W L'ITALIA
«Facciamo come negli Usa, non soltanto per questo
anniversario. Chiamerei mia figlia Italia. Garibaldi un
fuoriclasse. Avrei voluto vivere il boom degli Anni 60»
(Gazzetta dello Sport - 17 marzo 2011 - pag. 3)
A scuola cosa l’appassionava di più?
«Dante con il suo Inferno».
Il suo podio della storia d’Italia?
«Mazzini, Cavour e Garibaldi a pari merito perché insieme hanno unito l’Italia, questo fantastico Paese dove viviamo».
Garibaldi era un fuoriclasse?
«Sì, era il prototipo del fuoriclasse moderno, la persona che prova in tutti i modi a perseguire il proprio obiettivo e ci riesce».
Un personaggio della storia che manca all’Italia di oggi?
«Il genio di Leonardo o Michelangelo»
Qual è il monumento simbolo che uno straniero non dovrebbe perdersi?
«La città di Venezia tutta è unica nel suo genere e, naturalmente, tutti i grandi monumenti come il Colosseo».
Un luogocomune che cancellerebbe?
«La mafia è un luogo comune molto fastidioso che ci viene sottolineato troppo spesso all’estero».
Fece ballare l’Inno ai Giochi di Pechino 2008: il massimo orgoglio da italiana?
«Talmente il massimo che mi piacerebbe che, come negli Usa, l’inno suonasse prima di ogni evento sportivo in Italia».
E’ un Paese impossibile da governare come diceva Montanelli?
«Mi rassegno al pensiero di un grande maestro».
Obbligherebbe ad avere almeno una donna in ogni consiglio di amministrazione?
«Se competenti anche due, gioverebbe».
La donna più bella d’Italia?
«Miss Italia 2011» (ride).
L’ultima vera volta in cui gli italiani erano davvero uniti è stato al Mondiale 2006 di calcio?
«Mi piace pensare che l’ultima volta in cui gli italiani sono stati uniti è nel pensiero e nella solidarietà ai terremotati dell’Aquila».
La cosa più urgente da fare?
«Rilanciare l’economia. Troppi miei coetanei hanno l’angoscia per il futuro».
I dialetti andrebbero recuperati?
«Sì, ma bisogna saper prima correttamente l’italiano».
Siamo troppo campanilisti?
«Mi sembra un nostro tratto distintivo assolutamente positivo per quanto mi riguarda. E qui c’entra proprio la Storia».
Lei veneta e Marin siciliano: simboleggiate la vera unità?
«Stiamo bene insieme e questo è l’importante sopra qualsiasi altra cosa».
Lei è la più forte al mondo nel suo campo: quali sono gli altri settori in cui l’Italia fa davvero la differenza?
«La cultura e la moda. Cresciamo in un contesto invidiato da tutti e siamo gli eredi di artisti inimitabili».
Qual è il film che interpreta più di tutti il carattere italiano?
«La commedia italiana in generale ma in particolar modo "La dolce vita" di Fellini e "La ciociara" di Vittorio De Sica».
Ilsuccesso non viene perdonato in Italia?
«Temo di no, soprattutto se sei donna».
Si legge troppo poco in Italia: come spronerebbe un’amica ad aprire un libro?
«Partirei a piccolo dosi, ad esempio regalandole libri significativi
ma poco impegnativi come tempo di lettura. Penso a "Il gabbiano Jonathan"».
Il quadro italiano più bello?
«Penso alle tele di Tiziano a Venezia... il suo rosso è il mio colore».
Lo stellone serve agli italiani per vincere? Abbiamo battuto la Francia anche nel rugby...
«Non so se sia lo stellone. Sono invece convinta del fatto che gli atleti italiani, quando sentono l’aria della grande impresa, danno il 101% per realizzarla».
Chiamerebbe una figlia Italia?
«Perchè no?».
Dove il Va’ Pensiero di Fede?
«Ai 5 cerchi di Londra...»
Un personaggio che la fa sentire orgogliosa da italiana?
«Roberto Benigni».
In quale epoca un’altra Pellegrini avrebbe scelto di vivere?
«Forse gli anni 60, quelli del boom economico».
Come brinderà ai 150 anni dell’Unità?
«In collegamento via Skype con la mia famiglia, Luca e un bicchiere di prosecco»





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