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el cuntadin
Litiga con la moglie, dà fuoco alla casa Sfiorata la strage a Moie di Maiolati*-* Corriere Adriatico
Litiga con la moglie, dà fuoco alla casa
Sfiorata la strage a Moie di Maiolati
MOIE DI MAIOLATI SPONTINI (31 gennaio) - Litiga con la moglie e per vendetta dà fuoco alla palazzina in cui vive con la compagna e i loro due gemelli di 7 anni, rischiando di uccidere anche il padrone di casa e due vicini che abitano al piano superiore.
E’ successo ieri notte a Moie di Maiolati Spontini, in uno stabile di due piani in via Cesare Battisti 30. L’incendiario, un operaio albanese di 51 anni, è stato poi arrestato. A salvare gli occupanti dei due appartamenti, una donna albanese con i suoi due bambini, il proprietario dello stabile, tunisino, e una coppia di immigrati del Bangladesh, sono stati i vigili del fuoco e i carabinieri: mamma e figli, intossicati dal fumo, sono stati portati in ospedale.
Per il capofamiglia, B.S., originario di Durazzo, operaio in un’azienda della Vallesina, la notte si è conclusa in carcere. Sembra che l’operaio avesse avuto una lite molto accesa con la moglie, che ad un certo punto lo avrebbe spinto fuori di casa.
Accecato dall’ira, l’uomo è rientrato nello stabile passando dallo scantinato sul retro, e poi ha appiccato le fiamme all’alloggio del primo piano, incurante della presenza di moglie e figli.
Presto le fiamme e il fumo hanno invaso la tromba delle scale e si sono propagate all’appartamento sovrastante, dove convivono gli altri tre stranieri. Per trarre in salvo i bambini e la loro madre, storditi dal fumo e terrorizzati, i carabinieri hanno dovuto abbattere la porta, mentre il tunisino e i suoi coinquilini sono stati fatti uscire dalle finestre, con un’autoscala dei vigili del fuoco. Sul posto sono accorse ambulanze del 118, che hanno prestato le prime cure agli intossicati. Gravi i danni subiti dalla palazzina, tanto che le due famiglie dovranno essere sistemate altrove.
S.M., 41 anni, è tutt'ora ricoverata nell’ospedale di Jesi per una forte intossicazione, ma non corre pericolo di vita. I suoi due bimbi, un maschietto e una femminuccia, sono stati trattenuti nel reparto di Pediatria, e sono in buone condizioni. Solo un controllo al pronto soccorso per gli altri tre immigrati, H.A., 35 anni, proprietario degli appartamenti, M.B., 34 anni, e Z.P., 32, che inizialmente non volevano neppure andare in ospedale. La famiglia di B.S., attualmente disoccupato (la moglie lavora part-time), era seguita dai Servizi sociali del Comune fin dal 2004, dalla nascita dei due gemelli. E l’escalation di violenza di ieri per certi versi era annunciata. Un paio d’ore prima del rogo, alle 21, i carabinieri erano dovuti intervenire in casa dell’albanese, probabilmente chiamati dalla moglie, perchè l’operaio, completamente ubriaco, stava dando in escandescenze e minacciando la compagna. Lo faceva spesso, ma lei non lo aveva mai denunciato. I militari avevano convinto l'uomo a trascorrere la notte fuori casa, anche per lasciare tranquilli i bambini, spaventati e in lacrime, e lui si era sistemato nella cantina-garage. Ad un certo punto però, non si sa ancora con quale tipo di innesco, si è messo a dar fuoco al materiale accatastato nel locale: vecchi abiti, suppellettili dismesse e forse cartone. Un mix altamente infiammabile, e pericoloso. A notare le prime fiamme, verso le 23.30, è stata una pattuglia dell’Arma, che dopo l’intervento precedente sorvegliava la via: i pompieri sono arrivati subito, e il peggio è stato scongiurato. Ora sarà l’amministrazione comunale a provvedere alla sistemazione delle due famiglie, vista l’inagibilità temporanea della palazzina. Il sindaco Giancarlo Carbini sta già studiando le possibili soluzioni.