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Visualizza Versione Completa : Vaticano: la bandiera della Pace è un simbolo sincretista e non cristiano



carlomartello
30-06-09, 14:45
L'Arcobaleno: sincretismo o pace?

http://img519.imageshack.us/img519/964/verabandierapace8ld.jpg


Che il cuore dell’uomo aspiri alla pace è una delle constatazione che chiunque osservi la propria esperienza elementare può fare. Tuttavia lo spettacolo tragico a cui assistiamo giornalmente sembra smentire categoricamente tale assunto. È altrettanto evidente infatti che il conflitto è sempre in agguato per i più svariati motivi: un pezzo di terra da condividere, degli affetti comuni, risorse primarie da utilizzare. Le cause seconde dei conflitti sono molteplici e talvolta non individuabili. Alla base di tali cause tuttavia, ve n’è una: l’autosufficienza. La Chiesa cattolica per descrivere tale situazione ha formulato il dogma del peccato originale. La pace o la guerra dipendono dal cuore dell’uomo.

Sin dall’Antico Testamento, gli ebrei avevano individuato una serie di norme, sintetizzate in modo grandioso nel decalogo, che tenessero conto della complessità della natura umana: sia nella sua dimensione verticale, nel rapporto con il Trascendente, che in quella orizzontale, nel rapporto con il prossimo. Una serie di pesi e contrappesi garantivano un certo equilibrio. Tuttavia, la sostanziale novità fu apportata da Gesù Cristo, il quale pur attingendo a pieno dalla tradizione antico-testamentaria, rinnovò nella sostanza il decalogo, spostando l’attenzione sull’aspetto centrale della vita dell’uomo: il bisogno di sentirsi amato e di amare. Gesù arrivò a concepire addirittura, cosa assolutamente assente nelle altre tradizioni religiose, l’amore per i nemici.

Infatti questa affermazione rivoluzionaria viene considerata l’anima “della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male – secondo una falsa interpretazione del "porgere l’altra guancia" (cfr Lc 6,29) – ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità” (Benedetto XVI, Angelus del 18 febbraio 2007).

Tutto ciò comporta il pagamento di un prezzo: il sacrificio di sé. È la dinamica che ha portato il Signore Gesù alla morte in croce; il suo sacrificio, offerto una volta per tutte, riassume in sé i sacrifici, piccoli o grandi che siano, degli uomini di ogni tempo. Simbolo evocativo di una umanità pacificata è quindi la croce, non qualsiasi croce, ma quella di Cristo.

La teosofia

Quanto premesso ci serve per postulare una domanda: come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano, hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che, forse anche inconsapevolmente, hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno. Tuttavia qualche risposta, per loro conto, potremmo ipotizzarla, richiamando alla memoria la lunga litania degli eventi in cui la chiesa avrebbe brandito la croce come simbolo di sopraffazione, e chiesto successivamente in modo inequivocabile perdono per le manchevolezze dei suoi figli: crociate, caccia alle streghe, roghi di eretici, la lista si potrebbe allungare all’inverosimile. Qui però, taluni dimenticano che la storiografia più aggiornata ha ridimensionato quanto la propaganda anticlericale, soprattutto ottocentesca aveva orchestrato ad arte.

Tuttavia per non sottrarsi ad eventuali obiezioni, resta il fatto incontrovertibile che non è il simbolo della croce in sé stesso ad aver bisogno di essere emendato quanto piuttosto gli atteggiamenti degli uomini che, guardando a tale segno possono ritrovare motivo di conversione.

A questo punto diventa necessaria un'altra domanda: questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo non se ne preoccupano più di tanto. Altri ancora hanno trovato in questo simbolo la rievocazione dell’episodio biblico del diluvio universale.

In realtà, le origini della bandiera della pace vanno ricercate, nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino. Essa è sempre stata presente nella cultura indiana, mentre nell'Occidente è rintracciabile negli scritti di Platone (427-347 a.C.), dei neo-platonici, come Plotino (204-270). La moderna versione ha preso forma dalla Società Teosofica, un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame Blavatsky.

La dottrina

Il programma della Società, ispirato alle dottrine orientali dell'induismo e del buddismo, era riassunto nei seguenti tre scopi:

Formare un nucleo di fratellanza universale dell'Umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore;

Incoraggiare lo studio comparato di religioni, filosofie e scienze;

Investigare le leggi inesplicabili della natura e dei poteri latenti nell'uomo.

La teosofia ha rappresentato un vero momento di rottura con le tradizioni religiose che dominavano precedentemente in Occidente, e ha permesso a molte filosofie e religioni indiane di divenire negli anni popolari in Europa e Stati Uniti.

Tali principi di fondo si sono combinate con alcune pratiche come il vegetarianismo e lo sviluppo delle facoltà paranormali. la dottrina della Società Teosofica è contenuta nei due principali libri della Blavatsky, Iside svelata e La dottrina segreta.

Il suo pensiero potrebbe essere riassunto nei seguenti punti:

Coscienza universale ed individuale: gli eventi accadono per leggi che soggiacciono ad un Paradigma Universale (paragonabile al concetto di Dio, o di Logos, detto del Sole o cosmico), che impregna tutto di coscienza.

Gnosticismo dualista (coscienza e materia): gli esseri umani hanno un proprio “se stesso più elevato” divino ed immortale, cui possono rivolgersi con la preghiera, ma essi devono operare per collegare la propria natura con quella divina, altrimenti periranno (principio della negazione dell'immortalità personale).
Reincarnazione e trasmigrazione dell'anima: concetto preso dall'esoterismo buddista con la variante che i teosofici non credono nella regressione: l'uomo non può reincarnarsi in un animale o in una pianta. Egli dovrà invece reincarnarsi almeno ottocento volte, secondo un disegno determinato dal Karma, il ciclo del destino.

Concezione settenaria dell'universo, dell'uomo e della civiltà umana: gli elementi essenziali sono monadi che discendono attraverso sette piani di progressiva materializzazione, durante i quali si è formata l'umanità, ritornando poi, in ascesa attraverso sette fasi di evoluzione: sthula-sarira (il corpo fisico), linga-sarira (il corpo astrale), prana (il respiro della vita o corpo mentale), kama (il desiderio o corpo intuitivo), manas (la reincarnazione), buddhi (lo spirito universale), e atman (il sé cosmico e divino)

Esistenza dei Maestri segreti (mahatma), esseri perfetti dotati di grande saggezza e di potere mistici, che hanno completato il ciclo delle reincarnazioni, e che possono aiutare a raggiungere il massimo livello di evoluzione.

Il New Age

Le analisi culturalmente più sofisticate riconducono il New Age alla categoria del revival, "movimento di risveglio", ben nota agli storici delle religioni soprattutto in ambito anglo-americano. Benché, fra i gruppi cristiani, siano spesso proprio i pentecostali ad attaccare nel modo più virulento il New Age, considerandolo un fenomeno diabolico, non mancano studiosi che propongono un’analogia fra il New Age e il pentecostalismo. A partire dai primi anni del secolo XX il pentecostalismo si presenta come movimento di risveglio di un mondo protestante ampiamente inaridito e sclerotizzato, così il New Age si pone come movimento di risveglio, nell’area culturale di lingua inglese, non più del mondo cristiano ma del mondo laico se non laicista. Anche questo ambiente - la cui organizzazione culturale era largamente affidata alle logge massoniche e alla più discreta, ma non meno importante, influenza della Società Teosofica - si trovava, a partire dagli anni intorno alla Seconda guerra mondiale, in uno di quegli stati di freddezza e di aridità che producono così spesso nella storia i fenomeni di revival.

Gli ambienti massonici e teosofici, in particolare, denunciavano una preoccupante incapacità di interpretare i tempi e di svolgere il consueto ruolo di organizzazione culturale, pur non avendo, naturalmente, perduto le loro diverse capacità di influenza sociale e politica. Nel mondo teosofico il disagio si era tradotto in una serie di scismi, il più rilevante dei quali - almeno nel mondo di lingua inglese - era stato promosso da Alice Bailey, nata nel 1880 e scomparsa nel 1949. Proprio Alice Bailey - che aveva soggiornato ad Ascona, presso quel luogo di incubazione di molte idee del New Age contemporaneo che era stato il Monte Verità - aveva cominciato negli anni’20 a utilizzare l’espressione "New Age" nel senso attuale; quest’uso era diventato corrente fra i suoi discepoli negli anni’40. Alice Bailey morì nel 1949 senza vedere l’"evo nuovo" che aveva enigmaticamente annunciato.

Visione della realtà

Specifico della mentalità New Age consiste nel non avere nessuna visione del mondo e nessuna dottrina, ma nel predicare la libertà più assoluta In realtà, ciò è vero solo teoricamente, perché il New Age non potrebbe avere nessuna unità se le opinioni diverse che vi si manifestano non coesistessero su una trama di fondo che presenta una serie di elementi comuni.

La questione della verità

Potremmo riassumere tale questione con un slogan: non esistono verità assolute. Espressa in questi termini, la premessa sarebbe tutt’altro che nuova: il relativismo è antico come la filosofia, se non come l’umanità decaduta. Tuttavia esistono diverse forme di relativismo, e il relativismo del New Age si specifica per il suo carattere volontarista. Ciascuno può, letteralmente, creare il proprio mondo, e ciascun mondo soggettivamente creato avrà la sua verità, non meno "vera" - e non meno "falsa" - rispetto a quella del mondo creato da un altro.

L’uomo

La visione dell’uomo del New Age si riassume nello slogan dell’attrice Shirley MacLaine - che da anni svolge il ruolo di missionaria internazionale del New Age attraverso libri, film e programmi televisivi - : "Noi siamo Dio". Più esattamente al fondo di ognuno di noi si trova una scintilla divina, che è la stessa energia cosmica universale in una delle sue molteplici manifestazioni, fra cui - peraltro - non possono essere istituite gerarchie. L’uomo-Dio del New Age è da una parte onnipotente; tale onnipotenza si rivela, da un altro punto di vista, come onnidipendenza, se si considera il ruolo preminente che hanno nel New Age la reincarnazione e l’astrologia.

Il Cristo

Il New Age parla anche volentieri di una realtà che chiama "il Cristo" ma - seguendo tutta una tradizione esoterica e gnostica - ha cura di distinguere "il Cristo" da Gesù di Nazareth come personaggio storico. Gesù non era "il Cristo", o almeno non lo era in modo diverso da Buddha o da chiunque sia in grado di entrare in contatto con la scintilla divina che porta dentro di sé. È questa scintilla, propriamente, che costituisce "il Cristo" come principio divino all’interno dell’uomo.

La morale

Altro tema del New Age è il rifiuto della nozione di peccato - considerata insuperabilmente dogmatica e in ogni caso tipica della superata Età dei Pesci, visto che la nuova era è quella dell’Acquario - e la sua sostituzione con la nozione di malattia. Il New Age non nega che esistano nel mondo comportamenti inadeguati - è sufficiente considerare l’orrore che gli ispirano i comportamenti anti-ecologici -, ma li ascrive a limitazioni fisiche o psichiche che possono essere assimilate alla malattia o a forme di "dipendenza" possibili da superare tramite le numerose forme di terapie e di recovery così largamente disponibili nell’ambiente del New Age.

Conclusione

Questa breve panoramica di due delle più insidiose visioni della realtà che stanno condizionando la cultura dominante occidentale ci è stata utile per inquadrare in una adeguato contesto di pensiero il successo che ha avuto il simbolo per eccellenza del pacifismo mondiale, non escluso buona parte del mondo cattolico: la bandiera della pace.

Diverse sono le versioni sull’origine di questa bandiera Una di queste è riconosciuta ad Aldo Capitini (fondatore del Movimento Nonviolento) che nel 1961 la usò per "aprire" la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi. Un’altra segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell'Arca di Noè e che quindi è un simbolo cristiano a tutti gli effetti. Un’altra ancora spiega che la bandiera arcobaleno è il simbolo della città di Cuzco, capitale dell'impero Incas. Fu scelta, dall'imperatore del tempo, perché in quella vallata ogni volta che pioveva si formavano degli arcobaleni brillantissimi. Dalla Francia arriva la spiegazione che quel vessillo è il simbolo del movimento delle cooperative francesi creato intorno al 1920. Un'altra viene fatta risalire al 1950, la bandiera fu utilizzata in America come simbolo della pace dalle associazioni pacifiste e nonviolente. Altri dicono che sia stata “inventata” dal filosofo Bernard Russel nel 1956 in Inghilterra.

Tra tutte queste ipotesi spicca la tesi secondo la quale la bandiera arcobaleno è il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali. Sono diversi i siti web gay che rivendicano la proprietà della rainbow flag. Questa si differenzia dalla cosiddetta bandiera della pace principalmente per l'assenza della scritta PACE, ma anche perché la disposizione dei colori è speculare (il rosso è in basso nella bandiera della pace, in alto in quella dei gay), e infine perché la bandiera della pace prevede sette strisce di colore al posto di sei. La bandiera arcobaleno fu disegnata da un artista di San Francisco, Gilbert Baker, nel 1978, su richiesta della comunità gay locale in ricerca di un simbolo (a quei tempi il triangolo rosa non era ancora diffuso). Baker disegnò una bandiera con 8 strisce (successivamente sei) colorate: rosa (per il sesso), rosso (per la vita), arancio (per la guarigione), giallo (per il sole), verde (per la natura), turchese (per l'arte), indaco (per l'armonia) e viola (per lo spirito). Infatti questa bandiera sventolò per la prima volta a San Francisco nella marcia del Gay pride del 25 giugno 1978.

Comunque al di là di chi sia stato il primo ad ostentare tale simbolo resta il fatto incontestabile che si presenta come il più adatto a rappresentare un idea, oggi molto in voga, secondo la quale non ci sarebbe alcuna verità assoluta: tutte le opinioni hanno la medesima dignità e quindi meritevoli di spazio. Secondo questo tipo di idea per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali.

La bandiera arcobaleno è una valida sintesi per rappresentare questo sincretismo; infatti l’arcobaleno nel New Age rappresenta il passaggio dall’umano verso il super-uomo divino. Sul ponte dell’arcobaleno (nel senso induista: Antahkarana) avviene l’unione di Atman e Brahman, dell’uomo singolo e dell’Energia cosmica (Dio). L’unità quindi è raggiungibile attraverso una sintesi, un’armonia e una tolleranza globale fra le diverse filosofie, ideologie e religioni. Così la pace sarà possibile. Pertanto " va considerato nel modo più severo l'abuso di introdurre nella celebrazione della Santa Messa elementi contrastanti con le prescrizioni dei libri liturgici, desumendoli dai riti di altre religioni" (Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, Istruzione Redemptionis Sacramentum, n 79 ).

Il ricorso a quelle filosofie orientali, che estrapolate dal loro contesto storico- sociale- economico-religioso e ben sintetizzate dalla New Age, si inserisce perfettamente nel contesto occidentale, preoccupato di marginalizzare il discorso sulle sue autentiche radici, finisce per assumere come categoria fondamentale il relativismo etico imponendo al mondo culturale politico sociale e religioso una nuova forma di “dittatura”. (NL) (Agenzia Fides 20/6/2008)

http://kattolikamente.splinder.com/post/17550837#more-17550837


carlomartello

UgoDePayens
30-06-09, 20:17
Tanti cattolici avrebbero dovuto conoscere queste cose negli anni scorsi.

Scipione
02-07-09, 08:03
In effetti non mi sembrava che gesù camminasse per la palestina con la bandiera arcobaleno appresso........... :chefico: :gluglu:

UgoDePayens
02-07-09, 13:09
In effetti non mi sembrava che gesù camminasse per la palestina con la bandiera arcobaleno appresso........... :chefico: :gluglu:

E' anche vero che non andava in giro con la croce sulle spalle. Però la croce è un simbolo cristiano, la bandiera della pace no.
Serve attenzione anche in queste cose, perché il pressapochismo porta conseguenze anche gravi.

Scipione
02-07-09, 19:27
E' anche vero che non andava in giro con la croce sulle spalle. Però la croce è un simbolo cristiano, la bandiera della pace no.
Serve attenzione anche in queste cose, perché il pressapochismo porta conseguenze anche gravi.
Per la croce sulle spalle avrei qualche circostanziato dubbio.... :mmm: Per il resto pienamente d'accordo..... :gluglu:

UgoDePayens
02-07-09, 23:38
Per la croce sulle spalle avrei qualche circostanziato dubbio.... :mmm: Per il resto pienamente d'accordo..... :gluglu:

Non ho capito. Secondo te Gesù predicava con la croce fisicamente sulle spalle? :conf:

Scipione
03-07-09, 06:56
Non ho capito. Secondo te Gesù predicava con la croce fisicamente sulle spalle? :conf:
No, ma sicuramente la croce sulle spalle l'ha portata (circostanziamente)..... :chefico: :gluglu:

UgoDePayens
03-07-09, 13:16
Certo. Ed è significativo che Gesù Cristo si sia steso su una croce di legno e ci sia fatto inchiodare, invece di girare per Gerusalemme avvolto in una bandiera arcobaleno...

LEONIDA
03-07-09, 13:19
Certo. Ed è significativo che Gesù Cristo si sia steso su una croce di legno e ci sia fatto inchiodare, invece di girare per Gerusalemme avvolto in una bandiera arcobaleno...

l'ha fatto perché essendo Dio, non può vìolare il libero arbitrio donato all'umanità.
spetta all'umanità combattere per Cristo, non a Cristo.

Strapaesano
03-07-09, 13:25
s8UGqhJ_Qsc

Scipione
03-07-09, 22:25
Certo. Ed è significativo che Gesù Cristo si sia steso su una croce di legno e ci sia fatto inchiodare, invece di girare per Gerusalemme avvolto in una bandiera arcobaleno...
Francamente, non vedo come avrebbe potuto... :chefico: Per il resto, la questione è solo di fede. Gandhi non ha avuto bisogno di farsi crocifiggere per predicare la non violenza come metodo di lotta pacifico. :gluglu:

LEONIDA
03-07-09, 22:55
Francamente, non vedo come avrebbe potuto... :chefico: Per il resto, la questione è solo di fede. Gandhi non ha avuto bisogno di farsi crocifiggere per predicare la non violenza come metodo di lotta pacifico. :gluglu:

proprio un bel metodo di lotta... :sofico: :crepapelle: sarà per questo che Gandhi non conta una mazza.

Scipione
03-07-09, 23:14
proprio un bel metodo di lotta... :sofico: :crepapelle: sarà per questo che Gandhi non conta una mazza.
Molto più cristiano di quel che non appaia a te, cristiano virtuale. :chefico: :gluglu:

LEONIDA
03-07-09, 23:19
Molto più cristiano di quel che non appaia a te, cristiano virtuale. :chefico: :gluglu:

se la guerra e la violenza si possono evitare con soluzioni efficaci pacifiche, allora ben venga, ma altrimenti servono le maniere forti.
chi invece si impone per dogma il diniego assoluto alla forza è un codardo, un imbecille e uno che perirà alla prima guerra.

:chefico:

Scipione
03-07-09, 23:35
..........chi invece si impone per dogma il diniego assoluto alla forza è un codardo, un imbecille e uno che perirà alla prima guerra.

:chefico:
Ti risponde direttamente il mahatma:

"Non violenza e codardia si accompagnano male. Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. Il possesso di armi implica un elemento di paura, se non di vigliaccheria. La vera non-violenza è invece impossibile ove non si possegga un indomito coraggio."

:chefico: :gluglu:

LEONIDA
03-07-09, 23:38
Ti risponde direttamente il mahatma:

"Non violenza e codardia si accompagnano male. Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. Il possesso di armi implica un elemento di paura, se non di vigliaccheria. La vera non-violenza è invece impossibile ove non si possegga un indomito coraggio."

:chefico: :gluglu:

è un codardo perché si rifiuta di prendersi le sue responsabilità per salvare se stesso, la patria o il mondo.
non perché ha paura del nemico.
e non mi venire a dire che l'uso della forza non è una soluzione (quando sono falliti i modi pacifici), perché manco ti risponderei per quanto è assurdo e smentito dalla storia.

:648:

eq...
03-07-09, 23:45
l'ha fatto perché essendo Dio, non può vìolare il libero arbitrio donato all'umanità.
spetta all'umanità combattere per Cristo, non a Cristo.

Scusami, ma queste tue interpretazioni dal punto di vista dottrinale sono estremamente ambigue, ma ci vorrebbe un autorità terza per dipanare la questione, intanto limitati a postare documenti ufficiali in merito, che le tue tesi messe così possono anche rischiare di arrecare scandalo.


proprio un bel metodo di lotta... :sofico: :crepapelle: sarà per questo che Gandhi non conta una mazza.

Gandhi ha fatto per l'India molto più dei numerosi patrioti guerrafondai che si sono succeduti nella storia di altri paesi.

eq...
03-07-09, 23:46
perché manco ti risponderei per quanto è assurdo e smentito dalla storia

La storia dell'India?

LEONIDA
03-07-09, 23:49
Scusami, ma queste tue interpretazioni dal punto di vista dottrinale sono estremamente ambigue, ma ci vorrebbe un autorità terza per dipanare la questione, intanto limitati a postare documenti ufficiali in merito, che le tue tesi messe così possono anche rischiare di arrecare scandalo.


oddio, con tutte le volte che ne abbiamo parlato, eq?
ti ricordi tutti quei discorsi sulle Sacre Scritture che esigono anche moralità sociale, oltre alla moralità individuale? cose confermate dal Catechismo con il peccato di scandalo, eccetera?
ecco si, è sempre quella roba là... sono le basi insomma.

non c'è bisogno di citare chissachecosa per illustrare che cosa significa "libero arbitrio", e che esso vuol dire che spetta all'umanità scegliere se andare in Paradiso o all'Inferno.

LEONIDA
03-07-09, 23:55
La storia dell'India?

si anche la storia dell'India lo dimostra, con la secessione di ampia parte del territorio indiano, pochi anni dopo l'opera di Gandhi e i conflitti interreligiosi tra musulmani e indu che non cessano mai.
poi guarda che devi leggere bene:
ho scritto:
"se la guerra e la violenza si possono evitare con soluzioni efficaci pacifiche, allora ben venga, ma altrimenti servono le maniere forti."

quindi questo vuol dire che in certi casi i mezzi pacifici ci sono e allora vanno seguiti. quando non ci sono, allora tutta la storia umana dimostra come si rivela determinante l'uso della forza.
e le Sacre Scritture ovviamente, insieme al Catechismo, non rinnegano affatto l'uso della forza, ma prevedono diversi casi per la cosiddetta "guerra giusta" e anche per la rivolta armata contro un regime oppressore dei valori cristiani.
la cosa che mi fa un po' irritare è che coloro che non seguono il cattolicesimo vanno a dire agli altri che lo seguono che danno scandalo! siamo proprio arrivati all'assurdo!

eq...
04-07-09, 00:07
oddio, con tutte le volte che ne abbiamo parlato, eq?
ti ricordi tutti quei discorsi sulle Sacre Scritture che esigono anche moralità sociale, oltre alla moralità individuale? cose confermate dal Catechismo con il peccato di scandalo, eccetera?
ecco si, è sempre quella roba là... sono le basi insomma.

Far derivare da quei testi ufficiali queste due frasi specifiche è del tutto arbitrario.


l'ha fatto perché essendo Dio, non può vìolare il libero arbitrio donato all'umanità.
spetta all'umanità combattere per Cristo, non a Cristo.

La seconda presenta pure problemi logici evidenti partendo dal presupposto che la Chiesa è il corpo di Cristo.

eq...
04-07-09, 00:11
si anche la storia dell'India lo dimostra, con la secessione di ampia parte del territorio indiano, pochi anni dopo l'opera di Gandhi e i conflitti interreligiosi tra musulmani e indu che non cessano mai.

Gandhi ha contribuito in maniera determinante ad ottere l'indipendenza dell'India con minimi spargimenti di sangue, questo è già sufficiente per affermare che nel suo caso specifico ha avuto successo.

Dubito che tu al suo posto avresti seguito la sua linea, quindi preghiamo sempre in Signore che ci conceda uomini giusti al posto giusto.

LEONIDA
04-07-09, 00:12
Far derivare da quei testi ufficiali queste due frasi specifiche è del tutto arbitrario.



La seconda presenta pure problemi logici evidenti partendo dal presupposto che la Chiesa è il corpo di Cristo.

se fosse come dici tu, allora le Sacre Scritture ci direbbero: "non è indispensabile anche la moralità sociale".
visto che invece le Sacre Scritture (e la dottrina millenaria della Chiesa) parlano chiaramente, come mi pare di aver postato a volte direttamente dalla Bibbia, che non bisogna incorrere nel peccato sociale, allora evidentemente, la tua interpretazione del libero arbitrio è infondata.
non credi?

eq...
04-07-09, 00:17
se fosse come dici tu, allora le Sacre Scritture ci direbbero: "non è indispensabile anche la moralità sociale".
visto che invece le Sacre Scritture parlano chiaramente, come mi pare di aver postato a volte direttamente dalla Bibbia, che non bisogna incorrere nel peccato sociale, allora evidentemente, la tua interpretazione del libero arbitrio è infondata.
non credi?

LEO abbi pazienza, ma di quale concezione del libero arbitrio parli?

Io sto semplicemente contestando che quelle due frasi si reggano sulla base degli stessi presupposti che citi, non sto contestando altro che quelle due frasi.

Che poi in altra sede io possa aver sparato minchiate, ci può stare, ma non è aderente al problema posto in questo momento.

LEONIDA
04-07-09, 00:28
LEO abbi pazienza, ma di quale concezione del libero arbitrio parli?

Io sto semplicemente contestando che quelle due frasi si reggano sulla base degli stessi presupposti che citi, non sto contestando altro che quelle due frasi.

Che poi in altra sede io possa aver sparato minchiate, ci può stare, ma non è aderente al problema posto in questo momento.

beh allora spiegami meglio perché non capisco assolutamente che cosa ci sia che non va in quelle due frasi, perché le ho lette e rilette e mi sembrano assolutamente perfette, con la dottrina e con la logica.

eq...
04-07-09, 00:38
beh allora spiegami meglio perché non capisco assolutamente che cosa ci sia che non va in quelle due frasi, perché le ho lette e rilette e mi sembrano assolutamente perfette, con la dottrina e con la logica.

Un obiezione logica, l'ho fatta, cmq magari approfondiremo con più calma, però il punto è un altro che forse meriterebbe anche un thread su CR (magari domani lo apro), il punto in questione è il seguente: finché anche tra cattolici ci scanniamo su politica, escatologia, epistemologia anche da un punto di vista dottrinale i rischi di dare scandalo ci sono, ma fino ad un certo punto, ma quando andiamo a parare nel cuore della teologia la faccenda secondo me è più rischiosa e quelle frasi secondo me fanno parte di quest'ultimo contesto.

Vabbè, magari poi approfondiamo meglio che ora me ne vado a nanna. :)

:28035:

Scipione
04-07-09, 08:21
è un codardo perché si rifiuta di prendersi le sue responsabilità per salvare se stesso, la patria o il mondo.
non perché ha paura del nemico.....

:648:
Tu sei al delirio di onnipotenza e nemmeno te ne rendi conto.......... :chefico: :gluglu:

Carnby
04-07-09, 11:42
Tutt'al più si può dire che è diventato: nacque come una serie di ritagli da pezzi di stoffa, come accadde anche al mio paese quando si doveva fare una bandiera per rappresentare le "contrade".