ROMA (4 settembre) - «Il delitto più grosso di un politico è calpestare il proprio popolo. Tutti quelli che hanno abusato del loro potere e calpestato i diritti fondamentali si sono seppelliti con le loro mani: Hitler, Mussolini, Stalin. E' come abbracciare i fili dell'alta tensione, prima o poi si muore»: Oscar Luigi Scalfaro, dal palco della Festa democratica nazionale di Genova, sceglie toni duri e si affida a un parallelismo fra storia e attualità, rievocando fantasmi di ieri per incitare a una strenua difesa della democrazia di oggi.
«Il rispetto della verità è fondamentale» ribadisce rispondendo alle domande della giornalista Chiara Geloni, vicedirettore di "Europa" che lo ha intervistato. «Ho 91 anni e ho partecipato all'assemblea costituente: abbiamo approvato con emozione ogni parola dell'articolo 21 della Costituzione, sulla libertà di parola e pensiero, avremmo dovuto aggiungere un articolo che prevedesse il dovere per ogni cittadino di avere almeno un pensiero. Il guaio è che oggi ci sono quelli che non hanno pensiero e parlano come se lo avessero».
Scalfaro, ripercorrendo tappe della storia, si collega al 70° anniversario dell'accordo Molotov-Ribbentrop e all'esitazione iniziale mostrata dai governi europei davanti allo strapotere di Hitler, per poi tornare alla cronaca: «E'è sbagliato arrendersi al prepotente, bisogna fermarlo in tempo, leggere la storia e dare un giudizio. Il potere fine a se stesso, pensato per fare ciò che si vuole, è diabolico. Il servilismo non può essere tollerato, così come il nepotismo: il contagio delle cariche tra familiari e amici, come se fosse peronospera, non è democrazia».
Scalfaro: «Chi abusa del potere e calpesta i diritti finisce come Hitler e Mussolini: muore» - Il Messaggero




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