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Nemo

Welfare State senza tasse (fiscalità monetaria, moneta sovrana, MMT, Pound...)

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Di , 05-10-17 alle 15:00 (143 Visite)
Spendere a deficit, tassare solo gli scambi commerciali e garantire un reddito minimo e di base?

Se si eliminassero tutte le tasse e i contributi, sostituendoli con una tassa unica tipo iva, sul solo scambio commerciale al 50%, sarebbe possibile sostenere uno stato efficace e con discreto welfare? Forse si.

La tassa si paga solo sul prodotto che si compra, esentando o portandola solo al 10 % per i beni di prima necessità (pane, pasta, acqua minerale) e i farmaci da banco e salvavita, lo stato la riscuote direttamente tramite moneta digitale o in contanti tramite il passaggio dal commerciante alle tasse, pagando questi egli la metà circa del guadagno lordo. Alcuni (Gesell, Pound, Steiner), proponevano 1 marca da bollo al mese del valore di un centesimo, fino a far scadere la moneta e con lo stato che ottiene il 12 % ogni anno ma è il guadagno è troppo basso e il sistema della marca da bollo sul denaro da riciclo (non quello da risparmio) macchinoso

Eliminando contributi inps, tasse generiche di qualunque tipo (scolastiche, rifiuti, bollo auto), IRPEF, IMU (tranne per case di valore superiore a 1 milione di euro), tasse di successione, patrimoniali, ecc. Tutto tranne la tassa monetaria sullo scambio commerciale.

Idea riassunta da questo schema, riassunto di una teoria collegata a quelle di G. Auriti (fonte: Wikipedia), con due emissioni di denaro, una fissa e l'altra in ciclo continuo - da Stato a cittadini tramite tasse su scambi commerciali - ed emessa e riemessa inizialmente ogni anno come pagamento della spesa pubblica, in quantità variabile



IN CASO DI INFLAZIONE che sfugga al controllo: per evitare il troppo denaro circolante (e quindi l'inflazione), ad un certo punto la moneta può essere ritirata e rivalutata (una sorta di scadenza del denaro), ad esempio dividendo per 10 il valore della moneta, ricavato da moltiplicare (ignorando l'inflazione sopravvenuta) il valore nominale della moneta iniziale, se in circolo c'era 100 (50 di denaro circolante e 50 emesso per i creditori, che poi confluirà nel denaro circolante) e oggi c'è 500, per decreto si emette una nuova moneta sovrana che vale 10 volte di più cosicchè avremmo 50 come denaro circolante, poi si emettetà nuovo denaro (50) per la spesa pubblica. Credo sia sotteso. Il denaro emesso per la spesa potrebbe in teoria essere anche a deficit, e arrivare al 60-70 %, ma ciò è possibile avendo il ferreo controllo della riserva monetaria nazionale.

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Ciò che è chiaro, occorrendo fissare parametri, regole e dettagli, è che:
1) l'evasione crollerebbe
2) aumentano consumi e benessere
3) la piccola impresa tornerebbe a funzionare
4) le tasse finiscono per essere un riciclaggio interno allo Stato del denaro cumulabile, gli scambi fungono solo da esattori, non c'è che nessuno che ci rimette in legittimo guadagno, i tributi e le imposte "vere" si azzerano, i contributi fissi anche, nessuno perde nulla, né ricchi né poveri, ognuno ha secondo i suoi bisogni e secondo i suoi meriti reali.

Dal 1971, almeno ufficialmente, la moneta è slegata dell'oro, i metalli e la carta usate per produrle costano molto meno del valore nominale (a volte sono metalli di scarso valore e carta straccia filigranata in serie), è la banca centrale a conferire (formalmente in base a economia e riserve auree) il valore. Quindi questo surplus di valore, che qualcuno impropriamente chiama signoraggio o reddito da signoraggio, va tutto perso stupidamente (A QUALCUNO FARA' PURE COMODO MAGARI) anziché rimpiazzare le tasse, naturalmente circolando solo come tassa sullo scambio commerciale (raddoppiando i prezzi e i guadagni lordi, il potere d'acquisto non scende come ora, dove aumentano prezzi e tasse ma stipendi no, e anche i guadagni rimangono tali), niente tasse su redditi, proprietà e salari/stipendi, niente diminuzioni delle pensioni pubbliche, un welfare e degli ammortizzatori buoni per i disoccupati, un possibile reddito di base per tutti i cittadini e un reddito minimo garantito a chiunque (compreso nello stipendio per chi lavora, ed erogato ai disoccupati).
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Aggiornato il 07-10-17 alle 11:44 da Nemo

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