Quarantottomila euro per un paio di scatti in costume da bagno. Tutto pagato con soldi pubblici. Le tre fortunate sono Francesca Cipriani, Florina Marincea e Silva Rodriguez, ospiti delle feste di B.di Ferruccio Sansa
A meno di dieci giorni dall'inizio del Festival della canzone italiana, Maurizio Zoccarato sindaco Pdl della cittadina ligure e fedelissimo di Scajola rischia il posto per colpa del Rubygate. Nel 2010, in un momento di crisi e di tagli, la Sanremo Promotion (società del Comune), lancia una campagna pubblicitaria da 100mila euro per risollevare l’immagine del paese. E a chi si affida? Proprio alla LM Production, la società di Lele Mora cui partecipa anche Andrea Carboni, figlio di quel Flavio ritenuto dai pm uno dei capi della loggia P3. Al centro una foto con tre bellezze in costume da bagno e lo slogan: “La pupa e il secchiello”, che ricorda la trasmissione televisiva “La pupa e il secchione”. I dettagli emergono dalle tre fatture della Lm (leggi il documento). La voce “testimonial” prevede il pagamento complessivo di 48mila euro (Iva compresa): è il compenso delle tre ragazze. Poi c’è la voce “publiredazionali” e quella “ufficio stampa, compreso maestranze”: in tutto fanno circa 100mila euro, Iva compresa. La campagna prevedeva la diffusione di circa 1.300 manifesti in Lombardia, Piemonte e Liguria più 10 maxi-poster di sei metri per tre
Il comune di Sanremo paga le ragazze del Bunga bunga, ma taglia su asili nido e cultura | Ferruccio Sansa | Il Fatto Quotidiano




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