



Oggettivamente la compagine leghista è quella che meglio si sta muovendo all'interno del Governo.
D'altronde la "politica del fare" berlusconiana mi sembra si concili perfettamente col pragramtismo legato al territorio made in LN.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”




Ahem....
Per quanto mi riguarda, il bilancio di questo primo anno è positivo per quanto riguarda le politiche sull'immigrazione e sulla sicurezza.
E' positiva la risoluzione della questione delle quote latte.
Per quanto riguarda però le politiche fiscali, è zero: ricordate che siete stati mandati al governo per ridimensionare gli studi di settore, per bloccare la politica di terrorismo fiscale inaugurata dallo scorso governo tanto odiato...le guardie di finanza al nord con questo governo sono addirittura aumentate, e Tremonti e Berlusconi oltre a non ridurre le tasse hanno sempre in bocca la lotta all'"evasione fiscale" (che significa alzare la pressione fiscale al nord) come Visco e Bersani, nè più nè meno.
Per quanto riguarda il federalismo fiscale, beh...non mi convince, magari ne esce fuori qualcosa di buono, ma a prima vista...non mi convince.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


un altro punto su cui mi pare che si sia lavorato bene anche in termini di lotta alle mafie, nel 2008 dovrebbe esserci stato il record di fondi sequestrati a mafia e camorra. Sul federalismo fiscale ti do ragione, anche a me piace poco, soprattutto non c'è una riga sulla questione di QUANTA PERCENTUALE DELLE TASSE PAGATE DAL NORD RESTERA' AL NORD, se il 90% come in Trentino piuttosto che il 50% che sarebbe già tanto. Quello che deve essere chiaro è che questo governo sta facendo cose buone e sta anche facendo porcate, e che le prime sono merito esclusivo della Lega


Pordenone. Studi di settore, le categorie in rivolta
Artigiani e commercianti: «Ci chiedono di pagre di più quando incassiamo di meno». L’Ascom: stiamo lavorando per avere contatti al ministero. Confartigianato: ci sono settori che hanno subito un crollo
16 GIUGNO- È il termine entro cui occorre pagare le tasse secondo gli attuali parametri a meno che non arrivino gli auspicati correttivi
Pordenone. Studi di settore, le categorie in rivolta | SFUEI DAL FRIÛL LIBAR
Un salasso. E’ quel che si preannuncia in applicazione dei revisionati studi di settore sui redditi delle imprese, soprattutto artigiani e commercianti, relativi al 2008. L’aggiornamento dello strumento, secondo una simulazione effettuata dalla Cgia di Mestre, determinerebbe maggiori entrate per pressochè tutte le attività e, quindi, maggiori imposte da versare allo Stato. E su questo, comprensibilmente, le associazioni di categoria non ci stanno e chiedono correttivi urgenti. Anche perchè il termine per il versamento delle tasse è vicino: il 16 giugno.
Per il periodo di imposta 2008 sono stati approvati a fine maggio 69 nuovi studi di settore, evoluzione di altrettanti già esistenti. Da questa nuova serie la Cgia ha stimato gli effetti economici della loro applicazione su una dozzina di attività che, tra gli altri, include un bar, un autoriparatore, un’estetista, una gelateria, una parrucchiera, un dipintore, un idraulico, un’impresa di pulizie, eccetera. Visto che a questi studi si possono applicare solo i correttivi individuali anti-crisi e non quelli relativi all’abbattimento del costo delle materie prime o del costo del carburante, è probabile che a questi operatori economici sarà richiesto di pagare più tasse per l’anno di imposta 2008 rispetto a quelle versate all’Erario per il 2007. A meno che gli studi non vengano ulteriormente rimodellati a vantaggio dei contribuenti.
In dettaglio, ad un carrozziere il nuovo studio richiede, a parità di condizioni con l’anno precedente, un incremento dei ricavi (cioè degli incassi) di 9.633 euro (+7,2% rispetto al 2007). Per poter invece usufruire dell’introduzione del correttivo individuale il suo ricavo doveva diminuire del 15%. Pertanto, se deciderà in sede di dichiarazione dei redditi di adeguarsi, dovrà versare al fisco 6.922 euro in più di quanto pagato l’anno precedente. Al meccanico auto, con lo studio rivisto, gli verrà richiesto un aumento di ricavi pari a 7.360 euro (+3,9% sul 2007); l’adeguamento gli costerà 5.309 euro in più di quanto versato nel 2007. Ad un elettrauto le maggiori imposte richieste per adeguarsi ai nuovi parametri toccano i 3.872 euro, mentre una parrucchiera si troverà costretta a pagare maggiori imposte per 3.819 euro, e una gelateria 3.488 euro.
«Abbiamo già chiesto alla Confcommercio nazionale - dichiara Alberto Marchiori, presidente dell’Ascom provinciale - di attivarsi con il ministero. Inoltre a oggi non è stato detto nulla circa quali siano i criteri che determineranno l’accertamento sull’azienda. Siamo al paradosso: pure in un momento di crisi, chi ha investito per restare competitivo, e quindi ha incrementato i propri costi e ridotto gli utili, è esposto al rischio di accertamento». Per cui «occorrono correttivi e anche velocemente, in caso contrario assisteremo alla rivolta delle partite iva».
«Stimare per una qualsiasi attività artigiana un incremento delle entrate nel 2008, è semplicemente assurdo - aggiunge Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone -. La realtà del 2008 è stata pesante e quella del 2009 è addirittura peggiore. E’ vero - considera - che nell’ultima parte del 2008 molte imprese hanno fatto ricorso alle ferie, e non alla cassa integrazione, per rallentare la produzione o l’attività, ma è noto che un operaio in ferie non produce. Non ci sono assolutamente le condizioni per poter dire che il 2008 si è chiuso con un incremento del reddito, e gli indicatori sono lì a dimostrarlo. Pensiamo alla meccanica, ad esempio, che ha subito un crollo verticale: le ore di sospensione dell’attività nei primi sei mesi del 2008 sono state 30 mila, negli ultimi sei mesi 50 mila, e nel primo quadrimestre 2009 sono 200 mila. Credo siano dati che si commentano da soli». Quindi la reazione è immediata: «chiediamo correttivi immediati».


Semplicemete pazzesco...lo stato ha visto che con gli studi di settore ha avuto un boom delle entrate mai visto (perchè gli studi di settore hanno aumentato la pressione fiscale reale e hanno ridotto i contribuenti a non potersi difendere in nessun modo nei confronti del fisco), e ci ha fatto la bocca...ha scoperto che basta ritoccare gli studi di settore per incassare sempre di più rispetto all'anno precedente...tutte cose già viste, già fatte da tanti paesi in tante diverse epoche storiche, con una costante: hanno SEMPRE portato alla decadenza il paese in questione, esponendolo ai rischi che vengono dall'esterno e a un disfacimento morale interno che non si recupera nell'arco di secoli.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

