CASAGGì FIRENZE: FOIBE, NELLE SCUOLE I DOCENTI INVITANO AL BOICOTTAGGIO DEL CORTEO...
“COME OGNI ANNO IL CORTEO PER I MARTIRI DELLE FOIBE TROVA FORTI OPPOSIZIONI. OLTRE ALLE CONSUETE CONTROMANIFESTAZIONI, LA SINISTRA RADICALE SI MOBILITA CON TUTTI I MEZZI. NELLE SCUOLE ALCUNI DOCENTI TENTANO DI IMPEDIRE I REGOLARI VOLANTINAGGI DEI NOSTRI MILITANTI E INFANGANO IL RICORDO DEI MARTIRI ITALIANI UCCISI DAL COMUNISMO TITINO”.
“Come sempre, da sei anni a questa parte, il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato dai movimenti giovanili della destra identitaria trova degli oppositori fuori tempo massimo. Non bastava indire delle contromanifestazioni e invitare al boicottaggio dell’iniziativa infangando la memoria dei martiri italiani trucidati nelle foibe, si è andati oltre. Quest’anno si sono mobilitati anche i docenti, che nelle scuole superiori tentano con ogni mezzo di ostacolare la nostra regolare opera di propaganda”, così commenta il direttivo del Centro Sociale di Destra Casaggì Firenze e i Presidenti cittadino e provinciale della Giovane Italia (PdL) Marco Scatarzi e Alessandro Draghi.
“Questa mattina – raccontano da Casaggì Firenze - presso l’istituto superiore Salvemini, si è verificato un fatto grave. Grave non tanto per le conseguenze che ha comportato, ma per il principio di prevaricazione e di prepotenza che racchiude. Un docente, infatti, ha tentato con ogni mezzo di impedire il nostro regolare volantinaggio, dapprima cercando di dissuadere i nostri militanti e poi iniziando ad urlare, inveire e invitare i suoi studenti a cacciarci con la forza dalla strada antistante la scuola”.
“Le sue provocazioni sono cadute regolarmente nel vuoto, dal momento che i nostri militanti hanno proseguito imperterriti il loro lavoro e gli studenti presenti non hanno seguito le invettive del loro professore, che per dar vita a questo teatrino delle miserie umane ha persino ritardato il proprio ingresso in classe. Le accuse – proseguono Scatarzi e Draghi – erano a dir poco fuori luogo. Venivamo accusati, noi che distribuivamo volantini in ricordo dei martiri delle foibe, di incitare all’odio e alla violenza violando la Costituzione”.
“Non sappiamo in che cosa sia laureato il docente in questione – proseguono i dirigenti di Casaggì e della Giovane Italia – ma sicuramente urge rinfrescare la memoria storica di chi ogni mattina si presenta nelle scuole della nostra città e, in barba alla verità storica e alla “Giornata del Ricordo” istituita per il 10 febbraio, utilizza ogni metodo possibile per fare del revisionismo da quattro soldi nella speranza di assolvere carnefici senza scuse”.
“Il prossimo 5 febbraio saremo in piazza – concludono i dirigenti di Casaggì e Giovane Italia – con il Ministro Giorgia Meloni e i vertici nazionali del nostro movimento, per testimoniare assieme ai tanti cittadini che ci seguiranno la nostra vicinanza ai martiri delle foibe e agli esuli istriano-dalmati, giuliani e fiumani. Ad ogni prevaricazione seguiranno azioni di propaganda e di sensibilizzazione sul tema, affinchè la verità possa finalmente affermarsi oltre il muro del silenzio e dell’odio che gli eredi del comunismo hanno eretto”.
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