PDA

Visualizza Versione Completa : mancano 400 milioni?



MaIn
21-12-12, 10:55
mancano 400 milioni all'università.

secondo questo sito:
L'Università delle Cattedre Grigie (il 24% dei professori ordinari ha oltre 65 anni) (http://www.campus.rieti.it/jw/news/attualita/836-luniversita-delle-cattedre-grigie-il-24-dei-professori-ordinari-ha-oltre-65-anni.html)

"il numero degli ordinari è aumentato fino a eguagliare, e addirittura superare nel 2001, il numero degli associati e dei ricercatori. Rispetto al 1998 il numero di ordinari è aumentato del 46 per cento, a fronte di un aumento complessivo del corpo docente del 24 per cento. Oggi, la composizione delle tre fasce si equivale con circa 20mila docenti per fascia e forma la cosiddetta “struttura a cilindro” del corpo docente. L'allargamento a dismisura del numero di ordinari ha contribuito a ingrossare le spese di personale degli atenei, oggi prossimi al tracollo finanziario."


quindi si hanno 40 mila tra ordinari e associati.
professore con stipendi di svariate migliaia di euro mensili (solo dall'univ).

abbassando di mille euro ciascuno gli stipendi,
si trovano 40 milioni mensili, 480 milioni annui.

ecco trovati i soldi.
non vedo perchè gli italiani, magari con stipendi miseri, debbano ulteriormente tassarsi o subire tagli per garantire alti stipendi ai docenti universitari

Il viaggiatore notturno
21-12-12, 23:40
Come calcolo ci sta tutto, però dai ascolto a uno che nell'università ci lavora: non c'è nulla di più stretto del culo di quei figli di puttana quando vai a chiedergli di rinunciare a poche decine di euro, figurarsi mille...

MaIn
23-12-12, 19:22
ecco le univesirtà che dovrebbero fallire per prime:

Venti atenei a rischio default nel 2013

Il primo ateneo che rischia il default nel 2013 è quello di Foggia. Il rapporto tra spesa per il personale e le entrate stabili supera l’89%, una quota che lo porterà al commissariamento, alla chiusura dei dipartimenti, ad un colossale ridimensionamento della didattica e della ricerca, già gravemente compromesse da cinque anni di austerità forzata. Seguiranno l’ateneo di Cassino (88,1%) e la seconda università di Napoli (85,5), Sassari (85,2%), Bari (84,6) e la Federico II di Napoli (83,7%). Andranno in fallimento Tor Vergata (83,4%), Messina (83%), l’università del Molise (82,4%) e quella di Palermo (82.1%). Sono almeno venti gli atenei (su 61 statali) ad avere già superato il rapporto fissato all’80%, la maggioranza sono quelli del Centro-sud. Il governo Monti ha abbassato la soglia dal 90 all’80% perchè altrimenti, come testimonia una proiezione elaborata dalla Flc-Cgil già nel 2009, gli atenei in default sarebbero stati 33. Truccare la partita non è però bastato per evitare la catastrofe.
L’eredità politica che il governo Monti lascia al paese sarà il commissariamento per i prossimi cinque anni di 20 atenei che dovranno rientrare dal debito attraverso accorpamenti, vendita del patrimonio e blocco totale delle assunzioni. Nel frattempo continueranno a imporre contratti a un euro, o gratis, ai ricercatori precari. Accade a Sassari o a Genova, dove quasi il 60% non percepiscono lo stipendio, a Roma e in tutti gli atenei che non possono più contare su docenti che stanno andando in pensione (altri 7 mila entro il 2015)