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marimari
21-05-06, 16:50
LA GAZZETTA DELLO SPORT

" Figo: «I miei dubbi su Moggi?
Pensai che non fosse così assurdo che facesse una cosa del genere...»


Il terremoto intercettazioni era ancora alle prime scosse e Luis Figo dettò parole che sono rimaste, nella loro ironia lucida e feroce, una reazione fra le più efficaci di quelle che si sono mescolate nei giorni scorsi. Come un dribbling, un cross, un gol dei suoi: stordiscono l'avversario, capita che lo irridano.

Dopo Inter-Juve, 12 febbraio, Figo disse di aver visto Luciano Moggi entrare nello spogliatoio dell'arbitro: il portoghese fu crocifisso, deferito e poi multato. Non ha dovuto aspettare neanche tre mesi sulla riva del fiume, per veder passare cadaveri.


Figo, cos'era quella frase? Una rivincita sottile?

«Era una questione d'onore, almeno quella. Quando i fatti dimostrano che avevi ragione e però ormai non si può più fare nulla, una battuta scherzosa è l'unica cosa che ti è concessa, ma può essere tagliente più di tante parole».

Ma lei, prima di quell'Inter-Juve, lo vide davvero Moggi entrare nello spogliatoio dell'arbitro?

«Io vidi Moggi salire e scendere scale nella zona degli spogliatoi: non so dove fosse andato, non so se entrò nello spogliatoio di Paparesta. Però era lì, e andava su e giù. Però mi è molto chiaro quello che ho sentito dire, da quando sono in Italia: e ho pensato che non fosse così assurdo che Moggi facesse una cosa del genere».
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33 ANNI Luis Figo è nato ad Almada, vicino a Lisbona (in Portogallo), il 4 novembre 1972. In nerazzurro ha esordito il 28 agosto scorso: Inter-Treviso 3-0 (ACTION IMAGES) «Anche in Portogallo non si parla d'altro, tutto il giorno: i quotidiani dedicano almeno una pagina al giorno a questo scandalo e la gente mi chiede, vuole sapere. Anche nel mio Paese è successo qualcosa del genere, tempo fa: ci furono delle indagini, ma non si scoprì nulla di così grande e vergognoso».

Le è capitato, anche solo per un momento, di dubitare dell'Inter?

«No, e non lo dico perché adesso è facile dirlo. Anzi: per me è stato bello accorgermi una volta di più che quel giorno, quando incontrai Moratti a Forte dei Marmi e scelsi l'Inter, il mio istinto non aveva sbagliato. Accorgermi di aver potuto vedere da vicino, subito, quello che oggi stanno vedendo tutti: che signore è Moratti, e nel calcio di oggi — io posso dirlo per esperienza personale — è molto difficile trovarne.
Che società è l'Inter: pulita, un esempio di un calcio senza manipolazioni. Dal primo giorno che è scoppiata questa bufera, sono stato sicuro di una cosa: che l'Inter non c'entrasse nulla».

Sono più di due settimane che non si parla altro che di calcio manipolato: un calciatore come vive un momento così?

«Le dico come l'ho vissuto io: un po' con orgoglio e un po' con rabbia. L'orgoglio di stare nell'Inter, che non è più solo un grande club, ma un grande club fuori da questo casino; di appartenere a una famiglia che dopo aver subìto per tanti anni si sta prendendo delle rivincite, perlomeno morali. E poi rabbia, la rabbia di chi sta scoprendo un calcio che ha giocato con i sentimenti della gente: non si gioca con i sentimenti».

Pensa che l'Inter sia stata danneggiata anche nel campionato appena terminato, l'unico da lei vissuto da protagonista?

«Posso dire che ad un certo punto della stagione si sono verificati degli errori arbitrali a nostro svantaggio o a vantaggio altrui, che hanno pregiudicato il nostro campionato. Poi, quando i punti di svantaggio diventano dieci o undici, non se ne parla più, si dimentica. Però intanto quelle cose sono successe e hanno avuto il loro peso. Me l'avevano detto subito: "Luis, ricordati: se l'Inter deve perdere, perde; se la Juve deve perdere, vince o male che le vada pareggia"».

Lei che pagò sulla sua pelle il fatto di aver firmato due contratti per due squadre diverse, la vede oggi la Juventus pagare con la retrocessione in serie B?


«Non so che punizione avranno la Juve o altri club che eventualmente saranno giudicati colpevoli: non godrò in base a quanto sarà pesante, mi auguro solo che sia una punizione giusta, che sia il risultato di una vera giustizia. Spero che non venga mai un giorno in cui si dovrà dire che tutto quello che sta capitando oggi è capitato inutilmente: se una giustizia esiste, si scoprirà la verità. Perché la gente che ama il calcio, adesso, aspetta di sapere quello che è successo. E quello che succederà».

Succederà che l'Italia pagherà questo scandalo al Mondiale?

«Non credo: l'Italia ha giocatori esperti e di grande professionalità. E poi, quando si comincia a giocare, a certe cose riesci a non pensare più. O comunque non più di tanto».

E succederà che nel prossimo campionato per l'Inter diventerà un po' più facile vincere?

«Vincere è sempre difficile. Ma sicuramente è un po' più facile se succede finalmente di potersela giocare tutti alla pari».

domine
23-05-06, 17:17
grande figo,uno di noi