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    Predefinito La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Da "Il Corriere della Sera" di giovedì 3 febbraio 2011

    LA RICCHEZZA COMPROMESSA

    di GIULIO SAPELLI


    Esistono dei sommovimenti sociali che non s`intravedono, che non sono apparenti. Anzi, a prima vista i comportamenti collettivi e le forze strutturali e nascoste della macchina della circolazione delle merci e dei capitali ci fanno balenare dinanzi immagini che non corrispondono alla realtà.
    Come i miraggi nel desertoittà fantastiche s`innalzano tra scintillii e poi ci accorgiamo che erano solo dune sulla linea di fuga dell`orizzonte. Così è stato in Italia negli ultimi quindici anni.Intendiamoci: non è vero che non siamo cresciuti, anzi siamo più ricchi anche se più diseguali.Sarebbe impossibile la stessa riproduzione sociale se ciò non avvenisse.
    Essa continua sebbene, come scopriamo dalle statistiche, sempre più lentamente e con fatica, seguendo le disuguaglianze territoriali storiche del nostro paese. Vengono in tal modo costruendosi equilibri sociali sempre più precari che possono spezzarsi all`improvviso, come l` argine che si disfa per la pressione continua e invisibile dell` onda (Tunisia ed Egitto docent...). Sono, quindi, equilibri sempre più precari e a bassa intensità di capacità riproduttiva di quelle risorse prima evocate.
    La crisi ha contribuito enormemente alla costruzione di questi equilibri sociali sempre più instabili. Gli effetti dispiegati della crisi, del resto, non si sono immediatamente manifestati per quel movimento d`inerzia che chiamiamo complessità sociale oppure modernità oppure fluidità delle reti, a seconda del nostro grado di fascinazione rispetto ai maghi della creazione di quei miraggi prima evocati. E questo perché più le società sono differenziate e complesse e più sono stratificate, le società stesse più mettono in moto dispositivi naturali, sociali appunto, di resistenza alla crisi. Per esempio: la famiglia come condivisione di redditi e di proprietà abitative, il prolungamento del periodo scolastico superiore come tempo di attesa di non si sa che cosa, la conservazione di una società di pari tra amici che condividono dei beni altrimenti non raggiungibili individualisticamente.Del resto, attorno a noi tutti parlano con i telefonini, tutti i fine settimana i treni per executive ad alta velocità si riempiono di giovani e di popolo. La crescita, quindi, pensiamo, continua: basta con ì profeti di sventura, diciamolo! Ma ecco che un forte vento si leva nel deserto e il miraggio sparisce e scopriamo, dati Istat alla mano, che se la crisi aveva fatto crescere di poco, il reddito nazionale degli italiani, oggi, ossia, statisticamente, nel 2009, lo scenario muta. Per la prima volta rispetto al 1995, infatti, il reddito delle famiglie smette di aumentare.Prima, infatti, cresceva, anche se con quella lentezza or ora descritta: oggi si passa, invece, dalla «lentezza in avanti» a un bel passo indietro.Addirittura, il reddito, diminuisce rispetto a quel fatidico 1995 e diminuisce di ben il 2,7%, mentre ancora nel 2006, pensate un po`, lo stesso reddito cresceva del 3,5%. Che cosa è successo? E semplice e drammatico insieme.
    La crisi presenta i suoi conti:la cassa integrazione inizia a rarefarsi nonostante l`impegno profuso in tal senso dal governo e dai sindacati «partecipativi- non antagonisti», la disoccupazione giovanile inizia a intaccare lo stesso reddito delle famiglie che si fanno carico dei giovani che vivono a casa senza contribuire al bilancio famigliare. Sono appunto questi ultimi, i bilanci famigliari, a essere intaccati e lo sono senza pietà.Si stanno consumando risparmi di una o due generazioni sull`altare sacrificale di una disoccupazione strutturale di massa che accomuna ormai i giovani di tutto il mondo, dal Maghreb agli Usa passando per l` Europa.
    Le macchine divorano gli uomini della globalizzazione così come le pecore degli appezzamenti privati divoravano gli uomini che trovavano nutrimento e riproduzione sociale grazie alle terre comuni: una sofferenza enorme che aprì, però, tra settecento e ottocento, la via alla formazione del proletariato della prima rivoluzione industriale inglese. Oggi solo in Asia le sofferenze aprono un mondo nuovo: quello del moderno capitalismo dell`indebitamento che, in ogni caso, se in quelle terre continua a divorare i contadini, però inizia a formare proletari. E l` inizio di un futuro.
    La domanda è se, a partire da questo modesto ma importantissimo indicatore italico, si possa dire che questo arretramento sociale sia soltanto temporaneo e che ci sarà, in ogni caso, un futuro per tutti noi occidentali anche in questa nuova forma di capitalismo fondato sull`indebitamento e sulla disuguaglianza crescente.
    E` difficile rispondere positivamente.
    E questo perché è lo stesso popolo a far ora parte di questo nuovo capitalismo della de-crescita. Pensate al dato (che sorprende solo i super ideologizzati) che ci svela che una buon parte del reddito famigliare di molti è arretrato perché in questi anni son discese di molto le rendite finanziarie, ossia i dividendi e gli utili distribuiti dalle società quotate in borsa.
    Questo porta alla luce che anche nella periferica Italia, che sta a metà del mondo - ultima dei primi e prima degli ultimi - il popolo investe nel capitale finanziario e rischia in forme anni or sono assolutamente imprevedibili
    Fare una patrimoniale in un mondo siffatto, con famiglie di tutte le classi e ceti sociali indebitate con i muti, invischiate, lo ripeto, con il rischio finanziario che come sappiamo è impazzito a vantaggio di un pugno di manager strapagati, vuol dire ancor più impoverire le famiglie italiane, non colpire i ricchi. C`è di che chinare il capo a terra, allora, porre l`orecchio ben fermo al suolo e umilmente. Porsi all`ascolto dei sommovimenti di una società che rischia un arretramento sociale, prima che economico, che può porre tutti noi in una situazione di sofferenza prima mai immaginata.

    Governo Italiano - Rassegna stampa


    carlomartello

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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    azzzzzCarlo Martello non la facevo così saggio...altro inchino dai monologhisti Attila il suo Destriero e l' Arco...

    la triste realtà del sano lavoro come sostentamento, la necessità...
    Oggi il lavoro trasformato, deprezzato solo una forma nuova di ricatto...
    Attila una specie di preveggente che dopo i fatti accaduti in Argentina nel lontano, si fa per dire 1998, seduto nel suo immenso ufficio, aspetta, vede,
    la propria azienda decadere, spopolarsi dei lavoratori che la abitavano, che producevano al giusto sostentamento famigliare, al giusto procedere secondo ragione...ma poi tutto scompare, in me nessuna delocalizzazione per lasciare buchi che irrimediabilmente oggi sotto gli occhi di tutti, e nessuna coscenza al manifesto collasso, ad una crisi sistemica senza precedenti, senza barlume di riferimento...quella del 1928 solo una passeggiata a confronto eppure scaturì nel secondo immane conflitto mondiale...le posto dati reali, di economie mondiali con cui interagivo ed oggi non più, in me un unico rammarico, la dimostrazione tangibile ed esasperata di una realtà che temo irrecuperabile, e alla nessuna pietà per nostri concittadini che chiamiamo erroneamente FIGLI...iango:iango:
    Ora attendo le future bolle bombe della Cina, dell' India, e del sud\est Asiatico tutto, passeranno anni ma mi creda
    accadrà...nei nosti futuri solo desolazione solo DEFAULT...Perchè, l' ingordigia di pochi mai paga..

    La crisi parte da lontano..non è solo un fattore economico
    mar nov 2, 2010 4:28 pm

    ..hei voi...sarà finita la crisi...
    o i soliti saltimbanchi maghi e fatucchiere a girare pagina,
    a fischiare al vento magari facendo finta...la magia del mondo,
    politici ad esaltare altro, a giocare a carte e far sparire....
    Tutto sempre appare, ma poi all' improvviso più nulla,
    ma poi si sa, tutto ci ritorna...La Grecia, nei miei sconfusionati
    monologhi mi ritorna...non riesco a ricordare, chissà forse sono
    passati decenni...che mai sarà successo in Grecia...non sento
    parlare delle tigri celtiche con il giusto spessore...certe mie,
    ora al pettine, questo non riesce a scorrere nei capelli, troppi nodi;
    altre cose a cui guardare, ma quel pettine non scorre ed uno dopo l' altro
    tutto si presenterà ai nostri occhi...forse è giunta l' ora dell' Irlanda,
    e considerando vecchi adagi:" mal comune mezzo gaudio" verrà aiutata,
    nella ricorrente maniera aggiungendo ulteriore debito a debito, perchè
    noi da sempre bravissimi ad incatenare noi stessi e le generazioni future.

    La crisi non fa più notizia, ma non si tratta di GOSSIP, questa anche se noi
    volgeremo lo sguardo altrove ci sovrasterà, con prepotenza ed uno dopo l' altro interi paesi allo scoquasso, come una specie di domino, ma non sarà epidemia, questo continuano a ripeterci, ha! ora ricordo: la Grecia rimarrà un caso isolato, nessun decennio, ma solo alcuni mesi...ma in fondo che ci frega, "tutti sanno" che stiamo parlando di denaro che non esiste, stiamo semplicemente da decenni giocando a MONOPOLI peccato che molti di noi non se ne rendano conto che i loro tanto agognati denari vengono usati per giocare, moltiplicandoli alla decima potenza, quindi indebitando i figli e i figli dei figli e ancora i figli dei figli, ma che ci frega, noi saremo morti, loro saranno morti...ma poi forse alla fine qualc'uno salderà il conto...

    dicevo scrivevo poco tempo fa: ...come avevo promesso torniamo a ballare,
    per antichi fasti che in assoluto silenzio,
    a scaturire in rilevante bolla bomba e default...
    Il mio ricordo indissolubilmente legato all' Argentina...
    e a quanto molti anni or sono in me si manifestò in domande.
    Bolle bolle bombe bombe,
    le molte nazioni che danzano con il partner Default
    dal dopoguerra ad oggi l' intero occidente e le troppo poche
    mosche bianche, dicevo, ed a ragione, le bolle americane,
    travolgeranno tutto e tutti, il debito privato travasato
    nel pubblico, giganteschi debiti pubblici ci affogheranno,
    con una economia reale asfittica e scheccherata alla fantafinanza,
    l' oro che non c'è, i soldi che non esistono in un sistema impossibile
    che crollerà, l' opinione della matematica che non c'è...
    Scrivevo pochi giorni or sono, si mostra la Grecia come eclatante...
    come mostrare un albero con dietro un' intera foresta, che sarà mai ?!!!

    La Grecia, no!! non salterà, nessun default, salviamo le apparenze,
    non rompiamo specchi, porta male, sette anni di sfiga, e probabilmente,
    i sette anni saranno quelli di attesa per me, e per noi tutti,
    per ballare con i default, che non mi sorprenderebbe come per le bollicine,
    trainati proprio dagli Americani, i reali del capitalismo smodato,
    che trascineranno nella loro caduta verticale, tutti, e non sono pochi,
    quelli stati fantasmagoricamente indebitati, che fingendo sino all' ultimo
    di non aver fiutato pericolo, non si saranno messi al riparo, cosa per altro
    gia da ora quasi impossibile, la matematica...nessuna opinione, non sarà
    possibile alcun numero artefatto, l' economia reale, ripeto, asfittica...
    ripeto, poca domanda e materie prime ai massimi storici...mai si era visto
    La Germania, è l' unico paese in Europa e forse nell' intero occidente "opulento"
    con i propri conti veramente in ordine, l' unico in grado di tappare falle,
    sembra e non si sa a che costo, interverrà per l ' albero, ma quando poi,
    la "rigogliosa" foresta avanzerà, nei prossimi anni..
    scusatemi ma saranno veri e propri c...i.!!!

    l’Italia con il debito enorme che porta sulle spalle,
    non può salvarsi in nessun caso,
    prima o poi, capitolerà schiacciata da tal ingestibile peso.
    E, nulla potrà qualsiasi sia la sua politica....

    Il problema, dal mio punto di vista non è il deficit annuale che,
    con qualche taglio, qualche trucco contabile e con i soliti condoni,
    si può sempre sistemare, il problema per gli stati è il debito,
    quello accumulato dal dopoguerra, che è spesso il puro indice di sviluppo:
    ovvero, considerando il debito italiano e quantificando quanto realizzato
    in questi ultimi 40 anni in termini di servizi, infrastrutture, supporto sociale,
    probabilmente i valori non si discosterebbero,
    ovvero si mostrerebbe tutto il suo nonsenso,
    non v’è creazione alcuna di valore
    se non a spese delle generazioni successive.
    Ricordate...debito su debito su debito...
    Dove è finito dunque il famoso PIL
    ed il suo accumulo negli anni?

    Il tutto risulta essere estemporaneo,
    a godimento di alcune generazioni,
    ed in carico alle successive.
    Prendiamo il caso USA:
    hanno impiegato 200 anni per accumulare 1 trilione di debito,
    e nel solo 2009 il debito è cresciuto di 1,9 trilioni,
    raggiungendo quota 12,5 trilioni;
    nel 2020 è previsto che raggiunga quota 25 trilioni
    non considerando che i tassi sino ad allora potrebbero esplodere
    e quindi il debito da pagare sarebbe ben più alto,
    ovvero interessi annui sul debito pari al PIL attuale.

    Dov’è, anche per gli USA, dunque,
    il benessere creato se non nel debito accumulato?
    Non è questa l’ennesima conferma dell’inefficacia
    della combinata capitalismo/consumismo,
    che molti credono essere il sistema perfetto,
    e che invece genera e genererà solo bancarotte a livelli crescenti...

    Oggi come oggi Italia, Irlanda, Spagna, Grecia, Giappone,
    Portogallo, paesi baltici, USA e UK sono, in ottica rischio defau..
    cosa ha dunque prodotto il ventesimo secolo per questi stati
    e per le sue generazioni future se non un ventunesimo secolo da bancarotta,
    con le conseguenze sociali che possiamo immaginare?
    I conti pubblici di molti stati proggrediti sono fuori controllo o al limite,
    con tassi vicino allo zero, immaginatevi se salissero,
    non sarà possibile rinnovare i debiti in scadenza...

    Per fare un esempio, il Giappone dal marzo 2011
    avrà ammassato un debito in scadenza, da rinnovare,
    di 11 trillioni di dollari,
    che equivale al PIL di Italia, Francia e UK messi assieme.

    La Grecia, solo un' albero a fronte di un' intera foresta,
    questo è solo un passaggio di un processo più ampio
    e che mostra la fragilità e il non senso del sistema finanziario,
    politico e sociale costruito nel dopoguerra.

    La domanda ultima è: quando le masse ne prenderanno coscienza?
    La mia idea, da tempo, è che come sempre,
    lo faranno troppo tardi,
    quando i buoi sono già scappati dal recinto
    e da preservare non ci sarà più nulla.

    Reflex...un saluto a voi uomini e donne liberi del mondo...IO..l' idiota..
    ..Attila il suo Destriero e l' arco..

    P.S.l' idiota adora fare immensi monologhi, vi consiglio, se non avete ragioni impellenti non discutetene, non esiste ragione per cui fidarsi di quanto dico...ma saranno i fatti...buona sera.
    Ultima modifica di attila621; 08-02-11 alle 16:01 Motivo: AGGIUNTA
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  3. #3
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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Ma chi se ne frega se gli stati falliranno, anzi molto probabilmente è l' unica soluzipne possibile per affrancarci dal fisco rapinatorio che sono riusciti gradualmente a imporci.
    Saranno cazzi di chi li ha finanziati, dei buffi della repubblica italiana non me ne può fregar di meno, e così dovrebbe pensarla qualsiasi persona con un minimo di sale in zucca. Siamo liberi individui responsabili solo delle nostre azioni, mica sudditi da spolpare per ripianare i disastri dei regnanti di turno.

  4. #4
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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    Ma chi se ne frega se gli stati falliranno, anzi molto probabilmente è l' unica soluzipne possibile per affrancarci dal fisco rapinatorio che sono riusciti gradualmente a imporci.
    Saranno cazzi di chi li ha finanziati, dei buffi della repubblica italiana non me ne può fregar di meno, e così dovrebbe pensarla qualsiasi persona con un minimo di sale in zucca. Siamo liberi individui responsabili solo delle nostre azioni, mica sudditi da spolpare per ripianare i disastri dei regnanti di turno.
    Mi associo !!:giagia:

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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    Ma chi se ne frega se gli stati falliranno, anzi molto probabilmente è l' unica soluzipne possibile per affrancarci dal fisco rapinatorio che sono riusciti gradualmente a imporci.
    Saranno cazzi di chi li ha finanziati, dei buffi della repubblica italiana non me ne può fregar di meno, e così dovrebbe pensarla qualsiasi persona con un minimo di sale in zucca. Siamo liberi individui responsabili solo delle nostre azioni, mica sudditi da spolpare per ripianare i disastri dei regnanti di turno.
    Veramente uno Stato non fallisce, o almeno non dovrebbe fallire, il problema è che la maggior parte degli Stati ha progressivamente rinunciato alla propria sovranità economica e monetaria. Affidandosi a chi? Evidentemente a "privati".

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 09-02-11 alle 13:10

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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Veramente uno Stato non fallisce, o almeno non dovrebbe fallire, il problema è che la maggior parte degli Stati ha progressivamente rinunciato alla propria sovranità economica e monetaria. Affidandosi a chi? Evidentemente a "privati".

    carlomartello
    Rinunciato alla sovranità economica??? Ma se la pressione fiscale non ha fatto altro che aumentare in tutti questi decenni! :see:
    Lo stato puo fallire eccome, basta che un'asta di titoli di stato vada deserta e si ritrova a secco di liquidità subito.

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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    Rinunciato alla sovranità economica??? Ma se la pressione fiscale non ha fatto altro che aumentare in tutti questi decenni! :see:
    Lo stato puo fallire eccome, basta che un'asta di titoli di stato vada deserta e si ritrova a secco di liquidità subito.
    Vuoi ridurre le tasse radicalmente? Giustissimo. Allora bisogna che lo Stato si riappropri della banca centrale (in mano alle zecche che lucrano dal nostro debito pubblico) e con essa della massa monetaria.
    In un sol colpo estinto il debito pubblico si potrà portare ai minimi storici la pressione fiscale che diviene contenibile al massimo nel 10% del reddito.
    ItalianiLiberi

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 09-02-11 alle 14:32

  8. #8
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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Vuoi ridurre le tasse radicalmente? Giustissimo. Allora bisogna che lo Stato si riappropri della banca centrale (in mano alle zecche che lucrano dal nostro debito pubblico) e con essa della massa monetaria.
    In un sol colpo estinto il debito pubblico si potrà portare ai minimi storici la pressione fiscale che diviene contenibile al massimo nel 10% del reddito.
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    carlomartello
    mano alle rotative insomma. :sofico:

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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Vuoi ridurre le tasse radicalmente? Giustissimo. Allora bisogna che lo Stato si riappropri della banca centrale (in mano alle zecche che lucrano dal nostro debito pubblico) e con essa della massa monetaria.
    In un sol colpo estinto il debito pubblico si potrà portare ai minimi storici la pressione fiscale che diviene contenibile al massimo nel 10% del reddito.
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    carlomartello
    Mai sentito parlare di inflazione?

  10. #10
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    Predefinito Rif: La ricchezza compromessa e l'attacco al risparmio

    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    Mai sentito parlare di inflazione?
    Mai sentito parlare di valore indotto della moneta? Se il valore lo da il portatore che accetta per convenzione i soldi, perché mai la banca (dei "privati") che stampa la moneta e che non ha più copertura aurea (da quando ne fu svincolata negli anni '70), la presta a debito allo Stato con guadagni a dir poco spropositati in rapporto al "valore fisico" del pezzo di carta?
    Guarda che non a caso prima ci scrivevano "pagabile a vista dal portatore" e adesso non ce lo scrivono più.
    Qualsiasi tipo di spesa, indi per cui anche un bel taglio delle tasse, non supportata da una politica monetaria sovrana è impossibile.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 09-02-11 alle 15:43

 

 
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