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Franco Marino

La macchina del fango targata "Fatto Quotidiano"

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Di , 18-11-13 alle 13:31 (394 Visite)
In questo paese si ha un bruttissimo vizio, quello di farsi delle convinzioni e poi ci si premura di cercare delle prove e se poi le prove non si trovano, pazienza.
In questo modo si distruggono persone, aziende, personalità della politica e se uno appena prova a far notare la pericolosità di un atteggiamento del genere, si deve sentire accusato di essere servo del sistema o peggio ancora fiancheggiatore del berlusconismo.
Su Vendola si è messa in azione la macchina del fango di Travaglio e Padellaro, con un'azione di killeraggio tra le più vergognose della storia del giornalismo.
Premessa: io di Vendola penso tutto il peggio possibile come politico. E non c'entra nulla la mia tendenziale appartenenza ad una dottrina ideologica diversa dalla sua. So stimare avversari tuttavia di valore indiscusso. Il fatto è che Vendola è uno al quale non affiderei neanche l'amministrazione del condominio dove abito.
Questo tuttavia non autorizza che lo si accusi anche di cose false.
E in privato, su facebook, quando ho scritto in sua difesa, è capitato che una persona mi dicesse "Ma cosa stai difendendo? Vendola ha fatto questo, questo, quell'altro e quell'altro ancora". E lì ho avuto la conferma di quale sia il vizio perenne di questo paese: quello di regolare la difesa dei princìpi in base alle simpatie e alle antipatie personali.
Ora vedete, amici miei, se Berlusconi dice che 2+2 fa 5 oppure che la terra è piatta, non occorre essere antiberlusconiani per ritenerle stronzate: dovrebbe bastare la semplice conoscenza delle cose.
Ma soprattutto, se è vero (e non ho elementi né per confermarlo né per smentirlo) che Vendola abbia amministrato male la Puglia, questo non significa assolutamente che debba essere travolto dal fango.
Anche Totò Riina detto U curtu, deve essere trattato secondo legge, anche vedendo i suoi diritti rispettati. A maggior ragione perché è uno che si è messo contro la legge, va trattato rispettando la legge. Non si vincono i reati commettendo altri reati.
Il Fatto Quotidiano si è invece reso protagonista di una degenerazione del modo di fare informazione in Italia che sta portando tutti quanti a dire che 2+2 in realtà sì, fa 5. E' sufficiente che il 2 sia antiberlusconiano.
E inoltre ha perorato la causa che se sei un pessimo governatore, meriti anche di essere linciato. Meriti di essere definito sciacallo anche se in realtà, come si evince dalla telefonata, non è vero.
Poi si può asserire che forse Vendola non dovrebbe essere così amichevole con un pezzo grosso dell'ILVA, anche alla luce delle tante schifezze che sono venute alla luce sull'azienda. Ma restano opinioni che in quanto tali sono fini a se stesse.
E sorvolo sul fatto che un'intercettazione penalmente non rilevante datata tre anni, sia finita su un quotidiano. Ma questa è un'altra storia.

Una rapida ricostruzione della vicenda è necessaria. Vendola viene registrato dalle intercettazioni mentre ride al telefono con il responsabile delle pubbliche relazioni dell'ILVA, tale Archinà. Il video dell'intercettazione è disponibile su youtube o sul sito del Fatto e in esso è evidente come Vendola rida non dei malati di tumore dell'ILVA bensì dello "scatto felino" (cito testualmente) con cui Archinà è riuscito a sottrarre Riva ad una domanda cosiddetta "scomoda". Che poi in realtà domanda scomoda non è. Un giorno o l'altro bisognerebbe pure chiarire cosa significhi "fare una domanda scomoda". Al mio paese fare una domanda scomoda significa chiedere, con toni compunti e pacati ma con fermezza, chiarimenti su un qualcosa di cui non si è a conoscenza. Un esempio di domanda scomoda potrebbe essere, ad esempio, se io chiedessi conto (con tutta la cortesia del caso) alla Santanché di cosa sia successo dal 2008 quando andava dicendo che Berlusconi vedeva tutte le donne come orizzontali, ad oggi quando sembra essere la sua fan più scalmanata. E aspettarmi magari dalla Santanché una risposta articolata. Se ci dovesse essere.
Spesso invece i cosiddetti "intervistatori scomodi" scambiano per domanda scomoda qualsiasi tentativo di stalking a carico di questo o di quel politico che se casomai non vuole rispondere, è suo diritto, non avendo di fronte un PM ma un semplice giornalista.
Quando noi notiamo i politici intervistati dai vari giornalisti che lavorano per Servizio Pubblico, Piazza Pulita, La Gabbia etc., ci concentriamo sempre sulla fuga dei politici ma mai sulla maleducazione dei giornalisti che vanno ad intervistarli, ai quali andrebbe spiegato che loro in quel momento non ricoprono alcun incarico pubblico e che dunque debbono accettare che qualcuno possa non volersi far intervistare da loro.
Ebbene, Riva è stato sottratto da Archinà il quale, da buon addetto alle pubbliche relazioni dell'ILVA, conoscendo il contenuto provocatorio della domanda del giornalista (che non era una domanda ma una accusa) ha inteso sottrarlo alle sue grinfie, con uno "scatto felino", che è quello che poi ha originato la risata di Vendola.

Il Fatto Quotidiano, con una sapiente e maldestra operazione manipolativa, è riuscito a far passare il concetto che Vendola in realtà ridesse dei malati di cancro e il risultato è stato che tutti coloro che appartengono a quell'universo culturale, da giorni stanno inzozzando la mia bacheca di facebook di insulti e accuse a carico di Vendola, sulla base di una cosa che non è vera! Stanno cioè affermando che 2+2 fa 5 e che la terra è piatta.
Il vero sfascio operato da Travaglio e dai suoi giornalisti è proprio questo: aver distorto le coscienze degli italiani, a suon di fango, di manipolazioni della verità, trasformandoli in una strana sottospecie ovina: le pecore incazzate. Pecore che posseggono della specie la tendenza a muoversi in gregge ma non la mitezza.

Vedere Vendola trasformato in uno sciacallo sulla base di una falsità, rivedere in persone che si proclamano seguaci della morale e dell'onestà il peggio del peggio dell'umanità in Italia, anche per uno con tanto pelo sullo stomaco come me, è stato uno choc.
Ho visto in tutto ciò (e in tantissime altre cose) il materializzarsi di un nuovo squadrismo, altrove l'ho definito "Fascismo 2.0". Uno squadrismo che non tiene conto della reputazione di chi entra nel suo cono di luce, che si nutre di connivenze con magistrati esaltati e che non rispondono a nessuno delle loro azioni. Un fascismo che diffonde odio, che toglie ogni spazio ad una sana e legittima contrapposizione politica.

Forse più per paura che per reale convinzione, ammetto di aver cercato a volte anche di comprendere le ragioni di Travaglio e del Fatto Quotidiano. Speravo che il loro livore fosse motivato, che in molte cose avessero ragione.
E ammetto che spesso quando ho discusso nelle bacheche dei tanti militanti, mandati da loro a fare casini nelle bacheche e nei video altrui, a suon di sfottò, di insulti, ho avuto paura di ritorsioni e mi sono fatto condizionare.
Oggi più che mai, dopo quanto è accaduto (ed è impossibile non vedervi una regia) sono convinto di una cosa. Che il Fatto, Travaglio e il mondo culturale che ruota attorno a loro, vada combattuto in maniera aspra e gli vada tolta la parola, prima che loro la tolgano a noi.
E non è questione di volerli censurare ma solo di pretendere il rispetto dei diritti altrui. Ogni diritto finisce dove inizia il diritto di un'altra persona. Il diritto di parola e di cronaca è sacrosanto. Non il diritto di diffamare, ingiuriare e calunniare le persone, distruggendo la loro reputazione.
Chiunque calpesti questi diritti è il vero nemico della democrazia, della libertà di parola, della legalità e quindi di un qualsiasi stato di diritto.
E prima lo si capisce, prima ci si rende conto del pericolo che corriamo a mettere il paese nelle mani di queste persone.[/QUOTE]

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