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Visualizza Versione Completa : I Partiti dell’ALE alle elezioni.



Su Componidori
13-04-06, 21:46
Purtroppo, anche i Partiti facenti parte dell’ALE in ambito italiano, presentatisi a queste elezioni politiche in alleanza col centro sinistra nn hanno eletto dei propri rappresentanti in Parlamento.
Eppure il loro apporto, sia alla Camera che al Senato, nn è stato per niente trascurabile anzi, probabilmente determinante per la risicata differenza tra i due poli.
Vediamo.

Alla camera:
Alleanza Lombarda: 44.580 voti;
Liga Fronte Veneto: 22.010 voti;
Totale 66.590 voti.

Al Senato:
Alleanza lombarda: 90.943 voti;
Liga Fronte Veneto: 23.209 voti;
Totale: 114.152 voti.

Mi chiedo se a questi si fossero aggiunti i voti del PSd’A, di Alleanza Libera Emiliana, magari del Frunti Nazziunali Sicilianu, beh forse il “peso elettorale” e quello politico nella fase di contrattazione col centro sinistra …e con un unico simbolo elettorale alla Camera, la percentuale minima (2%?) nn sarebbe stata lontana. :-00w09d
Soprattutto avrebbe creato un diverso “entusiasmo” nei militanti sardisti e nell’elettorato sardo.

Naturalmente ben altra competizione elettorale e ben altri risultati si sarebbero verificati se anche in Sardegna si fosse applicata la legge elettorale vigente in Vallée d’Aoste o in Südtirol. :mad:

Riusciranno i nostri “Prodi” parlamentari eletti in Sardegna a modificare almeno il Collegio unico per le “europee”? :-01#53

Su Componidori
13-04-06, 21:55
Nel forum Padania, grilloparlante aveva postato questo ragionamento.
Per vedere l’intera argomentazione clicca su:


http://www.liberaliperlitalia.it/pagina.phtml?_id_articolo=812
”Il diritto di tribuna versione 2006 consente invece che gli stessi piccoli partiti che candidano propri esponenti nelle liste dei partiti maggiori, presentino poi, come se nulla fosse, proprie liste “autonome” nella competizione elettorale.
Tali liste servono a raccogliere voti: con il sistema proporzionale, aumentare e diversificare l'offerta politica può fruttare qualche voto in più rispetto ai voti che i partiti maggiori della coalizione possono raccogliere.
Che poi queste liste dei piccoli partiti raggiungano o meno il 2 % nazionale e, quindi, ottengano o meno rappresentanza, è questione a questo punto marginale. Tanto qualche seggio sicuro è assicurato nelle liste che davvero contano.
Non c'è qualcosa di politicamente disonesto, in tutto ciò? Gli elettori che, in buona fede, votano le liste dei piccoli partiti non sono, in qualche modo, truffati? Le liste dei piccoli partiti non si riducono, a ben vedere, al ruolo di “liste civetta”?
Scusatemi se ragiono all'antica. Ma per me la moralità in politica consiste nell'avere una forza propria che consenta di sviluppare una propria azione politica in piena indipendenza ed effettiva autonomia.
Si può stare lealmente in una coalizione, ma riservandosi il diritto di essere critici tutte le volte che lo si deve essere. Senza ricatti, senza “teatro”, ma per il fatto che la fedeltà a certi convincimenti di fondo viene prima rispetto a qualsiasi logica di coalizione.
Che reale autonomia può avere un partito che sa che i pochi parlamentari di cui dispone sono stati eletti, per graziosa concessione altrui, in liste di altro partito?

Per chi ancora non avesse chiari i termini del problema, ricordo che presentare, senza successo, liste nelle competizioni elettorali non si traduce necessariamente in un danno dal punto di vista economico.
Ai sensi dell'articolo 2 della legge 3 giugno 1997, n. 159, possono ottenere il rimborso delle spese elettorali i partiti che nelle elezioni per la Camera abbiano conseguito almeno l'uno per cento dei voti validamente espressi sul piano nazionale.
Ricordate che, quando vigeva la precedente legge elettorale prevalentemente maggioritaria, la versione ufficiale era che il maggioritario serviva a semplificare la vita politica ed a ridurre il numero dei partiti.
Era stato previsto però un comodo paracadute per i partiti piccoli.
Così per ottenere seggi, nella quota proporzionale per la Camera, occorreva avere conseguito la percentuale del 4 % dei voti sul piano nazionale e nel 2001 soltanto cinque liste riuscirono a superare tale soglia di sbarramento; ma poi, per ottenere il rimborso delle spese elettorali, era sufficiente avere ottenuto l'uno per cento dei voti.
Un rimborso non si nega a nessuno, avrebbe detto il grande Antonio de Curtis, in arte Toto! Non si nega a nessuno perché i partiti - di Centro-Destra e di Centro-Sinistra - sono sempre prodighi quando si tratta di finanziare la politica, con denaro dei contribuenti.
La prima richiamata legge n. 157/1999 porta le firme di D'Alema, come Presidente del Consiglio, e di Diliberto, come Guardasigilli. Ma sulle modalità del finanziamento pubblico della politica occorrerebbe uno specifico discorso.”

Ortega (POL)
13-04-06, 22:05
Ma dopo questa bastonata di acciaro alle politiche...ancora avete voglia di pasticci coi leghisti, correte dietro ai "diritti di tribuna", tenete il moccolo ai razzisti? Tando non bos est selvidu a nudda...

Su Componidori
14-04-06, 00:45
Ortega nn vorrei che avessi travisato…magari confondendo Alleanza Lombarda con la Lega Nord.
Il primo post contiene delle mie telegrafiche osservazioni, il secondo è una citazione che ho voluto riportare solo per curiosità e conoscenza, evidenziando una parte che mi sembrava interessante.
Ciao

Ortega (POL)
14-04-06, 01:23
Hai ragione, ti chiedo scusa.
Se il Psdaz avesse fatto una lista unica con i partiti dell'ALE, storici compagni di lotta, la avrei votata alla Camera.
Spero che la tua proposta trovi consenso nel partito.

Su Componidori
20-04-06, 09:37
Il Sardegna

Argomenti

Elidio De Paoli
Politico
LA SCHEDA 57 ANNI, SENATORE CON LA “LEGA PER L'AUTONOMIA ALLEANZA LOMBARDA”


Io, “leghista”, ho dato la vittoria all'Unione
«Un governo è fatto da sottosegretari e ministri: da Prodi vogliamo segnali»

Andrea Tortelli
andrea.tortelli@epolis.sm


Operaio e sindacalista, leninista, sessantottino, consigliere provinciale dei Verdi.
È questo, fino al 1992, il curriculum politico di Elidio De Paoli, l'autonomista bresciano (tre volte senatore) che in queste elezioni ha fatto vincere l'Unione con i 45mila voti ottenuti alla Camera dalla sua “Lega per l'autonomia - alleanza Lombarda”.

Le parole “Lega” e “Lombarda ” sono ben in evidenza nel vostro simbolo. Il Carroccio vi accusa di giocare sull'equivoco per sottrargli elettori...
Abbiamo partecipato a tutti gli appuntamenti elettorali degli ultimi dieci anni: la Lega Nord deve
abituarsi alla nostra presenza invece di continuare a presentare ricorsi che sistematicamente perde.
A Magasa, comune bresciano di 140 anime, hanno anche cercato di copiare il mio simbolo. Ovviamente hanno dovuto ritirarlo.

Lei ha fatto un lungo percorso a sinistra. Come le è venuto in mente di fondare una Lega?
Bossi, che veniva dal Partito di unità proletaria, ha dato vita a un movimento di destra e razzista. Io mi sono soltanto adeguato ai tempi. Non mi sento meno coerente di lui: la mia Lega è di sinistra.

È grazie al suo voto, però, che nel 1994 Silvio Berlusconi ha avuto la maggioranza in Senato.
Gli mancava quel voto e gliel'ho dato. Sono convinto che chi vince deve poter governare. In quel caso,
poi, era l'unico sistema per mandarlo a casa, per dimostrare agli italiani la sua incapacità ed evitare che facesse la parte della vittima. Avevo anche scommesso con lui che dopo sei mesi il suo governo sarebbe caduto: così è stato.

Umberto Bossi, prima di quelle elezioni, le aveva promesso di strapparle le corde vocali.
Dopo quelle minacce il presidente del Senato Giovanni Spadolini mi aveva anche chiamato per offrirmi
la scorta. Ma io ho rifiutato: ho le corde vocali e non mi hanno mai tolto nemmeno le tonsille.

I rapporti con la Lega rimangono comunque molto tesi...
Ci sono i soliti venti che a Radio Padania fanno il loro quotidiano sproloquio su di me. Ma la grande
maggioranza di quelli che votano il Carroccio sono brave persone. E comunque, dopo le elezioni, vengono tutti a cercarti. Come fece nel 2001 l'amico Roberto Calderoni che mi chiese il voto per essere
eletto vicepresidente del Senato. In politica ci può stare che uno finga di guardare l'altro in cagnesco,
ma al bar della Buvette si litigava soltanto per chi offriva il caffé .

«L'amico Calderoli» aveva presentato ricorso perché secondo lui i vostri voti non andavano conteggiati al centrosinistra.
La sentenza gli ha dato torto. È la dimostrazione che a volte i ministri fanno le leggi senza nemmeno
leggerle. L'amico Calderoli farebbe bene a prendere secchio e colla e rimettersi ad attaccare i manifesti, come ai tempi della Lega di lotta.

Sulla questione, però, aveva accusato l'Unione di eccessivo immobilismo. . .
Sono un irruento. Ma nell'alleanza di centrosinistra ci sono 15 partiti, da Mastella a Bertinotti: mi rendo conto che serve pazienza.

Alla coalizione guidata da Romano Prodi, lunedì, aveva anche chiesto un segnale.
Dopo il voto i vertici dell'Unione non si sono fatti sentire nemmeno per un grazie.

E adesso?
Sono in corso contatti con esponenti del nostro partito. Se ne sta occupando soprattutto Fabrizio Comenicini, il padre della Liga Fronte Veneto. Lui ha carta bianca per trattare anche a nostro nome
e poi ha la capacità di star seduto: io quando mi sento preso in giro mi alzo e me ne vado. È meglio che a occuparsi di queste cose siano i nostri diplomatici.

Per ottenere cosa?
Un governo è fatto da ministri e sottosegretari. Vogliamo capire se possiamo avere una rappresentanza
adeguata o siamo stati solo portatori d'acqua. Credo comunque che la situazione si sbloccherà a breve, forse entro il 25 aprile.

Ma la vostra alleanza col centrosinistra è destinata a durare?
Noi siamo dalla parte dei cittadini, che stanno sia a destra sia a sinistra. Di matrimonio ne ho fatto uno solo: quello con la signora Eva Rossi, con cui sono sposato da 32 anni.■