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Discussione: L’odio per Fini

  1. #1
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    Predefinito L’odio per Fini

    L’odio per Fini
    I fantasmi antidemocratici e illiberali del berlusconismo


    di Florian


    Se c'è una cosa che non è facile digerire, per chi guarda con interesse alla politica italiana, è questo odio verso Fini che caratterizza non solo i media berlusconiani (il Giornale, Libero e il Tempo) ma anche una parte notevole di quell'area che non si riconosce nella sinistra.

    Si badi, la disistima politica, la distanza e le perplessità nei confronti di un percorso politico nient'affatto lineare ci possono stare. Si può non condividere Fini leader quanto quel fenomeno complesso che con una certa approssimazione viene chiamato "finismo". Ma una cosa sono i dubbi, un'altra è l'odio.

    Il dubbio ha a che fare con la razionalità, l'odio è invece un sentimento irrazionale che spesso è conseguenza di un amore spezzato. Si odia ciò che prima si è amato non ciò che ci è stato indifferente.

    Forse è per questo che chi scrive non riuscirebbe mai ad odiare Fini, per la semplice ragione che non l'ha mai particolarmente amato. Seguito sì, apprezzato anche e combattuto a fasi alterne, ma amato mai. L'amore non è un sentimento che ha a che fare con la politica. Almeno per una politica di stampo realista, una politica che si fregia essere "di destra".

    Il politico non è un totem che si riverisce o una bella donna di cui ci si innamora. Il politico, in democrazia, non è nemmeno un sacerdote depositario del Verbo. Il politico è piuttosto un uomo d'azione di pensiero, spesso un pragmatico volto a misurarsi coi problemi della quotidianità allo scopo di risolverli e questo ancor di più oggi che ci siamo lasciati alle spalle le ideologie.

    L’odio della destra per Fini rivela così l’incapacità di questo ambiente di uscir fuori dal proprio cono d’ombra, popolato di fantasmi antidemocratici e illiberali che non riescono a passare e che nell’impossibilità di incidere politicamente continuano a pesare, come una cappa, sul piano antropologico. Disse una volta Daniela Santanchè che la persona di destra è quella “che non tradisce” e la frase, rivelatoria di un modo di essere, è passata inosservata come se si trattasse “solo” della difesa di Silvio Berlusconi. In realtà è molto di più.

    Fedeltà e onore per una certa destra, diciamo postfascista, sono un binomio inscindibile e imprescindibile per chi dovrebbe farne parte. Il “badogliano” infedele, il “traditore” manca di onore e perciò va trattato da “infame”, senza riguardo alcuno per la persona. Sembra di aver a che fare con la mafia o con una loggia esoterica e in effetti la destra neo e postfascista ha qualcosa in comune la mentalità dell’una e dell’altra.

    Il postfascismo non è mai stato un superamento del neofascismo in termini politici, dunque razionali. Per i più è consistito semplicemente in uno scavalcamento. Si è andati oltre, si è deciso di ammodernare l’argenteria, non gettando via quella vecchia, ma semplicemente occultandola. Esteriormente non si è più neofascisti e ci si dice, come conviene, liberali e democratici. Ma interiormente si continua a ragionare da neofascisti: il culto del Capo, il sentirsi ancora chiusi in un ghetto, l’estraneità alla cultura moderna tanto più sentita quanto viene pacchianamente accettata, la logica militaresca, la trincea…

    A Fini viene contestato di essere uscito definitivamente fuori da questa forma mentis tipicamente missina, di esser non solo a parole ma anche nei fatti uscito fuori dall’”area” per aprirsi a quella parte di società che neofascista non è mai stata, così come non è mai stata di destra “radicale”, intendendo con ciò anche l’integralismo cattolico che negli ultimi anni ha saputo agganciarsi con sorprendente disinvoltura al carro “cattolico-liberale” dei berlusconiani.

    “Fini ha tradito”, si sente dire con furibonda insistenza. Ma tradito cosa?

    L’alleanza (in questo caso col Cavaliere) non è un patto di sangue, è un accordo che si intende rinnovabile o meno a seconda dell’evoluzione del rapporto tra i contendenti. Dunque Fini se ritiene di avere obiettivi politici diversi dal Berlusconi di oggi non ha tradito proprio niente, ha semplicemente seguito, laicamente, il suo percorso.

    Tradito la destra? Quale destra, la destra missina? Dice Matteoli (e altri con lui) che il Fini di oggi non ha nulla a che fare con la storia del Msi prima e di AN poi. L’affermazione è inesatta, in quanto le posizioni che contrassegnano Fini oggi sono in buona parte riscontrabili in quelle vicende, magari appartenendo più all’ambito eretico che ortodosso di quel percorso. Ma anche se il finismo fosse un balzo in avanti in terra straniera non sarebbe da considerarsi poi un delitto di lesa maestà, visto che la destra italiana era sotto tutti i profili arretrata politicamente e lontana culturalmente dalle varie destre occidentali.

    In realtà Fini ha cercato in questi anni, seguendo e poi affrancandosi dal berlusconismo, di seguire l’evoluzione contemporanea dei partiti conservatori e moderati europei. Quando partì l’avventura di Fiuggi il riferimento più immediato era il “Manifesto dei conservatori” di Prezzolini, ma si trattava di un testo vecchio di vent’anni, a dimostrazione di quanto poco nel frattempo avesse prodotto il neofascismo o di quanto inservibile politicamente fosse, nel complesso, la riflessione che vi fu (sfondamenti a sinistra, andare oltre il capitalismo, etc.).

    Negli anni immediatamente successivi alla formazione del Polo delle Libertà si è cercato di seguire da un lato ciò che proponeva la migliore intelligenza di partito (Veneziani, Malgieri) e allo stesso tempo si guardava ai gollisti, ai conservatori tedeschi, ai popolari spagnoli e ai tories inglesi, sempre cercando una “via italiana” per la destra. Mentre Berlusconi, dal canto suo, non si è mai mosso dalla “rivoluzione liberale” del 94, retoricamente enunciata quanto mai realmente perseguita.

    Negli anni Duemila è accaduto che il conservatorismo occidentale si è dato un tono più moderato, più centrista, accogliendo molte indicazioni da una socialdemocrazia postasi già “oltre la destra e la sinistra” (Giddens) e che rivendicava l’approdo ad un “nuovo centro” (neue mitte). Dopo la rivoluzione dei Blair e degli Schroeder, scopiazzata dai nostri D’Alema e Prodi, era impossibile per una destra riciclare le vecchie parole d’ordine “meno tasse e meno immigrati”. Bisognava trovarne di nuove più in linea coi tempi. E questo è ciò che ha fatto Sarkozy, ciò che ha fatto la Merkel, ciò che ha fatto Cameron. Mentre il berlusconismo si abbeverava al neoconservatorismo bushiano e si legava al ratzingerismo più intransigente e al neopopulismo xenofobo e antislamico di Bossi, Fini si interessava all’elaborazione culturale dei think tanks conservatori europei coi quali stringeva contatti.

    Non è dunque Fini che è fuoriuscito dai binari di un percorso proprio di un conservatorismo moderato e liberale, in una sola parola “contemporaneo” (“Con, conservatori contemporanei” è non a caso il titolo della rivista di Italo Bocchino), semmai è Berlusconi che per mera convenienza politica ha preferito legarsi a posizioni che in Europa sono considerate più inerenti ad un populismo di destra che al conservatorismo o al moderatismo del PPE.

    Il berlusconismo si può leggere in tanti modi. La destra post-Fiuggi ha pensato salire sul treno berlusconiano per poter afferrare, dopo decenni di magra, qualche fetta di potere. La spregiudicatezza con la quale la corrente più ideologica e romantica di Alleanza Nazionale, ovvero gli alemanniani, ha svenduto ciò che restava di una “destra sociale”, comunitarista e antioccidentale, mascherando con l’approdo al tremontismo il perseguimento di interessi privati (vedi Roma) oltre ad essere disarmante è la cartina di tornasole di un percorso collettivo.

    Naturalmente i media berlusconiani tacciono su tutto ciò, ripetendo la solfa menzognera di un berlusconismo fieramente liberale e di un finismo diventato “sinistroide”. Avendo a che fare con un elettorato largamente disinteressato al pensiero politico e ad una militanza fortemente prona al cesarismo carismatico di Berlusconi, è stato facile demonizzare Fini facendo appello all’irrazionalità, toccando i vari nervi scoperti di una destra rimasta ancora nel profondo postfascista.

    Tuttavia del cammino iniziato da Fini sin dai tempi del coraggioso “elefantino” con Segni si stanno vedendo i primi, importanti frutti. Il berlusconismo è invece fermo alla logica, terrorizzante del “dopo di me, il diluvio”. Auguri…

  2. #2
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    Predefinito Rif: L’odio per Fini

    da parte mia nessun odio per Fini ma censuro il suo comportamente in questa legislatura non tanto perchè lui sia Fini e per le idee che esprime ma perchè se nel 2008 ha preso un impegno di sostenere QUESTA maggioranza e questo governo con Berlusconi presidente, con una data di scadenza chiara: il 2013.
    Non puo' poi dopo un anno remare contro e fare il bastian contrario.

    Come fosse Berlusconi Fini lo sapeva, lo conosce benissimo, da almeno 17 anni e forse piu', ha cenato con lui decine di volte, non è che si sia svegliato nel 2009 dopo un lungo torpore duranto 17 anni

    E' questo che assolutamente non giustifico di Fini

    Se Fini avesse sfidato Berlsuconi nel 2013 lanciando l'idea di un nuovo centrodestra e una nuova leadership l'avrei considerato un atto giustificabilissimo, ma non si piantano in asso gli alleati con cui si è stati eletti, non si tradisce il voto di tanti elettori che ahnno votato lui pensando di sostenere il governo e ora lui usa quei vioti per andare all'opposizione

    Per me il vero scandalo è questo malcostume politico di non rispettare il responso degli elettori, non le donnine di Berlusconi che ci sono sempre state, anche se in modo meno appariscente, da che mondo è mondo

    L'ideologia di Fini non ha nulla a che vedere, qui si tratta di mantere la propria parola
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-02-11 alle 14:53

  3. #3
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    Predefinito Rif: L’odio per Fini

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    da parte mia nessun odio per Fini ma censuro il suo comportamente in questa legislatura non tanto perchè lui sia Fini e per le idee che esprime ma perchè se nel 2008 ha preso un impegno di sostenere QUESTA maggioranza e questo governo con Berlusconi presidente, con una data di scadenza chiara: il 2013.
    Non puo' poi dopo un anno remare contro e fare il bastian contrario.

    Come fosse Berlusconi Fini lo sapeva, lo conosce benissimo, da almeno 17 anni e forse piu', ha cenato con lui decine di volte, non è che si sia svegliato nel 2009 dopo un lungo torpore duranto 17 anni

    E' questo che assolutamente non giustifico di Fini

    Se Fini avesse sfidato Berlsuconi nel 2013 lanciando l'idea di un nuovo centrodestra e una nuova leadership l'avrei considerato un atto giustificabilissimo, ma non si piantano in asso gli alleati con cui si è stati eletti, non si tradisce il voto di tanti elettori che ahnno votato lui pensando di sostenere il governo e ora lui usa quei vioti per andare all'opposizione

    Per me il vero scandalo è questo malcostume politico di non rispettare il responso degli elettori, non le donnine di Berlusconi che ci sono sempre state, anche se in modo meno appariscente, da che mondo è mondo

    L'ideologia di Fini non ha nulla a che vedere, qui si tratta di mantere la propria parola
    Non sono d'accordo Candido e ti spiego perchè.

    Quando Berlusconi è salito sul Predellino gridando "o con me o fuori", Gianfranco gli ha risposto picche, come avrebbe fatto qualsiasi politico con un minimo di dignità. Famosa fu la frase: "Siamo alle comiche finali", in quanto era evidente a tutti (meno che ai fanatici berlusconiani) che un partito (ripeto: partito, non cartello elettorale) non si può costruire in una piazza con qualche slogan populista.

    In quel momento Fini avrebbe dovuto prendere una via distante dal progetto berlusconiano, progetto che già aveva pronto il piano B, ovvero di imbarcare Storace per tenere occupata la destra.

    Fu allora che, probabilmente grazie ad alcuni "pontieri" di entrambi gli schieramenti, per prevenire il formarsi di due distinti centrodestra destinati a confliggere (come poi accadrà), si arrivò ad un compromesso, che prevedeva:

    - l'unione di FI e AN;
    - il ruolo di co-fondatori del nuovo partito PdL per Berlusconi e Fini;
    - la leadership di Berlusconi.

    Questo stava a significare che se Berlusconi del PdL era il riconosciuto leader non era per alcun motivo il padrone (tant'è vero che il marchio PdL è tanto di Fini quanto del Cav.)

    Al primo congresso di partito l'atmosfera era serena e festosa. In quella occasione Fini presentò le sue posizioni politiche che furono applauditissime non solo dai finiani, ma anche da moltissimi esponenti ex FI, tra cui Brunetta, Tremonti e in genere l'area liberale e socialista. Ricordo per l'occasione anche un lancio di garofani a Fini, col quale si complimentò personalmente anche Berlusconi, il quale parlò al riguardo di "un bellissimo discorso" col quale concordava in tutto e per tutto (o qualcosa del genere).

    E Fini disse allora le stesse cose che spingono oggi i La Russa, i Matteoli e i Gasparri a dire che "è diventato di sinistra" e altre stupidaggini.

    Da quel momento Fini ha fatto un po' la fronda all'azione di governo di Berlusconi sulla base di quanto detto al Congresso. In una normale dialettica di partito (democratico) ci sta. Purtroppo ci siamo tanto abituati ai Bondi e ai Fede che solo l'idea di un controcanto ci pare inaccettabile. E invece in un partito è la norma (ricordati cosa accadeva ai congressi missini tra almirantiani e rautiani!).

    Il resto è cosa nota e non mi va di ripetermi. I berlusconiani hanno fatto fuori Fini contro il parere dei più assennati (Pisanu, Ferrara), decretando così la fine del centrodestra e la nascita di un centrodestra alternativo.

    Non contento, Berlusconi ha pensato di potersi sbarazzare dei "traditori" scatenando loro il "metodo Boffo", ovvero mettendo in azione la "macchina di fango" del Giornale, Libero, etc. Alimentando una faida a destra che in ultima analisi penalizza e di parecchio lo stesso Berlusconi.

    Ecco perchè quello del Cav. è stato un harakiri politico, il gesto disperato di un uomo ormai non più lucido, incapace di venire a patti con chiunque. E la politica è patteggiamento continuo.

  4. #4
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    Predefinito Rif: L’odio per Fini

    in parte condivido la tua analisi che è obbiettiva ma mi pare che la reazione di Fini ora avvenga troppo tardi quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla e lui stia cercando di salvare il salvabile di cio' che restava di AN, Fini ha subito un terremoto tale da distruggergli quasi tutta la sua casa lasciandogli un pugno di fedelissimi e riducendo un partito da 13-14% a un partitello che a stento e solo alleandosi a Casini riuscirà a superare la soglia del 4%

    E' vero cio' che dici che Berlusconi si è irrigidito e la negoziazione con lui oggi appare impossibile ma con l'accanimento giudiziario che sta subendo anche un santo sarebbe inferocito, sono comportamenti che si possono anche comprendere, e in ogni caso ripeto, Fini nel 2008 doveva conoscere Berlusconi da almeno 15 anni, doveva sapere benissimo che era un accentratore incorreggibile, sempre in prima persona, populista grazie al suo presenzialismo.

    Secondo me la partita Fini la perse quando non riusci' a convincere la maggioranza del partito a rifiutare il predellino e a rimanere due partiti separati, tutto cio' che è seguito è stata la sua reazione a volte scomposta di un partner minorotario che è consapevole di avere perso la partita, che non riesce piu' a controllare i suoi uomini e che comunque pur di non mollare la presa è pronto a vendicarsi contro Berlusconi impedendo a un governo eletto da una solida maggioranza di lavorare e compiere le riforme e rendendosi la causa del disfunzionamento del governo stesso
    Questa è la percezione che molti hanno al momento nei confronti di Fini, anche se questo fosse animato dalla migliore delle intenzioni di costruire un nuovo centrodestra.

    Con questo atteggiamento Fini sarà condannato da un marchio di tradimento che gli impedirà ormai per sempre di essere il leader del centrodestra, potrà semmai essere un leader di un piccolo partito del terzo polo e nemmeno leader principale del terzo polo perchè come minimo Casini (e forse anche Rutelli) gli ruberà il ruolo di protagonista

    Io mi auguro una cosa: fino a poche settimane fa ero per le elezioni perchè i numeri alla camera mi lasciavano perplesso, ma constatando che Berlusconi ha 316 o 320 deputati in parlamento (poco importa il numero purchè sia la maggioranza assoluta) egli ha il dovere di governare finchè ce ne sia la possibilità, se riuscisse a resistere non oso sperare per due anni ma almeno per un anno tutti coloro che cercano scorciatoie a mezzo magistrati e che la politica la interpretano solo attraverso manovre extraparlamentari verrebbero sconfitti
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-02-11 alle 18:01

  5. #5
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    lo so che potrebbe essere paradossale ma questa a mio avviso doverosa resistenza nella trincea da parte di Berlusconi con la sua maggioranza risicata mi sembra un gesto politicamente necessario che potrebbe spingere chi vuole influire sulla politica con le manovre di palazzo a pensarci un po' di piu' prima di compierle.

    Paradossalemnte in mezzo a tanto fango morale potrebbe nascere un fiore che è il miglioramento di una certa etica politica
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-02-11 alle 18:13

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    da parte mia nessun odio per Fini ma censuro il suo comportamente in questa legislatura non tanto perchè lui sia Fini e per le idee che esprime ma perchè se nel 2008 ha preso un impegno di sostenere QUESTA maggioranza e questo governo con Berlusconi presidente, con una data di scadenza chiara: il 2013.
    Non puo' poi dopo un anno remare contro e fare il bastian contrario.

    Come fosse Berlusconi Fini lo sapeva, lo conosce benissimo, da almeno 17 anni e forse piu', ha cenato con lui decine di volte, non è che si sia svegliato nel 2009 dopo un lungo torpore duranto 17 anni

    E' questo che assolutamente non giustifico di Fini

    Se Fini avesse sfidato Berlsuconi nel 2013 lanciando l'idea di un nuovo centrodestra e una nuova leadership l'avrei considerato un atto giustificabilissimo, ma non si piantano in asso gli alleati con cui si è stati eletti, non si tradisce il voto di tanti elettori che ahnno votato lui pensando di sostenere il governo e ora lui usa quei vioti per andare all'opposizione

    Per me il vero scandalo è questo malcostume politico di non rispettare il responso degli elettori, non le donnine di Berlusconi che ci sono sempre state, anche se in modo meno appariscente, da che mondo è mondo

    L'ideologia di Fini non ha nulla a che vedere, qui si tratta di mantere la propria parola
    esatto. Fini non ha mantenuto la parola data. Ha complottato contro il capo della coalizione corteggiando i giudici, affinchè lo aiutassero a farlo fuori in modo da poter prendere il suo posto... posto che probabilmente avrebbe anche avuto se fosse stato leale...

    Troppa fretta... forse era malconsigliato dalla sua nuova famiglia che sperava di far carriera alla svelta, usando il presidente della Camera come aveva usato prima il presidente del Perugia calcio...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    lo so che potrebbe essere paradossale ma questa a mio avviso doverosa resistenza nella trincea da parte di Berlusconi con la sua maggioranza risicata mi sembra un gesto politicamente necessario che potrebbe spingere chi vuole influire sulla politica con le manovre di palazzo a pensarci un po' di piu' prima di compierle.

    Paradossalemnte in mezzo a tanto fango morale potrebbe nascere un fiore che è il miglioramento di una certa etica politica
    speriamolo...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    esatto. Fini non ha mantenuto la parola data. Ha complottato contro il capo della coalizione corteggiando i giudici, affinchè lo aiutassero a farlo fuori in modo da poter prendere il suo posto... posto che probabilmente avrebbe anche avuto se fosse stato leale...

    Troppa fretta... forse era malconsigliato dalla sua nuova famiglia che sperava di far carriera alla svelta, usando il presidente della Camera come aveva usato prima il presidente del Perugia calcio...
    in realtà Fini si è scatenato quando ha capito che non aveva piu' il controllo e la mano ferma sui suoi "colonnelli" : li' ha veramente perso la testa e ha tentato fin dal 2009 un gesto disperato per cercare di recuperare almeno qualche bue scappato, a quanto pare l'effetto è contrario visto che l'emorragia continua ancora i questi giorni. Solo cosi' posso capire (anche se non giustificare) le sue uscite intempestive, le sue reazioni sempre piene di veleno nei confronti della maggioranza e le sue ripetute intemperanze

    Non so, forse per marcare nettamente la sua contrarietà al predellino avrebbe potuto minacciare le proprie dimissioni fin dal 2008 dicendo "o me o Berlusconi", o forse ebbe paura di perdere tutto, compreso il trespolo della Camera, percio' preferi' stare zitto, in fondo quel trespolo è prestigioso

    In altri paesi piu' seri Fini si sarebbe dovuto dimettere da AN fin dall'inizio del 2008 prima delle ultime elezioni e creare fin d'allora un partito di fedelissimi che non volevano la fine di AN, che non accettavavo lo scippo di AN da parte di Berlusconi, si sarebbe dovuto presentare come partito separato, avrebbe potuto denunciare questa situazione anche nel nome del testimone che gli aveva lasciato Almirante che gli aveva affidato 20 anni prima magari sarebbe riimasto con un partito col 4-5% dei voti ma determinante, invece siamo in Italia, la gente preferisce le situazioni torbide, meglio la palude che l'acqua cristallina

    Macchè, Il Fini del 2008 e di oggi sembra lontano anni luce da quello del 1987 nemmeno l'orgoglio di preservare quella fiamma gli rimase, eppure bastava poco per un gesto d'orgoglio che avrebbe destato l'ammirazione, quella verso un politico che rifiuta di farsi fagogitare.
    Oggi è troppo tardi non si accetta tutto senza battere ciglio e poi ci si lamenta a scoppio ritadato dopo avere incassato onori e prebende

    Se non ha agito di testa sua Fini è stato consigliato malissimo
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-02-11 alle 19:20

  9. #9
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    Predefinito Rif: L’odio per Fini

    Allora, confesso di essere stato sul punto di cedere alle regole. Ero diventato un pignolo, osservavo Berlusconi in tutto ciò che faceva e diceva e nulla di ciò mi piaceva. Lo trovavo "volgare" e ancor più chi lo seguiva e ammirava politicamente. Trovavo le sue gaffes insopportabili, i suoi libri un insulto all'intelligenza. Ero diventato un tenace difensore della forma-partito, delle regole democratiche, delle elites liberali... tutto ciò in parte cozzava con i miei sentimenti di buon cattolico (ancorchè peccatore), ma cercavo se possibile di non pormi questo problema. Piuttosto guardavo a Fini come al normalizzatore di una politica che avrebbe dovuto finalmente assumere connotati "europei".

    Inconsapevolmente, questo modo di pensare "politico" (come io lo definivo ritenendomi intelligente) non era altro che un inginocchiarsi ai vari totem della sinistra rivoluzionaria, che ha inventato lei il politico nella sua forma moderna, obbligando anche la supposta Destra ad assimilarne gli schemi e a perseguirne gli scopi.

    Fare un partito... e perchè una "Destra" dovrebbe farlo visto che tutti i partiti occidentali sono stati modellati sul Partito Socialista "scientifico", marxista...

    Costruire una classe dirigente liberale... e perchè mai una "Destra" dovrebbe costruirsi su di un ceto politico e manageriale che persegue i propri interessi contro il bene comune, nel pieno disinteresse e anzi spesso forzatamente contro una visione cristiana dell'esistente?

    Berlusconi stesso era inizialmente uno di questi, un manager tecnocratico, un "imprenditore prestato alla politica", e la mia visione di lui è rimasta sempre questa... nonostante oggettivamente col tempo il Caso (o la Provvidenza) avessero mutato la sua azione e finanche la sua stessa natura facendogli subire gli strali dei suoi ex sodali liberali e socialisti.

    Confesso che la perdita di un'ottica cristiana e l'ossessiva attenzione al già accaduto, al tradizionale, mi avevano distolto dall'idea che Berlusconi potesse essere, magari inconsapevolmente persino, un modello innovativo per una Destra europea non più soggetta agli standards avversari - ovvero, eticamente laicista, culturalmente relativista, politicamente liberale ed economicamente "mercatista".

    E devo riconoscere che ad aiutarmi a riconquistare l'oggetto perduto (un conservatorismo tradizionalmente orientato) è stato Gianfranco Fini, il quale ha opportunamente depurato il Pdl della sua componente laico-socialista mettendomi in condizione di ripensare a fondo le mie posizioni circa la forma partito, le regole liberali, l'"etichetta", e in definitiva di guardare a Berlusconi non per quello che è, ma per quello che fa.

    E tutto ciò che fa, guarda caso, è fortemente osteggiato, dai centri politici e culturali che da sempre, istintivamente ancor prima che razionalmente, identifico quali avversari e NEMICI DEL BENE...


    http://forum.politicainrete.net/1466660-post3.html





    sinceramente Florian si fa fatica a seguirlo nelle sue evoluzioni. Ciò comunque non toglie che sia un grande forumista.

    http://forum.politicainrete.net/1481440-post11.html





    Resto in attesa di un tuo futuro "contro ravvedimento"...


    ps: stavo per postarlo di la ma poi mi sono ricordato che quel forum ha preso il nome da un sito (appunto Futuro e Libertà) amministrato da Luca e da Adriano Sofri e allora ho desistito.
    Magari Fini non lo sapeva ... adesso sicuramente si dimette.

  10. #10
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    Predefinito Rif: L’odio per Fini

    Citazione Originariamente Scritto da cal451 Visualizza Messaggio
    Allora, confesso di essere stato sul punto di cedere alle regole. Ero diventato un pignolo, osservavo Berlusconi in tutto ciò che faceva e diceva e nulla di ciò mi piaceva. Lo trovavo "volgare" e ancor più chi lo seguiva e ammirava politicamente. Trovavo le sue gaffes insopportabili, i suoi libri un insulto all'intelligenza. Ero diventato un tenace difensore della forma-partito, delle regole democratiche, delle elites liberali... tutto ciò in parte cozzava con i miei sentimenti di buon cattolico (ancorchè peccatore), ma cercavo se possibile di non pormi questo problema. Piuttosto guardavo a Fini come al normalizzatore di una politica che avrebbe dovuto finalmente assumere connotati "europei".

    Inconsapevolmente, questo modo di pensare "politico" (come io lo definivo ritenendomi intelligente) non era altro che un inginocchiarsi ai vari totem della sinistra rivoluzionaria, che ha inventato lei il politico nella sua forma moderna, obbligando anche la supposta Destra ad assimilarne gli schemi e a perseguirne gli scopi.

    Fare un partito... e perchè una "Destra" dovrebbe farlo visto che tutti i partiti occidentali sono stati modellati sul Partito Socialista "scientifico", marxista...

    Costruire una classe dirigente liberale... e perchè mai una "Destra" dovrebbe costruirsi su di un ceto politico e manageriale che persegue i propri interessi contro il bene comune, nel pieno disinteresse e anzi spesso forzatamente contro una visione cristiana dell'esistente?

    Berlusconi stesso era inizialmente uno di questi, un manager tecnocratico, un "imprenditore prestato alla politica", e la mia visione di lui è rimasta sempre questa... nonostante oggettivamente col tempo il Caso (o la Provvidenza) avessero mutato la sua azione e finanche la sua stessa natura facendogli subire gli strali dei suoi ex sodali liberali e socialisti.

    Confesso che la perdita di un'ottica cristiana e l'ossessiva attenzione al già accaduto, al tradizionale, mi avevano distolto dall'idea che Berlusconi potesse essere, magari inconsapevolmente persino, un modello innovativo per una Destra europea non più soggetta agli standards avversari - ovvero, eticamente laicista, culturalmente relativista, politicamente liberale ed economicamente "mercatista".

    E devo riconoscere che ad aiutarmi a riconquistare l'oggetto perduto (un conservatorismo tradizionalmente orientato) è stato Gianfranco Fini, il quale ha opportunamente depurato il Pdl della sua componente laico-socialista mettendomi in condizione di ripensare a fondo le mie posizioni circa la forma partito, le regole liberali, l'"etichetta", e in definitiva di guardare a Berlusconi non per quello che è, ma per quello che fa.

    E tutto ciò che fa, guarda caso, è fortemente osteggiato, dai centri politici e culturali che da sempre, istintivamente ancor prima che razionalmente, identifico quali avversari e NEMICI DEL BENE...


    http://forum.politicainrete.net/1466660-post3.html





    sinceramente Florian si fa fatica a seguirlo nelle sue evoluzioni. Ciò comunque non toglie che sia un grande forumista.

    http://forum.politicainrete.net/1481440-post11.html





    Resto in attesa di un tuo futuro "contro ravvedimento"...


    ps: stavo per postarlo di la ma poi mi sono ricordato che quel forum ha preso il nome da un sito (appunto Futuro e Libertà) amministrato da Luca e da Adriano Sofri e allora ho desistito.
    Magari Fini non lo sapeva ... adesso sicuramente si dimette.

    Beh, potrei risponderti che se qualche mese fa ci aveva pensato Fini (o meglio alcuni intellettuali finiani) a farmi riaccostare a Berlusconi, adesso è Berlusconi a farmi riallineare a Fini... e i motivi di questo riallineamento sono sotto gli occhi di tutti.

    Siamo in una fase assai mobile in cui non è facile tenere le posizioni e chi lo fa è spesso mosso da interesse personale. Io non ho interessi personali da difendere nè mi interessa fare l'agit prop di qualcuno. Scrivere per me significa innanzitutto cercare di comprendere quello che succede.

    Questi threads sono da considerarsi pagine di un bloc-notes, appunti di una riflessione che si intende continuamente aggiornata. Che senso ha andare a ripescare quanto scritto sull'onda di un avvenimento o di un'emozione?

    Valgono le posizioni prese nel lungo periodo, non nel breve. E al di là di ciò che posso aver scritto in questa o quella data è un fatto che la mia progressiva distanza da Silvio Berlusconi risale ormai a quattro anni fa, quando ho iniziato a guardarmi intorno per un'alternativa al Cavaliere. Un'alternativa che ha assunto diversi volti e in qualche frangente persino quello di Berlusconi stesso ma che si è rivelato un bisogno ineludibile una volta appurato che il centrodestra italiano ruotava intorno ad una sola (imbarazzante) figura e che non avrebbe avuto alcun futuro al di là di essa.

 

 
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