Intervista a firma G.P. pubblicata sul “Progresso d’Italia” del settembre 1946
Abbiamo avvicinato oggi l’onorevole Ugo La Malfa, che come è noto pochi giorni fa è entrato, con Parri, nel Partito repubblicano. E sulla ragione di questo passo abbiamo rivolta la nostra prima domanda.
“Ritengo necessario – ci ha risposto La Malfa – che si crei un forte partito democratico in Italia. Ora il solo partito intorno a cui si può fare oggi una seria concentrazione democratica è il Partito repubblicano
“La continua difficoltà di rapporti fra democristiani e socialcomunisti indica la funzione ed i compiti che un grande Partito repubblicano dovrebbe avere.”
Perché ritiene che una seria concentrazione democratica può farsi solo intorno al Partito repubblicano?
“Perché il Partito repubblicano ha una tradizione democratica tra le più salde esistenti nel paese; ha una struttura organizzata su basi popolari, assai rilevante in alcune regioni, una capacità di penetrazione fra i ceti rurali che altre formazioni democratiche non hanno. Insomma ha tutti gli elementi per divenire un grande partito di democrazia popolare.
“Un partito che avrebbe potuto avere – ha soggiunto l’onorevole La Malfa – grande successo nel paese era il Partito d’azione, ma la sua novità, alcune premesse ideologiche, i logoramenti già subiti nella lotta di liberazione, gli hanno tolto slancio e possibilità di penetrazione.
“Ma poiché le sue posizioni dal punto di vista delle istituzioni democratiche non si differenziano molto da quelle del Partito repubblicano, è bene che il tentativo democratico iniziato con il Partito d’azione si continui in seno al Partito repubblicano, portando a questo forze giovani uscite dalla lotta clandestina legandole a tradizioni di pensiero che risalgono al Risorgimento.”
Quali sono i caratteri che lei riconosce nel Partito repubblicano in riferimento al programma economico-sociale?
“Come partito di democrazia popolare, il Partito repubblicano non può non avere un carattere nettamente progressista. Riforme sociali di struttura interessano il Partito repubblicano come ogni altro partito di sinistra, ma credo che per il suo carattere non debba essere legato a riforme sociali da presupposti classisti.
“Il Partito repubblicano deve fare proprie le riforme sociali che facciano effettivamente progredire il paese senza schematismi aprioristici. La democrazia è creazione continua di libertà e di benessere per la comunità nazionale. Di volta in volta il progresso delle classi popolari è specialmente assicurato attraverso la diffusione di istituzioni politiche e economiche che si improntino a principi di libertà, con il coordinamento necessario dell’intervento statale.”
Ci permetta infine onorevole La Malfa un’ultima domanda: qual è il suo giudizio sulla crisi?
“La crisi politica attuale è una parziale manifestazione dello stato di disagio in cui si trovano sia il paese che le correnti politiche. Siamo in una fase di sistemazione che sarà lunga e faticosa e che porterà via molto tempo. Non credo che la crisi avrà una totale soluzione e che si risolveranno tutti i problemi che la situazione pone. Forse a breve scadenza dovremo affrontar problemi di una gravità impensata. Il paese tuttavia non deve scoraggiarsi. La catastrofe è stata immane e non si possono da un giorno all’altro superare tutte le difficoltà. Occorre avere pazienza e chiarire a poco a poco i problemi che si pongono con la coscienza precisa della situazione nazionale.”
Da Ugo La Malfa. Scritti 1925-1953, Mondadori, 1988





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...certo che no...
