Gazprom vuole la testa di Scaroni, amministratore delegato di Eni - Lettera43
Ora che il Caimano e' con le spalle al muro, di questi progetti non si parlera' piu....


Gazprom vuole la testa di Scaroni, amministratore delegato di Eni - Lettera43
Ora che il Caimano e' con le spalle al muro, di questi progetti non si parlera' piu....




Domani Medvedev verrà in Italia comunque.
carlomartello


D'altra parte già qualche mese fa nascono i primi contrasti...
Marzo 2010
Mosca contro la proposta di unire i gasdotti South Stream e Nabucco
di Elysa Fazzino
Niente fusione South Stream-Nabucco: la Russia respinge "con veemenza" l'idea lanciata dall'ad di Eni, Paolo Scaroni, di unire per un tratto i due gasdotti rivali. Intanto Nord Stream ottiene finanziamenti per il gasdotto baltico anche con garanzie dell'italiana Sace.
Il no di Mosca all'ipotesi South Stream-Nabucco è arrivato subito. "Non c'è assolutamente nessuna discussione su una cosa del genere", ha detto il ministro russo dell'Energia, Sergei Shmatko, secondo quanto riferiscono le agenzie locali. "Per i consumatori europei, più gas arriva, meglio è", ha aggiunto. L'edizione russa del settimanale Newsweek afferma che le affermazioni del dirigente italiano hanno parecchio irritato Gazprom. Una fonte anonima del gigante russo citata dal magazine parla di "tradimento". "L'Eni era finora il partner di Gazprom in South Stream e il solo vero alleato nella lotta contro Nabucco", si legge su Newsweek.
Il gasdotto South Stream, promosso dal gruppo statale russo Gazprom con la partnership dell'Eni, deve passare sotto il Mar Nero unendo la Russia alla Bulgaria, da dove si dividerà in un ramo nord-ovest verso l'Austria e un ramo sud che collegherà anche Grecia e Italia. Il progetto Nabucco, sostenuto dall'Unione europea e dagli Stati Uniti, deve portare il gas del Mar Caspio verso l'Europa aggirando la Russia, in modo da ridurre la dipendenza europea nei confronti del gas russo.
Nel corso di una conferenza stampa a Houston, in Texas, nei giorni scorsi Scaroni aveva osservato che i due progetti necessitano di "grossi investimenti" e aveva ipotizzato di unificare una parte dei tracciati per ridurre l'ammontare degli investimenti e dei costi operativi. La fredda accoglienza di Mosca è rimbalzata immediatamente sulle agenzie e sui siti. Ne parla tra gli altri un lancio dell'Afp che si può leggere sul sito di Le Figaro. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Scaroni ha successivamente detto che non c'è nessun contrasto, nessun "passaggio difficile" tra Eni e Gazprom sul gasdotto South Stream.
Nel frattempo, avanza il progetto Nord Stream, il gasdotto che deve portare il gas dalla Russia all'Unione europea attraverso il Mar Baltico. il Financial Times dà notizia che Nord Stream ha ottenuto 3,9 miliardi di euro di finanziamenti da 26 banche e garanzie su prestiti da agenzie di credito in Germania e in Italia.
Secondo Paul Corcoran, chief financial officer di Nord Stream - scrive il Ft – ora tutto è pronto per cominciare la costruzione del gasdotto. Le crisi finanziarie – continua - hanno influenzato in modo significativo il modo in cui il gasdotto viene finanziato, anche se il costo del finanziamento non è aumentato in modo sostanziale, poiché i tassi d'interesse sono scesi mentre i margini sono aumentati. In un'intervista, Corcoran afferma che tre anni fa si sarebbe potuto procedere con poche banche. Oggi le banche devono essere molto più attente con la scarsa liquidità rimasta.
Nord Stream si è assicurata garanzie su prestiti per l'80% del denaro, da Sace e Hermes, le agenzie di credito all'export, e una garanzia su prestiti non condizionata da parte del governo tedesco.
I 3,9 miliardi di euro – spiega il Ft - rappresentano il 70% del costo della prima fase del progetto, che dovrebbe permettere al gasdotto di cominciare a trasportare gas alla fine del prossimo anno, aiutando la Russia a evitare l'Ucraina, paese di transito con il quale negli ultimi inverni ci sono state aspre dispute sui prezzi.
Il costo totale del progetto è stimato a 7,4 miliardi di euro. Quest'anno Nord Stream intende cercare finanziamenti per la seconda fase.
http://www.ilsole24ore.com
Ultima modifica di Canaglia; 15-02-11 alle 17:38
Passata la buriana facciamo i conti


A noi non conviene unire S.S. al Nabucco perché quest'ultimo non passa per l'Italia indi non ci guadagnamo particolarmente a livello strategico.
carlomartello


Quest'altra notizia risale invece al 2008.
Attenzione perchè la SNAM è fra gli obiettivi sia dei russi sia degli statunitensi
AFFARI E RETROSCENA IL NODO È L' ACCESSO AL MERCATO DELLA PENISOLA, SULLA BASE DELL' ACCORDO QUADRO FIRMATO NEL 2006
Gazprom, stop sull' Italia
Il gigante russo è irritato con l' Eni. Mosca chiede una partecipazione rilevante in Snam Rete Gas oppure vuole Toscana Energia. La replica: ipotesi mai considerate
Il nodo è la distribuzione. Gazprom, il colosso russo dell' energia, uno dei grandi produttori nel mondo del gas, vuole arrivare direttamente al cliente finale italiano. E per questo ha messo gli occhi su Snam Rete Gas, proprietaria in Italia di una rete di metanodotti lunga 30.889 chilometri. Ma la società dell' Eni non è in vendita e tra i due gruppi energetici le tensioni non mancano. Come risolvere la questione appare a questo punto un problema più politico che industriale. E Terna, nell' elettricità, un modello forse da imitare.
Corriere della Sera
Ultima modifica di Canaglia; 15-02-11 alle 17:43
Passata la buriana facciamo i conti


Adesso manca er gas ci danno più?


...si, e gli verra comunicato quanto segue :
"Il Governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto l'armistizio...... e rinuncia ad ogni progetto di collaborazione nel settore energetico con la Russia...."
repapelle:



