cielo nuvoloso del paesaggio, il fuoco da un serpente dalla forma sinuosa, il cui profilo s'innalza in mezzo ai flutti.

    A un primo esame possiamo quindi vedere nel sigillo la materia nella sua faticosa ascesa verso l'integrale purezza, passando dalla forma compatta e solida (terra) alla forma liquida (acqua), e poi allo stato gassoso (aria) e allo stato raggiante (fuoco). Ma è la forma sinuosa del serpente, oltre alla freccia e alle gocce di sangue, che fa assumere al nostro sigillo un significato esoterico ancora più profondo. In effetti, il serpente e la freccia danno all’osservatore l’idea di una clessidra, che appare quasi vuota: restano soltanto due gocce di sangue e una terza è raffigurata solo per metà e tutte insieme sembrano indicare che il tempo stabilito è ormai trascorso. Il sigillo di Cagliostro potrebbe, dunque, essere anche interpretato come un enigmatico messaggio lasciato ai posteri sul destino che attende l'umanità e in cui il grande avventuriero volle fissare, come in un istante, l’inesorabile marcia del tempo concesso agli uomini per redimersi. Ma il nostro sigillo può trovare anche una spiegazione come simbolo più strettamente alchemico.

    Il Serpente è allora l'ideale rappresentazione del principio alchemico primordiale, detto anche mercurio iniziale, che è scorrevole come l'acqua e come questa serpeggia. A livello di terminologia spagirica, nel lavoro chimico la freccia - emblema del fuoco segreto - assume il ruolo dell'agente maschio che penetra la materia grave o femmina. Con questi due elementi, il serpente e la freccia, Cagliostro potrebbe aver voluto dunque simboleggiare nel suo sigillo nient'altro che la femmina e il maschio, che insieme all'acqua magica formano i tre grandi protagonisti della Grande Opera alchemica, la cui perfetta conoscenza fornisce all'uomo i tre doni inestimabili: sapienza, salute e ricchezza.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-06-10 alle 17:43

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    Predefinito Riferimento: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Cagliostro e i segreti della massoneria egiziana

    Chi era Cagliostro? Due parole sulla sua vita...

    Giuseppe Balsamo, detto Alessandro, conte di Cagliostro, nacque il 2 giugno 1743. Il 27 dicembre del 1789, il papa Pio VI ordinò il suo arresto. Dopo un processo truccato e quarantasette interrogatori, il 7 aprile 1791, Cagliostro fu condannato al carcere a vita. Sulla piazza Minerva di Roma, si bruciarono solennemente le insegne massoniche ed i libri confiscatigli. Rinchiuso il 21 aprile nella fortezza di San Leo (vicino a Rimini), vi trascorse il resto della vita in orrende condizioni, relegato in una segreta denominata Il Pozzetto, una sorta di pozzo o fogna. Vi morì il 26 agosto del 1795, due anni e mezzo prima dell'arrivo delle truppe francesi che fecero saltare la fortezza di San Leo. Cagliostro era l'ultima vittima dell'Inquisizione.
    L'uomo causa di imbarazzo per le autorità
    Per subire un tale martirio, quest'uomo doveva essere alquanto imbarazzante. Sicuramente l'aspetto politico è da tenere in considerazione. Nella sua Lettera al popolo francese, annunciava la distruzione della Bastiglia, la convocazione degli Stati Generali e l'abolizione delle lettere con sigillo reale recanti un ordine di imprigionamento o di esilio. Ma, con il suo rito, Cagliostro rendeva accessibili degli insegnamenti fino ad allora riservati ai cenacoli più ristretti. Nel 1764 e 1765, a Messina, sarebbe stato iniziato all'alchimia da un Armeno o da un Greco. Nel 1766 e 1767, avrebbe praticato quest'arte a Malta. Dal 1770 al 1780, percorse l'Europa centrale e settentrionale. A Mitau (Courlande), nel 1778, dimostrò la sua padronanza nella cristallomanzia (veggenza nell'acqua magnetizzata di una caraffa con l'assistenza di bambini dai cinque ai sette anni). Nel 1778, 1779 e 1783, ebbe contatti con il benedettino ed alchimista Dom Pernéty.


    La Massoneria di Rito Egiziano

    Cagliostro crea il Rito Egiziano.
    Il 24 dicembre 1784, Cagliostro inaugura il rito della "Alta Massoneria Egiziana" nel quadro della Loggia Madre La Sagesse Triomphante di Lione. Questo rito è composto di tre alti gradi, poiché riceve come Apprendista Egiziano i maestri eletti provenienti da altri riti. Questi vengono ricevuti come Apprendisti Egiziani, poi Compagni Egiziani ed infine come Maestri Egiziani.
    Questo rito culminava in visioni talvolta accessibili a tutti i membri presenti. A Lione, disponiamo di testimonianze su guarigioni e manifestazioni di ogni sorta: J.B. Delorme fu guarito da una malattia incurabile, delle evocazioni furono organizzate alla presenza del Duca di Richelieu. Il fantasma di Prost de Royer, già Venerabile della loggia "La Bienfaisance" apparve e fu riconosciuto dai membri di quella loggia.
    Perché "Egiziano"?
    Per capire bene ciò che seguirà, devo spiegare cosa significa la parola "Egiziano". Leggendo questa parola, non dobbiamo pensare all'Egitto dei faraoni. Per Cagliostro, il suo Rito è egiziano in quanto si riferisce all'Egitto Copto, all'Egitto dei primi cristiani. Tant'è che Cagliostro si farà nominare "Le Grand Cophte", essendo "Cophte" la grafia della parola "copto" nel VIII° secolo.
    Qual è l'obiettivo del Rito Egiziano?
    Il Rito Egiziano di Cagliostro ha come obiettivo quello di favorire presso quelli che lo praticano una rigenerazione dell'intero essere, anima e corpo.
    Ai nostri giorni, quando parliamo di "trasformazione", di "evoluzione", intendiamo un cambiamento nella nostra psicologia. Di conseguenza, non possiamo più comprendere ciò che insegnavano i primi cristiani, gli antichi alchimisti o i massoni di Rito Egiziano. In quanto l'obiettivo di tutti questi ricercatori era una trasformazione integrale dell'essere umano. Per loro, non vi era separazione tra il corpo e l'anima. Anima e corpo erano come le due facce della stessa medaglia.
    In origine, avevamo un corpo di luce
    Per una migliore comprensione, torniamo alle origini. Nel giardino dell'Eden, Adamo ed Eva erano dotati di un corpo di luce, inalterabile. Questo corpo non era soggetto alla malattia ed alla morte. Poi Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso. Il loro corpo di luce si cristallizzò, s'indurì. Dallo spirituale, Adamo ed Eva passarono al biologico. La Bibbia1 dice che furono rivestiti di abiti di pelle.
    Nel Rito Egiziano, i massoni sono rivestiti di un abito bianco. Come l'alba nel cristianesimo, questa veste rappresenta il corpo di luce delle origini. Ma tutti i massoni, a qualunque rito appartengano, hanno anche un grembiule di pelle. Per Cagliostro, questo grembiule è un richiamo all'abito di pelle di cui il nostro corpo di luce è rivestito.
    Enoc ed Elia ci hanno preceduti su questa Via
    Durante la Trasfigurazione, il Cristo è apparso agli apostoli nel suo corpo di luce. Un corpo che gli addetti chiamano "Corpo Glorioso". Questo corpo è il corpo immortale delle origini. Non è l'appannaggio di Gesù. In quanto anche Enoch2 ed Elia3 erano ripassati dal biologico allo spirituale. Anche loro sono "saliti" al cielo senza passare attraverso la morte. Per questo motivo, Cagliostro pone il suo Rito Egiziano sotto il loro patrocinio.
    I primi cristiani insegnavano i metodi di divinazione, che consentivano di ripassare dal biologico allo spirituale. Quegli insegnamenti sono stati conservati dalla Chiesa Ortodossa orientale. Ma sono anche stati ritrovati e conservati dagli alchimisti. Ed è da loro che Cagliostro li ha ricevuti.


    Il sigillo di Cagliostro - Immagine tratta dal sito Wilson's Blogmanac

    Come ritrovare la nostra divinità?

    Il programma di lavoro dei massoni del Rito Egiziano si divide in due tappe. Queste due tappe sono precedute da una lunga fase di preparazione.
    * La prima tappa4 si riferisce alla rigenerazione "morale", ossia psicologica e spirituale;
    * La seconda tappa5 ha come fine la rigenerazione del corpo. Questa fase può essere intrapresa quando è terminata la prima.
    Similmente ai ritiri effettuati da Mosé, ciascuna di queste due tappe si svolge in quaranta giorni.
    La preparazione
    Affinché le due tappe riescano, l'iniziato deve vivere secondo un'etica irreprensibile. Gli alchimisti direbbero che l'uomo deve ammorbidire la pietra prima di lavorarla. I mistici insegnavano che il cuore deve essere aperto. Il fallimento è assicurato per gli orgogliosi, i cupidi e gli egoisti.
    L'iniziato deve prendere tre misure immediate:
    * Adottare e rispettare le leggi del paese in cui si trova;
    * Amare il prossimo, aiutarlo, essere caritatevole verso di lui;
    * Dedicare tre ore al giorno alla pratica della preghiera.
    Per estensione, deve aver ricevuto l'assicurazione di essere ormai amato da Dio. A questo provvede la preghiera.
    La prima tappa: l'evocazione degli angeli
    Così preparato, l'iniziato deve ritirarsi per quaranta giorni. In un luogo solitario, deve ri-centrarsi, non lasciarsi distrarre dai suoi pensieri. Deve vivere in stato di preghiera permanente. I massoni che conoscono i segreti alchemici del loro Rito direbbero che deve trovarsi nella "Camera di mezzo" o al "centro del cerchio". L'iniziato dedica la sua giornata ai riti e alle preghiere.
    La Bibbia6 ci indica che esistono sette grandi angeli. L'obiettivo della prima quarantena è l'ottenimento di un contatto con ciascuno dei sette angeli. Questi sette angeli comunicano al nostro uomo il mezzo per entrare in contatto personale con loro. Questi angeli lo guideranno e l'aiuteranno a diventare moralmente e spiritualmente perfetto.
    Possono trascorrere degli anni per completare questa prima rigenerazione. Se l'uomo dovesse morire senza aver effettuato il secondo ritiro, ciò non è grave. La pietra ammorbidita continuerà a essere lavorata su altri piani.
    Per questo primo ritiro, Cagliostro utilizza dei metodi di cui ritroviamo tracce dall'antico Egitto.
    La seconda tappa: la rigenerazione del corpo
    Così guidato, l'iniziato può intraprendere il secondo ritiro di 40 giorni. In primavera, in occasione del plenilunio di maggio, si isola nuovamente. Si attiene a un regime alimentare sano e frugale.
    Ogni giorno assume certe sostanze preparate secondo procedimenti alchemici tutto sommato piuttosto semplici. Sudorazioni ed altri processi di eliminazione gli consentiranno di evacuare gli umori viziati.
    È a questo punto che si opera in lui una vera trasformazione. Pelle, denti, unghie, capelli si rigenerano. Ciò gli consente di prolungare la sua esistenza. Non per diventare immortale nel corpo, ma per disporre del tempo necessario per ripassare dal biologico allo spirituale.
    Cagliostro non ha inventato questi procedimenti. Fino ad allora riservati a piccoli cenacoli aristocratici molto chiusi, li ha resi accessibili integrandoli nel suo rito massonico. Ma, cosa ancora più stupefacente, ho ritrovato una pratica identica alla sua in un antico testo di alchimia indiana. Siccome Cagliostro non ha mai messo piede in India e non conosceva il sanscrito, ciò indica che queste tecniche proseguono il loro cammino in ogni tempo, in ogni luogo, al riparo da sguardi indiscreti.


    Ai nostri giorni

    Non ho mai inteso parlare di tutto questo!
    Capisco lo sbalordimento del massone che leggerà queste righe. Nessuno gli ha parlato di queste tecniche. Peggio, se si interessava di ermetismo, i suoi istruttori gli avranno ripetuto che tali pratiche non erano mai esistite in massoneria. Lo so; è anche quello che mi è stato detto. Fin quando non sono andato a guardare più da vicino.
    Alcuni villaggi gallici resistono ancora.
    Scopersi ciò che mi era stato nascosto. Vidi come interi pezzi della storia massonica sono stati epurati, ripuliti, laicizzati. Scopersi poi che piccoli cerchi discreti e coraggiosi conservano accesa la fiaccola. Vilipesi, attaccati da una massoneria imborghesita che tenta di recuperarli snaturandoli.
    Benché pressioni dall'esterno e certe umane debolezze talvolta li destabilizzino, questi cerchi hanno un merito: esistono. Come ricordano le Scritture, vale di più un cane vivo che un leone morto.
    Desideravo rivelare l'esistenza di questi insegnamenti a tutti gli uomini di buona volontà, massoni e non. Con questo spirito, e con il consenso dei più alti responsabili di alcune di queste discendenze, ho pubblicato Secrets de la franc-maçonnerie égyptienne.


    Dal sito http://www.loggiamontblanc.com/indexit.htm - Traduzione di Alexander - ottobre 2002
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-06-10 alle 17:53
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #3
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    Predefinito

    Un personaggio scomodo e controverso: alchimista, veggente, grande iniziato e taumaturgo o avventuriero e imbroglione? O entrambe le cose? Vendeva un'acqua miracolosa di bellezza, cambiava la tela in seta, il piombo in oro, ingrossava perle e diamanti: un uomo misterioso, al centro di moltissime leggende. E di altrettante critiche.
    Era dotato di un'intelligenza straordinaria e aveva una profonda conoscenza della medicina e della farmacopea. Dicono che compisse guarigioni miracolose e che il segreto del suo successo fosse un'azione combinata di terapia medica e suggestione. Alla domanda come mai gli stessi medicamenti avessero effetto solo se somministrati da lui, Cagliostro avrebbe risposto che ciò dipendeva dal "tocco del maestro", dal segreto che egli conservava nel cuore.

    Comunque la si pensi su questo personaggio ambiguo (il Conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo erano veramente una persona sola?), di una cosa gli va dato atto: nonostante le abituali frequentazioni nell'alta società, Cagliostro dedicò tempo, energia e denaro ai bisognosi, curandoli gratuitamente e lavorando senza posa dalle prime ore del mattino fino a tarda sera.


  4. #4
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    Predefinito Chi era Cagliostro?

    Possiamo tranquillamente rispondere a seconda delle nostre opinioni personali, in base a quanto abbiamo letto o semplicemente al nostro istinto. A meno che i soliti Circoli Ermetici conservino di lui documenti certi, alla gente comune non resta che indagare tra le righe, attraverso le testimonianze di coloro che, nel suo tempo, lo conobbero e poterono trarre benefici (a volte miracolosi) dalle sue 'terapie'. Oppure credere ai suoi detrattori, che ne massacrarono la memoria.

    Come curava Cagliostro? A Strasburgo, conobbe lo studioso Kaspar Lavater al quale avrebbe confidato le sue conoscenze scientifiche. E' da considerare che egli introdusse contributi originali nell'arte di curare. Il Filippetti ci informa che le sue conoscenze andavano ben oltre la semplice 'pranoterapia' e che potrebbero riallacciarsi alla magia intuitiva dei Rosacroce, "i quali riprendevano le idee del pensiero rinascimentale fondato sulla corrispondenza di tutte le cose nel grande ordine universale e sulla possibilità di conoscere il pensiero divino nell'osservazione di quest'ordine". Le idee di Paracelso, che amava dire che la Medicina non è solo scienza ma anche arte, non è solo somministrazione di medicine e impiastri vari ma compresnione dei processi che regolano la vita... Eppure Paracelso fu rispettato e considerato un Grande del suo Tempo. Come mai Cagliostro fu tanto avversato?




    Il suo aspetto ci viene tramandato come quello di un uomo dal forte carisma, dagli occhi di fuoco, dai gesti amabili che passava le giornate dedito a curare i malati diseredati, a cui spesso elargiva denaro per comprarsi da mangiare, accettando solo rimborsi dai pazienti più abbienti. Alcune descrizioni parlano di 15.000 malati sanati, che si prostravano ai suoi piedi colmi di riconoscenza e dai quali veniva considerato un 'dio' (dalla lettera del Conte di Vergenne). Il dr. Haven, uno degli autori che lo mostra con onore, ce lo pone come completamente dedito alla cura degli ammalati: la sua giornata inziava al mattino molto presto; dopo una frugale colazione, iniziava a visitare e non dormiva che poche ore, spesso vestito e su una poltrona.Guarigioni istantanee di malattie che erano considerate mortali avevano fatto di Cagliostro il personaggio più noto in tutta l'Europa.

    Virtù curative e alchimia: la ricetta Paracelsiana per curare. Cagliostro usava elementi sicuramente di origine naturale per costruire i composti di cui si serviva e insieme la forza della parola (potenza della 'suggestione'), che agiva come una leva sulla volontà dell'ammalato, probabilmente. Egli alluse talvolta di essere in possesso di Saperi Superiori e segreti e fondamentalmente asseriva l'importanza della sfera spirituale nella guarigione fisica. Condensamento della linfa e corruzione degli umori del corpo (i liquidi) portavano ad ammalarsi e Paracelso stesso aveva affermato di usare sia le erbe che i metalli (mondo vegetale e minerale) per curare le varie malattie, al fine di ritornare in perfetta armonia con l'Universo.

    Sicuramente il più noto preparato di Cagliostro fu l'Elixir di lunga vita, che fino a circa il 1950 veniva ancora preparato in alcune farmacie. La ricetta la ritroviamo nel "Manuale pratico di farmacia" di V. Celli (Genova, 1929):


    ALOE..........................gr. 25
    AGARICO BIANCO.......gr. 2,50
    MIRRA.........................gr. 2
    GENZIANA RAD...........gr. 2,50
    RABARBARO RIZOMA...gr. 2,50
    ZAFFERANO................gr. 2,50
    ZEDOARIA RIZOMA.....gr. 2,50
    ALCOOL......................gr. 1000


    Cagliostro guariva imponendo le mani, quale pranoterapeuta, senza uso di altri strumenti ma fu anche un operatore dalle capacità ipnotiche e magnetiche, stando a molti suoi contemporanei. In quel tempo la corrente del Mesmerismo propugnava l'esistenza di un fluido sottilissimo nell'Universo, indivisibile e impalpabile, che influiva anche sugli organismi umani. Gli antichi Filosofi erano a conoscenza di questo concetto, poiché il Saggio Ermete Trismegisto nella "Tavola Smeraldina" parlava del Telesma, rifacendosi a una forma di energia cosmica: Franz Mesmer(1734-1815) si fece portatore di questa concezione,asserendo che le calamite naturali catturavano questa 'energia' e - utilizzate o dirette verso il corpo umano - ne potevano riportare l'equilibrio ,'armonizzando' gli esseri viventi con il proprio ambiente. […] Cagliostro si accodò, in un certo senso, a tale ipotesi operando quella che attualmente si definisce trance ipnotica: grande importanza assumono lo sguardo, la parola, la gesticolazione e l'ambiente, attuando una sorta di suggestione psicologica sul soggetto.




    Con questa tecnica, egli riusciva a far conoscere cosa accadesse nel mondo in un determinato momento. Dopo aver 'magnetizzato' il paziente, gli imponeva il comando di fissare un globo pieno d'acqua, poggiato su un tavolino coperto da un telo nero ricamato a vivaci disegni cabalistici di colore rosso. Venivano posti anche altri oggetti, tipo icone, grafici magici e fiale di liquidi magnetizzati. Il Gran Cofto era quindi nella condizione per richiamare le entità invisibili e i 'geni' che sarebbero penetrati nel globo e avrebbero permesso le visioni e le descrizioni figurative da lui stesso richieste. Il soggetto ipnotizzato, convulso, rivelava ciò che vedeva e molte persone - anche tra le più scettiche - restarono meravigliate dalle previsioni (poi divenute realtà) che egli fu in grado di ottenere.
    In questo clima, molti restarono increduli e continuarono a ritenere Cagliostro un ciarlatano e un impostore.


    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-06-10 alle 17:58

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Cagliostro
    Il maestro sconosciuto


    di Pier Carpi

    Cagliostro: il maestro sconosciuto - Google Libri


    J. A. Houdon, Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro
    Los Angeles County Museum of Art
    Immagine tratta dal sito bluetravelguide.com
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-06-10 alle 17:59
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Riferimento: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Cagliostro
    Il maestro sconosciuto


    di Pier Carpi

    Cagliostro: il maestro sconosciuto - Google Libri
    Secondo Pier Carpi, Alessandro conte di Cagliostro sarebbe stato il figlio illegittimo di un principe portoghese che, temendo per la vita del bambino (era il periodo della cacciata dei Gesuiti dal Portogallo), lo avrebbe affidato dietro forte compenso al mercante palermitano Pietro Balsamo. Questi lo portò con sé a Palermo e gli fu facile far credere a tutti che fosse suo figlio, dal momento che effettivamente la moglie, nello stesso periodo, aveva dato alla luce un bambino: Giuseppe Balsamo.

    I due ragazzi crebbero insieme ma, mentre Alessandro Cagliostro avrebbe seguito il suo destino iniziatico, viaggiando e incontrando il suo maestro Althotas, Giuseppe Balsamo, forte dell'equivoco originario che portava a confondere il conte di Cagliostro con lui, avrebbe attuato una serie di truffe in tutta Europa.

    Ma la storia del principe portoghese, sebbene abbastanza verosimile, come lo stesso Pier Carpi scrive, non è suffragata da documenti che la comprovino.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 01-02-10 alle 14:10

  7. #7
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    “Non sono di alcuna epoca né di alcun luogo; al difuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza; e se immergendomi nel mio pensiero risalgo il corso delle età, se distendo il mio spirito verso un modo di esistenza lontano da quello che voi percepite, divengo colui che desidero. Partecipando coscientemente all’essere assoluto, regolo la mia azione secondo l’ambiente che mi circonda; il mio paese è quello in cui fisso momentaneamente i passi… Io sono colui che è… – libero e padrone della vita. Vi son degli esseri che non hanno più angeli custodi: io sono uno di essi”.

    (Cagliostro)
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 01-02-10 alle 14:11
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Arturo Reghini

    CAGLIOSTRO
    in documenti inediti del Sant’Uffizio


    http://www.hyssopus.org/cms/files/ca...ti-inediti.pdf
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-06-10 alle 18:03

  9. #9
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    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 17-02-11 alle 02:01
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro

    Credo che il quadro sia pressoche completo.
    La rivoluzione francese fu innescata da Giuseppe Balsamo continuatore della Scola sapienziale Italica Napulitana Pitagorica dovè in via Nilo ( e nelle sue profondità, nelle stessi Ipogei tutt'ora esistenti, che occupuno il sottosuolo di Napoli, come le profondità dell'incoscio)trovò il substrato per svilupparsi grazie anche alla lungimiranza del Sansevero (con la sua straordinaria cappella in Spaccanapoli). Una storia infinita che ha le sue radici nell'Egitto (ma anche in Sicilia) dove il Napoleone seguendo gli insegnamenti del fondatore del rito di Miriam e Misriam, il conte per l'apunto, partì per la terra dei Faraoni con le più feconde menti europee. Buonaparte cercava quello che non ha trovato, era un piccoletto malato di megalomania, ma è riuscito a decifrare quella che fino allora era una civiltà misteriosa, l'egitto dell'Immortalità: la sua lingua, la sua teologia (che passerà al cristianesimo come salvazione della o delle carni) , la sua scienza e la sua sapienza anche scentifica. Arrivò sul sepolcro di Cristo e della "capa" del cugino Giaovanni, ma Napoleone non ha compreso nulla, difatti si è fatto incoronare due volte imperatore. La prima proprio dal Papa a Notre Dame la seconda, da solo, con la Corona Ferrea che era troppo piccola per il suo cranio. I Vaticani hanno incarcerato Cagliostro sopratutto per arrivare a carpire le sue "scoperte sociali e umane", ma Balsamo non racconto mai i meccanismi, nemmeno alla moglie un po' fredifraga. Rimane un simbolo: il serpente in croce, di colui che riuscì a innescare la massoneria paludata inglese in una "assemblea" dimìnamica e rivoluzionaria che arrivò a sovvertire uno stato fondamentale per l'Europa e a decapitare la testa del Capetingio(Questa massoneria fu rappresentata dal sole che nasce: simbolo che sarà ripreso dal socialismo rivoluzionario del novecento), quasi una allegoria pregna. Questa massoneria perso il maestro, degenerò inevitabilmente nella banalità e nell'omicidio come pratica del potere ordinario. Quell'occhio originario dell'egitto faraonico ritorna sia nel messaggio biblico, cristiano (pensiamo a Lorenzo Lotto e le tarsie nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Bergamo) sia come simbolo eminentemente massonico, comunque perduto nella sua essenza, è il DIO dell'oblio che tutto vede!

 

 

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