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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
ma che domande fai done? :D
mi chiedi un parere sull'umanità lasciandomi libero di decidere che valore dare a questa parola oppure cercare di fare una media del sentire comune per organizzare una risposta, cercare di dare la risposta a te in base a quello che percepisco di te oppure vuoi il mio valore?
ecco, tutto questo che ti sto esponendo è "uomo" creatura isolata che però dal suo sentire isolato e relativo può arrivare a capire che l'assoluta relatività dei punti di vista è un assoluto
da qui nasce l'Umanità e la Giustizia che si elevano al di sopra delle regole scritte, dei dogmi, delle fedi e di quanto detto da altri
... fine dei riti e delle religiosità primitive
inizio della ricerca, sapere di non sapere...finalmente uomo
Se devo rispondere dico "la media del sentire comune" :D
Purtroppo, risposte certe non ne ho e nemmeno mi interessano un granché ad essere sinceri.
Però l'assoluta relatività dei punti di vista mi lascia perplesso... Anzi trovo bizzarro che chi pone l'attenzione della coscienza totalmente fissata sul senso della realtà materiale poi debba giustificarsi parlando di "coscienza universale" (neanche Sri Aurobindo) e di autocoscienza.
Non capisco come l'umanità possa essere "valore" e come questa possa elevarsi al di sopra delle regole del gioco... Nemmeno Dio in persona potrebbe cambiarle. Più si scava più si scoprono il nulla, le limitazioni e gli stroncamenti; le radici sotterranee delle inclinazioni, delle fedi, degli atavismi, delle convinzioni invincibili ed irrazionali rimangono misteriose... L'idea stessa di giustizia è qualcosa di organico che l'uomo è incapace di tradurre in realtà concreta. La nostra costituzione stessa inibisce il contatto con una realtà differente dalle singole opinioni contingenti e relative. L'assolutezza è qualcosa che proprio non ci appartiene e, anzi, spesso si avanza come una pretesa la quale maschera solo il conato profondo di volontà che desiderano continuarsi in eterno, nel futuro.
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
donerdarko
Se devo rispondere dico "la media del sentire comune" :D
Purtroppo, risposte certe non ne ho e nemmeno mi interessano un granché ad essere sinceri.
Però l'assoluta relatività dei punti di vista mi lascia perplesso... Anzi trovo bizzarro che chi pone l'attenzione della coscienza totalmente fissata sul senso della realtà materiale poi debba giustificarsi parlando di "coscienza universale" (neanche Sri Aurobindo) e di autocoscienza.
Non capisco come l'umanità possa essere "valore" e come questa possa elevarsi al di sopra delle regole del gioco... Nemmeno Dio in persona potrebbe cambiarle. Più si scava più si scoprono il nulla, le limitazioni e gli stroncamenti; le radici sotterranee delle inclinazioni, delle fedi, degli atavismi, delle convinzioni invincibili ed irrazionali rimangono misteriose... L'idea stessa di giustizia è qualcosa di organico che l'uomo è incapace di tradurre in realtà concreta. La nostra costituzione stessa inibisce il contatto con una realtà differente dalle singole opinioni contingenti e relative. L'assolutezza è qualcosa che proprio non ci appartiene e, anzi, spesso si avanza come una pretesa la quale maschera solo il conato profondo di volontà che desiderano continuarsi in eterno, nel futuro.
io credo che "tutto è relativo" sia una affermazione oggettiva e quindi nell'esprimerla concepiamo il primo assoluto
forse sai che nelle filosofie orientali il primo errore da evitare è confondere il relativo con l'assoluto
benissimo, l'uomo dalla visione relativa dà valore assoluto alle sue parole e ai suoi concetti, si detta il Verbo (???) ...non è forse un errore?
Se comprende l'errore non è forse un passo avanti?
e se lo comprende veramente come può non capire che anche gli altri esseri dalla identica limitata visione hanno la sua medesima visione relativa?
come puoi pretendere che la tua sia quella Vera?
questo è quello che chiamo umanità
L'umanità ti solleva dai riti e dalle regole, tuttavia non è che il primo passo
hai parlato di regole del gioco?
la principale è la Libertà
se vuoi parlare di Dio mi sta anche bene, in questo universo la prima regola da Lui assegnata è la Libertà quindi la libera scelta
chi dice qualcosa che inizia con " Dio vuole...." sta dicendo una cazzata paurosa
per Libertà ne ha facoltà :)
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
donerdarko
Esistono l'Uomo o l'Umanità con la "U" maiuscola, al di fuori delle singole determinazioni biologiche?
Direi di no.
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
attenzione!
la divinità a questo livello non è avvertita
era virtualizzata nel livello precedente, nel mondo delle regole e delle ritualità primitive
si ha motivo di ritenere che verrà di nuovo avvertita in un livello superiore
ma qui l'Uomo nella sua semplicità col pensiero non va oltre la propria situazione
non ci sono regole, c'è la situazione e il "proprio" modo migliore per affrontarla
c'è l'IO e c'è l'Altro
la relazione non è scontata, io lo so che i miei termini non hanno lo stesso valore per te
ho un'etica?
parola mia non so che dire ma entro alcuni limiti sono tenuto a rispettare la tua
La rispetti perché ti garba, non sei tenuto, non è chiaro cosa impedirebbe il contrario. Potresti anche in qualsiasi momento non rispettarla.
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Illuminatus
L'appartenere alla specie umana è un valore se a questo dato viene dato valore, in caso contrario non sarà considerato un valore.
:mmm:
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
io credo che "tutto è relativo" sia una affermazione oggettiva e quindi nell'esprimerla concepiamo il primo assoluto
forse sai che nelle filosofie orientali il primo errore da evitare è confondere il relativo con l'assoluto
benissimo, l'uomo dalla visione relativa dà valore assoluto alle sue parole e ai suoi concetti, si detta il Verbo (???) ...non è forse un errore?
Se comprende l'errore non è forse un passo avanti?
e se lo comprende veramente come può non capire che anche gli altri esseri dalla identica limitata visione hanno la sua medesima visione relativa?
come puoi pretendere che la tua sia quella Vera?
questo è quello che chiamo umanità
L'umanità ti solleva dai riti e dalle regole, tuttavia non è che il primo passo
hai parlato di regole del gioco?
la principale è la Libertà
se vuoi parlare di Dio mi sta anche bene, in questo universo la prima regola da Lui assegnata è la Libertà quindi la libera scelta
chi dice qualcosa che inizia con " Dio vuole...." sta dicendo una cazzata paurosa
per Libertà ne ha facoltà :)
Come può essere oggettiva la relatività dei punti di vista? Il concetto di relatività dipende dall'angolazione di pensiero e dalla relazione con qualche cosa, dipende da tutta una serie di termini di paragone - per forza di cose inequivocabilmente esteriori. La nozione stessa di "libertà" implica l'introduzione del concetto di relatività, così come l'idea di "uomo", o l'idea di "coscienza", o quella di "mondo", ecc... . La libertà di scelta ad esempio, appare tale solo perché si ignorano le cause profonde che determinano quella precisa scelta, piuttosto che l'altra. La relatività stessa è soltanto una parola.
Dire che "tutto è relativo" non basta a stabilire la ragione per cui, nelle mani di un uomo di "comprensione" la sua "libertà" diviene un beneficio per gli uomini che lo circondano, mentre per l'uomo cinico o privo di comprensione, la stessa "libertà" si trasforma in motivo di dolore e sofferenza. L'unica che riesco ad immaginare è la possibilità di concepire una scala gerarchica di "libertà", per cui poniamo al primo grado, come valore la "Libertà cosciente" dell'uomo risvegliato o del Padrone, il quale ha facoltà di scegliere da sé i condizionamenti a cui sottomettersi, via via degradando al livello della "libertà" dello schiavo o dell'automa, che agisce in maniera del tutto dipendente, inconsapevole e meccanica, totalmente ignorante delle condizioni che determinano il suo agire.
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Rif: L'uomo...
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Originariamente Scritto da
donerdarko
Come può essere oggettiva la relatività dei punti di vista? Il concetto di relatività dipende dall'angolazione di pensiero e dalla relazione con qualche cosa, dipende da tutta una serie di termini di paragone - per forza di cose inequivocabilmente esteriori. La nozione stessa di "libertà" implica l'introduzione del concetto di relatività, così come l'idea di "uomo", o l'idea di "coscienza", o quella di "mondo", ecc... . La libertà di scelta ad esempio, appare tale solo perché si ignorano le cause profonde che determinano quella precisa scelta, piuttosto che l'altra. La relatività stessa è soltanto una parola.
Dire che "tutto è relativo" non basta a stabilire la ragione per cui, nelle mani di un uomo di "comprensione" la sua "libertà" diviene un beneficio per gli uomini che lo circondano, mentre per l'uomo cinico o privo di comprensione, la stessa "libertà" si trasforma in motivo di dolore e sofferenza. L'unica che riesco ad immaginare è la possibilità di concepire una scala gerarchica di "libertà", per cui poniamo al primo grado, come valore la "Libertà cosciente" dell'uomo risvegliato o del Padrone, il quale ha facoltà di scegliere da sé i condizionamenti a cui sottomettersi, via via degradando al livello della "libertà" dello schiavo o dell'automa, che agisce in maniera del tutto dipendente, inconsapevole e meccanica, totalmente ignorante delle condizioni che determinano il suo agire.
io SO che ciò che mi appare vero e reale lo è solo per me
lo so con certezza
e so che che per te è lo stesso, che tu lo sappia o no ( poi ti racconto se ti va una meditazione sulla riva del mare che mi ha chiarito molte cose)
sentendoti raccontare la TUA verità ovviamente diversa dalla mia io stranamente invece di sentirmi separato dalle nostre differenze mi sento che io e te siamo uguali in quanto ugualmente differenti
perché non uso la libertà per i cazzi miei?
per il motivo di prima, se mi aiuto troppo mi danneggio, se ti danneggio in realtà danneggio me stesso
è cosa questa che non si capisce con la mente della sopravvivenza
per questo l'Uomo deve essere elevato sopra il livello della sopravvivenza
ah... il mondo delle cause ed effetti ha termine nell'azione spontanea;
la spontaneità è la prima delle virtù reali ... le religioni coi riti e le regole stanno sostituendo l'oro con la cacca ... Gesù l'ha detto ma hanno capito tutt'altro
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
io SO che ciò che mi appare vero e reale lo è solo per me
lo so con certezza
e so che che per te è lo stesso, che tu lo sappia o no ( poi ti racconto se ti va una meditazione sulla riva del mare che mi ha chiarito molte cose)
sentendoti raccontare la TUA verità ovviamente diversa dalla mia io stranamente invece di sentirmi separato dalle nostre differenze mi sento che io e te siamo uguali in quanto ugualmente differenti
Va bene ma l'uomo è un valore che vale soltanto per le persone per le quali questo valore ha una qualche validità, questa è una tautologia circolare, non un'asserzione empirica (es. "a Bologna sta piovendo", "Dio punisce i cattivi") o un enunciato prescrittivo (es. "l'uomo deve rispettare il proprio simile", che non significa nulla perché uno potrebbe fare diversamente se è disposto a pagarne le conseguenze, ammesso che ci siano).
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
perché non uso la libertà per i cazzi miei?
per il motivo di prima, se mi aiuto troppo mi danneggio, se ti danneggio in realtà danneggio me stesso
Non è detto che tutti temano l'inferno o la reincarnazione, dalla considerazione che "danneggiando gli altri danneggio me stesso" non deriva "non devo danneggiare gli altri".
Citazione:
Originariamente Scritto da
euvitt
è cosa questa che non si capisce con la mente della sopravvivenza
per questo l'Uomo deve essere elevato sopra il livello della sopravvivenza
"Deve essere elevato sopra il livello della sopravvivenza"? Non eri quello che rispettava i punti di vista? Adesso "devi" esportare il tuo?
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Rif: L'uomo...
Perché uno dovrebbe aspirare a cambiare la propria costituzione morale e psicologica? Va bene che tutti gli uomini sono differenti, ma sono pur sempre differenze legate a un qualche genere di "forma", perché questo dovrebbe essere un valore? La "grande madre natura" ospita indifferente la vicenda umana e appena può se ne libera. Le forme, le identificazioni, i sogni, le biografie, le domande di senso; tutto questo non appartiene al mero dato biologico, del tutto estraneo a giudizi di valore. Euvitt dice che l'uomo deve esse qualcosa di più oltre la semplice sopravvivenza, cioè oltre la sola continuità della specie; ma allo stesso tempo l'inconsistenza dei valori posti dall'uomo è lapalissiana.
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Rif: L'uomo...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Illuminatus
Va bene ma l'uomo è un valore che vale soltanto per le persone per le quali questo valore ha una qualche validità, questa è una tautologia circolare, non un'asserzione empirica (es. "a Bologna sta piovendo", "Dio punisce i cattivi") o un enunciato prescrittivo (es. "l'uomo deve rispettare il proprio simile", che non significa nulla perché uno potrebbe fare diversamente se è disposto a pagarne le conseguenze, ammesso che ci siano).
Non è detto che tutti temano l'inferno o la reincarnazione, dalla considerazione che "danneggiando gli altri danneggio me stesso" non deriva "non devo danneggiare gli altri".
fino a che l'uomo non arriva a capire che tutto è uno vige la legge della libertà
dopo si cambia discorso, tentar di farlo prima è controproducente
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Originariamente Scritto da
Illuminatus
"Deve essere elevato sopra il livello della sopravvivenza"? Non eri quello che rispettava i punti di vista? Adesso "devi" esportare il tuo?
dar da mangiare non significa mica esportare il proprio punto di vista