Rampolli della Milano bene derubavano
«per gioco» i visitatori di Gardaland
VERONA (4 giugno) - Rubavano «per gioco» ai turisti del parco divertimenti di Gardaland. 15 giovani, 10 dei quali minorenni, sorpresi in flagranza dai carabinieri di Peschiera del Garda mentre si appropriavano di portafogli e cellulari dagli zaini incustoditi.
Tutti di buona famiglia. Del gruppo, due maggiorenni, di 21 e 22 anni, (figlio di un commercialista il primo e di un alto dirigente di una nota casa di elettronica il secondo) sono stati arrestati. Per gli altri 13 sono scattate le denunce. Si tratta di giovani milanesi, tranne due residenti a Brescia, figli di famiglie benestanti: tra i genitori dei ragazzi vi sono un notaio, un maestro di musica della Scala, avvocati, imprenditori. I ragazzi senza precedent e tutti con buoni voti a scuola, facevano parte di tre baby gang, che non si conoscevano e agivano in proprio, partendo al mattino da Milano destinazione Gardaland dove «alleggerivano» i turisti.
«Rubare è una botta di adrenalina, più dei giochi elettronici» ha detto ad un investigatore uno dei ladruncoli ai quali, pare, non interessasse il denaro, perché a nessuno di loro mancava. Una madre, incredula, ha detto ad un carabiniere che la mattina aveva dato al figlio 150 euro. In tasca ad un ragazzo, figlio di un notaio, sono stati trovati tre cellulari, il cui valore complessivo non superava quello del Blackberry che papà gli aveva comperato. I militari li hanno beccati proprio mentre si allontanavano con 20 zaini lasciati fuori dai turisti dalle giostre “Mammut” e “Tornado blu”.
150 furti in poco tempo. Da settimane decine di turisti denunciavano furti (150 dall'apertura del parco): c'è chi era rimasto senza niente per tornare a casa, chi ha dovuto lasciare anche l'auto in parcheggio perché erano sparite le chiavi. Così una quindicina di militari in borghese si sono mescolati ai turisti e hanno visto mentre i 15 agivano in tre zone diverse del park, bloccandoli prima che si allontanassero con i bottini. «Il dramma è - ha detto un carabiniere - che non si sono resi conto di quello che avevano fatto neppure quando li abbiamo informati di nominare un avvocato perchè li avremmo denunciati».
Rampolli della Milano bene derubavano «per gioco» i visitatori di Gardaland - Il Mattino




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