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Patto
Il governo di destra è riuscito a fare ciò che la sinistra non ha mai neanche tentato: risolvere il problema dei monumenti fascisti in Alto Adige.
Sandro Bondi ha fatto ampie concessioni alla provincia di Bolzano: autorizzata la rimozione del rilievo del duce sulla ex casa del fascio di Bolzano (oggi palazzo degli uffici finanziari) e del monumento di Brunico dedicato agli alpini impiegati nella guerra d'Etiopia, mentre nella cripta del monumento alla vittoria verrà probabilmente allestito un museo antifascista.
Grazie Bondi, si vede che qualcosa del suo passato da comunista gli è rimasto.
Via il Duce: Spagnolli d'accordo | Alto Adige
BOLZANO. La sorte del rilievo di Mussolini in piazza Tribunale sembra definita. L'opera di Hans Piffrader verrà staccata dal palazzo degli uffici finanziari e inviata probabilmente fuori da Bolzano. Il presidente Luis Durnwalder si appunterà sulla giacca la croce d'onore di essere stato il leader che ce l'ha fatta («aspettiamo da 50 anni»). Il sindaco Luigi Spagnolli accetta (nonostante le voci discordanti di parte della maggioranza: oggi discussione in Consiglio) e punta alla riapertura e storicizzazione del Monumento alla vittoria, senza che la Svp chieda di staccare pezzi anche da lì. Durnwalder promette che cercherà soluzioni condivise, ma esibisce la lettera di Bondi, dove si trova la conferma che il ministro delega la Provincia a rimuovere il bassorilievo. Con l'arma finale in mano, Durnwalder suggerisce ai cittadini di lingua italiana di «capire che non si tratta di una scelta contro di loro, ma a favore della convivenza. Il fascismo non è l'identità del gruppo italiano, che ha contribuito alla convivenza e al Pacchetto». Smentita così Michela Biancofiore che minimizza: «Nella lettera è chiesta la condivisione». Questo il quadro sulla tempesta provocata dall'accordo della Svp con il ministro della cultura Sandro Bondi sui monumenti fascisti, aggiornato dopo incontri e telefonate delle ultime ore. Durnwalder ha visto il sindaco Luigi Spagnolli, che a sua volta ha concordato la linea con Christian Tommasini. La deputata Pdl Biancofiore ha visto Durnwalder. Il deputato Pdl Holzmann si è sfogato con Bondi. Ieri mattina la giunta provinciale ha discusso dell'accordo sui monumenti fascisti. Gli assessori Tommasini e Roberto Bizzo hanno sottolineato: «La storicizzazione dei monumenti è la nostra posizione, figuriamoci se difendiamo opere del regime, ma non potete fare tutto da soli. Dovete coinvolgere il gruppo italiano e il Comune». Durnwalder dopo la seduta ha infatti ribadito la volontà di «trovare una soluzione concordata», ricordando però che la lettera di Bondi prevede espressamente un progetto condiviso solo per Monumento alla Vittoria («via la cancellata, tabelle, museo sul nazi-fascismo») e Monumento all'alpino di Brunico («potremmo realizzare una nuova opera dedicata agli alpini»). Il testo per le tabelle degli ossari è già pronto. Sull'opera di Piffrader il Comune potrà dunque discutere non tanto se verrà staccata, quanto sulla sua collocazione successiva (Tommasini: «Inutile fare barricate sullo spostamento, con quella lettera firmata»). Durnwalder ricorda che il rilievo «non è tutelato» e ribadisce che verrà collocato «in un museo, un magazzino, magari a Rovereto o Roma». Via da Bolzano? Spagnolli annuisce: «A Bolzano non c'è uno spazio sufficientemente grande. La collocazione è il problema principale, perché dov'è ora i bolzanini quasi non vedono Mussolini, un museo rischia di celebrarlo e un magazzino non è il posto adeguato per quella che è comunque un'opera d'arte». Michaela Biancofiore ci spera ancora. Ieri pomeriggio ha visto Durnwalder: «Gli ho chiesto di non spostare il Piffrader, perché la comunità italiana si sentirebbe ferita. Mi ha detto che se ne discuterà». Ma Holzmann non si illude. Ieri il deputato ha avuto una telefonata con Bondi: «Mi sono sfogato sul fatto che non mi avesse interpellato, come deputato locale, prima di firmare un accordo di quella portata». Su Piffrader Bondi ha ribadito: «Lo sistemeremo in un museo». Holzmann: «E' alto sei metri e lungo 36: dove lo mettete?». Il ministro ha promesso allora che telefonerà a Durnwalder «per cercare una soluzione accettabile». Holzmann gelido: «Ormai ha firmato...».