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Visualizza Versione Completa : Acque Minerali di S.Stefano Quisquina: i nuovi conquistadores nella terra di nessuno.



Alfonso Leto
13-06-07, 07:11
"Sanpellegrino sposa Santa Rosalia”, con questo cinismo molto da prosa finanziaria, l’articolo di Repubblica-Palermo del 7 giugno, ci da lo stato dell’arte dell’operazione-Nestlè nel cuore della riserva naturale orientata della Quisquina. Ci parla apertamente di un programma di “conquista” delle acque siciliane, ci dice, per voce soddisfatta dell’amministratore delegato dalla società, che gli attuali 30 milioni di bottiglie annui prelevati e distribuiti sul mercato si moltiplicheranno presto in 250 milioni.
Alla fine, “rassicura” che quest’acqua made in Sicily non varcherà i confini dell’isola altrimenti «si rischierebbe di esaurire in pochissimo tempo la risorsa idrica a disposizione...». Cioè: “è solo questione di tempo”.
Non ci dice, però, se quella risorsa idrica sia parte integrante dell’unico bacino (l’acquifero della Quisquina) esteso per 48 Kmq che alimenta anche le sorgenti che danno l’acqua al paese e alle molte altre stazioni della sete agrigentina, come già studiato e descritto nel corso degli anni da univoci studi geologici condotti dal prof. Livio Trevisan ordinario di geologia dell’Università di Pisa (1963), dai proff. Rosario Alaimo (Docente di geochimica) e Antonio Daina (Docente di geologia applicata) dell’Università di Palermo(1988 e 1990), del dott. Francesco Martorana, geologo e studioso del bacino in questione (1999 e 2000). Studi di cui sono sempre stati a conoscenza tutti gli enti, per via di ben note altre vicende che hanno storicamente coinvolto il bacino.
Per la verità non è stato reso noto nessuno studio alternativo, non di parte, che dicesse il contrario.
Saremmo tutti (in parte) consolati se qualcuno che riveste pubbliche funzioni amministrative, comunali o regionali, di tutela del territorio, o perfino qualche tecnico della Sanpellegrino-Santa Rosalia di Santo Stefano si assumesse la santa responsabilità pubblica di spiegarci o dichiarare, anche dalle pagine di questo giornale, che si tratta di paure totalmente infondate e che gli studi geologici citati sono da considerarsi un abbaglio accademico di un gruppo di incompetenti.
Almeno sapremo in futuro a chi dire grazie, per averci portato sviluppo e prosperità, o a chi inserire nell’albo d’oro degli imbroglioni per averci turlupinati portandoci via l’unico bene che ci rimane.
Intanto, aspettiamo con civica fatalità, e con strabismo: un occhio ai benefici immediati e un’altro ai favori incerti della metereologia. Senza calibrare in prospettiva il rapporto costi-benefici. Si fa così da queste parti, da secoli e secoli.
Ma, anche se così non fosse, e cioè se la falda a cui attinge la multinazionale è un’altra rispetto a quella già nota, il problema si decontestualizza, si, ma assume aspetti etici di più ampio respiro: quì in Sicilia, nell’entroterra agrigentino, terra della sete e delle ricorrenti crisi idriche, come ha potuto lo Stato, la Regione e- per quanto ad esso compete- il Comune, elargire così la risorsa primaria agli appetiti incontrollati del mercato?
Oggi San Pellegrino sposa Santa Rosalia? E’ ormai nella statistica che la maggior parte dei soprusi alle donne avvengono in famiglia.

:mad:

Nicheja
20-06-07, 09:05
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=346698