Eurispes: Emigrerebbe il 51% dei giovani tra i 25 e i 34 anni
Il bello dell'Italia la cultura,il brutto precarietà e corruzione
postato 21 ore fa da TMNews
Roma, 28 gen. (TMNews) - Ancora, quasi due terzi dei cittadini (62,9%) sostengono che vivere in Italia sia una fortuna, contro il 33,9% di quelli che la considerano una sfortuna e il 3,2% che è indeciso sulla risposta da dare. Rispetto al 2006, anno in cui l'Eurispes ha interrogato la popolazione italiana sulla stessa tematica, la percentuale di quanti ritengono che vivere in Italia sia una fortuna si è leggermente affievolita (-4,7%). Ad essere maggiormente contenti di poter vivere in Italia sono gli anziani che hanno più di 65 anni (72,2%), a seguire il 63,9% degli adulti di 35-44 anni, il 62,9% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni, il 59,2% di quanti hanno un'età compresa tra 45 e 64 anni e il 56,6% dei 25-34enni. A rispondere, al contrario, che vivere in Italia è una sfortuna sono, in ordine, i giovani fino a 34 anni (il 39,4% dei 25-34enni e il 37,1% dei 18-24enni), seguiti dal 36,6% di coloro la cui età varia dai 45 ai 64 anni, dal 32% di chi ha tra i 35 e i 44 anni e infine dal 26% della popolazione di 65 anni e oltre.
Libertà di opinione e tradizione artistico-culturale fanno dell'Italia un Paese nel quale vivere bene. Posti di fronte ad una serie di indicatori che illustrano i punti di forza della Penisola, il 26,8% degli italiani considera la libertà di opinione e di espressione quale fortuna principale del nostro Paese. La seconda fortuna sarebbe poi la tradizione artistico-culturale per cui il Paese è noto (20,8%). In terza posizione il clima mediterraneo (17,3%) e le bellezze naturali (16,6%). La simpatia della gente (6%) e la buona cucina (5,8%) occupano il quinto e il sesto posto di questa graduatoria. Ultima posizione per il benessere economico (3,1%).
D'altra parte, precarietà, mancanza di senso civico e corruzione i mali dell'Italia. Il 29,1% indica come motivi per i quali è una sfortuna vivere in Italia la precarietà lavorativa, il 20,6% riscontra una mancanza di senso civico, il 19,1% giudica troppo pesante il livello di corruzione, il 15,2% attribuisce la colpa alla classe politica, l'8,6 alle condizioni economiche generali, il 3,9% sostiene che il tasso di criminalità sia troppo elevato e l'1,3% giudica inaccettabili le prestazioni di welfare.
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