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Visualizza Versione Completa : Valutazione delle scuole superiori



Darwin
07-04-12, 13:50
La fondazione Agnelli ha pubblicato il risultato di una valutazione delle scuole superiori di 4 regioni italiane in funzione della preparazione all'accesso universitario

qui le conclusioni

La Fondazione Agnelli ha reso pubblica in questi giorni un'indagine relativa alla valutazione delle scuole superiori di Piemonte, Lombardia, Emilia e Calabria dal punto di vista della loro capacità di preparare agli studi universitari. Ne hanno dato notizia i principali quotidiani nazionali.

L’indagine ha riguardato i risultati di profitto e rendimento agli esami universitari di oltre 145.000 diplomati provenienti da 1.011 istituti che si sono immatricolati e hanno frequentato il primo anno accademico. L’obiettivo è andare a vedere a ritroso da dove provengono e quali sono le scuole che li hanno preparati meglio.

Le principali conclusioni sostanzialmente comuni alle regioni considerate, pur nelle grandi differenze, sono tre:

1. emerge la buona qualità della formazione fornita dagli istituti tecnici, se valutata in termini di effetto scuola;

2. emerge un effetto provincia: gli studenti dei piccoli centri hanno in media performance universitarie migliori rispetto ai grandi centri urbani;

3. nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, la performance della maggior parte delle scuole non statali è deludente rispetto a quelle statali.

Qui il link

Valutare la qualità delle scuole superiori attraverso i risultati dei loro diplomati immatricolati negli atenei italiani (http://www.fga.it/home/i-documenti/interventi/dettaglio-documento/article/valutare-la-qualita-delle-scuole-superiori-attraverso-i-risultati-dei-loro-diplomati-immatricolati-n-1.html)

Heidi
12-04-12, 12:04
La valutazione che viene fatta, dipende anche dal livello culturale, a cui si fa riferimento, per definire “buona” la preparazione scolastica ricevuta.

Per quanto mi riguarda, credo che la scuola tutta, oggi, abbia meno potere formativo, rispetto a quella di alcuni decenni fa e la colpa non è degli studenti o dei docenti, ma della demolizione che è stata operata dalle varie riforme devastanti che sono state fatte.

Tutti i contenuti culturali dei vari gradi di istruzione si sono impoveriti, per “volere” dei programmi didattici, proposti dai vari ministri, che si sono succeduti nella pubblica istruzione e la scuola italiana non tocca più i vertici di un tempo.
E’ un’amara costatazione, ma purtroppo è la realtà.

acquazzurra
26-04-12, 09:53
La valutazione che viene fatta, dipende anche dal livello culturale, a cui si fa riferimento, per definire “buona” la preparazione scolastica ricevuta.

Per quanto mi riguarda, credo che la scuola tutta, oggi, abbia meno potere formativo, rispetto a quella di alcuni decenni fa e la colpa non è degli studenti o dei docenti, ma della demolizione che è stata operata dalle varie riforme devastanti che sono state fatte.

Tutti i contenuti culturali dei vari gradi di istruzione si sono impoveriti, per “volere” dei programmi didattici, proposti dai vari ministri, che si sono succeduti nella pubblica istruzione e la scuola italiana non tocca più i vertici di un tempo.
E’ un’amara costatazione, ma purtroppo è la realtà.

Quoto

Alepk
26-04-12, 17:55
Le principali conclusioni sostanzialmente comuni alle regioni considerate, pur nelle grandi differenze, sono tre:

1. emerge la buona qualità della formazione fornita dagli istituti tecnici, se valutata in termini di effetto scuola;

2. emerge un effetto provincia: gli studenti dei piccoli centri hanno in media performance universitarie migliori rispetto ai grandi centri urbani;

3. nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, la performance della maggior parte delle scuole non statali è deludente rispetto a quelle statali. [/I]



Mi stupisce il punto 2.
Comunque troppo facile ottenere queste valutazioni con 3 regioni del nord ed 1 del sud.

Heidi
26-04-12, 20:18
Quoto
Cara acquazzura, immaginavo che avresti condiviso.
Solo chi opera all'interno della scuola può realmente conoscere la triste situazione in cui si trova l'istruzione italiana!
Purtroppo chi si occupa di statistiche è spesso lontano da questa realtà.:giagia:
:ciaociao:

Heidi
26-04-12, 20:20
Mi stupisce il punto 2.
Comunque troppo facile ottenere queste valutazioni con 3 regioni del nord ed 1 del sud.
Sono d'accordo!:giagia:

Darwin
26-04-12, 22:34
La valutazione che viene fatta, dipende anche dal livello culturale, a cui si fa riferimento, per definire “buona” la preparazione scolastica ricevuta.

Per quanto mi riguarda, credo che la scuola tutta, oggi, abbia meno potere formativo, rispetto a quella di alcuni decenni fa e la colpa non è degli studenti o dei docenti, ma della demolizione che è stata operata dalle varie riforme devastanti che sono state fatte.

Tutti i contenuti culturali dei vari gradi di istruzione si sono impoveriti, per “volere” dei programmi didattici, proposti dai vari ministri, che si sono succeduti nella pubblica istruzione e la scuola italiana non tocca più i vertici di un tempo.
E’ un’amara costatazione, ma purtroppo è la realtà.

In buona parte sono d'accordo con te anche se la mia esperienza è data solo dal confronto fra la mia esperienza scolastica e quella dei miei figli.
In base a questa esperienza , probabilmente viziata dal fatto che il liceo frequentato dai miei figli è , relativamente alla attuale situazione , uno dei migliore della regione (si è piazzato terzo).
In base a questa parziale esperienza integrata con la conoscenza delle nuove leve che via via si sono fatte avanti nel mondo dl lavoro posso dire che la preparazione della scuola italiana non è tanto calata nei livelli alti , studenti più preparati , ma nella preparazione minima necessaria a passare ai gradi superiori dell'istruzione.

In poche parole non c'è confronto nel livello di preparazione dei miei amici studenti liceali che si sono diplomati con voti scadenti con quelli attuali , c'è un abisso culturale e di preparazione.

Per quanto riguarda la classifica non è una classifica di 'qualità' ma valuta le performance universitarie al primo anno degli studenti usciti dagli istituti superiori in base a parametri quantitativi dati dalla velocità di dare esame e dal loro voto.
Nell'ambito di questa relatività è una classifica reale che misura dati reali.