PDA

Visualizza Versione Completa : Manifesto dell' AntimodernitÓ di Massimo Fini



Dark Knight
03-02-12, 10:15
NO alla globalizzazione nŔ di uomini nŔ di capitali nŔ delle merci nŔ dei diritti

NO al capitalismo e al marxismo, due facce della stessa medaglia, l'industrialismo

NO alla mistica del lavoro, di derivazione tanto capitalista che marxista

NO alla democrazia rappresentativa

NO alle oligarchie politiche ed economiche

SI alla autodeterminazione dei popoli

SI alle piccole patrie

SI al ritorno graduale, limitato e ragionato, a forme di autoproduzione e autoconsumo

SI alla democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili

SI al diritto dei popoli di filarsi da se la propria storia senza pelose revisioni umanitarie

SI alla dissobedienza civile e globale, se dall'alto non si riconosce l'intangibilitÓ della sovranitÓ degli stati, allora Ŕ diritto di ciascuno di noi il non riconoscersi pi¨ in uno stato.


http://www.massimofini.it/images/manifesto.jpg

Dark Knight
04-02-12, 13:34
Un Modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo. Proiettandoci a una velocitÓ sempre crescente, che la maggioranza non riesce pi¨ a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi - perchŔ Ŕ lo stesso modello che lo rende irraggiungibile - crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilitÓ. In occidente questo modello paranoico Ŕ riuscito nell'impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci). Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor pi¨ feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identitÓ, specificitÓ, diversitÓ, territori, tutto cercando di omologare a sŔ.

Il marxismo si Ŕ rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. PerchŔ non Ŕ che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanitÓ. Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza. Questa utopia bifronte ha fallito. L'Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto pi¨ infelicitÓ di quanta ne abbia eliminata. Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtÓ funzionali l'uno all'altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.

Su questi temi fondanti per˛ si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente pi¨ radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, Ŕ 'il migliore dei mondi possibile'. Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la ModernitÓ perchŔ nella ModernitÓ sono nati e si sono affermati. Danno per presupposto ci˛ che deve essere invece dimostrato.

Stanchi di subire la violenza dell'attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sorditÓ di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all'autodistruzione, in una societÓ che non Ŕ pi¨ capace di recepire argomenti ma solo 'coup de theatre' abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare. Vogliamo passare all'azione .

Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia. Infondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l'uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete. Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi. Chi vuole collaborare anche all'azione politica, nei modi che preferisce e gli sono pi¨ congeniali, sarÓ l'arcibenvenuto. Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel "migliore dei mondi possibili" e di farsi prendere in giro. Forza ragazzi: si passa all'azione.

MASSIMO FINI