La Libreria Editrice Vati*cana ha già mandato in stam*pa trecentomila copie della versione italiana del nuovo li*b*ro di Benedetto XVI dedica*to alla vita di Gesù. Il volu*me, in libreria dall’11 marzo, uscirà contemporaneamen*te in vari Paesi (in Germania per i tipi di Herder, negli Sta*ti Uniti di Ignatius Press) e rappresenta la naturale con*tinuazione del primo volume, «Gesù di Nazaret» , usci*to nell’aprile 2007 e pubblica*to in italia da Rizzoli: in dieci capitoli, per un totale di 446 pagine, Joseph Ratzinger ha presentato la prima parte della vita di Cristo spiegan*do che il Gesù dei Vangeli è il vero Gesù, quello storico, che ha calcato la terra di Pale*stina duemila anni fa.
Il Pa*pa, che scrive e pubblica que*sti *libri non come atti di magi*stero, nel primo volume ave*va detto esplicitamente: «Ognuno è libero di contrad*dirmi ». Questo secondo volu*me, edito dalla Lev e distribu*ito da Rizzoli, sarà incentra*to sulla fase finale della vita di Cristo, la sua passione, morte e resurrezione, nu*cleo fondante e iniziale degli stessi racconti evangelici. Il libro di Benedetto XVI sarà presentato ufficialmente in Sala Stampa vaticana il po*meriggio del 10 marzo, dal cardinale Marc Ouellet, Pre*fetto della Congregazione dei vescovi. È prevista anche la presenza di una personali*tà laica (alla presentazione nel 2007 in Vaticano, insie*me al cardinale Cristoph Schö nborn e al pastore valdese Daniele Garrone intervenne il filosofo Massimo Caccia*ri), ma sul suo nome non c’è ancora certezza, anche se au*torevoli indiscrezioni parla*no della possibilità che si trat*ti di Claudio Magris.
Con questo libro, Benedet*to XVI raggiunge quota tre in cinque anni di pontificato: ol*tre al primo e al secondo de*dicati alla vita del Nazareno, infatti, lo scorso novembre ha visto la luce anche il libro intervista con il giornalista te*desco Peter Seewald, frutto di una settimana di colloqui avvenuti l’estate scorsa a Ca*stel Gandolfo. Libro diventa*to subito best-seller, e ap*prezzato per la semplicità con cui Ratzinger, senza sot*trarsi ad alcuna domanda, ha parlato delle questioni più spinose, dallo scandalo della pedofilia alle polemi*che sul discorso di Ratisbo*na.
Ma il Papa, che da tempo desiderava portare a termi*ne queste fatiche, non si fer*ma e sta già lavorando a un terzo saggio su Gesù,dedica*to*questa volta ai Vangeli del*l’infanzia, i testi di Matteo e Luca, che descrivono l’an*nunciazione e la nascita di Cristo.
Benedetto XVI è dunque un Papa autore di best-seller. Naturale, potrebbe di*re qualcuno. È sempre il Papa e quan*do scrive, qualsiasi cosa scriva, c’è chi si sente obbligato a comperarlo e a parlarne bene comunque. In realtà questo non è vero. Joseph Ratzinger, infatti, era autore di libri fortunati e molto diffusi già prima di diventare Papa e anche prima di diventare car*dinale. Il suo «Introduzione al cristia*nesimo », ad esempio, scritto quando era ancora un giovane teologo, rima*ne un testo fondamentale e attuale. Per non parlare del libro-intervista curato da Vittorio Messori, quel «Rap*porto sulla fede» , che già a metà degli anni Ottanta denunciava alcune stor*tu*re ed errate interpretazioni del Con*cilio e di una teologia che per appari*re moderna si contrapponeva sem*pre e comunque al magistero.
Già prima di aver compiuto 75 an*ni, l’età canonica delle dimissioni, il cardinale Ratzinger, allo scadere dei quattro quinquenni trascorsi alla gui*da della Congregazione per la dottri*na della fede (a partire dal novembre 1981) aveva chiesto a Giovanni Paolo II di potersi ritirare. Wojtyla aveva ri*sposto di no. Il cardinale era tornato ancora alla carica, assicurando al Pa*pa che avrebbe continuato a collabo*rare con lui e con l’ex Sant’Uffizio,ma in una posizione più defilata. Niente da fare. Wojtyla lo volle a suo fianco fino alla fine.
Uno dei motivi che spin*gevano Ratzinger a chiedere di poter andare in pensione era quello di po*tersi dedicare ai suoi studi e di poter finalmente scrivere quel libro su Ge*sù che aveva cominciato ad abbozza*re e che considerava in qualche mo*do il coronamento della sua carriera accademica. Una carriera interrotta*si nel 1977, quando Paolo VI lo volle arcivescovo di Monaco e lo creò cardi*nale. Nell’aprile 2005, il decano del collegio cardinalizio sperava fosse fi*nalmente arrivato il momento di po*tersi dedicare al libro, ma i suoi con*fratelli la pensarono diversamente e fu lui, dopo un conclave lampo, ad af*facciarsi vestito di bianco dalla loggia centrale di San Pietro.
Nonostante i tanti impegni del pa*pato, Benedetto XVI ha dedicato il pe*riodo delle vacanze estive per lavora*re sui suoi libri. Non usa il computer, ma scrive a mano, con la penna, ver*gando i suoi fogli in tedesco, con una calligrafia minuta e non sempre facilmente comprensibile. Ci pensa la signorina Birgit, laica consacrata dell’istituto di Schoenstatt, di madre lingua tedesca, che lo assisteva fin da quanto era Prefetto della Congrega*zione per la dottrina della fede, e che è abituata a leggere i manoscritti ratzingeriani, a ribattere il testo al computer.
La revisione è lunga e meticolosa. Per la*vorare, il Papa ha bisogno di avere a portata di mano una serie di libri ed è per questo che nel suo studio si è cer*cato di riprodurre la biblioteca che aveva nell’appartamento in piazza della Città Leonina dove ha abitato da cardinale per oltre vent’anni.
Il Blog di Andrea Tornielli





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