Benvenuto in Termometro Politico - Forum.
Visualizza Feed RSS

Comunismo

Riapre il campionato delle U'eltann' scià o' unnghie

Valuta Questa Inserzione
Di , 17-02-15 alle 13:44 (596 Visite)
Già lo dicevo da tempo : la fine del boom economico fu l'inizio del crollo, ma come la valanga spesso accade che questo inizio appare dapprima come semplice, discreta frattura. Il nostro crollo ha cosi potuto passare inosservato, e l'ebbrezza della passata stagione aiuta la spensieratezza : domani di nuovo si vivrà meglio, che fortunati nostri figli.


E invece non fu cosi. Dalla fine del boom fu un susseguirsi di cattive notizie : la disoccupazione, nella sua tendenza generale, saliva sempre, come pure saliva il debito, e il numero dei trucchetti inventati per mascherare l'evidenza di una contraddizione mortale per l'Occidente : se tutto è basato sul consumo, cioè se la middle-class è il divenire universale, allora ci vuole un salariato universalmente inclusivo. Il confine del lavoro, in questa utopia del capitale, doveva coincidere con il confine della specie.


Ovviamente è successo il contrario. Proprio la vita del capitale, la sua riproduzione, in modo sempre più vistoso presupponeva l'eliminazione di contingenti di lavoro sempre più pesanti, fino a livelli tali da mettere in pericolo lo stesso assetto democratico, basato su quella middle-class fiduciosa, consumista, individualista e quindi relativista, perché rinunciataria verso ogni mossa politica e metapolitica che possa mettere in discussione la gestione autonoma delle cose.


Ed ora che la crisi del capitale ha prodotto una consistente umanità di troppo, non solo nella lontana perifieria orientale e africana ma anche in quella vicina, appena fuori le nostre città, ecco che cresce la paura, e si alzano i venti della guerra. Non si voleva fare la guerra alla società classista ? E allora la si dovrà fare contro il prodotto del classismo a livello mondiale. Si erano accordate, le oligarchie delle diverse formazioni capitaliste, a dare allo sfruttamento della terra e dei suoi abitanti le somiglianze di una cosa naturale, logica, quasi che il capitalismo fosse nella natura delle cose e dell'uomo. Oggi questa falsa natura, che si diceva eterna ed insuperabile, viene affondata dalle sue stesse contraddizioni. No, la distruzione della natura, l'occultamento della verità, l'istituzione dell'individuo a vacca sacra di una ideologia che s'impone con bombe e embarghi, tutto questo non è né naturale né insuperabile.


Adesso cerchiamo di capire quale forma positiva prende la distruzione del capitalismo. Contro la gestione delle cose, si afferma il politico. Contro l'individuo proprietario e garantito, la comunità che afferma la propria precedenza nell'ordine sia genetico che morale. Contro la forma-merce, il rapporto incastrato nel simbolico, il sociale e il culturale. Contro l'Occidente, la diversità dei popoli, e contro la democrazia scambista un regime politico che certo non riposa su qualche gregge di stupide pecore consumiste e convinte della propria libertà perché autorizzate a scegliere tra due bande – la destra e la sinistra – di servi dell'oligarchia.


Questa forma positiva, appena descritta, è quella che va annoverata in una filiazione europea, per la precisione sud-europea, quanto invece lo schifoso, fallimentare e decadente paradigma attuale è di ascendenza nordica-protestante.
In quanto alla sua attuazione, tale finestra di possibilità storica si apre per merito dell'ondata islamica, scaturita dalla incredibile arroganza e stupidità della oligarchia dirigente, a testa della potenza egemone. L'America infatti voleva prendersi il mondo sotto il naso delle potenze regionali a lei non sottomesse, ma il boccone era troppo grosso è tutto sta andando a fondo. L'islamismo è la copia carbone dell'occidentalismo (si pensi per esempio allo sradicamento spirituale, culturale e fisico necessitato dall'adesione a tale ideologia), ma sulla terra non c'è posto per due entità del genere, e quindi si da inizio ad un processo dialettico dove la conflittualità tra i due mondi trasforma quest'ultimi fino al punto in cui si cade in un nuovo corso storico.


Questo sta succedendo sotto i nostri occhi. Eravamo i buonisti, il ventre molle, uomini fatti donne dalla propaganda di regime, amici di tutti, dimenticoni di ogni cosa che non sia in vendita al supermercato sotto casa, ecc ? E invece ecco che tutti insieme parliamo di guerra. Tutte queste chiacchiere, queste lamentele che non finivano mai sulla perversione culturale modernista, post-modernista e post-post-modernista, si sono evaporate in una settimana : quando c'è da salvare la pelle, l'oligarchia non ci pensa due volte a dichiarare guerra e dimenticare i buoni propositi buonisti.


Prevedo dunque per domani la salita in massa, sul carro della guerra e della società da difendere coi coglioni, di tutti quelli che fino a ieri vendevano al kilo la propaganda sull'unificazione meravigliosa e progressista del mondo sotto il segno del mercato e delle tecnologie.
Il mondo non va verso la sua unificazione nella forma scambista, democratica e individualista. Il mondo non va verso la pace intesa come gestione delle cose e degli uomini.
Il mondo va verso la guerra, la barbarie, la morte, perché la sua anima è il capitale e il capitale è una crisi che non finisce mai, una crisi che porta la distruzione e la guerra. Ma la guerra tra l'occidentalismo e l'islamismo non ci appartiene. Su questo si deve essere chiari : non c'è da scegliere tra una società dove tutto ha un prezzo e niente ha valore, dove il valore di un uomo si misura al suo conto in banca, e una società dove l'affermazione della sola verità del libro si accompagna della negazione generale di tutte le forme di vite inventate e realizzate dal genio della specie.


Comunque è arrivata la buona notizia : questa maledetta epoca, dove la lingua dell'economia è ormai in misura di dire tutto il reale – il lavoro, il debito, la crescita, il mercato, la banca, la moneta, il denaro, ecc. – si trova ormai nel suo letto di morte. Le masse di schiavi che si credevano liberi non hanno la fede che abita chi si è dato un valore che non ha prezzo, e per questo alla fine loro perderanno la guerra da venire. Non ti dico addio, middle-class consumista, che per te non c'è dio che non sia merce.


Quando nessuno potrà più ignorare la sconfitta storica della visione del mondo promossa dalla terribile potenza alienata espressa dal ciclo di vita e di morte del capitale, allora si presenterà, davanti alla specie divisa e martoriata dalla guerra, il vero contenuto del comunismo, cosi come la via da seguire, con le armi della critica e la critica delle armi, per la costruzione del suo strumento storico. Un programma, un partito, una rivoluzione.

Commenti

N. Post:

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226