Cacciare dall'Italia Francisco Xavier Samanego Cayamarca
La notizia non ha colpito l'opinione pubblica ed è stata derubricata a piccolo caso locale. Peccato che una prova di iniziazione per entrare in una banda (composta da allogeni sudamericani), basata sul pestaggio di sconosciuti (autoctoni), non sia esattamente un caso da lasciar passare sotto silenzio.
Il fatto che l'ecuadoriano Francisco Xavier Samanego Cayamarca abbia picchiato l'ottantenne genovese Luigi De Paoli, mandandolo in coma, dopo aver tentato di aggredire altri, al solo scopo di mostrarsi coraggioso agli occhi del capobanda, indica un modo d'agire abituale di alcuni settori di alcune comunità straniere.
Negli ultimi anni, le bande sudamericane genovesi o milanesi le si è cercate di ammansire, tentando anche di trasformarle in associazioni. Il risultato sono state parole vane, dato che le bande sono tutt'ora presenti e possono ordinare anche prove di coraggio sulla pelle di nostri concittadini. Tanto ci saranno sempre giornalisti o altri figuri pronti a negare, minimizzare o sviare, tutto per non guardare in faccia la realtà, ossia l'uso in terra italiana di regole e abitudini pericolose, importate da fuori. Sarebbe il caso di iniziare a rispedire al mittente abitudini e abitudinari.
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