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Comunismo

Una casa di cose, ma l'umanità in cucina (IV)

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Di , 07-12-14 alle 12:17 (569 Visite)

Ed eccoci qua, di ritorno nella cucina della brutta ma spaziosa casa. C'è quel tavolo lì in mezzo, ci hanno posato due bottiglie, tre schifezze da rosicchiare, poi ci sono alcune riviste (non ho il tempo di capire quali) e diverse cose da spiaggia. Appena mi libero le mani dalla spesa al mercatino che me ne prende una un tipo grosso che mi fa un sorriso dove in una frazione di secondo leggo una punta di arroganza : Carlo, fratello di Gabriele. E dietro c'è Marco, uno gentile, si capisce dal suo modo di scusarsi di mancare la cena, e già saluta e ne se va. Marco ci hai portato Carlo e subito te ne vai ? volevo fare la battuta, mandiamo via Carlo e teniamoci Marco.

C'è un pò di imbarazzo nell'aria, quasi una tensione. Gabriele, il padrone di casa, vuole portare la compagnia in giro a vedere la casa, e si scontra con Laura che invece mi sta chiedendo cosa mi serve per la preparazione. Laura ha capito che ho l'occhio sociologico, che so la lingua che parlano le cose, che conosco la legge che presiede alla loro distribuzione nello spazio : la conosco perché la combatto. Anche lei la vuole combattere, ma a suo modo : la combatte nella persona di suo marito. Laura crede che scegliendo Gabriele sotto il segno dell'amore si dava la possibilità di stabilire un perimetro all'interno del quale la volgarità sarebbe tenuta in rispetto. Dal tono col quale deride la proposta di fare il giro del proprietario, si intuisce che il perimetro è stato infranto, le cose si sono mostrate più forte degli animi.

Povera Laura, pensavo, non meritavi questa società, per te ci voleva un altra configurazione storica dello scontro tra la preistoria e la comunità da venire. Ma in quella preistoria vivono i genitori di Laura, il papa tanto amato, dolce, ma industrialotto, un papa con un suo mondo che non vuole morire. Eppure la ruota del tempo gira, e chi stava in alto ora si trova in basso. Chi fermerà quella ruota, Laura, chi la puo fermare, se non la talpa infernale, se non il movimento che nascendo dalla contraddizione preistorica si conclude con una storia da non finire ? Ci sarà il leone che mangerà la paglia come il bue, questo forse già lo sai, ma ci sarà anche un sole che non scenderà mai da sopra le case dove ormai ignoti sono i proprietari, e dove si è perfino dimenticata l'esistenza di certi giri, certe danze sataniche.


Ma lascia perdere il giro del proprietario che è cosa piccolo-borghese, e vediamo che avete comprato, dice lei con una determinazione che è ancora un regalo di quelli che si trovano sotto l'albero di natale di un papa industrialotto. Ora pure il sugo dobbiamo fare ? Abbiamo tempo ? Si, oggi a Rimini c'è tempo, mangiamo bene per divertirci meglio e bere di più. Con Laura e Maria ormai sogno la costituzione di un triangolo della morte all'interno dello spazio di circolazione scambista. Fare di questa cucina una roccaforte imprendibile, mitragliare senza pietà, spingere ogni discorso, ogni pratica, su posizioni di durissimo contrasto con il sistema dominante della mercificazione integrale.


Claudio e Paola fortunatamente si sono appartati, Gabriele è salito con suo fratello che deve portare via alcune cose sue, mentre con Maria e Laura sta cominciando la preparazione del sugo. Nella roccaforte è cosi iniziato un rito di invocazione, ora ho preso in mano la situazione, olio nella pentola, coltello tagliente e gesti pericolosi, aglio, pomodori quelli buoni ci ha detto il venditore, Maria un grandissimo sorriso, anche tu Laura (dimentica tuo stronzo di marito, pensa all'uomo di domani), guarda i dentoni di Maria, che salute, che gioia, che bella cosa la Campania e i suoi pomodori. Che bella cosa l'amore e la sua capitale.


Accendo ? Si vai accendi accendi, sto arrivando. Tutti ci arriveremo.

Aggiornato il 07-12-14 alle 12:19 da Tommaso

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